Lettera aperta a Pietro Ghedin, ct di Malta: ci racconti come morì Re Cecconi

Aperto da maverickiv2007, 11 Set 2012, 11:07

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maverickiv2007

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Lettera aperta a Pietro Ghedin, allenatore di Malta: verità per Luciano Re Cecconi.

Caro Pietro Ghedin,

è passato molto tempo da quando, sugli spalti dell'Olimpico, insieme ad altre decine di migliaia di tifosi venivo a sostenerLa per supportare i colori della Lazio. E trentacinque anni sono ormai passati anche dall'omicidio di Luciano Re Cecconi, campione d'Italia nel 1974 e nel giro di quella Nazionale azzurra che proprio Lei, oggi allenatore di Malta, affronterà il prossimo martedì 11 settembre nella partita ufficiale per la qualificazione ai Mondiali 2014, allo Stadio di Modena.

Italia-Malta, per me e, come me, per tanti altri sportivi, significa anche Re Cecconi-Ghedin. La sera del 18 gennaio 1977, infatti Lei era accanto al nostro angelo biondo, all'interno della gioielleria di arte orafa dove uno dei più carismatici atleti di Tommaso Maestrelli si spense per sempre, in modo beffardo. Lei vide, Lei sa, perché Lei, caro Pietro Ghedin, quella sera era accanto proprio a Luciano Re Cecconi, prima che spirasse.

La storia che si conosce racconta che Cecco restò vittima di un banale scherzo, di uno scherzo finito male, di una tragedia nata da un clamoroso fraintendimento, figlio della fibrillazione e del pesante clima di quei maledetti anni di piombo, fortunatamente ormai alle spalle.

Lazio Family, associazione libera di tifosi laziali che mi onoro di presiedere, proprio nell'ultimo anniversario della scomparsa del nostro calciatore, ha organizzato in una sala di Roma una manifestazione in ricordo di Re Cecconi, celebrata alla presenza della sua famiglia, nella quale è stato proiettato in prima assoluta un film RAI censurato, unitamente al libro d'inchiesta Non Scherzo, scritto dal giornalista Maurizio Martucci.

Ebbene, l'idea che ne è venuta fuori, suffragata anche dai lucidi ricordi di Luigi Martini, amico intimo di Cecco e suo ex compagno di squadra in biancoceleste, è che quella maledetta sera di tanti anni fa Luciano Re Cecconi non scherzò affatto. Anzi, Luciano Re Cecconi non simulò alcuna rapina, tantomeno pronunciò frasi provocatorie nei confronti del gioielliere che reagì colpendolo a sangue freddo con un colpo di pistola.

Dopo trentacinque anni, è giunto il momento della verità. Non processuale, ma della verità storica.

Per questo, caro Pietro Ghedin allenatore della nazionale maltese, Le scrivo questa lettera aperta, a ridosso di Italia-Malta.

Lei, per la prima volta da allenatore avversario, affronterà quella stessa maglia azzurra indossata anche da Luciano Re Cecconi: dopo tanti anni di silenzio Le chiedo di ritornare sulla vicenda e chiarire pubblicamente le circostanze che portarono alla morte del povero Cecco, indimenticato campione sul campo e nella vita privata, che ancora oggi è ricordato con affetto dal mondo sportivo e in Curva Nord dalla gente laziale.

Grato per l'attenzione.

Dott. Paolo Lenzi
Presidente Lazio Family
www.laziofamily.com


L'ARTICOLO E' TRATTO DA CALCIOMERCATO.COM, DI SEGUITO TROVERETE IL LINK, AGGIUNGO PER QUANTO MI RIGUARDA CHE I COMMENTI ALLA NOTIZIA IN FONDO ALLA PAGINA CHE VI INVIO SONO ABBASTANZA PESANTI, PERSONALMENTE HO PREFERITO NON RISPONDERE, DEMANDO A VOI CARI NETTER, EVENTUALMENTE, IL COMPITO DI FARLO

Air

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maverickiv2007

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Diciamo che la lettera contiene tante velate accuse, neanche troppo velate, segno che evidentemente chi l'ha scritta conosce o comunque pensa di conoscere un'altra verità. Il discorso è che una lettera del genere resa pubblica senza uno straccio di prova in mano è veramente deleteria.
Personalmente credo sia fuori luogo fare questi proclami, certe cose andrebbero approfondite, le persone interpellate in privato.
Non concordo neanche io sul modus operandi.

Air

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Citazione di: maverickiv2007 il 11 Set 2012, 11:21
Diciamo che la lettera contiene tante velate accuse, neanche troppo velate, segno che evidentemente chi l'ha scritta conosce o comunque pensa di conoscere un'altra verità. Il discorso è che una lettera del genere resa pubblica senza uno straccio di prova in mano è veramente deleteria.
Personalmente credo sia fuori luogo fare questi proclami, certe cose andrebbero approfondite, le persone interpellate in privato.
Non concordo neanche io sul modus operandi.

Esattamente ciò che ho pensato anche io.

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aticche78

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Conosco personalmente il Dott. Lenzi e posso assicurare che oltre ad essere un grandissimo laziale, è una persona che sa il fatto suo.
Non credo che si sia sbilanciato così tanto senza avere qualcosa in mano.
Comunque resta il fatto che sulla vicenda qualcosa di non troppo chiaro ci sia stato, altrimenti non si spiega il perchè la Rai debba produrre un film per poi non mandarlo in onda e farlo cadere nel dimenticatoio.

"Il tempo è galantuomo" cit

maverickiv2007

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Stefano Re Cecconi è tornato a parlare oggi in esclusiva ai microfoni di Radiosei.
"Le mie verità le ho sempre avute, ma quando giustamente parla una persona all'interno di una storia, parla sempre il figlio, la famiglia. La gente magari prende queste tue convinzioni per vere. Io semplicemente cerco di chiarire delle cose. Per me è impensabile che una persona entri un posto, dica una cosa e la pistola venga puntata a un'altra persona. Diciamo che la pistola per prima, questi sono fatti accertati, fu puntata verso Pietro Ghedin. Lungi da me fare ogni tipo di accusa, però insomma andò così".
Riguardo all'attuale ct maltese, Stefano Re Cecconi ha spesso sottolineato le difficoltà dimostrate dall'ex compagno di squadra di suo padre nel parlare della vicenda: "Chiarimento possibile? Non si può essere carini dopo 35 anni di silenzio. Mi dispiace, l'ho accolta con sorriso questa cosa, provo molto affetto per Paolo Lenzi. A me non frega niente di quello che potrà uscire, non mi interessa. Mi fa piacere semplicemente che una parte importante del pubblico della Lazio, che papà amava e di cui faccio parte, magari dopo qualche anno si ponga qualche domanda. Per me finisce lì, non vado alla ricerca di niente. Rispettiamo la sentenza, anche se legittimamente la riteniamo ingiusta. Mi è stata proposta qualche giorno fa e mi ha fatto solo piacere. Ma non c'è voglia di fare pubblicità su alcune cose ormai passate, che fanno parte della mia storia".
Come detto, però, Stefano potrà sempre fare affidamento sull'affetto del popolo biancoceleste, che non ha mai dimenticato il numero 8 del primo Scudetto: "La bandiera in Curva Nord è bellissima, sono nettamente di parte, è logico, ma è veramente una bella bandiera. Ho avuto la fortuna di conoscere quei ragazzi che la portano, dei ragazzi puliti che hanno a cuore il futuro della Lazio. Sono cose che fanno veramente piacere, così come sono contento di aver conosciuto questi bravi ragazzi".
Anche nel piccolo cimitero di Nerviano, il paese della provincia milanese che diede i natali a Luciano Re Cecconi, la gente continua a visitare la tomba: "Gli anni passano, gli interpreti sono diversi e non si può pensare che sia sempre tutto uguale. Ogni tanto qualche tifoso e qualche persona viene a fare una visita al cimitero. Fa veramente molto piacere. Sono cimiteri piccolini, di provincia e quindi c'è molta intimità. Io devo sempre ringraziare i tifosi della Lazio a cui sono legato da molto affetto. Nella mia sfortuna sono stato un privilegiato. Per Roma ogni tanto le persone mi fermano e mi dimostrano affetto. Lo devo ai tifosi della Lazio che hanno sempre portato nel cuore mio padre, che ha rappresentato un elemento della squadra importante".

dani2110

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Che questa storia abbia dei lati incomprensibili è fuor di dubbio...il silenzio di Ghedin che non credo abbia mai proferito parola sull'accaduto nonostante sia un testimone oculare e quel film censurato dalla Rai fanno pensare.

Personalmente credo che 1-2 parole per fare luce e mettere un punto dopo tanti anni, siano d'obbligo nei confronti della famiglia di Re Cecconi che comunque oltre al fardello di aver subito una perdita cosi grave, ha dovuto convivere anche con una versione dei fatti che per anni ha dipinto Luciano Re Cecconi come una persona morta per una stupidaggine, cosa che non credo sia così edificante.

Quindi a mio avviso Ghedin deve mettere il punto sulla vicenda.


Quello che però mi auguro è che non si stia speculando su questa vicenda e che non ci siano legami tra questa lettera e il libro solo per vendere qualche copia in più. Sarebbe davvero triste.

Adler Nest

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nello spogliatoio quell'anno e in quelli immediatamente successivi il silenzio su questo argomento era assordante. (fonte un giocatore che c'era)

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Citazione di: dani2110 il 11 Set 2012, 16:02
Che questa storia abbia dei lati incomprensibili è fuor di dubbio...il silenzio di Ghedin che non credo abbia mai proferito parola sull'accaduto nonostante sia un testimone oculare e quel film censurato dalla Rai fanno pensare.
A quanto ho letto, Ghedin ha prima negato che Re Cecconi avesse fatto quello scherzo e poi ritrattato.

http://spettacoli.tiscali.it/articoli/libri/12/03/non-scherzo-re-cecconi-intervista-martucci.html?libri

CitazioneAllora come mai si è creato il mito dello scherzo di Re Cecconi e delle parole "Fermi tutti, questa è una rapina"?
"L'informazione allora era diversa e non c'era la multicanalità. Le notizie venivano veicolate in parte attraverso i giornali e in parte attraverso i canali e la radio Rai. La versione diffusa da questi canali, molto ristretti, fu quella dello scherzo perché l'unico che parlò con la stampa in quel tragico 18 gennaio fu il gioielliere. L'altro testimone oculare dell'omicidio era l'attuale allenatore della nazionale di calcio femminile Pietro Ghedin. Quella sera Ghedin andò a dormire a casa di Gigi Martini, suo compagno di squadra e amico inseparabile di Re Cecconi. Ghedin gli raccontò che 'Cecco' non aveva fatto nulla. Nei giorni successivi, probabilmente pressato dall'opinione pubblica, Ghedin cambiò versione avvalorando la tesi dello scherzo. Anche in tribunale fornì due versioni diverse: nella frase preliminare disse che non c'era stato nessuno scherzo, mentre durante il processo cambiò e ribaltò la sua versione. Infatti dagli atti emerge che anche il giudice gli domandò perché stesse cambiando versione. La tesi dello scherzo a questo punto venne avvalorata anche dal profumiere e nessuno ebbe il coraggio di indagare oltre.

StylishKid

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Scusate a me è sempre stata raccontata la storia dello scherzo.
Confesso che non conosco versioni alternative. Qualcuno di voi potrebbe spiegarmi quale sarebbe l'altra versione?

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Citazione di: StylishKid il 11 Set 2012, 17:14
Scusate a me è sempre stata raccontata la storia dello scherzo.
Confesso che non conosco versioni alternative. Qualcuno di voi potrebbe spiegarmi quale sarebbe l'altra versione?
Leggi l'articolo che ho linkato sopra.

dani2110

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Citazione di: Alcares il 11 Set 2012, 18:13
Leggi l'articolo che ho linkato sopra.

Si ma non spiega cosa ha spinto l'orafo a sparare...è qui che non riesco a capire. Nel libro c'è scritto? Qualcuno che l'ha letto?

Parlare di incomprensione cosi da l'idea che Re Cecconi, Ghedin e il profumiere sono entrati e l'orafo gli ha puntato la pistola contro a buffo.

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Alcares

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Citazione di: dani2110 il 11 Set 2012, 18:45
Si ma non spiega cosa ha spinto l'orafo a sparare...è qui che non riesco a capire. Nel libro c'è scritto? Qualcuno che l'ha letto?

Parlare di incomprensione cosi da l'idea che Re Cecconi, Ghedin e il profumiere sono entrati e l'orafo gli ha puntato la pistola contro a buffo.
Questo è proprio ciò che si vuole scoprire.

Ho visto un video (che penso sia questo che posto sotto, ce ne sono varie versioni di durate diverse) con annessa intervista all'autore del libro che tra le tante ipotesi circolate parla del fatto che lo scherzo sia inceve partito dal gioielliere stesso che ha preso la pistola per scherzo e l'ha puntata prima verso Ghedin e poi verso Re Cecconi.
Non avendo la sicura ed essendo la pistola a grilletto sensibilizzato, è bastato spostare la pistola da Ghedin a Re Cecconi e il piccolo scossone ha fatto partire il colpo.



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