Sentenza ribaltata: assolti Cannavaro e Grava, restituiti i due punti al club che torna secondo a tre punti dalla Juve Non fu illecito, sconto a Gianello: 21 mesi (Corriere dello Sport)
di Edmondo Pinna
ROMA - Il Napoli di Aurelio De Laurentiis ha vinto la partita più importante. Sulla strada verso lo scudetto, (ri)trova i due punti che la Disciplinare gli aveva tolto a metà dicembre, dopo il primo grado, e (ri)trova il suo capitano, Paolo Cannavaro, e Gianluca Grava, il difensore di tante battaglie. Destini che si incrociano. Il jolly dal mazzo, per la squadra partenopea, l'ha tirato fuori l'avvocato di Matteo Gianello. Già, proprio lui, l'ex terzo portiere del Napoli che sembrava l'unico male del Mondo. Eduardo Chiacchio, avvocato di grande esperienza, tanta sostanza e poca apparenza, ha tentato l' all in al tavolo della Corte federale: «Matteo Gianello non ha commesso illeciti. Il suo comportamento è stato sbagliato, ma non ha valicato il confine personale. Sleale, forse. Ma non illecito» la sintesi della breve ma concreta tesi difensiva avanzata davanti ai giudici guidati da Mastrandrea (Sandulli, Serio, Sanino, Pappa, Porceddu, Marchitiello, Greco, Celotto, Zoppellari, Mezzacapo). Una mezza follia, fantascienza pura a pensarla prima.
AGGANCI - Invece la sua tesi, elaborata con il suo pool difensivo (Michele Cozzone, Monica Fiorillo e Rosita Gervasio) ha fatto breccia nella Corte federale, insinuando quantomeno un ragionevole dubbio. E così nelle carte arrivate soprattutto dalla Procura di Napoli, i giudici hanno trovato ed hanno colto i motivi per derubricare l'illecito sportivo alla slealtà. Forse, una non chiara e certa trasmissione del messaggio illecito ai due compagni (le versioni, in effetti, sono differenti e discordanti); forse le molte versioni fornite fra la Procura federale e quella di Napoli; forse, quasi, un millantato credito. Tutto ha contribuito a minare la credibilità di Matteo Gianello come latore di una proposta per una combine, che poi è la tesi sostenuta dai legali del Napoli (che lo hanno definito un «Donnie Brasco al contrario» ), ai quali si è unito il professore Virgilio D'Antonio, docente universitario. Il risultato, scaturito dalle geniale intuizione dell'avvocato Chiacchio, è stato un Bingo da un milione di euro.
IRRITUALE - Una vittoria, quella del Napoli, che è passata anche dalle parole del procuratore federale. Stefano Palazzi, nella sua arringa difensiva, in maniera definita da molti legali presenti «irrituale» , non solo ha ricordato come lui, per il club, avesse chiesto solo un punto di penalizzazione, ma si è rimesso alla Corte per la quantificazione delle pene. Citando, come esempi, i casi di Torino e Samp (un punto) Novara e Albinoleffe (un punto). E sottolineando anche come, in questo caso, rispetto ad altri, mancasse il collegamento con le organizzazioni internazionali (zingari e asiatici) che hanno caratterizzato lo scandalo scommesse; il ruolo di Gianello fosse marginale rispetto alla squadra; la proposta è stata immediatamente rifiutata. Un comportamento che ha fatto saltare la mosca al naso all'avvocato del Portogruaro, Annalisa Roseti, piccata dalla disparità di giudizio. Dopo un (cortese) battibecco con Palazzi, è dovuto intervenire il presidente Mastrandrea: «Avvocato, le assicuro, non ci saranno trattamenti diversi fra il Napoli e il Portogruaro» . Alla fine la società veneta ha ottenuto una mezza vittoria: un punto di penalizzazione (rigettato il ricorso di Zamboni).
L'ASSO - Era sceso in campo anche il presidente del Napoli, De Laurentiis: «Chiedo a questi giudici di avere la forza e la serenità per assolverci» . Era stato profetico. La Corte federale ha riconosciuto Gianello colpevole di aver violato l'articolo 1 (slealtà, correttezza e probità), e di aver violato il divieto di scommesse. Per questo ha comminato un'ammenda al Napoli. La responsabilità oggettiva (lo ha sottolineato anche Palazzi durante il suo intervento) non è stata cancellata. Semplicemente, a capo d'imputazione diverso si applica una sanzione diversa. Non essendoci più l'illecito.... Per questo, Cannavaro e Grava sono stati assolti «perché il fatto non sussiste» : cosa avrebbero dovuto denunciare se non c'era nulla da poter denunciare?