Reja: "Non so per quanto tempo reggerò"

Aperto da jp1900, 19 Mar 2011, 23:19

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Citazione di: cosmo il 20 Mar 2011, 20:21
Noi siamo sempre stati insopportabili (e il giudizio va esteso anche alla parte opposta del Tevere), noi pretendiamo. Con strafottenza, arroganza, volgarità, con la verità in tasca.
Secondo me la verità è peggio di quanto riporti. E' come se molti, a Roma ma non solo, avessero una vita senza soddisfazioni, e riversano molte aspettative nel calcio. Per loro perdere un derby è un dramma, mentre vincerlo li fa sembrare chissà cosa. Gli asfusi addirittura se lo cantano soddisfatti (dimme chi è mi fa sentire importante anche se non conto niente). 

jp1900

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Citazione di: sweeper77 il 20 Mar 2011, 20:26
:) continui a dispensare opinioni nei miei confronti come se mi conoscessi..
ma fai l'analista? me mancava la mosca bianca che se facva anda bene i 5 derby persi di fila..madò
L'ho veramente sentite tutte ora!
Non ho sentito nessuno dire questo.

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Citazione di: sweeper77 il 20 Mar 2011, 20:26
:) continui a dispensare opinioni nei miei confronti come se mi conoscessi..
ma fai l'analista? me mancava la mosca bianca che se facva anda bene i 5 derby persi di fila..madò
L'ho veramente sentite tutte ora!

machitteconosce???
:beer:

io mi riferisco ad un certo tipo di "tifoso" e prendo
spunto dai tuoi post perché mi sembri aderente
al quel tipo ma magari mi sbaglio, non è un fatto
personale, se non ti riconosci nella descrizione
va benissimo, anzi meglio.

In effetti faccio l'analista... (ma non di persone  :p )

GoodbyeStranger

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Citazione di: jp1900 il 20 Mar 2011, 20:35
Secondo me la verità è peggio di quanto riporti. E' come se molti, a Roma ma non solo, avessero una vita senza soddisfazioni, e riversano molte aspettative nel calcio. Per loro perdere un derby è un dramma, mentre vincerlo li fa sembrare chissà cosa. Gli asfusi addirittura se lo cantano soddisfatti (dimme chi è mi fa sentire importante anche se non conto niente).

In effetti sta frase è inquietante... e terribilmente vera.

Mr. Mojo

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Citazione di: cosmo il 20 Mar 2011, 20:21
............

Tutto molto sensato ma è il mondo dei tifosi.
Se togli tutto quello che dici cosa resta?

Allora io opererei un distinguo fra il tifoso generico (che grazie a forum oggi ha una eco oltre il bar de sotto casa) e la curva.
Il primo parla, straparla, pretende, fa il mister, si incazza ma non incide, non sposta, non destabilizza per usare un termine caro al nostro...mentre quello che accade in curva è ben altra cosa. E ne sappiamo più o meno le ragioni.
Ora Reja non si sta rivolgendo a me, a Dako o a Tarallo ma all'ambiente, a quel coacervo equivoco di radio, cartaccia stampata e curva.

Non siamo noi che dovremmo tacere (il risultato sarebbe o un forum bulgaro o l'assenza di post...) ma "altri".

Le nostre, alla fine, sono solo chiacchiere e distintivo, innocue e divertenti (qualche volta ci si incazza), i fischi preventivi o gli insulti sono altra roba 


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ZombyWoof

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Citazione di: cosmo il 20 Mar 2011, 20:21
noi pretendiamo. Con strafottenza, arroganza, volgarità, con la verità in tasca. Tutti allenatori di questa luccicantissima fava che, per caritàdiddio, non si può nemmeno permettere al Cesena di fare un po' di pressione dopo che la Lazio ha sbagliato 100 contropiedi. Mentre l'Inter, che è 1000 volte più forte di noi, può rischiare di pareggiare in casa col Lecce perdendo il treno per lo scudetto. Eh sì, ma, però, dipende, non è la stessa cosa, voi mette. Ognuno ha già pronta la sua formula per esibire la sua competenza. Il suo l'avevo detto.

perfetto cosmo.  e anche il resto che non ho quotato

doctor

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Citazione di: cosmo il 20 Mar 2011, 20:21
Anche questo topic ha,secondo me, subìto la legge della mutabilità dei topic, nel senso che alla fine, l'ho letto QUASI tutto (pant!pant! puff! puff!) si sta evitando il succo del discorso.
Reja non ha mai detto che non accetta le critiche, ma che non sa se reggerà la pressione di un ambiente che è arrivato ad accanirsi contro di lui insultandolo, andando sul personale, ferocemente come solo i tifosi di calcio sanno fare.
Qui il punto focale non è decidere se la Lazio gioca bene o gioca male, se Reja è l'allenatore da confermare o meno, ma bisogna ragionare sul ruolo dell'ambiente nelle decisioni che riguardano una società di calcio. E se Reja decide di andarsene per la troppa, mortificante pressione, allora l'ambiente avrà inciso di nuovo sul futuro di una società. Ed è ridicolo!
Reja contesta secondo me un pregiudizio che lo vede criticato da molto prima della sconfitta dei derby perché i tifosi della Lazio pretendono non solo che la Lazio viaggi nella parte alta della classifica ma che esprima anche un gioco spumeggiante, vincendo 4-5 a zero, e che punti addirittura allo scudetto.
Il problema è che ognuno di noi si sente il depositario della verità. Vero o no? Per cui tende a forzare la realtà pur di avvalorare la propria tesi, e nel caso di Reja ci si accanisce scioccamente contro il più sacro di tutti i giudici: il risultato. Reja può piacere o non piacere, ma è un dato di fatto che la Lazio ha un ottimo ruolino di marcia dal febbraio del 2010 e con un organico inferiore a molte squadre che ci stanno sotto.
Esempio: Io considero Del Neri un ottimo allenatore, ma non posso inventarmi le biciclette con gli sportelli: la stagione della Juve parla chiaro, quindi io ho sbagliato il mio giudizio su Del Neri. Punto e basta. Non posso arrampicarmi sugli specchi, perché il campo di calcio ha deciso per me. E io ho torto. Del Neri non è un allenatore da Juventus.
Ma anche questa affermazione rischia di riportare il topic ad un fatto tecnico, mentre la cosa mortificante è che un allenatore di 65 anni con 500 partite sulle spalle per la prima volta si accorge che l'ambiente che lo circonda è insopportabile.
Noi siamo sempre stati insopportabili (e il giudizio va esteso anche alla parte opposta del Tevere), noi pretendiamo. Con strafottenza, arroganza, volgarità, con la verità in tasca. Tutti allenatori di questa luccicantissima fava che, per caritàdiddio, non si può nemmeno permettere al Cesena di fare un po' di pressione dopo che la Lazio ha sbagliato 100 contropiedi. Mentre l'Inter, che è 1000 volte più forte di noi, può rischiare di pareggiare in casa col Lecce perdendo il treno per lo scudetto. Eh sì, ma, però, dipende, non è la stessa cosa, voi mette. Ognuno ha già pronta la sua formula per esibire la sua competenza. Il suo l'avevo detto.
Il problema non è di Reja, il problema, gravissimo, è il nostro: quelli che scatenavano l''inferno a Formello quando si perdeva ai tempi di Cragnotti, quelli che mettevano in discussione Veron, che Salas aveva la panza, che Pancaro non sapeva crossare. Quelli che "è meglio Fiore che gioca tutte le partite da 6.5 che Veron che ne gioca dieci da 8 e dieci da 5". Che geni del calcio che siamo. Noi possiamo insegnare a Reja e se lui non fa come diciamo noi è un [...]. Andiamo a dirglielo in faccia che è un [...]...
Ma ci leggiamo? ci ascoltiamo? Le sentite le radio? Gente che nella vita fa il pizzicarolo, l'impiegato, l'idraulico, che con fanatismo si fomenta per insultare una persona per bene che ha il torto di mettere Zarate troppo arretrato?
Ma non è che sarà pure per questo motivo che in questa città in 100 anni di storia si è vinto 5 scudetti in due? E due sole coppe europee?
Che la Lazio in 111 anni avrà lottato per lo scudetto 10 volte, sì e no.
Ogni giorno la solita routine, i soliti giudizi netti, trancianti, avvalorati da prove che fanno ridere i polli.
Quante volte è già successo in passato? E tutti quelli che parlano di calcio, gli addetti ai lavori, sanno che l'ambiente romano è difficile, impossibile.
Perché ormai la nostra schizofrenia ha valicato tutti i confini. Siamo sempre pronti a riempirci la bocca col progetto, l'allenatore alla Ferguson, gli schemi (gli schemi???? Ma quanti di noi sanno cosa è uno schema? Quanti hanno giocato a pallone oltre il recinto del giardinetto sotto casa?).
Per carità, azzardare opinioni tecniche è bellissimo, è il motivo per cui seguiamo il calcio, ma da qui a pretendere, insultare, comandare, perché noi vogliamo comandare, ce ne passa.
Questa è una città e una tifoseria che ragiona con la pancia, che martella ogni santissimo giorno con delle pretese ridicole e che fa perdere la pazienza a tutti.Tutti quelli passati di qui si sono accorti di che razza di ambiente siamo.
Erano, sono tutti matti? Oppure siamo noi ad essere fuori di testa?

Perfetto. Si potrebbe anche chiudere il topic.

Amen. :chap:

Ranxerox

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  Che zio Edy non sia l'allenatore più adatto a condurre una squadra che lotta per il vertice in Italia ed in Europa è evidente dal suo curriculum e dalle sue convinzioni tecniche perchè, tendenzialmente, le squadre che devono raggranellare numerosi punti in casa ed in trasferta presuppongono una idea di gioco che parta dal dominio dell'avversario e dalla ricerca continua della vittoria e del gol.
  Per vincere il campionato hai bisogno di almeno 75 punti e quindi devi avere una notevole propensione al gioco d'attacco. E' evidente che ciò non è nelle caratteristiche del nostro tecnico.

  Per certi versi è anche normale perchè, allo stato dei fatti, nonostante una crescita sostanziale rispetto alla seconda parte dell' ultimo Delio ed alla gestione Ballardini, la squadra ha evidenziato dei limiti evidenti sotto l'aspetto caratteriale, tecnico e di organizzazione di gioco che non hanno permesso di assestare i colpi decisivi nei momenti cruciali. Se non fosse stato così saremmo in testa col Milan.
  Ma non siamo stati costruiti per vincere lo scudetto ne, per certi versi, per qualificarci per la Champions. In realtà non siamo ancora all'altezza di batterci per questi traguardi e tocca farsene una ragione.

Per arrivare a questo manca ancora qualche tassello.

  Non sarebbe logico chiamare alla guida tecnica di questa Lazio un Capello, uno Spalletti o un Ranieri (tanto per fare esempi di tecnici di rilievo, sfanculati di brutto dai tifosi dell'altro reparto, come sembra esser di moda ormai) a meno che ciò non sia accompagnato dall'arrivo di almeno tre pedine di primo livello, gente che ha navigato per certi mari capace soprattutto di trasmettere una mentalità diversa ai compagni.
In questa Lazio gente che ha vinto qualcosa di importante ce n'è proprio pochina.
  Contestualmente sarebbe necessario procedere ad una crescita globale dell'organizzazione tecnica ed amministrativa della società.

  Nel frattempo non si può che valutare positivamente il lavoro di Reja che, più realista del re, avendo compreso che il reparto migliore della squadra fosse la difesa, sull'impenetrabilità ha costruito il suo progetto di gioco riuscendo a mantenere la Lazio in linea con quelle che erano le aspettative all'inizio di stagione.
  Di questo dobbiamo esseregli riconoscenti, anche se la macchia dei derbies (plurale?) pesa come un macigno.
  E' vero però che tre dei quattro avrebbero meritato sorte diversa. Perchè il rigore non lo tira Reja ma Sergione, ne è lui che si fa impallinare da bombe su punizione al centro della porta (Ferna' t'hanno sgamato, allenate specificatamente su sta cosa).
  Ma la riconoscenza non fa parte del corredo del verolazziale (vero Sandri'), meglio i fischi e le bottigliate.

Secondo me due riflessioni deve fare la società guardando avanti:
la prima è che nel caso si riesca a centrare l'Europa, qualsiasi essa sia, e nel caso si riesca a costruire una squadra ancora più competitiva di questa, corre l'obbligo di valutare se l'attuale guida tecnica sia in grado di pilotare con profitto una stagione con tre competizioni, magari passando dai preliminari (vedi Sampdoria), visto che le insidie che ciò comporta non sono da sottovalutare (vero Ballardini?).
  Se fatto con chiarezza e correttezza non significa, nel caso, scaricare ma programmare al meglio il proprio futuro con Reja magari impegnato in un altro ruolo.
  L'altra, ancora più scabrosa, è una valutazione sull'attacco. Abbiamo investito 34 milioni di euro su Floccari e Zarate che hanno relizzato in due la miseria di una decina di gol.
  Abbiamo investito male questa cifra per noi decisamente importante puntando sui giocatori sbagliati o il gioco del mister non riesce a valorizzare il vero potenziale di questo investimento?
  Se dovessimo andare in Europa i primi due nodi da sciogliere sarebbero proprio questi.

Una cosa semplice dovrebbero invece fare i tifosi:

smette de rompe li cojo.ni a destra e a manca dalla mattina alla sera. 

Centurio

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stí tifosi, che ignoranti.
Ma come si permettono?

Reja, perdonali, e che non ti passi nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di andartene!

Te lo chiedono soprattutto 5 mijoni de tifosi daaa maggica.

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NBA-LAZIO

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Citazione di: Tarallo il 20 Mar 2011, 18:01
Invece noi ai quinti posti siamo abituati, anzi li consideriamo fallimenti.
Se 80 e' l'anno di nascita, mentre tu facevi la pipi' nel pannolino io vedevo le gazzelle della polizia sul tartan dell'olimpico.
Me sa che a voi ve ce vonno una dozzina d'anni de B, se non altro per imparare il significato delle parole UMILTA'
e RISPETTO.

Quindi secondo il tuo discorso uno si dovrebbe accontentare di stare in serie A.

Tarallo

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Citazione di: NBA-LAZIO il 20 Mar 2011, 23:17
Quindi secondo il tuo discorso uno si dovrebbe accontentare di stare in serie A.

Tutt'altro.
Secondo me bisogna rispettare il Brescia, il Lecce e Reja, proprio perche' in quelle situazioni ci siamo stati (almeno alcuni di noi) e non vogliamo tornarci. Parlavo di umilta' e rispetto, non dicevo che voglio tornare in basso.

Property

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ci vorrebbe una bella regolata da parte di tutti.

reja è una bella persona e ha dimostrato di saper fare benissimo con la lazio; con i risultati ad oggi lui meriterebbe la conferma.

il problema non è lui, ma è l'obiettivo a lui dato ad inizio stagione, "entro i primi otto"...la dice lunga.


Mr. Mojo

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Citazione di: doctor il 20 Mar 2011, 22:58
Perfetto. Si potrebbe anche chiudere il topic.

Amen. :chap:

ma anche no
dice cose condivisibili, parla dei "tifosi", anche di noi, si può esser d'accordo più o meno ma le questioni restano aperte. Un ottimo contributo alla discussione ma non si è chiuso nulla.

NBA-LAZIO

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Citazione di: Tarallo il 20 Mar 2011, 23:19
Tutt'altro.
Secondo me bisogna rispettare il Brescia, il Lecce e Reja, proprio perche' in quelle situazioni ci siamo stati (almeno alcuni di noi) e non vogliamo tornarci. Parlavo di umilta' e rispetto, non dicevo che voglio tornare in basso.

Non intendevo questo, fa niente.

AquiladiMare

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Citazione di: Property il 20 Mar 2011, 23:46
ci vorrebbe una bella regolata da parte di tutti.

reja è una bella persona e ha dimostrato di saper fare benissimo con la lazio; con i risultati ad oggi lui meriterebbe la conferma.

il problema non è lui, ma è l'obiettivo a lui dato ad inizio stagione, "entro i primi otto"...la dice lunga.

venivamo da una salvezza, dopo un paio di campionati conclusi oltre il 10°posto... che altro obbiettivo potevi avere se non rientrare in europa???

troppo stiamo bene se ad 8 giornate dalla fine siamo a -2 dalla CL e a -5 dal 3°posto con il piazzamento in EL quasi in cassaforte

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cosmo

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Citazione di: Mr. Mojo il 20 Mar 2011, 21:01
Tutto molto sensato ma è il mondo dei tifosi.
Se togli tutto quello che dici cosa resta?

Allora io opererei un distinguo fra il tifoso generico (che grazie a forum oggi ha una eco oltre il bar de sotto casa) e la curva.
Il primo parla, straparla, pretende, fa il mister, si incazza ma non incide, non sposta, non destabilizza per usare un termine caro al nostro...mentre quello che accade in curva è ben altra cosa. E ne sappiamo più o meno le ragioni.
Ora Reja non si sta rivolgendo a me, a Dako o a Tarallo ma all'ambiente, a quel coacervo equivoco di radio, cartaccia stampata e curva.

Non siamo noi che dovremmo tacere (il risultato sarebbe o un forum bulgaro o l'assenza di post...) ma "altri".

Le nostre, alla fine, sono solo chiacchiere e distintivo, innocue e divertenti (qualche volta ci si incazza), i fischi preventivi o gli insulti sono altra roba


Sabato sera sulla rai, c'erano Mazzola, Vierchwood e un altro che non mi ricordo che hanno parlato di Lazio per un po', tessendo le lodi di una squadra molto costante nel rendimento e, prendendo spunto dalle parole amare di Reja, sottolineavano proprio il fatto che esiste una minoranza caciarona e una maggioranza silenziosa che dovrebbe cominciare a dare a Reja quel che è di Reja.
Non si spiegavano come mai a Roma, sponda Lazio, ci potessero essere delle critiche così pesanti, anche considerando il brutto filotto del derby.
Questo alla luce dei numeri che quest'anno sono una sentenza di assoluzione. Fino ad adesso, ovviamente. Perché poi deciderà il campo.
Fatto sta che, fuori dal raccordo anulare, la Lazio è rispettata, anche se non ha lo spazio che hanno realtà più entusiasmanti perché (e se noi fossimo giornalisti faremmo lo stesso) l'ambiente laziale è lugubre, nevrastenico, incarognito.
Certe volte mi pare che siamo rimasti indietro di secoli: il ritiro, il chiedere scusa ai tifosi (ma... io questa cosa del chiedere scusa non l'ho mai capita... vabbè), e sempre sta cacchio de lazialità sbandierata come un panegirico retorico.
Tutti noi contribuiamo a formare l'ambiente, siamo un'orchestra, ma è pacifico che la curva e le telefonate dei radioascoltatori siano la grancassa, mentre noi del forum, i tifosi generici, hai ragione tu, al massimo possiamo essere i flauti. E la carta stampata tiene la bacchetta, specie quando esibisce quotidianamente la sua ruffianeria verso gli altri colori, che noi soffriamo c'è poco da dire.
Se tornassimo da un viaggio su marte e accendessimo la radio e la tv per ascoltare i vari plastino, cedrone, de angelis ecc, avemmo l'impressione che la Lazio stia lottando per non retrocedere.

La verità seconde me è che la suddetta grancassa è rimasta indietro, al 2005. La Lazio è cresciuta: ha un buon organico, si è evoluta, ha risolto molti equivoci, ha individuato gli errori e li ha corretti. La Lazio è quinta in classifica con discrete possibilità di migliorare la sua posizione.
Ogni altra realtà del campionato nella stessa situazione sarebbe incorniciata dall'ottimismo, si divertirebbe nel provarci, sognerebbe, spingerebbe quel cavolo di pallone in porta con un boato.
Immaginate il Napoli, la riomma, il palemmo, la fiorentina nella stessa situazione. Lo stadio sarebbe una bolgia.
Noi facciamo i fischi preventivi.











Mr. Mojo

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Sono d'accordo.
Il postcragnottismo sembra non finire mai. L'ambiente è quel che è.
E questo clima tristissimo rende penoso anche il dibattito.
Insomma l'apprezzamento o meno di un giocatore, ad esempio, passa su un'altra linea, che non è quella calcistica, ma quella dell'appartenenza a un "partito".
Per cui chi difende Reja, in questo teatro dell'assurdo, è lotitiano, chi adora Zarate è un regazzo.
Col cazzo che è così ma non importa.
E' come uno schieramento di truppe. Una noia mortale.
Cerchiamo di starne fuori e di chiacchierare in libertà.

Se poi limiti l'analisi allo stadio, be' li è una vergogna. Ma da anni. E' diventato un posto infrequentabile.
Non saprei neanche come uscirne da sto schifo, credo che nenanche con uno scudetto le cose si normalizzerebbero.


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