Partita stranissima.
Mi è sembrato un derby non sentito, come se fosse una partita tra le tante.
Il che, per certi versi, mi farebbe anche piacere, visto che le rivalità campanilistiche eccessive le attribuisco alle provinciali, mentre le grandi squadre dovrebbero considerare tutte le partite per quello che sono: tre punti.
Però è stata una partita surreale. Non mi capacito di come la Lazio l'abbia affrontata in maniera moscia, lenta, come se non ci fosse la foga e l'impegno che ci si aspettava da uno scontro al vertice.
Siamo andati sotto in maniera quasi rassegnata, con due sciocchezze inspiegabili che si compiono quando si gioca con poca concentrazione.
Poi, nessuna reazione, cattiveria zero, persino nessun nervosismo (che è un bene, ma resta un fatto strano). Anche il pareggio, arrivato casualmente, non ci ha svegliato.
Tutto così, liscio come l'olio. Come se giocassimo contro il Nizza in Europa League.
Non l'ho capita. Sono indeciso se dare una connotazione positiva a questa sensazione, ovvero che abbiamo iniziato a considerare la Roma un'avversaria come tante (prova di maturità) o una connotazione negativa, cioè una inaspettata mancanza di carattere.
Partita veramente strana.