Il grande Saadi Gheddafi: carriera (estratto da wikipedia).
«L'ho convocato pro forma in panchina soltanto con il Congo, perché si giocava in casa. Ma dopo il primo tempo in pratica se n'è andato. Durante la mia gestione non ha fatto neanche un riscaldamento. Come giocatore non vale niente.»
(Franco Scoglio)
L'allenatore messinese ha inoltre dichiarato che subiva continuamente minacce e tentativi di ricatti da Gheddafi, in quanto se non veniva schierato titolare avrebbe preso provvedimenti contattando nell'immediato il padre.
Inizialmente milita nell'Al-Ittihad Tripoli, per poi passare nella stagione 2003-2004 al Perugia di Luciano Gaucci. Con la maglia degli umbri, nel corso dell'annata gioca soltanto 13 minuti in campionato contro la Juventus – di cui era all'epoca socio e tifoso –, diventando nell'occasione il primo calciatore libico a calcare i campi della Serie A; precedentemente era risultato, nel mese di ottobre, positivo al nandrolone dopo un controllo antidoping per la partita Perugia-Reggina (durante la quale era rimasto in panchina), venendo squalificato per tre mesi. Rimase un'altra stagione in Umbria, con la squadra perugina nel frattempo declassata in Serie B. Stavolta ha occasione di scendere in campo in due spezzoni di Coppa Italia, giocando mezz'ora contro il Rimini e 20 minuti nel derby umbro contro la Ternana, nella quale ebbero la meglio proprio i biancorossi.
Nell'annata 2005-2006 è passato all'Udinese, giocando anche qui solo 8 minuti contro il Cagliari, in un'esperienza condita da numerose polemiche sulla sua sfarzosa vita fuori dal campo. Nella stagione 2006-2007 è infine approdato alla Sampdoria, senza disputare alcuna partita; in quest'ultima esperienza, Saadi finisce al centro dei riflettori soprattutto per la sua lussuosa vita extracampo nella riviera ligure.
Si vede proprio che lo hanno preso perché era bravo e non per il potere del padre.