Domenica sontuosa, che riconcilia il cuore con la testa.
Uno stadio unito, bello e caloroso.
Una squadra, finalmente, con un'idea di gioco, che pressa, che fa salire gli esterni, che arriva con tanti giocatori in area, che dimostra una panchina di livello. Questa è la cosa più importante - al netto della forza dell'avversario e delle prossime controprove più impegnative - perché nel passato recente anche con squadre di scarso livello non riuscivamo ad esprimere un gioco all'altezza.
Evitando ulteriori commenti sullo stra-Candreva e le conferme (Biglia, Basta), vado random su alcuni singoli: Gentiletti puntuale, preciso e con ottima tecnica, come del resto Braafheid, vera sorpresa della partita. Per capire il livello serve ovviamente una verifica con avversari più qualificati, ma l'approccio e la concentrazione sono stati positivi.
Lulic ancora un po' spaesato, come se stentasse a prendere le misure in un ruolo che, al momento, "esalta" la non eccelsa caratura tecnica. C'è da capire se in questa fase, soprattutto davanti squadre più incisive, non sia meglio la cattiveria, la rapidità e la tigna di un Onazi.
Le uniche vere perplessità riguardano Djordjevic, che non sembra ancora perfettamente inserito nella manovra: a metà tra ruolo di boa e attaccante d'aria, stenta a definire il suo profilo di attaccante, rimanendo in una imprecisa terra di mezzo. In ogni caso, giusto e bellissimo il sostegno nei suoi confronti al momento del cambio.
A posteriori tre nei che però non riescono a guastare il clima di "ripartenza" generale: le coccarde ipocrite e vigliacchette; la manopalettata e coro annesso di cui sembra proprio non si possa fare a meno; la gara tra alcuni tifosi a cucirsi addosso la vittoria contro altri tifosi.
Siamo ripartiti su una base minima condivisa: ritorno allo stadio e tutti uniti per la squadra e il mister. Sul resto ognuno pensi e faccia ciò che crede, senza criminalizzare chi (in tanti) proseguiranno in altre forme la protesta contro la società.