S.S. Lazio Primavera

Aperto da zorba, 10 Apr 2010, 07:13

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Kim Gordon

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* 12.430
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Citazione di: myLazio.net il 14 Giu 2010, 12:31
... a 3 non intendiamo arrivarci.
Facciamo a capirci: si interviene solo per dire qualcosa di sensato e approfondendo il proprio punto di vista.
Non per prendere in giro qualcuno o buttare lì la solita frasetta sferzante, acritica e laconica.

Per cortesia, sforzatevi di non intervenire in questa maniera, oppure ci costringerete a spiacevoli provvedimenti.
Non è difficile, suvvia... ce la potete fare.

MyLazio.net Staff

avete ragione, pardon. farò più attenzione. La tentazione gioca brutti scherzi, ed io sono umano quindi fallace.




mansiz

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* 4.756
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Citazione di: Kim Gordon il 14 Giu 2010, 19:48
avete ragione, pardon. farò più attenzione. La tentazione gioca brutti scherzi, ed io sono umano quindi fallace.

che viene da fallo

Sirius

*
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* 5.870
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Citazione di: Mauler il 14 Giu 2010, 17:56
OK grazie.
Almeno così capisco, sennò rimangono solo parole...è una cosa positiva......
si ma perchè ?

Premessa d'obbligo: è una cosa positiva... e' una frase senza senso.
E' una scelta, questo si, un modus operandi, un'idea di base che porta (e comporta) vantaggi e svantaggi.
Come dicevo, accentrare significa sacrificare la quantita' per (probabilmente) puntare maggiormente sulla qualita'.

Concentrare l'intero settore giovanile in un'unica struttura comporta

1) Maggior controllo tecnico
2) Contatto piu' stretto tra le varie categorie, dai piu' piccoli fino alla prima squadra
3) Accrescimento del senso di appartenenza
4) Sensibile diminuzione del bacino d'utenza
5) Aumento delle difficolta' logistiche delle famiglie coinvolte

Punto 1)
La direzione tecnica, di solito supervisionata dall'allenatore della prima squadra, e' il punto di partenza.
Avere tutti i tecnici sottomano puo' consentire una minore dispersione della comunicazione e consentire ai vari allenatori di valutare attentamente gli atleti per eventuali salti di categoria o cambi di ruolo.
Puo', inoltre, consentire cambi di rotta sulle scelte tecnico-tattico, con valutazioni in tempo reale (o quasi) sui risultati.
In breve, e per fare un esempio, se a Reja dovesse servire, che so, un centrocampista con determinate qualita', potrebbe chiedere a Sesena di far fare a Cinelli un certo tipo di movimento per due settimane e valutare all'istante, con osservazione diretta, se il giocatore e' in grado o no di farlo.

Punto 2) e 3)
Tutte le squadre giovanili (di cui non conosco le denominazioni) sono a stretto contatto, si conoscono e "si tifano" a vicenda. Si fornisce io ragazzi il giusto orizzonte, il traguardo parziale a cui puntare. Vi posso assicurare che il "traino" che una squadra di maggiore eta' esercita su quella piu' giovane e' uno dei metodi di apprendimento piu' efficienti che esistano. La definizione corretta e' "emulazione".
Inoltre vivere Formello significa vivere la Lazio.

Punto 4)
Smettere di seminare i tecnici in giro per la regione significa, giocoforza, restringere la base di selezione e scelta dei giovani interessanti.
Fondamentale e' circondarsi, in caso, di osservatori fidati e competenti, che sappiano cogliere le giuste dimensioni tecniche e motivazionali degli atleti da portare a Formello.

Punto 5)
Qui si entra in un discorso delicato. Chiaramente le famiglie si accollano le difficolta' di trasferimento del ragazzo, a meno che la societa' non disponga di efficiente foresteria che possa ospitare l'atleta durante il periodo agonistico.
Questo tipo di scelta creera' una scrematura di carattere prettamente motivazionale.
Se una famiglia riterra' opportuno e appagante affrontare i sacrifici di una vita da pendolare, e se il ragazzo sapra' far fronte alle stesse difficolta', significa che la molla motivazionale e' ben carica e si potra' contare su un giovane mentalmente corazzato.



Non sono sicuro di essere stato chiarissimo... :oops:

Aquila Romana

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* 21.475
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Citazione di: Sirius il 15 Giu 2010, 10:33
Non sono sicuro di essere stato chiarissimo...

Per me si


L'idea di un qualcosa che assomigli alla mitica Masia del Barcellona è affascinante..

http://www.fcbarcelona.cat/web/castellano/club/club_avui/territori_barca/la_Masia/lamasia.html

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matador72

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Se non sbaglio anche l'Ajax faceva allenare tutte le squadre del settore giovanile nello stesso posto, e applicavano tutte lo stesso modulo della prima squadra.

ZanoniBC

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* 939
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Citazione di: Sirius il 15 Giu 2010, 10:33
Punto 5)
Qui si entra in un discorso delicato. Chiaramente le famiglie si accollano le difficolta' di trasferimento del ragazzo, a meno che la societa' non disponga di efficiente foresteria che possa ospitare l'atleta durante il periodo agonistico.
Questo tipo di scelta creera' una scrematura di carattere prettamente motivazionale.

scusa, ma perche' prima non c'era questa 'scrematura motivazionale'? cioe', tutto dipende da dov'e' il luogo dell'allenamento (e delle competizioni)... ma anche di residenza delle famiglie. se il luogo di allenamento (e di competizioni) e' Roma sud, saranno sfavoriti quelli di Roma nord; se il luogo di allenamento (e di competizioni) e' Roma nord, saranno sfavoriti quelli di Roma sud. in ogni caso, a sud o a nord (o a ovest, o a est) il luogo in cui una squadra si allena e gioca e' per forza di cose unico: ed e' logico che ci siano famiglie avvantaggite e svantaggiate in base a dov'e' questo luogo. il fatto di 'accentrare', pero', non c'entra nulla (anzi, e' un vantaggio nel senso che sai che il luogo e' sempre quello, non devi cambiare)...



Sirius

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* 5.870
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Citazione di: ZanoniBC il 15 Giu 2010, 14:43
scusa, ma perche' prima non c'era questa 'scrematura motivazionale'? cioe', tutto dipende da dov'e' il luogo dell'allenamento (e delle competizioni)... ma anche di residenza delle famiglie. se il luogo di allenamento (e di competizioni) e' Roma sud, saranno sfavoriti quelli di Roma nord; se il luogo di allenamento (e di competizioni) e' Roma nord, saranno sfavoriti quelli di Roma sud. in ogni caso, a sud o a nord (o a ovest, o a est) il luogo in cui una squadra si allena e gioca e' per forza di cose unico: ed e' logico che ci siano famiglie avvantaggite e svantaggiate in base a dov'e' questo luogo. il fatto di 'accentrare', pero', non c'entra nulla (anzi, e' un vantaggio nel senso che sai che il luogo e' sempre quello, non devi cambiare)...

E' probabile che mi sia spiegato male...
Si parte dal presupposto che il luogo geografico in cui la Lazio "agisca" non sia unico, a differenza di cio' che accadrebbe con la centralizzazione in quel di Formello.

Mauler

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Citazione di: Sirius il 15 Giu 2010, 10:33
...
Non sono sicuro di essere stato chiarissimo... :oops:

Sei stato chiarissimo.
Hai illustrato i pro ed i contro.

"Ribatto" su alcune cose.
Allo stesso modo in cui leggo la frase vuota è una cosa positiva,
leggo sempre del modello Ajax, della cittadella del Barcellona e
dell'allenatore che può seguire da vicino i giovani, pronto poi a
lanciarli in prima squadra.
Lo dico veramente con il cuore in mano: SMETTIAMOLA.
Non stiamo ad Amsterdam, non siamo il Barcellona, no dico il Barcellona.
E' inutile sperare di copiarle o rincorrere questo o quel modo di fare.
In Italia, non solo da noi, non funziona così.
Sarebbe bellissimo, funzionerebbe ma non viene fatto. Punto.
L'Ajax parte/partiva spesso con titolari ragazzi di 20 anni.
Portiere difensore centrocampista attaccante.
E' come se noi partissimo con Iannarilli, Tuia, Perpetuini e Mendicino titolari.
Se succede scoppia la rivoluzione.
Il Barcellona ha la squadra B, in cui poter fare giocare i "migliori". Noi come facciamo ?
E, rispondo al punto 1, non c'è un allenatore di prima squadra che "parla"
con il tecnico della Primavera riguardo ad un giovane.
Piuttosto cambia ruolo a Del Nero, fa giocare gli "inutili" Inzaghi o Makinwa
piuttosto che buttare nella mischia Di Mario o Sciamanna.
Jacopo Sciamanna (che sarà partito dalla scuola calcio per arrivare alla Primavera,
quindi sono 10 anni di giovanili) sono 3 anni che gioca con la Primavera, TRE.
Non ha mai avuto, non dico giocare per un minuto, neanche la
possibilità eventualmente in caso di una catastrofe, un terremoto, uno tsunami,
di essere convocato con la prima squadra.
Di che vogliamo parlare ?

Sono d'accordo con il punto 2 e 3.
Potersi allenare a Formello come i "grandi", vedere anche di sfuggita
Zarate o Muslera, è "una cosa positiva"...

Punti 4 e 5.
Restringere e scremare, insomma è da vedere...se a lungo sia
una buon strategia.
Non credo sia percorribile la strada della foresteria.
Tanti anni fa, come detto, avevamo diversi campi di allenamento.
Per cui ad es. Ernesto Calisti che era di Tor Sapienza, si allenava al Collatino,
invece che a Monte Mario o alla Pisana.
Poi, uscire da scuola cheneso all'EUR alle 13:30, arrivare in tempo
alle 15 a Formello per l'allenamento, finire alle 17:45 diciamo per rientrare a casa
alle 19 (se ti va bene) e fare i compiti, non è proprio una passeggiata di salute
per un ragazzo anche se corazzato.
E parlo per esperienza (antica) quasi personale.


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ZanoniBC

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Citazione di: Sirius il 15 Giu 2010, 15:46
E' probabile che mi sia spiegato male...
Si parte dal presupposto che il luogo geografico in cui la Lazio "agisca" non sia unico, a differenza di cio' che accadrebbe con la centralizzazione in quel di Formello.

beh, no. nel senso che ogni giovane calciatore gioca in una sola squadra e il suo luogo di allenamento partita e' uno solo. a meno che la lazio non abbia 3 squadre di pulcini/giovanissimi o quant'altro, dislocate in luoghi diversi della citta', tra i quali si puo' scegliere a seconda della vicinanza fisica (a quanto pare, le scuole calcio rimarranno comunque 3)...


A.Voronin

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Boh, comunque, chiamatemi scemo, ma reintrodurre il campionato riserve in Italia (c'è già stato, per qualche anno, la Lazio lo vinse pure) sarebbe una mossa azzeccatissima. In Inghilterra c'è e funziona.

Alla fine è la cosa migliore: facevi giocare i vari Eliseu, Manfredini, Bonetto, Artipoli ecc. insieme a i migliori giovanotti della primavera, per testarli in un campionato più impegnativo della Primavera.

Non capisco perchè questa cosa non venga presa in considerazione. Poi oh, alla fine quelli che van meglio nel campionato riserve, li porti in prima squadra. Son belli allenati e pronti. Non capisco.

Cirrus Minor

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Al momento attuale sono questi i giocatori che faranno parte della primavera dal prossimo settembre????

Portieri:
Berardi Alessandro
Mangerini Davide

Difensori:
Adeleke Seyi
Campoli Alessio
Cavanda Luis Pedro
Crescenzi Luca Andrea
Fagioli Edoardo
Petroni Lorenzo
Spina Gabriele
Spirito Cristiano
Vilkaitis Aurimas

Centrocampisti:
Capua Giuseppe
Ceccarelli Tommaso
Lanni Marco
Zampa Enrico

Attaccanti:
Barreto Gonzalo Mastropierro
Cinque Lorenzo
Di Mario Alessandro
Monteforte Matteo
Trombetta Flavio

penso che serviranno almeno 3 centrocampisti......................

matador72

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Citazione di: A.Voronin il 15 Giu 2010, 17:02
Boh, comunque, chiamatemi scemo, ma reintrodurre il campionato riserve in Italia (c'è già stato, per qualche anno, la Lazio lo vinse pure) sarebbe una mossa azzeccatissima. In Inghilterra c'è e funziona.

Alla fine è la cosa migliore: facevi giocare i vari Eliseu, Manfredini, Bonetto, Artipoli ecc. insieme a i migliori giovanotti della primavera, per testarli in un campionato più impegnativo della Primavera.

Non capisco perchè questa cosa non venga presa in considerazione. Poi oh, alla fine quelli che van meglio nel campionato riserve, li porti in prima squadra. Son belli allenati e pronti. Non capisco.

Infatti nei paesi calcistici all'avanguardia ( Inghilterra , Spagna e Olanda ) questo avviene da sempre ed è uno dei motivi per cui i giovanio del settore giovanile che si affacciano alla prima squadra spesso non deludono.

Da noi invece i giovani si confrontano con i loro pari eta' per 2/3 anni e poi buttati nel calcio professionistico spesso spariscono dalla scena.

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white-blu

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* 17.063
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Mauro Pederzoli, figura di riferimento del settore giovanile del Milan
Il settimanale L'Espresso ha realizzato un'inchiesta sugli investimenti delle società di Serie A nei rispettivi settori giovanili. Ne esce un quadro molto interessante, con Inter, Juventus e Milan a farla da padrone. I tre top club italiani investono - tra cartellini, trasferte e gestione ordinaria - nel proprio vivaio una cifra che si aggira sui 5 milioni di Euro. Non passano inosservati i 2 milioni di Euro investiti annualmente da Brescia, Catania e Lecce (così come Parma e Genoa), le cosiddette provinciali che puntano moltissimo sui talenti da crescere. Chi investe di meno è il Napoli, con 300.000 Euro l'anno.

Ecco i dati, espressi in milioni di Euro:
Bari 0,7
Bologna 1,4
Brescia 2
Cagliari 1,2
Catania 2
Cesena 0,9
Chievo 0,9
Fiorentina 1,8
Genoa 2
Inter 5
Juventus 5
Lazio 1,2
Lecce 2
Milan 5
Napoli 0,3
Palermo 1,1
Parma 2
Roma 2,5
Sampdoria 1,5
Udinese 1,5

Ex_thom

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* 933
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riporto dal Trigoriere ( :asrm):

BOLLINI: "QUESTA LAZIO NEL VIVAVIO PUÒ FARE SCUOLA"
L'allenatore della Primavera: «E' la nostra sfida: abbiamo un centro come Formello e uno staff di prima squadra che ci è sempre vicino Sono tornato perché l'ambiente mi dà tanta carica».


Tornato dopo sette anni. E' tornato do­po lo scudetto vinto nel 2001. Alberto Bollini si è seduto nuovamente sulla panchina della Lazio Pri­mavera. In qualche modo è tornato a casa, perchè a Roma è sempre rimasto molto legato. Ed ha rico­minciato vincendo: il Tir­reno e Sport se lo è aggiu­dicato battendo tra l'altro la Roma nel derby. Non c'era modo migliore...

Cosa le ha chiesto il presidente Lotito quando l'ha chiamata per firma­re il contratto?

«Se pensa a risultati concreti no. Ho avvertito la sua stima, la sua fidu­cia. Ora tocca a me ri­cambiarlo».

Perché è tornato alla Lazio?

«Perché l'interesse ma­nifestatomi attraverso una telefonata del ds Tare mi ha lusingato. E' bello ripartire da qui. E l'am­biente che ho trovato mi dà una grossa carica».

Lei se ne è andato dopo uno scudetto. Sa come è il calcio. La gente se ne aspetterà un altro...

«La situazione però è molto diversa. Allora lo scudetto arrivò al secon­do anno di lavoro su una fascia di età uniforme, gli '81. Ora stiamo costruen­do un gruppo. Le qualità individuali ci sono, biso­gnerà lavorare sulla com­pattezza di squadra. E poi vorrei ritrovare Di Mario che è importante per noi; così come Barreto che è un patrimonio della socie­tà ed ha talento. Però, tor­nando alle differenze, ce ne sono anche in positi­vo» .

Prego...

« Per esempio, quella Lazio era imbottita di na­zionali e noi vincemmo uno scudetto Primavera, ma in estate nessuno dei nostri andò in ritiro con la prima squadra. C'erano 24 nazionali... Ora la si­nergia c'è, è forte ed as­solutamente costruttiva».

E anche la Lazio di Re­ja è prima!

«Ecco la differenza po­sitiva. Che è importante non solo sotto il profilo tecnico, ma perché l'en­tuasiasmo è contagioso. Poi è chiaro che la prima squadra attuale sta cre­scendo ora. Ma sono cer­to che le cose non cambie­ranno andando avanti. C'è troppa sintonia con Reja».

Ce la racconta?

«C'è un interscambio quotidiano. C'è confronto sui metodi di allenamen­to, sulle caratteristiche dei giocatori. La parola chiave è interesse: inte­resse reciproco».

Questo rapporto, por­tandolo sul campo, ha co­struito il fenomeno Ca­vanda. Come è andata?

«Un progetto perfetto che Reja ha studiato nei particolari. Il ragazzo è andato in ritiro con la pri­ma squadra, è tornato con noi che gli abbiamo dato il minutaggio con il Tirre­no e Sport, ha esordito con il Milan in A facendo una grande prestazione. Il giorno dopo, con intelli­genza, si è spogliato nel nostro spogliatoio della Primavera, ha incassato i complimenti di tutti. Io gli ho solo detto di ricor­darsi che certe volte, gio­care in A da esordiente può essere più facile per­ché ti può capitare uno come Ronaldinho, che ti rispetta più di un tuo pari categoria. E ha meno in­teresse a metterti in diffi­coltà, è più "leale". Ma gli ho detto anche di ricor­darsi che quello doveva considerarlo un punto di partenza e non di arrivo. Ora è stabilmente con Re­ja».

Molti suoi colleghi, ma­gari anche lei, potrebbe­ro dire: l'ho perso!

«Niente di più sbaglia­to: Cavanda è un prodotto del vivaio che va in prima squadra. Una vittoria».

Le piace l'idea del cam­pionato Primavera tra­sformato in torneo per seconde squadre come nelle maggiori realtà straniere?

«Se ne è parlato alla riu­nione a Coverciano per i settori giovanili. C'erano Albertini, Sacchi, Ulivie­ri, i tecnici delle naziona­li. C'è grande predisposi­zione, io credo e spero che alla voglia corrispon­da il coraggio. Sono venu­ti fuori temi interessanti da quel confronto. Si è parlato di tecnica analiti­ca e applicata, dell'impor­tanza delle strutture e delle difficoltà di molti che non le hanno. Di tan­ti aspetti che sembrano secondari per chi legge ma che sono invece fon­damentali: sapersi rela­zionare con i ragazzi, con la scuola e la famiglia, avere competenza psico­logica, dare affetto, per­ché il giovane che si sen­te capito da il massimo e accresce l'autostima. Io ci aggiungo il senso di ap­partenenza alla maglia che fa squadra più di ogni altra cosa».

Insomma, il campiona­to delle seconde squadre si farà.

«Ripeto, lo spero. Ser­virà a far crescere anco­ra più i giovani, soprat­tutto sotto il profilo ago­nistico. Certo, ora siamo ancora lontani da certa mentalità di grandi club stranieri. Il Bayern ha 11 elementi che vengono dal settore giovanile. Come i tedeschi ci sono i mag­giori club inglesi e spa­gnoli ».

La Lazio può provare a fare scuola in questo sen­so?

«La Lazio ha i mezzi perché questo possa av­venire. E deve essere la nostra sfida. Ha un centro come Formello, che ti dà tutto, ha il ritrovato entu­siasmo della gente per i risultati della prima squa­dra, ha lo staff della pri­ma squadra che è vicino alla Primavera e un ds, Tare, che segue tutto, dai più piccoli ai grandi. E una città come Roma, ba­cino enorme».

Lei parla di entusia­smo. Un campione come Hernanes lo crea nei suoi ragazzi?

«Lui non è arrivato co­me il campione concla­mato. Ecco perché credo che il termine più giusto nei suoi confronti sia cu­riosità: grandissima. Nel­la prima amichevole ci fe­ce un gol da 30 metri. Quanto ne hanno parlato i ragazzi. Da allora c'è grande attenzione per la sua visione e facilità di gioco».

Ha allenato Marilungo e Babacar, ora nelle pri­me squadre in A. Il presi­dente Lotito dopo il Tir­reno e Sporta ha elogiato Ceccarelli. C'è in questo ragazzo il talento che po­trebbe portarlo dove so­no gli altri due?

«Ceccarelli ha grandi mezzi che lo possono por­tare sicuramente dove so­no gli altri. Deve far cre­scere l'aspetto caratteria­le insieme a quello tecni­co. Sta già facendo grandi progressi».



bene così, direi.
Mi fa piacere,l ho evidenziato, la considerazione che ha di Tare, bravo Igli!
e SFL

tommasino

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Ma è possibile che non ci sia nessuno spettatore del derby odierno dotato di i-phone che possa postare come sta andando?


Magnopèl

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GOL!

Perpetuini , su sponda di Kozak!

1 - 0

:since

Magnopèl

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Ceccarelli fenomeneggia.

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tommasino

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Bene, continuate così! (i ragazzini e Magnopèl)

eaglefly1978

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diretta web su llsn ;)

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