29 agosto 2010
Lazio, nessun limite (Il Messaggero)
Quelle che sembravano certezze acquisite, all'improvviso diventano dubbi. Le perplessità di Reja, sull'acquisto di Santa Cruz, potrebbero rimettere tutto in discussione. «E' chiaro che, qualora arrivasse un attaccante del suo valore, qualcuno dovrebbe fargli spazio... A questo punto sarebbe auspicabile che la società si regolasse di conseguenza, perché non voglio creare difficoltà nel gruppo, né avere troppi problemi di gestione». Come dire che, per andare avanti senza dualismi pericolosi, bisognerebbe vendere una delle 3 punte in organico. «A Kozak posso dire di stare tranquillo in panchina, ma con gli altri è un po' diverso. Eppoi, dovremo avere la certezza assoluta sulle condizioni fisiche di un calciatore che ha avuto diversi acciacchi negli ultimi tempi. Potrebbe anche essere un discorso rinviato a gennaio: ne parlerò con Lotito e Tare, poi si deciderà».
Privilegiare la forza e la compattezza del gruppo per partire alla grande. «C'è sempre una prima volta...» Edy Reja cerca di esorcizzare il tabù della prima di campionato affidandosi alla legge dei grandi numeri. In realtà l'allenatore biancoceleste punta molto sul gioiello Hernanes, fortemente voluto, al quale ha affidato le chiavi della squadra. «Quando il presidente mi proponeva altri nomi in alternativa, io rispondevo sempre e solo Hernanes. Un calciatore di qualità superiore, che legge subito le situazioni, e che voglio utilizzare dalla metà campo in avanti, senza soffocarlo con troppi compiti di copertura, per sfruttarlo meglio in zona-gol. Il suo arrivo e le sue doti tecniche hanno fatto lievitare la fiducia attorno alla Lazio. Ora, però, dobbiamo partire bene per confermare le premesse e le attese che si sono create».
Ad attendere la Lazio ci sarà una Sampdoria ferita, delusa e ridimensionata dalla mancata qualificazione in Champions League. Ma in serie positiva, a Marassi, dal gennaio scorso. «Sicuramente ha subito una brutta botta, a livello psicologico, con la beffarda eliminazione, ma occorre considerare che è avanti nella preparazione perché ha già affrontato partite ufficiali di grande intensità. Dovremo contenere i doriani, ripartire e sfruttare i loro punti deboli. Potrebbe essere l'occasione per interrompere la mia serie negativa e vincere anche all'esordio del campionato». Il tecnico vuol ripartire da dove aveva concluso. «Con me in panchina la Lazio è arrivata sesta, non male come piazzamento alla luce della difficile situazione trovata. Sarebbe importante riprendere quel discorso con il gruppo che è rimasto praticamente lo stesso. La squadra, infatti, nell'impianto titolare, ha inserito solo Hernanes».
Sulle ambizioni, però, questa volta, il tecnico friulano, vola basso. «Visto come hanno operato sul mercato le avversarie, il nostro obiettivo è quello di arrivare nelle prime otto. Un piazzamento Uefa sarebbe eccezionale. Il sogno è quello di diventare la sorpresa del torneo». Sul modulo, Reja non ha dubbi. «Abbiamo provato qualche cambiamento tattico, nel corso della preparazione e delle amichevoli, come la difesa a quattro, per avere maggiori alternative a centrocampo. Ma, visti i risultati e le difficoltà, ho deciso di tornare all'antico, ripristinando quelle sicurezze che avevamo conquistato sul campo. E allora tutto come prima, anche se vedo una formazione camaleontica, per usare un'espressione cara a Fascetti. Ma con un imperativo preciso: cominciare questa nuova avventura con la personalità e l'atteggiamento della grande squadra». Sarà il 3-4-2-1 con tanta qualità: Hernanes e Zarate dietro a Floccari, con Ledesma e Matuzalem in mezzo. (gabriele de bari)
QUESTA un altra versione, preoccupato ancora di più per quello che ho evidenziato.