Il Centrocampo

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #20 il: 19 Ott 2020, 10:32 »
Esiste anche il cambio modulo.

Però, cambiando modulo, qualcuno dei big lo devi "tagliare".
(Con le conseguenze del caso; vedi mio post precedente; ovviamente, le mie restano chiacchere di un profano in materia  ;))).

La difesa a "4" non è un opzione.
(Anche perchè non avremmo nemmeno i "terzini" adatti per tenerne almeno uno bloccato e costruire l'azione a "3", come spesso si fa e noi facciamo, con Ramos/Patric e Radu/Acerbi/ Hoedt.
Inoltre, noi difendiamo e attacchiamo a "5" (le nostre ali, perchè altre non ne abbiamo) da tantissimo tempo: cambiare gli automatismi, di una squadra già con poca fiducia, non è facile).

Insomma: purtroppo è più complicato di quanto sembri.

Soprattutto perchè il tempo di lavorarci sopra in allenamento non c'è, giocando ogni tre giorni.
E nell'ultimo mese e mezzo (sosta compresa) non è stato (apparentemente) fatto quasi nulla, per cercare delle alternative (per ragioni varie).

Per me: o la va, o la (si) spacca.

 :(

Re:Il Centrocampo
« Risposta #21 il: 19 Ott 2020, 10:50 »
La difesa a tre non è mica il problema.

A tre ci giocano quasi tutte le top del campionato, eh.

Ma in mezzo mettono giocatori che randellano e tengono la posizione.

La Juve Bentancur e Arthur/McKennie.

L’Inter gioca con tre picchiatori a centrocampo.

La dea con due mediani (e infatti, rotto Freuler, l’ultima hanno fatto Caporetto).

Non sarebbe mica stupido attuare pure noi lo stesso piano (che poi era l’originale, prima di dover trovare contromisure - due anni fa - a una stagione nata male).

Offline Beppe78

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #22 il: 19 Ott 2020, 11:41 »
La difesa a tre non è mica il problema.

A tre ci giocano quasi tutte le top del campionato, eh.

Ma in mezzo mettono giocatori che randellano e tengono la posizione.

La Juve Bentancur e Arthur/McKennie.

L’Inter gioca con tre picchiatori a centrocampo.

La dea con due mediani (e infatti, rotto Freuler, l’ultima hanno fatto Caporetto).

Non sarebbe mica stupido attuare pure noi lo stesso piano (che poi era l’originale, prima di dover trovare contromisure - due anni fa - a una stagione nata male).

Innanzittutto, anche qui, salve a tutti  :asrm :asrm :since :since

Sono d'accordo con quello scritto, secondo me al momento (con difesa in emergenza, pochi esterni e i nuovi non a pieno regime) potrebbe essere fattibile un 3-4-2-1 con Escalante - Akpa Akpro (vista la condizione fisica di Leiva) davanti alla difesa e spostando Milinkovic (visto anche come gioca in nazionale) e LA a supporto di Immobile, rinunciando a Correa che diventerebbe una pedina importante a partita in corso.

Offline Ghido

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #23 il: 19 Ott 2020, 11:44 »
Cambio modulo potrebbe essere anche 3421 243 3412 come ve pare ma adattare gli uomini (professionisti) all'esigenza. Alle fine per come la mettiamo ci manca sempre gente di "gamba" per come la vedo io

Offline Ghido

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105
Re:Il Centrocampo
« Risposta #24 il: 19 Ott 2020, 11:45 »
ovviamente era 343 altrimenti sarei un mago:)
Re:Il Centrocampo
« Risposta #25 il: 19 Ott 2020, 13:08 »
Cambio modulo potrebbe essere anche 3421 243 3412 come ve pare ma adattare gli uomini (professionisti) all'esigenza. Alle fine per come la mettiamo ci manca sempre gente di "gamba" per come la vedo io
La difesa a tre non è mica il problema.

A tre ci giocano quasi tutte le top del campionato, eh.

Ma in mezzo mettono giocatori che randellano e tengono la posizione.

La Juve Bentancur e Arthur/McKennie.

L’Inter gioca con tre picchiatori a centrocampo.

La dea con due mediani (e infatti, rotto Freuler, l’ultima hanno fatto Caporetto).

Non sarebbe mica stupido attuare pure noi lo stesso piano (che poi era l’originale, prima di dover trovare contromisure - due anni fa - a una stagione nata male).

Detto che parliamo di "formazione titolare" al netto del turnover; perchè le gerarchie tecniche in uno spogliatoio ci devono essere sempre; e i giocatori lo sanno e/o lo capiscono...
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In linea teorica - puro equilibrio tecnico e tattico - sono d'accordo con voi, ragazzi.
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Il punto è: che effetto avrebbe, questo, sugli equilibri "psicologici" della squadra e dei singoli calciatori (Alberto? Milinkovic? Correa?).
Si tratta di calciatori-chiave, per il nostro modo di giocare e le gerarchie interne della squadra.
Inoltre: come dovremmo giocare, in termini d'atteggiamento e mentalità? Che messaggio "passerebbe", al gruppo? Siamo in ritirata?
Con Akpa o Escalante in mezzo, poi, perderemmo: la fisicità di Sergej; oppure la geometria di Alberto; oppure gli strappi (unici, in tal senso, e dunque fondamentali) di Correa sulla trequarti.
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Insomma: un conto è mettere in panchina Parolo, due anni fa, per Alberto, indiscusso leader tecnico della squadra; allo stesso modo, tre anni fa, Inzaghi inventò Alberto mezzapunta anche grazie all'infortunio di un titolare (Anderson), che poi perse il definitivamente il posto e alla fine se ne andò...
Un conto è panchinare un tenore, per Akpa o Escalante o Cataldi o Parolo.
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Temo che sia più complicato di quanto sembri; per due ragioni:

- la mancanza di tempo per provare (si gioca ogni tre giorni e, ad oggi, seri "piani B"non sono stati provati; e lo abbiamo visto a Genova).

- l'equilibrio "psicologico" della squadra in campo e "al di fuori" del campo: gerarchie e leadership del gruppo, secondo quanto si è consolidato in cinque anni d'Inzaghi; mentalità, dunque filosofia della squadra, che ugualmente cresce e si consolida nel tempo e non è semplice cambiare (e, quando deve cambiare in corsa, spesso lo si fa cambiando l'allenatore, se rimescolare le carte non è più possibile...).

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Temo che non si possa andare avanti o "tornare indietro" a piacimento (Akpa come Parolo/Leiva/Milinkovic), una volta che si sono consolidate determinate gerarchie e una determinata "mentalità" (figlia di determinate caratteristiche tecniche della squadra).
C'è un limite che non si può oltrepassare.
Inzaghi - nel bene o nel male - è legato a determinati giocatori; ha costruito una "filosofia" di gioco ormai consolidata; ha trasmesso determinati "valori", ancor prima che degli automatismi tattici e l'affiatamento dei "titolari", che comunque contano: la Lazio d'Inzaghi ormai è questa.
Insomma: non tutto è reversibile, per me.
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E quando, proprio per quanto detto, la situazione s'incarta - mancanza di risultati, gerarchie e "mentalità" difficilmente ribaltabili in corsa, infortuni, lacune di mercato, voci sul futuro (ma è Inzaghi o Lotito che non vuole ancora rinnovare?, etc, etc) - l'unica soluzione che rimane è resettare tutto il sistema...
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Per me, ne possiamo ancora uscire fuori, senza rivoluzioni di spartito che (forse) non sono possibili. Vediamo cosa succederà. A partire da domani sera :ssl

Re:Il Centrocampo
« Risposta #26 il: 19 Ott 2020, 13:20 »

Ovviamente, parliamo di "cambiamenti strutturali" della squadra; non di risposte a situazioni d'emergenza (come forse doveva essere sabato scorso, ma non è stato, per varie ragioni; alcune a favore dell'allenatore ed altre, probabilmente, no).
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Dobbiamo ritrovare fiducia e determinazione in quello che facciamo.
Senza - temo - farci schiacciare dalle pressioni
(che essere una squadra della Champions comporta; ma anche della piazza: i giocatori non vivono su Marte...).
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Non è facile, perchè i problemi ci sono (infortuni; un giocatore-chiave per il nostro gioco come Leiva non al 100%; i nuovi non amalgamati, specie in termini d'automatismi, etc, etc).
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Ma sono fiducioso che questo gruppo abbia ancora risorse tecniche e mentali - oltre ai famosi "valori" -, singoli calciatori appannati compresi.
Re:Il Centrocampo
« Risposta #27 il: 19 Ott 2020, 13:59 »
Però i problemi non sono sorti ieri.

Nel post lockdown parlavamo di preparazione e approccio sbagliato.

Beh, con la Samp abbiamo fatto una partita peggiore di quella con l’Udinese (per menzionarne una).

Pure col Cagliari non abbiamo brillato, siamo andati a folate.

Contro l’Inter siamo andati avanti più di nervi che di prestazione.

Io sono molto preoccupato.

Offline Hicks

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #28 il: 19 Ott 2020, 14:11 »
'sta cosa dell'aspetto psicologico mi suona un po' come una foglia di fico.

Per carità, l'equilibrio è importante e nel nostro gruppo forse anche di più. Però a tutte le squadre con un certo blasone può capitare di dover tenere in panchina un top per un qualche periodo di tempo limitato.

Non capisco perchè quando si paventa anche solo lontanamente l'idea da noi diventa assimilabile a un salto nell'abisso. Se fosse il caso comunque non lo troverei normale.

Offline cartesio

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #29 il: 19 Ott 2020, 14:49 »

Si tratta di calciatori-chiave, per il nostro modo di giocare e le gerarchie interne della squadra.
Inoltre: come dovremmo giocare, in termini d'atteggiamento e mentalità? Che messaggio "passerebbe", al gruppo? Siamo in ritirata?

Quali gerarchie?

Quella secondo cui è in cima chi ha dimostrato in passato di essere un giocatore dominante - Leiva - ma non lo è più, si spera solo temporaneamente?

O quella secondo cui in cima - forse temporaneamente - sta chi al momento può dare di più alla squadra?

E quali messaggi comunicano le due gerarchie?
Ovvero, quale delle due scelte porta ad un impegno ottimale dei giocatori in allenamento e in campo?
Re:Il Centrocampo
« Risposta #30 il: 19 Ott 2020, 15:00 »
Però i problemi non sono sorti ieri.

Nel post lockdown parlavamo di preparazione e approccio sbagliato.

Beh, con la Samp abbiamo fatto una partita peggiore di quella con l’Udinese (per menzionarne una).

Pure col Cagliari non abbiamo brillato, siamo andati a folate.

Contro l’Inter siamo andati avanti più di nervi che di prestazione.

Io sono molto preoccupato.

Hai ragione, HummingBard.
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È proprio per questo che - all'apparenza, da osservatori esterni - la situazione pare stia sfuggendo di mano: perchè i problemi sono rimasti e, al contrario di quanto si possa logicamente immaginare, determinati correttivi non sono stati apportati.
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Perchè, puntare ancora su un determinato giocatore (pure se in obiettiva difficoltà) o su una determinata filosofia, anche quando il vecchio equilibrio pare perduto?
(E i numeri questo sembrano dire).
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Perchè certe cose non sono state corrette, io provo a motivarlo con quanto detto nei miei messaggi precedenti.
Fermo restando che non sono un esperto della materia, seppur la seguo con interesse (il mondo degli allenatori).
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Siccome però noi non siamo all'interno della Lazio, rimango fiducioso che ci siano ancora risorse fisiche, tecniche, tattiche e mentali che noi non sospettiamo (come già avvenuto in passato).
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Certo, il contesto non aiuta: pressioni e aspettative aumentate, infortuni, lacune mercato, attriti Lotito-Inzaghi (che per me a questo punto ci sono, anche se non lo credevo; Tare e Inzaghi si parlano e si vedono regolarmente, ci dicono).

'sta cosa dell'aspetto psicologico mi suona un po' come una foglia di fico.

Per carità, l'equilibrio è importante e nel nostro gruppo forse anche di più. Però a tutte le squadre con un certo blasone può capitare di dover tenere in panchina un top per un qualche periodo di tempo limitato.

Non capisco perchè quando si paventa anche solo lontanamente l'idea da noi diventa assimilabile a un salto nell'abisso. Se fosse il caso comunque non lo troverei normale.

Ovviamente, non possiamo ragionare in termini assoluti: dipende sempre dal contesto (carattere e maturità dei calciatori coinvolti; legame con l'allenatore; leadership tecnica e morale nel gruppo; momento della stagione; risultati prima e dopo i cambi, etc, etc).
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Però, che toccare "certi equilibri" sia delicato a me pare evidente; vale per uno spogliatoio, come in qualsiasi gruppo di lavoro.
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Guardiamo cosa succedeva (attriti e minacce di/avvenute cessioni) a Dybala (Allegri), Icardi (Spalletti), Florenzi (Fonseca), il nostro Anderson (Inzaghi), inserimento di un campione come Eriksen (Conte), etc, etc, etc

 ;)
Re:Il Centrocampo
« Risposta #31 il: 19 Ott 2020, 15:03 »
EDIT
Re:Il Centrocampo
« Risposta #32 il: 19 Ott 2020, 15:27 »
Quali gerarchie?

Quella secondo cui è in cima chi ha dimostrato in passato di essere un giocatore dominante - Leiva - ma non lo è più, si spera solo temporaneamente?

O quella secondo cui in cima - forse temporaneamente - sta chi al momento può dare di più alla squadra?

E quali messaggi comunicano le due gerarchie?
Ovvero, quale delle due scelte porta ad un impegno ottimale dei giocatori in allenamento e in campo?

Dici bene, Cartesio.
Ma la storia dello sport è ricca di giocatori "invisibili" agli occhi dell'allenatore; così come di altri, sempre in campo a dispetto dei santi! (invocati dai tifosi...)
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Purtroppo - nella gestione di un gruppo, non solo nel calcio - queste due "filosofie" spesso entrano in conflitto: meglio premiare il merito o mostrare riconoscenza e fiducia a chi mi ha portato sin qui (e sino a che limite? con quali rischi, nei confronti di chi subisce le scelte, nel bene e nel male?).
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Naturalmente, le soluzioni mediane (la via di mezzo) sono sempre le preferite; ma, che si sia più o meno inclini a premiare merito o fedeltà, dipende molto anche dal carattere e dai "valori" del singolo allenatore, che agisce anche in base alla esperienza accumulata (contenuta per Inzaghi tecnico, che però è stato anche calciatore d'alto livello; seppure i due ruoli non siano completamente sovrapponibili).
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Se poi, i soggetti interessati, hanno un evidente diverso peso nello spogliatoio (gerarchia tecnica o di leadership; ad esempio: Leiva vs Esclante; Akpa vs Alberto o Correa, etc, etc) ecco che la risposta diventa davvero difficile da dare.
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È anche una questione di "limite"; sempre che si sia davvero disposti a cambiare(fino a quanto in là mi posso spingere, in un senso o nell'altro?)
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Come ogni scelta, questo comporta dei rischi, che si possono calcolare sino ad un certo punto (ad esempio, con Anderson finì con la sua richiesta di cessione).
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Cosa è meglio fare?
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Solo conoscendo a fondo le caratteristiche dei singoli calciatori - in primis il loro carattere - potremmo azzardare una risposta.
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Così, non saprei dire altro che: mi fido d'Inzaghi :-)
 

Online RG-Lazio

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #33 il: 19 Ott 2020, 20:33 »
quando leggo che volete mettere Escalante-Akpro come coppia centrale di cc...non so...gira veramente roba buona dalle vostre parti.

Re:Il Centrocampo
« Risposta #34 il: Oggi alle 02:14 »



Daje, Lucas!

Offline richard

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #35 il: Oggi alle 06:36 »
Il nostro centrocampo è un problema. Per gli altri.

Offline asteN_A.

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Re:Il Centrocampo
« Risposta #36 il: Oggi alle 07:00 »
Senza giracce attorno, se Lucas nun ije la fà e gioca così, immagino se ije la facesse  :beer:

Con la Samp erano tutti (compreso mister altroché) proiettati alla Champions.
Inutile giudicare quella partita.

Centrocampo per me tra le prime 6 squadre d'Europa.
Senza se e senza mà.
Come dice Richard, un problema sì, ma pè le altre  8)
Re:Il Centrocampo
« Risposta #37 il: Oggi alle 07:43 »
Che abbiamo un problema in mezzo al campo, e non da inizio stagione, è palese.



Un altro co la tv de legno.

 :beer:
Re:Il Centrocampo
« Risposta #38 il: Oggi alle 07:50 »


Daje, Lucas!


Giocatore finito.

Online paolo71

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12781
Re:Il Centrocampo
« Risposta #39 il: Oggi alle 08:14 »
La conferma è la partita di ieri sera.
Quando Lui c'è, la Lazio vola.
 

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