Silenzio generale

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Offline paolo71

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Re:Silenzio generale
« Risposta #560 il: 03 Feb 2020, 20:40 »
Ah, non hanno commentato Sassuolo?

A parte il derby, è diverso tempo che non parlano delle merde. Può essere che lo fanno nel senza giacca ma io a quel punto generalmente spengo un pò l'ora tarda, un pò che non mi interessa il calcio minore...

Offline mr_steed

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Re:Silenzio generale
« Risposta #561 il: 03 Feb 2020, 21:02 »
bene.

oddio, mica tanto bene (a parte il fatto di aver "sgamato" il tipo), perché 'sta cosa certifica che certa indignazione è a "sciarpe alterne"... oppure ho capito male?

Offline pan

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Re:Silenzio generale
« Risposta #562 il: 03 Feb 2020, 21:20 »
oddio, mica tanto bene (a parte il fatto di aver "sgamato" il tipo), perché 'sta cosa certifica che certa indignazione è a "sciarpe alterne"... oppure ho capito male?

ah ma quello purtroppo si sa, discorso vecchio. il "bene" era riferito all'averlo lasciato senza risposte, ad avere sottolineato con sobrietà, solo coi fatti, quanto ormai il loro giochino sia sgamabile.
Re:Silenzio generale
« Risposta #563 il: 03 Feb 2020, 21:43 »
ah ma quello purtroppo si sa, discorso vecchio. il "bene" era riferito all'averlo lasciato senza risposte, ad avere sottolineato con sobrietà, solo coi fatti, quanto ormai il loro giochino sia sgamabile.

Chiamalo "giochino"... qui si parla di informazione artefatta, giudizi eterodiretti da un regime giornalistico che ha le fattezze di una piovra..

Io non riesco a fare spallucce accompagnate da un "ma tanto si sa.." perchè nessuno fa spallucce quando si attaccano gli ultras Laziali quando sbagliano, nessuno, neanche gli altri tifosi Laziali

Figuriamoci se faccio spallucce quando i corrispettivi giallorossi si macchiano di colpe ben più gravi e la piovra giornalistica applica la sua censura di regime

Offline pan

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3871
Re:Silenzio generale
« Risposta #564 il: 03 Feb 2020, 22:12 »
senti Aquila Romana, evidentemente ti focalizzi solo sui miei post contro gli ultras (quelli fascisti) della Lazio, tanto da rispondermi a cazzo se dico che mi piace un quadro, e hai omesso di interessarti a quelli sciorinati nei miei tre anni di permanenza qua sull'argomento.  non eri tenuto a farlo, ci mancherebbe mica sò la Duras, però non mi sottolineare solo quello che ti pare a te. le ho fatte cubiche su sto forum, tanto che pensavo di essere bannata a vita causa sindrome di ripetitività prolissa su due argomenti:
i fascisti in curva
e i giornalisti che da anni esaltano le nostre magagne e omettono quelle dei romanisti.
in tre anni penso che l'80% dei miei post hanno sempre parlato di questo.
lascia stà.
Re:Silenzio generale
« Risposta #565 il: 13 Apr 2020, 23:45 »
Giocatori che in fase di lock down si allenano in pineta. Dzeko Perotti .

Personale responsabile medico ISS in mondovisione che ride e scherza tra un morto ed un ricoverato. Rezza.

Continua cojinella sulla Lazio che vuole allenarsi nel rispetto delle regole.


E questo qui:

https://twitter.com/0Aquilifero/status/1247899843655110659?s=09


Aggiorniamo la lista.

Tutti zitti mi raccomando.
Merde.


Offline Aregai

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Re:Silenzio generale
« Risposta #566 il: 14 Apr 2020, 08:20 »
Burioni per una battuta simile, ma detta in un contesto TOTALMENTE diverso, è stato crocifisso.
ROMA MERDA
Re:Silenzio generale
« Risposta #567 il: 14 Apr 2020, 08:41 »
Burioni per una battuta simile, ma detta in un contesto TOTALMENTE diverso, è stato crocifisso.
ROMA MERDA
Contesto totalmente diverso!!
Fatta sul suo profilo Twitter in un momento in cui il numero delle vittime per il virus era il seguente: ZERO!
Re:Silenzio generale
« Risposta #568 il: 14 Apr 2020, 09:14 »
Il corriere scarica Rezza, era ora.


Suvvia, Rezza spenga il virus e la tv (Corriere dello Sport)
 
di Alessandro Barbano
 
 
«Suvvia!», calcio, «siamo a maggio»: cosa vuoi che sia finirla qui? La battuta vola da un pulpito che, da tecnico, diventa politico. E somiglia a una messa in mora al governo. Così il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, dice che il campionato non può ripartire. Se mancava una prova dello sbando istituzionale in cui versa il Paese, nel momento più difficile della lotta alla pandemia, la prova è arrivata ieri.
Un consulente tecnico, chiamato a fornire al governo pareri scientifici riservati, si presta a dare in pubblico risposte che non gli competono. Lo fa da una tribuna – la conferenza stampa sui dati quotidiani del contagio – che ha assunto, in nome dell’emergenza, il ruolo di una surroga politica. Il ragionamento di Rezza calpesta qualunque grammatica istituzionale, con i modi di un analfabetismo populista che confonde ruoli, forme e lessico. Quando dice «io non farei ripartire il campionato», premette che il comitato tecnico, di cui fa parte, non si è pronunciato sulla questione. Ma ciò non lo frena dall’accreditarsi una franchigia personale ad esprimersi.
La sua performance è un esempio di quella ignoranza a cui arriva il sapere, quando crede di poter acchiappare il mondo con le pinzette del proprio specialismo. Perché Rezza parla di cose che non ha approfondito, con l’ironia di chi le guarda dall’alto: «Io sono romanista – dice -, e per com’è andata direi: tutto a monte, ah ah ah». Poi, sfiora il merito della vicenda, liquidandola con una battuta che scientificamente vale meno di zero: «Lo sport implica contatti, l’ipotesi di più tamponi per tutti i calciatori mi sembra un po’ tirata». Infine chiude con un’esortazione a ridimensionare le ragioni del calcio, rispetto alla grandezza delle questioni di cui lui si occupa: «Del resto siamo a maggio – dice -. Suvvia!».
Suvvia, Rezza, cosa vuole che sia per uno scienziato un campionato che si ferma, cinquecento milioni che volano via, un’economia sportiva che scoppia come una bolla di sapone, travolgendo un indotto amministrativo e mediatico. Cosa vuole che sia, per un Paese blindato in casa, rinunciare a quelle passioni superstiti che potrebbero essere un balsamo contro la depressione? Gli scienziati valutano la gravità di un’epidemia con le loro conoscenze e i loro protocolli, ma non possono assumere decisioni politiche che, anche in condizioni eccezionali, devono tener conto di costi sociali ed economici.
Suvvia, Rezza, lei concede che «tocca alla politica decidere», ma non può non rendersi conto che tale concessione suona un po’ ipocrita. E somiglia a un altolà. Come a dire: provi la politica a fare il contrario di ciò che io penso. Certo, non c’è da stupirsi: nel Paese in cui il premier trasforma un discorso alla nazione in un comizio elettorale contro i suoi avversari, anche i tecnici possono permettersi di sfidare il governo sulla pubblica piazza. Pensavamo che il potere senza sapere fosse la più crudele autopunizione che una comunità potesse infliggersi. Ci eravamo sbagliati: il sapere che si autoproclama potere può fare peggio.
Suvvia, Rezza, ha visto quanta gente la tira per la giacchetta? C’è il presidente del Torino e di Rcs, Urbano Cairo, che a tempo di record si è tuffato sulla sua gaffe: «Lui è un uomo di scienza e io mi intendo di numeri – ha detto –, con la situazione attuale è impensabile giocare tra un mese e mezzo». C’è da sperare che i numeri della pandemia vadano meglio di quelli in classifica del Torino, a un passo dalla zona retrocessione.
Suvvia, Rezza, abbiamo bisogno di scienziati che ci portino fuori da quest’inferno. Non di scienziati comunicatori che si abituano a sentirsi in tv come nel salotto di casa. Spenga la pandemia, se può. La tv la spegniamo noi, la prossima volta che lei parla di calcio.

Offline dario

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Re:Silenzio generale
« Risposta #569 il: 14 Apr 2020, 10:05 »
Burioni per una battuta simile, ma detta in un contesto TOTALMENTE diverso, è stato crocifisso.
ROMA MERDA
100%%%%%%%%
Re:Silenzio generale
« Risposta #570 il: 14 Apr 2020, 14:41 »
Il corriere scarica Rezza, era ora.


Suvvia, Rezza spenga il virus e la tv (Corriere dello Sport)
 
di Alessandro Barbano
 
 
«Suvvia!», calcio, «siamo a maggio»: cosa vuoi che sia finirla qui? La battuta vola da un pulpito che, da tecnico, diventa politico. E somiglia a una messa in mora al governo. Così il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, dice che il campionato non può ripartire. Se mancava una prova dello sbando istituzionale in cui versa il Paese, nel momento più difficile della lotta alla pandemia, la prova è arrivata ieri.
Un consulente tecnico, chiamato a fornire al governo pareri scientifici riservati, si presta a dare in pubblico risposte che non gli competono. Lo fa da una tribuna – la conferenza stampa sui dati quotidiani del contagio – che ha assunto, in nome dell’emergenza, il ruolo di una surroga politica. Il ragionamento di Rezza calpesta qualunque grammatica istituzionale, con i modi di un analfabetismo populista che confonde ruoli, forme e lessico. Quando dice «io non farei ripartire il campionato», premette che il comitato tecnico, di cui fa parte, non si è pronunciato sulla questione. Ma ciò non lo frena dall’accreditarsi una franchigia personale ad esprimersi.
La sua performance è un esempio di quella ignoranza a cui arriva il sapere, quando crede di poter acchiappare il mondo con le pinzette del proprio specialismo. Perché Rezza parla di cose che non ha approfondito, con l’ironia di chi le guarda dall’alto: «Io sono romanista – dice -, e per com’è andata direi: tutto a monte, ah ah ah». Poi, sfiora il merito della vicenda, liquidandola con una battuta che scientificamente vale meno di zero: «Lo sport implica contatti, l’ipotesi di più tamponi per tutti i calciatori mi sembra un po’ tirata». Infine chiude con un’esortazione a ridimensionare le ragioni del calcio, rispetto alla grandezza delle questioni di cui lui si occupa: «Del resto siamo a maggio – dice -. Suvvia!».
Suvvia, Rezza, cosa vuole che sia per uno scienziato un campionato che si ferma, cinquecento milioni che volano via, un’economia sportiva che scoppia come una bolla di sapone, travolgendo un indotto amministrativo e mediatico. Cosa vuole che sia, per un Paese blindato in casa, rinunciare a quelle passioni superstiti che potrebbero essere un balsamo contro la depressione? Gli scienziati valutano la gravità di un’epidemia con le loro conoscenze e i loro protocolli, ma non possono assumere decisioni politiche che, anche in condizioni eccezionali, devono tener conto di costi sociali ed economici.
Suvvia, Rezza, lei concede che «tocca alla politica decidere», ma non può non rendersi conto che tale concessione suona un po’ ipocrita. E somiglia a un altolà. Come a dire: provi la politica a fare il contrario di ciò che io penso. Certo, non c’è da stupirsi: nel Paese in cui il premier trasforma un discorso alla nazione in un comizio elettorale contro i suoi avversari, anche i tecnici possono permettersi di sfidare il governo sulla pubblica piazza. Pensavamo che il potere senza sapere fosse la più crudele autopunizione che una comunità potesse infliggersi. Ci eravamo sbagliati: il sapere che si autoproclama potere può fare peggio.
Suvvia, Rezza, ha visto quanta gente la tira per la giacchetta? C’è il presidente del Torino e di Rcs, Urbano Cairo, che a tempo di record si è tuffato sulla sua gaffe: «Lui è un uomo di scienza e io mi intendo di numeri – ha detto –, con la situazione attuale è impensabile giocare tra un mese e mezzo». C’è da sperare che i numeri della pandemia vadano meglio di quelli in classifica del Torino, a un passo dalla zona retrocessione.
Suvvia, Rezza, abbiamo bisogno di scienziati che ci portino fuori da quest’inferno. Non di scienziati comunicatori che si abituano a sentirsi in tv come nel salotto di casa. Spenga la pandemia, se può. La tv la spegniamo noi, la prossima volta che lei parla di calcio.
:o :o :o sogno o son desto?

Online GiPoda

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Re:Silenzio generale
« Risposta #571 il: 14 Apr 2020, 15:20 »
Il corriere scarica Rezza, era ora.


Suvvia, Rezza spenga il virus e la tv (Corriere dello Sport)
 
di Alessandro Barbano
 
 
«Suvvia!», calcio, «siamo a maggio»: cosa vuoi che sia finirla qui? La battuta vola da un pulpito che, da tecnico, diventa politico. E somiglia a una messa in mora al governo. Così il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, dice che il campionato non può ripartire. Se mancava una prova dello sbando istituzionale in cui versa il Paese, nel momento più difficile della lotta alla pandemia, la prova è arrivata ieri.
Un consulente tecnico, chiamato a fornire al governo pareri scientifici riservati, si presta a dare in pubblico risposte che non gli competono. Lo fa da una tribuna – la conferenza stampa sui dati quotidiani del contagio – che ha assunto, in nome dell’emergenza, il ruolo di una surroga politica. Il ragionamento di Rezza calpesta qualunque grammatica istituzionale, con i modi di un analfabetismo populista che confonde ruoli, forme e lessico. Quando dice «io non farei ripartire il campionato», premette che il comitato tecnico, di cui fa parte, non si è pronunciato sulla questione. Ma ciò non lo frena dall’accreditarsi una franchigia personale ad esprimersi.
La sua performance è un esempio di quella ignoranza a cui arriva il sapere, quando crede di poter acchiappare il mondo con le pinzette del proprio specialismo. Perché Rezza parla di cose che non ha approfondito, con l’ironia di chi le guarda dall’alto: «Io sono romanista – dice -, e per com’è andata direi: tutto a monte, ah ah ah». Poi, sfiora il merito della vicenda, liquidandola con una battuta che scientificamente vale meno di zero: «Lo sport implica contatti, l’ipotesi di più tamponi per tutti i calciatori mi sembra un po’ tirata». Infine chiude con un’esortazione a ridimensionare le ragioni del calcio, rispetto alla grandezza delle questioni di cui lui si occupa: «Del resto siamo a maggio – dice -. Suvvia!».
Suvvia, Rezza, cosa vuole che sia per uno scienziato un campionato che si ferma, cinquecento milioni che volano via, un’economia sportiva che scoppia come una bolla di sapone, travolgendo un indotto amministrativo e mediatico. Cosa vuole che sia, per un Paese blindato in casa, rinunciare a quelle passioni superstiti che potrebbero essere un balsamo contro la depressione? Gli scienziati valutano la gravità di un’epidemia con le loro conoscenze e i loro protocolli, ma non possono assumere decisioni politiche che, anche in condizioni eccezionali, devono tener conto di costi sociali ed economici.
Suvvia, Rezza, lei concede che «tocca alla politica decidere», ma non può non rendersi conto che tale concessione suona un po’ ipocrita. E somiglia a un altolà. Come a dire: provi la politica a fare il contrario di ciò che io penso. Certo, non c’è da stupirsi: nel Paese in cui il premier trasforma un discorso alla nazione in un comizio elettorale contro i suoi avversari, anche i tecnici possono permettersi di sfidare il governo sulla pubblica piazza. Pensavamo che il potere senza sapere fosse la più crudele autopunizione che una comunità potesse infliggersi. Ci eravamo sbagliati: il sapere che si autoproclama potere può fare peggio.
Suvvia, Rezza, ha visto quanta gente la tira per la giacchetta? C’è il presidente del Torino e di Rcs, Urbano Cairo, che a tempo di record si è tuffato sulla sua gaffe: «Lui è un uomo di scienza e io mi intendo di numeri – ha detto –, con la situazione attuale è impensabile giocare tra un mese e mezzo». C’è da sperare che i numeri della pandemia vadano meglio di quelli in classifica del Torino, a un passo dalla zona retrocessione.
Suvvia, Rezza, abbiamo bisogno di scienziati che ci portino fuori da quest’inferno. Non di scienziati comunicatori che si abituano a sentirsi in tv come nel salotto di casa. Spenga la pandemia, se può. La tv la spegniamo noi, la prossima volta che lei parla di calcio.
Azzo me lo ero perso sto articolo.
E cmq l articolo del vicedirettore del cds centra il punto più evidente: una fuga in avanti che nn spettava a Rezza come tecnico e come singolo componente di un organo tecnico di supporto al Governo.
Fossi Conte sarei alquanto incaxxato.

Offline zorba

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Re:Silenzio generale
« Risposta #572 il: 14 Apr 2020, 17:32 »
Re:Silenzio generale
« Risposta #573 il: 14 Apr 2020, 18:27 »
E INVECE CI SIAMO ROTTI ER CAZZO !


Da quando hanno ammazzato paparelli che se fanno ste battute sulla Lazio.
è solo na battuta stocazzo ! Siete abituati  comportarvi cosi, perchè siete merde dentro.
Nell'anima.

Dellimortaccivostra.


un mese a parlare degli adesivi di Anna Frank! Interviste al rabbino e ai nipoti de 54esima generazione. Una corona de fiori nel tevere.


ammerde!
Re:Silenzio generale
« Risposta #574 il: 14 Apr 2020, 19:04 »
Il CdT conosce i numeri .

Ovviamente quelli del bilancio .

Quello e' virologo laureato alla Sapienza .

Mica economista della Bocconi .

Online Palo

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Re:Silenzio generale
« Risposta #575 il: 14 Apr 2020, 22:22 »
Il CdT conosce i numeri .

Ovviamente quelli del bilancio .

Quello e' virologo laureato alla Sapienza .

Mica economista della Bocconi .
Lettura intelligente. Sono d’accordo al 100%


D’altro canto, da te, non ci si poteva aspettare altro.
Re:Silenzio generale
« Risposta #576 il: 14 Apr 2020, 22:23 »
E INVECE CI SIAMO ROTTI ER CAZZO !


Da quando hanno ammazzato paparelli che se fanno ste battute sulla Lazio.
è solo na battuta stocazzo ! Siete abituati  comportarvi cosi, perchè siete merde dentro.
Nell'anima.

Dellimortaccivostra.


un mese a parlare degli adesivi di Anna Frank! Interviste al rabbino e ai nipoti de 54esima generazione. Una corona de fiori nel tevere.


ammerde!

Ecco. Ci siamo rotti il cazzo.

Offline N.G.E.

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4583
Re:Silenzio generale
« Risposta #577 il: 14 Apr 2020, 22:41 »
Sto str...  :asrm

Poi il pezzo in cui dice "“Evitare lo scudetto per la Lazio? Ho tantissimi amici laziali, la mia è stata veramente una battuta per il momento complicato"

Mi ricorda il "non sono razzista, ho tanti amici di colore".

 :asrm :asrm :asrm :asrm

Online Palo

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12598
Re:Silenzio generale
« Risposta #578 il: 14 Apr 2020, 23:09 »
Sto str...  :asrm

Poi il pezzo in cui dice "“Evitare lo scudetto per la Lazio? Ho tantissimi amici laziali, la mia è stata veramente una battuta per il momento complicato"

Mi ricorda il "non sono razzista, ho tanti amici di colore Negri”

 :asrm :asrm :asrm :asrm

Nesta idolo

Nesta idolo

Re:Silenzio generale
« Risposta #579 il: 16 Apr 2020, 12:38 »
L'ho letto poca fa e mi ha dato molto fastidio.

https://twitter.com/PBerizzi/status/1250091764716797953?s=19

Paolo Berizzi giornalista di Repubblica era stato insultato da un fascio laziale mesi fa, allora lui ha deciso di denunciarlo e poi l'ha "blastato" qualche giorno fa dopo la ritirata comica del fascio con annessa motivazione chissà se veritiera.
Ma facendo ciò tagga su Twitter l'account ufficiale della Lazio. Tanto che alcuni tifosi giustamente s'incazzano e gli chiedono cosa c'entrasse citare la Lazio, lui ovviamente non risponde.
Mi chiedo chi gestisca i social network della società e perché siano così menefreghisti, poco reattivi dinnanzi a queste tematiche per me di fondamentale importanza!?
 

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