SS Lazio Primavera (Giovanili) 2014/2015

Aperto da vagabond, 05 Lug 2014, 09:52

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gunners

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900 l'anno chiaramente   :) ,  il prodotto che serve ad una società è quello finale , portare giocatori pronti in prima squadra , e in quello ultimamente stiamo andando alla grande .
Dispiace solo vedere le squadre dei piccoli spesso soccombere contro la roma , a me questo un po da fastidio perchè quando entro in campo con quella maglia vorrei non battere la roma , la vorrei proprio devastare  :D.
Ripeto ottimo il lavoro di tare ,, meno quello del generale coletta a mio avviso si potrebbe fare molto meglio ma ci sono dinamiche assurde che meglio evitare di discuterne  .
900 a bambino per 600 ragazzi circa tra gentili e melli  ...non sono pochi soldi

Valon92

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Nel settore giovanile non devi vincere.
Devi formare giocatori.
Spesso si formano delle ottime squadre, e il gruppo formato magari con un paio di individualità sopra alla media per la categoria ti portano a vincere.

Il vero obiettivo dovrebbe essere formare dei giocatori, preferibilmente per la tua prima squadra. Poi magari escono giocatori da serie B o inferiori con cui fai plusvalenze se riesci a venderli.

Da ciò che ho capito inoltre il progetto futuro è portare tutte le giovanili a Formello.


Per il futuro non sottovaluterei l'eventuale salita in B della Salernitana, che potrebbe farci molto molto comodo.

Valon92

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Molto interessante questo articolo a firma Ercole de La Repubblica.

ROMA – Faccia simpatica sempre sorridente, occhiale scuro, camicia bianca e giacca celeste sgargiante intonata a una cravatta dello stesso colore ma intervallata da linee blu. Questa è la prima (e al momento unica) immagine di Joop Lensen da collaboratore della Lazio, da condottiero che dovrà guidare la Biancoceleste a una vera "rivoluzione".

ECCO JOOP LENSEN, IL "MAGO" OLANDESE DELLA LAZIO – Era il maggio scorso, Lotito inaugurava l'Academy Bob Lovati (i cui lavori, a distanza di quasi un anno, non sono ancora iniziati), un progetto ambizioso per crescere all'interno del centro di sportivo di Formello i campioni del domani: sei campi supplementari da aggiungere ai tre già esistenti, la creazione di una foresteria per i giovani calciatori fuorisede, una biblioteca e un'aula dove si possa abbinare lo studio allo sport. A capo di tutto questo, Lotito e il ds Tare hanno messo proprio quel tipo che con il suo vestito celeste non era certo passato inosservato. Una figura sconosciuta in Italia, tant'è che (in Olanda ci ridono su) la maggior parte dei giornalisti in un primo momento gli storpiò il nome: chi lo chiamò Lansen (mea culpa), chi Jansen, chi Janssen e così via. Eppure in Olanda quel tizio è molto conosciuto e viene addirittura soprannominato "il Mago". Nel suo curriculum figurano gli anni da istruttore giovanile presso la Federcalcio olandese (KNVB) e quelli da responsabile del settore giovanile dell'Az Alkmaar e del Fenerbahce. È anche proprietario della "Ducth Football Academy", una scuola calcio con sede centrale in Olanda (più altre tre in in Brasile, Cile e Israele) che offre corsi di formazione per giovani calciatori, club e allenatori di calcio.

SU HOEDT: "IN NAZIONALE NEL GIRO DI UN ANNO E MEZZO" – È proprio sotto questa veste che ha conosciuto il direttore sportivo della Lazio Igli Tare. Un "amore a prima vista", tant'è che sebbene l'Academy non sia ancora realtà, Joop Lensen è già parte integrante del progetto biancoceleste. Preziosi i suoi consigli e interventi in sede di mercato. Il colpo De Vrij in estate, così come quello di Braafheid. Ma soprattutto la sua mediazione nei rapporti con l'Az per il difensore centrale Wesley Hoedt, che sarà tesserato dalla Lazio nella prossima stagione: «Quando ha giocato contro l'Ajax (il 5 febbraio scorso, ndr) sembrava che avesse già 500 presenze in Eredivisie per l'autorità che ha dimostrato», ha raccontato Lensen in un'intervista al portale volkskrant.nl. In realtà ne ha giocate solo 21 al momento, appena 12 quando a gennaio ha firmato il suo contratto con la Lazio a partire da luglio: «E allora? È tipico degli olandesi guardare queste cose, ma io preferisco concentrarmi sulle sue qualità: sa calciare con entrambi i piedi, ha una buona visione di gioco. Sono certo che riuscirà ad affermarsi anche in Italia e che nel giro di un anno e mezzo sarà in Nazionale. Non ho il minimo dubbio al riguardo». E c'è il suo zampino anche nell'affare Morrison, consigliato a Tare su suggerimento del suo amico e connazionale René Meulesteen, ex dirigente del Manchester United.

"NEI SETTORI GIOVANILI ITALIANI NON C'È UNIFORMITÀ" – L'intervista a Joop Lensen si è tenuta all'interno del centro sportivo di Formello, dove "il Mago" ha fatto gli onori di casa, presentando subito l'aquila Olympia: «La vedete? Lei sorveglia il club», ha detto senza neanche scherzare troppo rivolgendosi ai cronisti.  Poi è entrato nel dettaglio del suo progetto, studiato nei dettagli dopo aver trascorso gli ultimi mesi a studiare il sistema di allenamento dei tecnici giovanili italiani e della Lazio in particolare: «Qui le sedute sono molto fisiche, mentre le indicazioni dei tecnici sono più che altro orientate a livello mentale: "Andiamo, andiamo", "Dai, dai, dai" (ripete in italiano, ndr).  E ogni allenatore ha il proprio sistema di giocare. Non c'è molta sintonia». E le osservazioni non sono finite: «Ogni squadra ha un allenatore, un assistente, un preparatore atletico e uno dei portieri. Ciascuno di loro si concentra solo sul proprio compito. Faccio un esempio: se sono il responsabile di migliorare fisicamente i calciatori, allora gli farò saltare degli ostacoli, correre nei cerchi e cose di questo genere. Quando vedo tutto questo penso: ma dove è il pallone?». Lo ha fatto presente al ds Tare, che ha preso nota di tutto e gli ha risposto: «Benissimo, ora però devi mettere in pratica il tuo metodo».

"PORTERÒ UNA MENTALITÀ VINCENTE E OFFENSIVA" – Lensen si prepara, dalla prossima estate avrà carta bianca sul settore giovanile biancoceleste fino al 2019. Cercherà di dargli filosofia e linee guida comuni da seguire, come spiega abbandonando per un attimo il suo sorriso e diventando serio: «Dovremo andare tutti nella stessa direzione, verso una mentalità offensiva. Se non sei in possesso del pallone devi recuperarlo più velocemente possibile. Solo quando ci riuscirai potrai essere padrone del gioco. Sì, mi rendo conto che queste parole sembrino il classico romanzo olandese. Ma gli italiani con il loro approccio cosa hanno raggiunto negli ultimi anni? Prendiamo come esempio la Juventus, la squadra più importante. È un club con 90 giovani sotto contratto, che gli costano ogni anno fior di milioni. Nonostante questo nessuno è uscito dal loro settore giovanile». Ha le idee ben chiare, Joop Lensen. Ha studiato la Lazio, Formello ormai è casa sua. Mentre il gruppo torna indietro, a intervista finita, per terra trovano un mucchietto di ossa con delle piume. Lui alza lo sguardo, incrocia quello dei giornalisti e dice: «Probabilmente Olympia aveva fame». Eccolo, il sorriso è tornato sul suo viso. E anche su quello del ds Tare, che già pregusta la "rivoluzione olandese".

Magnopèl

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Mamma mia, mi sa che lui era l'anello mancante della catena (vincente).
Abbiamo fatto bingo.

(per me merita un topic a parte, il caro Joop)

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DajeLazioMia

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Lazionetter
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Mi piace molto questo progetto, iniziato già da qualche anno in realtà.
Ora con Pioli (dopo l'esperienza di alti e bassi con Petko) proponiamo un gioco aggressivo anche in prima squadra con ottimi risultati (in Primavera prima Bollini e poi Inzaghi già lo facevano). Speriamo che questo nuovo ingresso possa realmente aumentare l'uniformità dal punto di vista della mentalità e introdurre magari nuovi metodi di lavoro (già questa estate l'approccio di Pioli fin da subito col pallone aveva sorpreso/preoccupato molti).
Laziorange.

Magnopèl

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Cmq quando dice "se non hai il pallone lo devi recuperare più in fretta possibile" vedo proprio la Lazio che pressa altissima e con foga.
Molto simile in questo e con le dovute proporzioni al barcellona di Pep.

Valon92

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Si dice anche che da quest'estate avrà la completa gestione sul settore giovanile fino al 2019, mandano via Coletta?
Da notare il fatto che prima abbia voluto studiarsi come funzionano le cose nelle giovanili italiane e poi inserirci il suo modello.

Luca MCM

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Questa cosa è veramente intrigante

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skizzo87

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Citazione di: Valon92 il 31 Mar 2015, 18:03
Si dice anche che da quest'estate avrà la completa gestione sul settore giovanile fino al 2019, mandano via Coletta?
Da notare il fatto che prima abbia voluto studiarsi come funzionano le cose nelle giovanili italiane e poi inserirci il suo modello.

Coletta sta allenando una squadra del settore giovanile, or ora.

skizzo87

Visitatore
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Un paio di giacchetti al posto dei pali. Un pallone. E una valigia piena di sogni. Il calcio è uno dei pochi linguaggi universali capace di abbattere le barriere razziali e culturali. D'altronde tutti noi siamo cresciuti rincorrendo la magica sfera in un prato verde. Toglieteci tutto, ma non il soccer. Uno sport che regala emozioni, ma anche storie, romanzi pieni d'incanto. Non è una prerogativa del cinema, degli scarpini magici di Jimmy Grimble o del rigore decisivo parato da Sylvester "Cap. Hatch" Stallone in 'Fuga per la vittoria'.  Un paio di giacchetti e un pallone è il kit di base, finché il destino non bussa alla tua porta. Bakary Jaiteh giocava spensieratamente con i suoi amici, in uno dei tanti spazi verdi della nostra città. In una partitella come tante, il destino - nelle vesti di uno scout della Lazio - resta affascinato dal suo talento e decide di concedergli una chance: "Un osservatore mi ha visto in una partitella con alcuni amici, in un parco" - racconta emozionato Bakary Jaiteh in esclusiva ai microfoni di Lalaziosiamonoi.it. La Lazio l'ha convocato per un provino, il ragazzo si sta allenando con gli Allievi Nazionali al Gentili. E' un classe '97 del Gambia, un mediano molto dotato dal punto di vista fisico e atletico, struttura longilinea da potenziare, in possesso di una buona tecnica di base: "Alcuni dicono che assomiglio a Yaya Tourè, altri a Paul Pogba (ride, ndr). Sono i due giocatori ai quali mi ispiro, sono un centrocampista che ama proporsi in fase offensiva e fare gol". Il ragazzo è in attesa della carta d'identità (propedeutica alla richiesta del passaporto), poi sarà pronto a firmare un contratto con la Lazio e a rinforzare il gruppo della Primavera per la prossima stagione.

UN BARCONE PIENO DI SOGNI - La storia di Bakary, sino a quel provino inatteso al parco, è comune a tantissimi ragazzi africani. E' sbarcato nel giugno del 2013 in Italia, dopo una lunga traversata via mare su un barcone che di umano non ha proprio nulla. E' un rifugiato politico del Gambia, la sua famiglia ha avuto delle discordie con il governo di Yahya Jammeh, che ha assunto il potere nel 1994 con un golpe, salvo esser stato eletto nel 1996 a seguito di una contestata elezione a suffragio universale. Il Paese, che si era reso indipendente dal governo britannico solo nel 1965 (ma che ha abbandonato il Commonwealth un anno e mezzo fa, ndr), è diviso tra i sostenitori del governo e il gruppo che si oppone alla presenza ingombrante di Jammeh e alle sue politiche restrittive caratterizzate da forti ingerenze governative in ogni aspetto della vita del Paese. Queste manifestazioni di opposizione spesso vengono represse con violenze ed arresti e spesso i dissidenti sono costretti a fuggire. Bakary è stato accolto in una casa famiglia a Roma, in zona Eur: "Sono arrivato su un barcone perché nel mio Paese abbiamo avuto dei problemi, con il governo. Sono entrato in Italia a piedi nudi, senza neanche le scarpe. Poi sono andato in una casa famiglia - aggiunge il ragazzo - sono arrivato qui, non è semplice vivere in queste condizioni". Impossibile ignorare il parallelo con la storia di Joseph Minala, abbandonato alla stazione Termini da colui che gli aveva promesso un provino ed accolto anche lui in una casa famiglia. La storia del camerunense è oramai nota, chissà che Bakary  non possa seguire le sue orme.

SALVATI DAL MARE - Il ragazzo viene notato dalla Lazio, come detto, quasi per caso. Ed è cosi che il connazionale Lamin Bittaye lo segnala al suo agente Riccardo Badia, che definisce l'accordo con il club della Capitale dopo aver tentato un provino con l'Avezzano, in Eccellenza. Ma chi è Lamin Bittaye? Il suo nome è uscito alla ribalta lo scorso anno, quando questo ragazzo che aveva stregato l'Avezzano a suon di gol, raccontò la sua incredibile storia. Sopravvissuto per miracolo ad una lunga traversata su un barcone con 143 uomini, non adatto a portare tutti. Morirono in 3, Lamin fu salvato dall'annegamento grazie all'intervento tempestivo della Marina. E di lì a poco ritrovò il sorriso su un campo di calcio. Ironia della sorte, Lamin e Bakary giocavano insieme in Gambia ed è stato proprio lui a segnalare il talentuoso connazionale, nonchè grande amico, al suo agente. "Giocava nel mio stesso club - racconta Lamin - Bakary è un bravo ragazzo, è forte con e senza la palla, secondo me è uno che può fare carriera perché ha una gran potenziale". Sì perchè Bakary Jaiteh, in Gambia, era una sorta di stella. Prima dello sbarco in Italia fu convocato anche dalla rappresentativa Under 21, ma l'avventura poi non ha avuto seguito poichè non ha una squadra e non può essere più chiamato dalla sua Nazionale.

UN DESTINO BIANCOCELESTE - Ora c'è la Lazio, la fine di un incubo, l'inizio di una nuova vita: "Sono contento per questa avventura, è un sogno che si avvera. Seguivo la Lazio già nel mio Paese, da noi è considerata una delle squadre più forti d'Europa. Ha tanti campioni, quest'anno sta facendo molto bene". Il futuro di Bakary ora è nelle sue mani, non c'è governo che tenga. Il ragazzo oggi si sta inserendo in questa nuova realtà, dalle dimensioni quasi oniriche, ma le idee sono già ben chiare: "Mi piacerebbe diventare uno dei giocatori migliori al mondo e vincere tanti trofei con la Lazio". L'entusiasmo è alle stelle, ma il tragitto da percorrere è lunghissimo. Non c'è fretta, Bakary è sopravvissuto a viaggi ben più tortuosi. D'altronde, come si suol dire, sogni e pensieri non hanno limiti. Se non quei due giacchetti, che formano pali e speranze.

Fonte: LLSN

Bellissima storia!!! :ssl

Cirrus Minor

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Dal sito SSLazio.it:
Questi i 20 convocati di Simone Inzaghi per l'ottava giornata di ritorno del Campionato Primavera, che si giocherà domani, sabato 04 Aprile alle ore 11:30 presso il centro sportivo 'Torre del Grifo ' Mascalucia (Ct), contro il Catania di Giovanni Pulvirenti.
Portieri: Guerrieri, Cotticelli.
Difensori:Pollace, Germoni, Mattia, Prce, Pasqualoni, Antonucci, Quaglia, Seck.
Centrocampisti: Borecki, Rokavec, Murgia, Silvagni, Condemi.
Attaccanti: Palombi, Tounkara, Rossi, Capuano, Milani.

Daje aquilotti!!!!
:pp :pp :pp :pp

EagleofBrixton

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Problemi nel collegamento su lazio style channel mi sa...uff

:x :x

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EagleofBrixton

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Alexxio

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Cirrus Minor

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Lazio in vantaggio, bisogna vincere oggi perchè la vetta potrebbe allontanarsi....

SemperLazio

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Barabba Terzo

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Cirrus Minor

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Catania sul 2-1 al 40'...speriamo che i nostri la riprendano la partita altrimenti si mette male in classifica...

:s :s :s

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rocchigol

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vantaggio del Catania.
dice che sull1-0 per noi ci siamo mangiati un paio di gol

SemperLazio

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Catania,due tiri,due goal. Ma vaff.

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