Al di là dei discorsi sui singoli, il titolo del topic porta ad un problema che viene da lontano: supponenza, sufficienza, spocchia verso le squadre ed i match che si ritiene facili.
La Lazio non da oggi, né da ieri, ma da un bel po', snobba gli avversari definiti "più deboli". Il che, almeno ad inizio campionato, potrebbe non comportare eccessivi danni. Ma nella fase intermedia, dove soprattutto le squadre più indietro in classifica giocano "col veleno", il rischio di prendere gli schiaffi c'è tutto.
Allora ecco il partitone con la juve (al ritorno, naturalmente), la buona partita con la florentia, il memorial dove fermi le merde, la bella figura contro la squadra di classifica medio-alta. Di contro, a Catania prendi la scuffia, il sassuolo quasi ti rimonta in casa, con l'udinese ti salva una prodezza del singolo (e poco importa che si chiami Hernanes).
E questo si verifica con una regolarità disarmante. Ogni anno, si lasciano sul terreno una discreta quantità di punti contro squadre sulla carta alla portata; perché si scende in campo convinti di avere il risultato in tasca, e si gioca senza la necessaria tigna.
Non riesco a capire il discorso dell'inadeguatezza, quando poi gli stessi uomini giocano alla grande contro una squadra che ha i favori del pronostico.
A me sembra più una questione di testa, aggravata dal fatto che questa stagione è partita male, e molti (non solo tifosi) la considerano già finita.
SFL