Reja in conferenza stampa ha detto che Lotito non sarà presente per via della squalifica, ma vi invito a leggere questo articolo:
13/12/11, 22:20
CALCIO/LAZIO: Prete Gianni e i cavalieri della tavola imbandita
Il Prete Gianni era un personaggio leggendario molto popolare in epoca medievale, tanto che, secondo i poemi del ciclo bretone, il Santo Graal sarebbe stato trasportato proprio nel suo regno. In epoca moderna, il nostro Gianni è il dirigente di un comitato sportivo che, novello Re Artù "de noantri", con la benedizione del Mago Ignudo, istituisce la Tavola Rotonda, attorno alla quale si ritrovano i più nobili ed indebitati cavalieri del Paese. Lo stesso ideale li unisce; essi hanno giurato di dedicare la loro vita alla difesa della giustizia e di porre la loro spada al servizio dei deboli e degli oppressi. Loro stessi.
Ma torniamo seri. La lodevole iniziativa, la cui prima puntata di una serie prevedibilmente lunga è in programma nella mattinata di domani, vede all'ordine del giorno la necessità di mettere una pietra sopra ai velenosi strascichi del dopo-calciopoli, un fuoco che divampa ancora impetuoso e sul quale soffiano i nobili cavalieri bianconeri e nerazzurri. Tra i due litiganti, divisi dai mediatori di Coni e Federcalcio, si siederanno a tavola i rappresentanti di Milan, Inter, Fiorentina, Juventus e...Napoli. Cioè, di altre quattro società implicate nel secondo Grande Scandalo vissuto dal mondo della pedata ed una che, per dirla alla maniera del suo presidente, "non c'azzecca proprio niente". Con grande enfasi il Coni aveva annunciato, a fine novembre, l'idea ispiratrice: "Il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Petrucci, sentito il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giancarlo Abete, ha fissato per mercoledì 14 dicembre al Coni un incontro per discutere e approfondire le tematiche relative alle vicende del calcio di vertice".
Ed ecco il nocciolo della questione: cosa si intende per calcio di vertice? Guardando la lista degli invitati e scorrendo la classifica della serie A, il calcio di vertice è rappresentato, ma non interamente. Alla vigilia della tavolata, il vertice del campionato di calcio vede strette in due punti le convitate Juventus e Milan, incontrastate regine dei due maggiori scandali trascorsi, insieme all'affascinante Udinese ed alla Lazio del "calimero" Lotito. Quindi, a quanto si nota, la classifica non costituisce titolo di invito. Ma allora qual'è il criterio? A giudicare dalla presenza delle casacche a strisce, tanto titolate quanto indebitate, unitamente a due bacini d'utenza sicuramente importanti (Napoli e Fiorentina), si potrebbe pensare che il tema centrale sia un altro e riguardi la spartizione della torta, argomento "evergreen" per i dirigenti nostrani, privi di idee e denari. Il duo Abete-Petrucci, come Batman e Robin, garantirà la pace dell'incontro. "Non ci saranno figli e figliastri e tutti potranno portare le loro tesi, senza pensare di strattonare" perché a Batman e Robin non li strattona nessuno!
Il presidente Abete, con fare signorile, allontana le polemiche di chi non è stato invitato alla tavolata: "Si tratta di capire lo spirito con cui è partita questa iniziativa che è quello di favorire una riflessione da parte di alcuni soggetti che avevano trasferito alcune criticità collegate a calciopoli". Tutto ok, ma le perplessità sulla presenza del Napoli e, ancor di più, sull'assenza della Lazio restano. Dal canto suo, Gianni "Christmas" Petrucci la butta sul volemose bene: "Non siate buoni solo a Natale - è l'invito rivolto ai presidenti pallonari - "io sono sereno e mi auguro lo siano anche gli altri". Bontà sua.
Tra le voci fuori dal coro c'è quella di Massimo Cellino, presidente del Cagliari, che dichiara candidamente: "Non ho capito ancora cosa sia il tavolo della pace. E se non l'ho capito io, che sto da 20 anni nel calcio, figurarsi i lettori dei giornali - ha raccontato a "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento -. Se tutto questo si fa affinché Juve e Inter si stringano la mano per far vedere che lo sport è al di sopra di ogni diatriba, va bene - sottolinea il massimo dirigente dei sardi -. Ma non capisco il ruolo di chi è stato invitato. Capisco la presenza di Petrucci, Pagnozzi, Moratti e Agnelli, non capisco cosa c'entri in tutto questo il presidente del Napoli De Laurentiis. Ed il fatto che non ci sia la Lega vuol dire che non è riconosciuta un'istituzione importante".
Ma, a dispetto dell'opinione di Cellino, tra mirabili avventure, emozionanti tornei e dolci amori, il tempo scorre sereno nello splendido reame calcistico...almeno fino a domani.
Perché domani, come sempre, è un altro giorno.
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Francesco Di Cicco