TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE

Aperto da fish_mark, 23 Feb 2011, 17:57

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intruppone23

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a parte questo, io ho una mia idea di stadio sullo stadio, e ho delle motivazioni per affermare il mio assenso.
motivazioni giuste o sbagliate, ma formatesi nel tempo per via degli studi che ho fatto e del lavoro che faccio.
motivazioni che da anni riporto su questo forum.

ormai parlare di stadio in questi post è inutile. altri netter hanno mollato e sono rimasti i don quixote per cui i mulini a vento sono l'espressione massima di aderenza alla realtà.

Kim Gordon

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Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:32
mi sembra allucinante che tu scriva di prosopopea dopo quel tuo post:
una iniezione letale di maiuscole e frasi ad effetto.

mi sembra allucinante che tu parli di coda di paglia. ti sembra che le risposte che do siano tipiche di uno che ha coda di paglia? fai te.

mi sembra allucinante che se uno ti suggerisce di scendere dal piedistallo, tu risponda con queste affermazioni. quella sul 'piccolo borghese' mi ha fatto sorridere per la presunzione che trasuda.

mi sembra allucinante che su un argomento reale e pratico, come uno stadio di calcio, si risponda portando ad esempio idee di Mondo possibile.

la mia idea di Mondo vede l'Italia simile ai paesi del nord europa come cultura del rispetto e del dovere, e la Lazio squadra più forte del mondo.
sono cose raggiungibili? di certo non nel breve, quindi evito di affermare che siano possibili nel qui e ora.

mesà che devi legge meglio. e soprattutto abbassare i toni.
piccolo borghese era il giudizio che davo a ciò che tu mi imputavi, lo stare sul piedistallo.
cercavo di spiegarti il perchè non mi interessa più di tanto come approccio.
sulle frasi ad effetto e le maiusole credo che possiamo glissare essendo niente altro che scelte mie, opinabili, ma che credo non rechino danno a nessuno.
poi??
sulla Presunzione che riscontri nei miei post ho provato a spiegare con l'esempio degli abiti...non hai colto. vabbè. prendo atto che pensi che quello che scrivo è presuntuoso.
non è che si può piacere a tutti.

dopo questa precisazione comunicativa che interessa solo noi, e forse manco noi, torniamo a Bomba.

La Relazione che lega le Scelte sul Calcio al Concetto di Mondo è enorme.
Se non la vedi vedi hai problemi di vista.
Cosa ben diversa è dire che quel concetto di mondo, di sua organizzazione intorno al consumo, piace o meno.
a te piace a me no.

Il Nord Europa QUale?????

Cosa è sta cultura del rispetto e del Dovere???

Rispetto a chi Divere verso cosa?

intruppone23

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Citazione di: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 12:45
mesà che devi legge meglio. e soprattutto abbassare i toni.
piccolo borghese era il giudizio che davo a ciò che tu mi imputavi, lo stare sul piedistallo.
cercavo di spiegarti il perchè non mi interessa più di tanto come approccio.
sulle frasi ad effetto e le maiusole credo che possiamo glissare essendo niente altro che scelte mie, opinabili, ma che credo non rechino danno a nessuno.
poi??
sulla Presunzione che riscontri nei miei post ho provato a spiegare con l'esempio degli abiti...non hai colto. vabbè. prendo atto che pensi che quello che scrivo è presuntuoso.
non è che si può piacere a tutti.

dopo questa precisazione comunicativa che interessa solo noi, e forse manco noi, torniamo a Bomba.

La Relazione che lega le Scelte sul Calcio al Concetto di Mondo è enorme.
Se non la vedi vedi hai problemi di vista.
Cosa ben diversa è dire che quel concetto di mondo, di sua organizzazione intorno al consumo, piace o meno.
a te piace a me no.

Il Nord Europa QUale?????

Cosa è sta cultura del rispetto e del Dovere???

Rispetto a chi Divere verso cosa?

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Rispondo ad alcune osservazioni del caro intruppone

il calcio non è d'elite, il calcio è uno sport popolare, forse il più popolare in assoluto. quando dicevo che non deve essere 'di tutti', intendevo dire che può esser fatta una scrematura all'origine, e che non necessariamente bisogna garantire l'accesso a 'chiunque'. e non parlo di reddito, ma di approccio al calcio. chi allo stadio non sa stare, può tranquillamente vederselo da casa!

Premesso che il calcio è diventato uno sport popolare, hai ragione sull'approccio al calcio e sulla indesiderabilità di certi comportamenti, ma per questo sono sufficienti gli ordinari strumenti di polizia.
Per risolvere questo problema, invece, si è ricorsi e si ricorre sempre più a provvedimenti eccezionali che non hanno risolto nulla e che anzi hanno appesantito inutilmente il clima dentro e fuori e lo stadio.

Quella che porta avanti Lotito è una semplificazione ma, dal suo punto di vista, una verità. la Lazio è quotata in borsa, il suo valore di pende da una serie di fattori 'reali', tra cui le immobilizzazioni attive (vedi stadio). che poi non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo.

Anzitutto, le c.d. immobilizzazioni attive (vedi stadio) hanno un costo di realizzazione e di mantenimento. Sai chi e come sosterrà queste spese?
Quanto al fatto che non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo anche qui, da un lato, si sa poco (vista la grande trasparenza da parte degli imprenditori e delle istituzioni), dall'altro il fatto che sia necessario altro è del tutto opinabile e quindi contestabile.

magari vorrebbero il Flaminio (senza porsi problemi di sorta a riguardo);

Per quanto concerne il Flaminio, soltanto da queste parti (intendo il G.R.A.) si vede la questione in termini problematici vale a dire irresolubili. In qualunque altra città europea si prenderebbe in considerazione seriamente l'ipotesi. Tra l'altro avrebbe un impatto per le casse pubbliche minimo, in termini di trasporti e viabilità, visto che la zona è urbanisticamente matura; d'altra parte con l'auditorium della musica realizzerebbe, definitivamente, la riqualificazione di una intera area. Scusa se è poco.

ormai parlare di stadio in questi post è inutile. altri netter hanno mollato e sono rimasti i don quixote per cui i mulini a vento sono l'espressione massima di aderenza alla realtà.

Altri netter non ne parlano perché ci sono poche notizie al riguardo e anche per la noia mortale che può suscitare un argomento come questo. Ma è normale, specie in un forum di tifosi.
Meno normale è che non si sia avviata ancora una discussione seria a livello pubblico – parlo di consiglio comunale e di forze politiche e sociali della città di Roma – per affrontare il problema e elaborare risposte condivise. In questo e soprattutto per questo la nostra distanza dal nord europea è superiore a quella geografica. Lì c'è una classe dirigente e una opinione pubbliche che discutono e decidono, qui c'è soltanto comunicazione che non produce informazione, che punta a creare consenso ma non partecipazione.

intruppone23

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Premesso che il calcio è diventato uno sport popolare, hai ragione sull'approccio al calcio e sulla indesiderabilità di certi comportamenti, ma per questo sono sufficienti gli ordinari strumenti di polizia.
Per risolvere questo problema, invece, si è ricorsi e si ricorre sempre più a provvedimenti eccezionali che non hanno risolto nulla e che anzi hanno appesantito inutilmente il clima dentro e fuori e lo stadio.


questo non vuol dire che tramite altri mezzi, finora mai provati, come l'interessamento diretto delle società, non si riesca ad ottenere migliori risultati. Inghilterra e Germania, almeno su questo, fanno scuola. o neanche su questo?


Anzitutto, le c.d. immobilizzazioni attive (vedi stadio) hanno un costo di realizzazione e di mantenimento. Sai chi e come sosterrà queste spese?
Quanto al fatto che non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo anche qui, da un lato, si sa poco (vista la grande trasparenza da parte degli imprenditori e delle istituzioni), dall'altro il fatto che sia necessario altro è del tutto opinabile e quindi contestabile.


devi rientrare dei costi di mantenimento e realizzazione attraverso la gestione ordinaria del bene. altrimenti l'investimento non è profittevole.
questa parte, diciamo così, rientra nelle voci di Conto Economico. quello di cui parlo io rientra tra le voci dell Stato Patrimoniale. siamo sue due piani differenti.


Per quanto concerne il Flaminio, soltanto da queste parti (intendo il G.R.A.) si vede la questione in termini problematici vale a dire irresolubili. In qualunque altra città europea si prenderebbe in considerazione seriamente l'ipotesi. Tra l'altro avrebbe un impatto per le casse pubbliche minimo, in termini di trasporti e viabilità, visto che la zona è urbanisticamente matura; d'altra parte con l'auditorium della musica realizzerebbe, definitivamente, la riqualificazione di una intera area. Scusa se è poco.

Confondi interessi pubblici (comune di Roma) con interessi privati (SS Lazio S.p.A.). il tuo punto di vista è ottimale se si pensa nell'ottica del pubblico, assolutamente deficitario se si pensa nell'ottica dell'investimento imprenditoriale.
quale imprenditore spenderebbe (e non investirebbe) soldi per un investimento già sulla carta a perdere di cui l'unico beneficiario sarebbe il comune per via un'opera di miglioria che viene fatta con soldi privati?


Altri netter non ne parlano perché ci sono poche notizie al riguardo e anche per la noia mortale che può suscitare un argomento come questo. Ma è normale, specie in un forum di tifosi.
Meno normale è che non si sia avviata ancora una discussione seria a livello pubblico – parlo di consiglio comunale e di forze politiche e sociali della città di Roma – per affrontare il problema e elaborare risposte condivise. In questo e soprattutto per questo la nostra distanza dal nord europea è superiore a quella geografica. Lì c'è una classe dirigente e una opinione pubbliche che discutono e decidono, qui c'è soltanto comunicazione che non produce informazione, che punta a creare consenso ma non partecipazione.


per questo vorrei che il nostro paese si avvicinasse eticamente e moralmente al nord europa. proprio per quello che hai detto te.
quando parlavo di cultura del rispetto e del dovere (verso la propria comunità di appartenenza) mi è stata data una risposta quanto mai sopra le righe, un po' boriosa e un po' presuntuosa. ma non eri te ad aver risposto così, quindi non penso ti interessi.

MagoMerlino

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Citazione di: fish_mark il 23 Feb 2011, 20:50
Faccio del mio meglio, con le mie modestissime forze.
e si, ma tu imponi e mica puoi farlo eh?

RubinCarter

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Quarta puntata
La Signora cerca casa

Primo tentativo serio di una grande società in Italia di uno stadio di proprietà è quello della Juventus.
Stadio delle Alpi costruito nel 1990, 60 mila spettatori e 130 miliardi di lire, ma inadatto. Spettatori lontani dal campo di gioco, copertura con sistema hi-tech spettacolare ma inadeguato per preservare i tifosi dalla pioggia. Gestione dello stadio molto onerosa e società che la ha in concessione (per 30 anni) che per non rimetterci più soldi la rifila al Comune.
A fine anni 90 il club chiede diritto di superficie per sull'area dello stadio per modificarlo e trasformarlo in impianto più piccolo ma accogliente. Progetto che si propone di conservare l'involucro del vecchio stadio e costruirne uno nuovo, senza pista di atletica per 35 mila posti.
La richiesta viene accolta nel 2002 con la concessione della titolarità del diritto id superficie sull'area dello stadio e quelle adiacenti per 99 anni. Trattasi di 340 mila mt quadri di superficie per un canone da versare al Comune di 25 milioni di euro (250 mila annui). La società potrà utilizzare e ristrutturare lo stadio per sviluppare attività connesse all'evento sportivo: trasformazione delle aree in aree destinate in parte ad attività terziaria (rivendite di gadget sportivi sotto le tribune e fino a 25 mila metri quadri di negozi e cinema: un altro centro commerciale).
Arriva calcio poli e con la retrocessione in serie B cambia anche il progetto con la nuova dirigenza. Da 100 milioni di costo a 18 miioni: in pratica un adeguamento del Delle Alpi alle nuove norme sulla sicurezza.
Nel frattempo arriva la candidatura a Euro2012 e allora si riparte con un nuovo progetto. Anche la Juventus si propone stracciando il progetto minimalista e ripresentandone un altro per 120 milioni di euro, subito accolto dal comune. Giù il Delle alpi, sostituito da un impianto di 40 mila posti.

Ma c'è la gelata con l'assegnazione alla Polonia e Ucraina di Euro 2012 e allora si cambia per la terza volta il progetto con ampliamento di 10 mila metri quadri del centro commerciale. A fronte di questo la società aumenta il canone complessivo verso il comune portandolo a 27 milioni di euro per 99 anni.
Il centro commerciale sarà una galleria con 60 negozi, centro fai da te e giro d'affari stimato di 150 milioni di euro annui.
Incassi dell'operazione: dal centro commerciale 20 milioni di euro, 75 milioni di euro per vendita diritti titolazione stadio e 200 pachi vip; 50 milioni di euro a tasso agevolato (Istituto credito sportivo).
Quindi si fa un impianto su terreno comunale con trasformazione di area destinata a servizi pubblici in una zona commerciale, prontamente ceduta a un colosso della grande distribuzione. Nessuna gara pubblica e concessione a trattativa privata. Regime privilegiato che si spiega con la necessità di mantenere la Juventus a Torino. La convenzione peraltro obbliga la società a giocare nel nuovo stadio soltanto per 10 anni, ma non per tutta la durata dell'accordo come inizialmente previsto.

MagoMerlino

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Citazione di: zaradona il 24 Feb 2011, 16:09
Lei non sa chi sono io !!

esticazzi !
Pure Sanremo è passato, ma il festival dell'OT è sempre in auge.

fish_mark

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Quinta puntata

I have no dreams, ma mi piace u stadio.
Roma e Lazio scatenate come tutti sanno (si fa per dire), il presidente dle Napoli intenzionato a demolire il San Paolo, l'Inter che fa un pensierino su uno stadio tutto suo entrando nel giro di Expo 2015, il Milan che prima individua un area a Rogoredo per un impianto da 60 mila posti e 150 box privati poi ci ripensa.

Palermo. Il Presidente della locale squadra che non potendo toccare la Favorita, su cui gravano vincoli ambientali, pensa alla ristrutturazione del velodromo Borsellino nel quartiere Zen. 130 milioni per un impianto da 31 mila posti con alberghi ,centro congressi e cinema.

Udinese, rifacimento del Friuli con centri fitness e riabilitativi.

Bologna, costruttori (ex) proprietari della squadra che puntano a un vecchio progetto di 330 ettari in zona Budrio e Medicina, bocciato peraltro nel 2007 dal Comune.

Bari, si pensa a edificare centri commerciali, palestre, ristoranti, su terreni agricoli attorno al San Nicola, l'astronave "atterrata" nel 1990.

Firenze. La proprietà della Fiorentina pensa a una "Cittadella viola" con stadio da 40 mila posti, con centro commerciale, hotel e parco a tema. L'idea è quela di farlo sorgere nell'area Castello, 170 ettari di proprietà di un immobiliarista milanese di origine siciliana. Quest'ultimo, però, aveva già un'intesa con il comune per costruire in quell'area 700 appartamenti, negozi, alberghi, impianti sportivi oltre a palazzi per la regione toscana e la provincia di Firenze: 1,4 mln di metri cubi di cemento per un miliardo di euro; in cambio la città avrebbe 80 ettari destinati a verde. A questo punto si pensa (l'amministrazione comunale) di modificare il piano per piazzare l'impianto tra gli alberi.
Presentazione in pompa magna il 19 settembre 2008, ma lo stadio è soltanto un tassello visto che il progetto della società viola è quello di realizzare anche un quartiere. Il problema a questo punto della faccenda è come modificare il piano per cercare spazio – nel parco verde di 80 ettari – per realizzare il progetto viola, cercando di ottenere il consenso anche dell'immobiliarista milanese di origine siciliana.
Quando viene la proposta di modifica arriva in consiglio comunale questa viene bocciata, mentre un sequestro della magistratura il 18 novembre 2008 blocca l'area.

Genova
Nove progetti di stadio alternativo al Ferraris, tra la varie proposte si pensa anche a un'isola artificiale ai margini della diga foranea al porto per costruire il nuovo stadio.
Si punta anche all'abbattimento del Ferraris per avere lo spazio utile per nuovi quartieri, in cambio del nuovo impianto.
Il nuovo presidente della Sampdoria rimane affascinato dall'idea di dare un nuovo stadio alla città. L'accoglienza è freddino fino al 2009 quando il presidente torna alla carica. La reazione della tifoseria è divisa anche perché il presidente rossoblu non è interessato. E quindi si presenta un progetto di restyling del vecchio impianto firmato da Gregotti (una archistar) che curò il rifacimento dei mondiali 1990. Allora il presidente della Samp punta a Sestri Ponente a ridosso dell'aeroporto, poi addirittura Serravalle nell'alessandrino (collegamento all'outlet). Ma il fallimento della candidatura di Euro2016 fa fallire il progetto definitivamente.


RubinCarter

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Citazione di: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:30
Pure Sanremo è passato, ma il festival dell'OT è sempre in auge.
Citazione di: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:05
e si, ma tu imponi e mica puoi farlo eh?

hai ragione.

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MagoMerlino

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RubinCarter

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Ero daccordo con Intruppone che lamentava la troppa personalizzazione di certi articoli.


salutame fener..da che l'hanno sgamato è sparito.

chinaglia

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Citazione di: fish_mark il 23 Feb 2011, 18:43
Seconda puntata

Il supposto virtuosismo del c.d. modello inglese
Gran parte delle società inglesi è proprietaria dello stadio, ma non per gentile concessione degli enti pubblici.

Arsenal. La più grande operazione immobiliare degli ultimi anni della periferia nord della capitale. Il vecchio Highbury dimesso e trasformato in complesso residenziale di lusso con appartamenti al posto delle tribune e un grande giardino condominiale dove c'era il rettangolo di gioco. Nuovo impianto qualche centinaia di metri più in là, in un'area abbandonata: 60 mila posti, 400 milioni id euro di investimento, lavori a tempo di record (un anno), lucroso contratto con Emirates. Note negative: proteste residenti e commercianti che lamentano disagi e danni economici: la società deve risarcirli e garantirli spazi adeguati per spostare le attività commerciali.

Caro Fish, ti contesto sul caso Arsenal. Non ha funzionato così. I Gunners si sono finanziati l'Emirates anche grazie allo sviluppo immobiliare di Highbury, sul terreno del vecchio stadio, che hanno prodotto 30 milioni di utili per ora (180 di ricavi contro 150 di debito contratto per costruire 724 appartamenti, e di cui ne ha venduti 362, il cui ricavo sarà praticamente tutto profitto).

Si aggiuunga che l'Emirates è costato la bellezza di €550 milioni, il che all'inizio insieme al debito per Highbury ha appesantito notevolmente le casse dei Gunners, costretti ad una rata di 25 milioni l'anno di rimborso (e qui i mancati grandi acquisti e qualche cessione eccellente). Solo che tra i profitti già in arrivo dall'immobiliare, gli enormi incassi da stadio (extra 24 milioni in più) e da altre revenues:
- 110 milioni in 8 anni per i naming rights;
- 20 milioni in 20 anni dalla ristorazione.
E con i profitti in arrivo chiuderanno il cerchio, con davanti un futuro splendido anche in ottica fair play finanziario, con cui chi più incassa più spende.

Dei fenomeni. E senza soldi pubblici. A differenza di qui però partivano dalla proprietà di Highbury, da calcolare in circa 350 milioni alla vendita finale. Mica poco, e motivo per cui hanno avuto i finanziamenti privati, essendo una  garnazia.






intruppone23

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Citazione di: chinaglia il 24 Feb 2011, 17:31
Caro Fish,

...

Dei fenomeni. E senza soldi pubblici. A differenza di qui però partivano dalla proprietà di Highbury, da calcolare in circa 350 milioni alla vendita finale. Mica poco, e motivo per cui hanno avuto i finanziamenti privati, essendo una  garnazia.



è questo il reale valore di uno stadio di proprietà, soprattutto quando si è una spa e si hanno diversi modi di recepire capitali sul mercato.
cosa che non puoi fare se non hai garanzie da prestare. e la lazio ora non ne ha, un domani con uno stadio suo decisamente si.

fish_mark

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Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 17:51
è questo il reale valore di uno stadio di proprietà, soprattutto quando si è una spa e si hanno diversi modi di recepire capitali sul mercato.
cosa che non puoi fare se non hai garanzie da prestare. e la lazio ora non ne ha, un domani con uno stadio suo decisamente si.

Caro Intruppone
se rileggi quanto afferma Chinaglia (il netter), preparato e documentato sul tema, come sempre, noterai che l'Arsenal può imbarcarsi in quell'operazione perché ha una proprietà a sua dispozione il che gli permette di ottenere finanziamenti (privati per giunta). Inoltre, realizza il nuovo impianto a poche centinaia di metri riqualificando un'area dismessa.
In pratica, si realiza la soddisfazione di due interessi, quello privato dell'Arsenal, e quello pubblico, della municipialità che si vede con un investimento privato riqualificare un'intera zona. La quadratura del cerchio: l'investimento perfetto (anche se crea qualche diseconomia, come nel caso dei commercianti dela zona che si lamentano e che per questo vengono indennizzati, a sentire quanto riporta il libro da me citato).

L'operazione che si vorrebbe realizzare da queste parti non realizza niente di tutto questo.
C'è un socio di maggioranza che ha un'idea su un terreno di sua proprietà, attualmente agricolo. Nell'area non vi sono infrastrutture servente l'ipotetico impianto. Si pensa all'urbanizzazione della zona il che richiede necessariamente investimenti pubblici (mentre nel caso del'Arsenal non erano né richiesti, né necessari) per infrastruture e viabilità.
La società a cui dovrebbe andare l'impianto non ha proprietà a sua disposizione, se si eccettua l'impianto di Formello su cui gravano l'ipoteca dell'AdE.
Lo schema è quello romanesco di sempre: privatizzazione dei profitti, socializzazione dei costi.

Con l'ipotesi Flaminio si realizza un investimento privato di costi minimi per il soggetto interessato, a zero spese per il pubblico.

RubinCarter

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intruppone23

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Citazione di: fish_mark il 24 Feb 2011, 18:11
Caro Intruppone
se rileggi quanto afferma Chinaglia (il netter), preparato e documentato sul tema, come sempre, noterai che l'Arsenal può imbarcarsi in quell'operazione perché ha una proprietà a sua dispozione il che gli permette di ottenere finanziamenti (privati per giunta). Inoltre, realizza il nuovo impianto a poche centinaia di metri riqualificando un'area dismessa.
In pratica, si realiza la soddisfazione di due interessi, quello privato dell'Arsenal, e quello pubblico, della municipialità che si vede con un investimento privato riqualificare un'intera zona. La quadratura del cerchio: l'investimento perfetto (anche se crea qualche diseconomia, come nel caso dei commercianti dela zona che si lamentano e che per questo vengono indennizzati, a sentire quanto riporta il libro da me citato).

L'operazione che si vorrebbe realizzare da queste parti non realizza niente di tutto questo.
C'è un socio di maggioranza che ha un'idea su un terreno di sua proprietà, attualmente agricolo. Nell'area non vi sono infrastrutture servente l'ipotetico impianto. Si pensa all'urbanizzazione della zona il che richiede necessariamente investimenti pubblici (mentre nel caso del'Arsenal non erano né richiesti, né necessari) per infrastruture e viabilità.
La società a cui dovrebbe andare l'impianto non ha proprietà a sua disposizione, se si eccettua l'impianto di Formello su cui gravano l'ipoteca dell'AdE.
Lo schema è quello romanesco di sempre: privatizzazione dei profitti, socializzazione dei costi.

Con l'ipotesi Flaminio si realizza un investimento privato di costi minimi per il soggetto interessato, a zero spese per il pubblico.

i finanziamenti privati non li ottiene la proprietà, bensì la società a cui fanno capo beni da poter offrire come garanzia.
il terreno su cui hanno costruito lo stadio nuovo di chi era? quanto l'hanno pagato? esistono a roma le condizioni per trovare un'area da buttare giù e ritirare con un time to market ragionevole? oppure bisognerebbe iniziare a litigare tra assessori, municipi, gente di destra, gente di sinistra, laziali, romanisti, interessati e non interessati.
la presenza di nuovi edifici ha avuto un costo per la comunità? oppure gli investitori privati si sono sobbarcati anche questo, di costo?
la riqualificazione di vecchi edifici ha avuto un costo per la comunità?

è ovvio che la società a cui andrebbe l'impianto non ha proprietà, fronte Lazio è la finalità prima dell'operazione: dotarla di un bene!

lo schema romanesco che tu citi è purtroppo vero. però non può essere un freno alle operazioni che non piacciono (stadio nuovo) e uno slancio per quello che piacciono (Flaminio).

L'investimento privato sul Flaminio non sussiste. Il Flaminio non diventerebbe di proprietà, non sarebbe sfruttabile e il comune non ti permetterebbe di buttare giù un po' di cose presenti nei dintorni per fare parcheggi come hanno fatto a Londra.
il comune non spenderebbe soldi per rafforzare la viabilità (hai presente vero di che zona stiamo parlando) perchè impossibile scavare sotto e buttare giù palazzi sopra.

ma soprattutto... il flaminio non sarebbe
- di proprietà
- profittevole

ma per mangiare il panino con la frittata sarebbe lo stadio ideale!

fish_mark

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di fish_mark

Sesta ed ultima puntata

La "necessaria" legge per lo stadio
Il business dei nuovi stadi vale circa 3 miliardi di euro, quattro volte gli stanziamenti di Italia 90.
I presidenti si portano avanti per arrivare preparati con un progetto già in mano all'appuntamento della nuova legge sugli stadi in discussione da qualche anno. Non si segue il modello inglese, ma quello sabaudo (leggi Juventus). Si punta con questo legge a Euro 2016.
Presentazione candidatura, nessuna delle 12 città selezionate ha uno stadio adeguato. La possibile assegnazione della manifestazione è l'occasione per avare norme ad hoc in deroga alle procedure ordinarie, secondo la logica già collaudata: grande evento, piccole procedure. Le esigenze delle società di avere uno stadio proprio,giustificano l'assegnazione preferenziale del business ai club e la legge crea la cornice giuridica.
Il testo approvato alla fine del 2009 dal Senato riguarda solo le grandi società perché i piccoli stadi sono esclusi e lo sport dilettantistico dimenticato.
Si introduce la categoria dei "complessi multifunzionali", inedita nella legislazione italiana: gli stadi sono utilizzati per costruire nuovi quartieri, con attività commerciali, ricettive, di vago, insediamenti residenziali o direzionali, edificabili anche in aree non contigue all'impianto sportivo. Per questi complessi sono previste procedure semplificate e agevolazioni economiche.
In primo luogo affidamento diretto alle società delle concessioni edilizie. Senza gara pubblica e senza asta, senza valutazione di offerte migliori sul piano architettonico, ambientale, urbanistico ed economico.
Il Governo stabilisce un piano straordinario per la sicurezza degli impianti, che garantirà automaticamente agl interventi edilizi i requisiti di pubblica utilità indifferibilità e urgenza per accelerare le procedure urbanistiche. Basta il progetto con uno studio di fattibilità per promuovere la variante urbanistica, sei mesi e tutto è concluso.
Per ristrutturare i vecchi stadi basta il deposito di una DIA (Denuncia di inizio attività) e attendere 30 (trenta) giorni e il comune concederà come incentivo "ampliamenti edificatori delle cubature".
Per i soldi ci sono finanziamenti rafforzati del Credito sportivo, con contributi in conto capitale per gli investimenti, esenzione per 10 (dieci) anni dal pagamento di ICI, TARSU e oneri di urbanizzazione, con contributi dagli enti locali.
Nel progetto si pensa di assicurare ai tifosi più facoltosi la presenza di "box o palchi per seguire le manifestazioni sportive da una posizione privilegata", nonché di garantire "la massima adattabilità alle riprese televisive", mentre non si interessa molto al'inserimento dei nuovi complessi edilizi nel contesto urbanistico della città (servizi pubblici per i quartieri, trasporti e traffico, ripercussioni per i residenti e le altre attività economiche).

Intanto, anche senza la necessaria legge ...

A Cagliari, il presidente della locale squadra affida all'architetto Jaime Manca di Villahermosa il progetto di un nuovo sant'Elia "aperto dall'alba al tramonto" (copione! Aperto 24 ore si dice...), un progetto low cost di 35 milioni di euro, con componenti prefabbricati, 25 mila posti e niente pista atletica.
Attorno allo stadio bar e ristoranti. Anche il negozio e il museo del club ma non il centro commerciale; un parco sportivo con anello di un chilometro per il jogging, giardini, pista pattinaggio, beach volley e bowling. A sentire il presidente del Cagliari "bisogna fare gli stadi, non speculazioni edilizie come stanno cercando di fare alcuni miei colleghi".

L'Allianz Arena di Monaco, è il gioiello che ha ospitato la gara inaugurale dei mondiali 2006, con un iter amministrativo che ha portato all'apertura dell'impianto in otto anni, con discussioni approfondite in consiglio comunale, senza necessità di procedure semplificate, dichiarazioni di urgenza e varianti in deroga.
Il Bayern e il TSW 1860 si consorziano per costruire e gestire l'impianto. Il comune valuta cinque aeree diverse e poi sceglie Frottmaning, per la vicinanza di metropolitana a e autostrada. Successivo referendum di cittadini con la proposta approvata con il 65 % dei voti e poi concorso di architettura vinto da uno studio svizzero.
Nello stadio ci sono ristoranti, negozi di gadget delle squadre, nessun centro commerciale, multisala o uffici e condomini. Nessun cambio di destinazione urbanistica oltre a quella per lo stadio che occupa 14 (quattordici) ettari, un decimo rispetto ai "complessi multifunzionali" all'italiana.

Da queste parti invece si mena vanto per quanto fatto in passato. "Quello che abbiamo fatto noi nel 1990 non l'ha fatto nessuno. Altro che Germania! Guardiamo all'Italia, guardiamo a quello che siamo noi, senza guardare alla Germania! A noi nessuno può insegnare niente!".

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