Io quel giorno non ho avuto cuore di guardarla in televisione. Nel pomeriggio sono andato al parco con la bambina. Ho cercato di estraniarmi. Mi sono imposto di non prendere in mano neanche il telefono. Abbiamo giocato, io e lei, ma il vuoto allo stomaco cresceva. A un certo punto non ce l'ho fatta più e sono rientrato a casa. Eravamo grosso modo all'inizio del secondo tempo. Ancora non avevo il coraggio di accendere la TV. Ho acceso il computer. Ho messo il topic della partita e leggendolo ho capito che eravamo 0-0. Allora è iniziato il mio F5 second halftime. Mi sono imposto una regola. Avrei aggiornato la pagina ogni 5 minuti. Mia figlia, allora 19 mesi, giocava accanto a me non ricordo più con cosa.
Credo che sia stato all'aggiornamento di pagina fatto intorno alle 19.30 che quando si è ricaricata ho letto il primo post nuovo che diceva: "Lulic!". Se non ricordo male era un post di Daniela. Mia sorella. Lo stato di tensione improvvisamente si è sciolto. Ha fatto prima lui che la mia coscienza a capire quello che era successo, cosa che ho realizzato veramente mentre leggevo i post successivi. Ricordo poi un post successivo di Tarallo che diceva pressappoco: "Questo non è assolutamente gol." Ma non ricordo se fosse comparso nello stesso aggiornamento.
Mi sono imposto di continuare a tenere il televisore spento e di continuare ad aggiornare la pagina ogni 5 minuti. Lo stato di tensione è tornato progressivamente a salire a mano a mano che passavano i minuti, ma era una tensione diversa, oscura. Non saprei descriverla. Era gioia, ma anche paura di tutto e di niente. Quell'indefinibile malessere che prende noi laziali quando sappiamo che il traguardo è lì a portata di mano e avvicinandosi una gioia profonda ci cresce dentro, ma allo stesso tempo abbiamo paura perché sappiamo, ed è la nostra storia che ce lo insegna, che da un momento all'altro si può perdere tutto nel modo più imprevedibile.
Infine è arrivato l'aggiornamento che mi ha fatto leggere i primi post di esultanza per la vittoria. Allora la tensione è virata definitivamente in gioia, anzi in felicità. Ho preso mia figlia in braccio e ho iniziato a baciarla. Ho acceso la TV e mi sono messo a guardarla con lei e la prima immagine che è apparsa era una ripresa dall'alto dei giocatori che festeggiavano sotto la curva. I telecronisti stavano dicendo qualcosa ma ho capito istintivamente che erano emotivamente lontani da me e allora li ho derubricati a rumore di fondo.
Il resto è storia. Gloriosa per noi. Di merda per loro. Come è sempre stato e come sempre sarà.