A me ricorda l'effetto Konko l'ultimo anno da noi; giocatore che da tempo faceva la spola con l'infermeria per la sua fragilità mentale e fisica durante gli infortuni, per questo inviso a molti e ogni volta che scendeva in campo sembrava un ex giocatore.
Eppure nel 2016, uno dei famosi "secondi anni" orribili per alcuni nostri allenatori (nella fattispecie Pioli), fu in assoluto tra i migliori.
Probabilmente alcuni giocatori, quando risalgono dalla polvere all'altare, godono di una aspettativa bassa generale da parte di loro stessi e dei tifosi che gli permette di giocare più leggeri e più sereni.
Certo, da qua a pensare che il ritrovato Basic possa rappresentare uno dei primi tasselli titolari per il prossimo anno ce ne corre, ma il timore è che invece stiano pensando esattamente quello.