Citazione di: FatDanny il 28 Ago 2014, 14:33
rispondo subito alla domanda: si.
Fare di meno non equivale a non fare nulla.
Avrebbe potuto prendere un Mesto per la fascia destra (parlo a livello di qualità), al centro due discreti centrali senza De Vrij, a centrocampo potevamo restare quelli che eravamo.
In attacco al posto di Djordjevic potevamo andare su un nome più altisonante, un Gilardino o un Matri, tenendo conto dei soldi risparmiati negli altri ruoli.
Avremmo fatto DECISAMENTE peggio e sai una cosa paradossale? Probabilmente qui avremmo letto commenti migliori.
Questa cosa dovrebbe davvero farci riflettere.
Sulle scommesse siamo d'accordo che lo siano. Infatti come hai letto io stesso dico che è chiaro, come tifosi avremmo preferito altro. Però so' scommesse che ce possono sta.
Gentiletti NON E' Novaretti, la scommessa non è equivalente. Far passare questo concetto è sbagliato.
Novaretti era mister X in una squadra sconosciuta, scappato dall'argentina al messico per motivi sconosciuti (a meno che tu non conosca casualmente gente di Còrdoba
).
Gentiletti invece, come già detto, è paragonabile a Castan. Quindi non è irragionevole sperare magari non in un nuovo Samuel, ma in un Dias si.
Giocherà o non giocherà col milan... ma scusame, vogliamo lasciare sta scelta all'allenatore???
Mo' diteme voi come si fa da qui a fare come Nex1 (che mi scuserà per la citazione, ma è per capirsi) e dire con assoluta certezza il significato del mancato utilizzo. Ci possono essere cento motivi per farlo giocare e cento per non farlo. Riuscire a stabilirlo da qua con ferrea certezza mi pare un compito arduo.
Farne derivare un giudizio sul mercato ancor più, esattamente per via di questi 200 motivi.
E' vero quel che dici sulle riserve, se ci si rompe un centrale stiamo in difficoltà.
Ma su questo io dico due cose:
- non ho mai creduto di risolvere tutti i problemi accumulati in un solo anno o addirittura in un solo mercato.
come ho detto, ripetuto e ribadito, speravo di non andare in EL proprio per avere la possibilità di fare quanto necessario in due anni (4 sessioni di mercato). Credo di poter dire che siamo sulla buonissima strada.
- se guardo alle altre squadre vedo che alla rioma se si rompe un terzino gioca coi morti. Il napoli ha una difesa che mette paura anche senza che si rompa qualcuno. La fiorentina mette tomovic. Il milan ha un centrocampo fatto solo di zappatori se togli montolivo e ancora devono comprare una punta.
Insomma, chi è che esula da sto rischio? Probabilmente la juve e poi?
Quindi si, restano dubbi e timori, ma credo che non potesse andare diversamente.
Se Lotito fosse stato in grado di togliere ogni dubbio e timore in una sessione di mercato, ciò avrebbe voluto dire due cose:
1) ci eravamo profondamente sbagliati e le ragioni della contestazione erano in realtà ridicole (rispetto alla misura assunta)
2) Lotito i soldi delle correlate l'aveva in realtà nascosti sotto al materasso e spesi tutti insieme, facendo un mercato da 60 mln.
Poiché non credo né alla 1) né alla 2), va bene così e proseguiamo con prudenza.
Faccio il pompiere? (non lo domando a te, parlo in generale) e chi lo sa.
Pompiere, incendiario, isterico. C'è chi è affezionato alle categorie.
Io preferisco i concetti espressi.
Come premessa, confemo la tua ipotesi sul Novaretti gate, grazie alle mie entrature in quel di Cordoba

Per il resto: decidere di restare con Gonzo titolare (e Ledesma quasi), prendere un equivalente di Konko (Mesto) e nemmeno un nome noto tra i due centrali difensivi sarebbe stato un gesto di puro autolesionismo. Non puoi raccontare per sempre le storielle della crescita tecnica con i Vinicius, i Novaretti e i Postiga. Dopo 6 sessioni di mercato bucate, anche Robylele si può stranire e pensare di screziarti il pullman nuovo di zecca

Non ho mai detto, né lo penso, che Gentiletti sia uguale al buon Novaretti.
Ma in questo settore specifico, lo sforzo da fare era maggiore: garantire due sicuri e affidabili centrali più almeno un rincalzo di ottimo livello, se si vuol provare a mettere una toppa ai problemi e affermare nei fatti le ambizioni proclamate.
Quando qualcuno dice che manca sempre un soldo è perché, in certi casi come il nostro, stremati da una stagione desolante, ci si aspetta segnali forti, chiari, immediati. Arrivare al secondo centrale, una scommessa che ci sta, soltanto a metà agosto, infilarsi nel solito tunnel burocratico e incrociare le dita, non so come dire, non è proprio il massimo dal punto di vista psicologico (per te, la squadra, gli avversari, i tifosi), della determinazione che trasmetti, della fame.
Attacco: ci ricordiamo le pene dello scorso anno, le difficoltà di Klose? Quest'anno avrà un anno in più sulle spalle. Benissimo che Keita è maturato e può sbocciare, e che Tounkara sia stato aggregato in pianta stabile, ma si tratta di un pischello che deve dimostrare tutto. Djo è una scommessa possibile, ma non ti dà nessuna sicurezza su quello che abbiamo sofferto di più: la certezza di una punta a doppia cifra. Sulla riserva di Radu già ho detto, mantengo le mie perplessità senza alcun pregiudizio, ma solo sulla base dello storico e della genesi dell'acquisto.
Parolo, Basta e DV (più la gestione giovani) rappresentano i punti fermi, le scelte azzeccate senza ombre, per le quali la società merita il nostro plauso. In un mercato in depressione, con investimenti medi, tra i 4 e i 7 milioni (ben al di sotto della scommessa Anderson), portavi a casa nei ruoli scoperti giocatori più forti e affidabili. Non credo si tratti di cifre da capogiro, soprattutto se integrate da un mercato in uscita degno di questo nome, in grado di racimolare qualche milioncino.
Senza mettere in mezzo le correlate (che godono di ottima salute) né le ragioni della protesta (non parlo dei metodi, su cui possiamo discutere), che sono esplose definitivamente, è bene ricordarselo, dopo la vergogna del 31 gennaio scorso.
Comunque voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, convintoo che sia un inizio promettente utile per costruire una Lazio davvero da primi posti. Mi risparmio, però, il facile entusiasmo e le "scoattate" pre Milan (non parlo di te, Fat). Perché dopo tre anni di minestre cattive un ottimo primo non può trasformarsi in aragoste e Fiano di Avellino.