Un'altra Lazio era possibile (semicit.)

Aperto da Iker77, 03 Set 2012, 01:22

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Iker77

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Sarò breve.
Per due anni si è discusso su come dovesse giocare la Lazio. O meglio, sul fatto che non potesse giocare diversamente da come l'aveva impostata, dopo averla prima impastata "sapientemente" , Reja. Lo chef lavora con gli ingredienti che ha: per le linguine all'astice serve l'astice, in assenza ci dobbiamo accontentare della minestra. "La Lazio gioca così per le caratteristiche dei suoi uomini" , "manca gente che dia intensità alla manovra" c'era chi diceva, facendo eco alle parole del tecnico. Un 4-5-1 spacciato per un più aggressivo 4-2-3-1 dove la palla scorreva lenta come i 90 minuti tra sbadigli ed occhi appiccicati.
La Lazio doveva essere soporifera per essere letale; girare ad andamento lento, proporre un gioco d'attesa per poi sparare i pochi colpi a disposizione nella giberna, tutti a carico dei tiratori scelti, al momento opportuno. Di più, obiettivamente, non si poteva pretendere. Non si poteva pretendere che la Lazio esibisse un gioco offensivo degno del talento dei singoli, che non andasse in difficoltà contro squadre ne accompagnavano difensivamente il noiosissimo giro palla, che i tenori non si limitassero all'acuto ma alzassero il tasso qualitativo della manovra della squadra.
E' bastata solo un'estate, di esperimenti e di ricette a Petkovic, con gli stessi ingredienti, per cucinare un piatto da leccarsi le dita, rivitalizzando una squadra depressa e senza anima che si nutriva dei soli risultati per alimentare il proprio entusiasmo.
In Petkovisione è andato in onda , in solo 180 minuti, quello che , fino a due mesi fa passava come un segnale criptato:
una squadra aggressiva, capace di fare pressing e di recuperare il pallone nella metà campo avversaria: era possibile.
Due terzini che supportassero l'azione in fase offensiva: era possibile.
Un centrocampo dinamico, a prescindere dagli uomini, che facesse girare velocemente il pallone: era possibile.
Quattro/cinque giocatori che accompagnassero l'azione in fase offensiva: era possibile.
Attaccanti non più abbandonati nella terra di nessuno: era possibile.
Una squadra che non rinculava una volta in vantaggio e che giocava con la stessa intensità per 90 minuti: era possibile.
Giocatori impiegati nei ruoli in cui poter rendere al meglio: era possibile.
Fraseggi stretti, gioco a due tocchi ai 16 metri: era possibile.
Difesa robusta malgrado non si erigesse una diga a supporto: era possibile.

E' bastato un Petkovic qualunque pescato a due schioppi da casa. Un uomo che le ha inculcato una mentalità vincente, che vuole "dominare". Un uomo che ha dato un'identità ad un gruppo che lo segue ed è entusiasta del calcio che propone. Si legge negli occhi, da Marchetti a Klose, come già era apparso ed avevo avuto modo di sottolineare una settimana fa.
Questa Lazio è tenace, aggressiva, convinta e incazzata. Comunque vada la stagione, un'altra Lazio era possibile.

richard

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Citazione di: Iker77 il 03 Set 2012, 01:22
Sarò breve.
Per due anni si è discusso su come dovesse giocare la Lazio. O meglio, sul fatto che non potesse giocare diversamente da come l'aveva impostata, dopo averla prima impastata "sapientemente" , Reja. Lo chef lavora con gli ingredienti che ha: per le linguine all'astice serve l'astice, in assenza ci dobbiamo accontentare della minestra. "La Lazio gioca così per le caratteristiche dei suoi uomini" , "manca gente che dia intensità alla manovra" c'era chi diceva, facendo eco alle parole del tecnico. Un 4-5-1 spacciato per un più aggressivo 4-2-3-1 dove la palla scorreva lenta come i 90 minuti tra sbadigli ed occhi appiccicati.
La Lazio doveva essere soporifera per essere letale; girare ad andamento lento, proporre un gioco d'attesa per poi sparare i pochi colpi a disposizione nella giberna, tutti a carico dei tiratori scelti, al momento opportuno. Di più, obiettivamente, non si poteva pretendere. Non si poteva pretendere che la Lazio esibisse un gioco offensivo degno del talento dei singoli, che non andasse in difficoltà contro squadre ne accompagnavano difensivamente il noiosissimo giro palla, che i tenori non si limitassero all'acuto ma alzassero il tasso qualitativo della manovra della squadra.
E' bastata solo un'estate, di esperimenti e di ricette a Petkovic, con gli stessi ingredienti, per cucinare un piatto da leccarsi le dita, rivitalizzando una squadra depressa e senza anima che si nutriva dei soli risultati per alimentare il proprio entusiasmo.
In Petkovisione è andato in onda , in solo 180 minuti, quello che , fino a due mesi fa passava come un segnale criptato:
una squadra aggressiva, capace di fare pressing e di recuperare il pallone nella metà campo avversaria: era possibile.
Due terzini che supportassero l'azione in fase offensiva: era possibile.
Un centrocampo dinamico, a prescindere dagli uomini, che facesse girare velocemente il pallone: era possibile.
Quattro/cinque giocatori che accompagnassero l'azione in fase offensiva: era possibile.
Attaccanti non più abbandonati nella terra di nessuno: era possibile.
Una squadra che non rinculava una volta in vantaggio e che giocava con la stessa intensità per 90 minuti: era possibile.
Giocatori impiegati nei ruoli in cui poter rendere al meglio: era possibile.
Fraseggi stretti, gioco a due tocchi ai 16 metri: era possibile.
Difesa robusta malgrado non si erigesse una diga a supporto: era possibile.

E' bastato un Petkovic qualunque pescato a due schioppi da casa. Un uomo che le ha inculcato una mentalità vincente, che vuole "dominare". Un uomo che ha dato un'identità ad un gruppo che lo segue ed è entusiasta del calcio che propone. Si legge negli occhi, da Marchetti a Klose, come già era apparso ed avevo avuto modo di sottolineare una settimana fa.
Questa Lazio è tenace, aggressiva, convinta e incazzata. Comunque vada la stagione, un'altra Lazio era possibile.

perfetto. aggiungo solo che, a parità di partite giocate, i giocatori sembrano più brillanti sul piano atletico rispetto a un anno fa. è presto per trarre conclusioni ma ho avuto quest'impressione. se così fosse non sarebbe un dettaglio da poco

DajeLazioMia

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Reja è stato importantissimo per noi, l'ho sempre difeso e sostenuto. Ad un certo punto però, soprattutto l'ultima parte dello sorso campionato, personalmente ho sentito il bisogno di cambiare, di vedere una Lazio diversa, la Lazio che Petkovic ci sta regalando. La bravura di questo tecnico sta nell'aver conservato qualcosa di Reja a cui ha aggiunto tutto quello che mancava. La squadra sembra compatta e solida come l'anno scorso ma dinamica e intensa come mai era apparsa. Avremo momenti difficili, sosteniamo il tecnico e la squadra quando le cose gireranno meno bene. Possiamo dire la nostra in maniera importante, giochiamo finalmente un calcio più europeo, siamo veloci e aggressivi. Sì, un'altra Lazio era possibile. :since

A.Voronin

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Concordo su tutto, tranne che su una cosa. La minestra servita da Reja era si insapore, ma nutriente.
Il gioco non entusiasmava, ma la fase difensiva era un meccanismo (quasi) perfetto.
Per i ruoli:  Candreva esterno: farina di un sacco goriziano.
Grazie mille Edy, anche grazie a te questa Lazio è stata possibile.

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A.Voronin

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Vi ricordo anche che la Lazio, l'anno scorso, è stata per molto tempo a ridosso della prima classificata.
E in quei giorni si viveva un entusiasmo simile a quello di oggi, tipo "godiamoci questa signora squadra"
Non eravamo scarsi prima, non siamo il barcellona adesso. Ma in italia non gioca il barcellona, quindi sognare è lecito.

Ti voglio bene Lazio mia

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In ogni campo lavorativo c'è chi è più bravo e chi è meno bravo. Tra Petkovic e Reja non c'è paragone, al di là del piazzamento finale.

Rivolazionario

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Reja ha avuto il merito di ricostruire la testa di questi giocatori, di "calmarli".
Petkovic ha, allo stato attuale, il merito di avergli fatto capire che sono padroni del loro destino.
Sempre.

ralphmalph

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Citazione di: Rivolazionario il 03 Set 2012, 01:45
Reja ha avuto il merito di ricostruire la testa di questi giocatori, di "calmarli".

Giustissimo. Non c'è bisogno di denigrare un allenatore che è stato comunque importante e ci ha aiutato a tirarci fuori da una situazione complicata.
L'errore è stato riconfermarlo l'anno scorso, ma di questo se ne è ampiamente parlato

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A.Voronin

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Citazione di: Ti voglio bene Lazio mia il 03 Set 2012, 01:44
In ogni campo lavorativo c'è chi è più bravo e chi è meno bravo. Tra Petkovic e Reja non c'è paragone, al di là del piazzamento finale.
Come non mi fascio la testa prima di rompermela, non direi gatto prima di averlo nel sacco.
Spero tantissimo che quello visto oggi (bellissimo) sia solo l'inizio di qualcosa di meraviglioso.
Ma Edy è stato un grande allenatore per la Lazio, e sta a Petko uguagliarne e superarne le gesta. Per ora, ha tanta strada da fare...anche se come ho già detto...se il buongiorno si vede dal mattino..

Iker77

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Citazione di: ralphmalph il 03 Set 2012, 01:49
Giustissimo. Non c'è bisogno di denigrare un allenatore che è stato comunque importante e ci ha aiutato a tirarci fuori da una situazione complicata.
L'errore è stato riconfermarlo l'anno scorso, ma di questo se ne è ampiamente parlato

Io non voglio denigrare nessuno e a Reja riconosco i suoi meriti.
Qua si parla di alternative per una squadra che sembrava destinata essere quella e solo quella.
Addirittura si chiedeva a Petkovic di fare il Reja, come se il bosniaco non dovesse prendere l'azzardo di cambiare niente, di portare le proprie idee, perchè nella Lazio niente poteva essere cambiato, perchè si era raggiunto il top e si era raggiunto alla maniera di Reja.
Quella su cui Reja aveva messo la Lazio non era l'unica strada possibile.

Rivolazionario

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Citazione di: Iker77 il 03 Set 2012, 02:36
Io non voglio denigrare nessuno e a Reja riconosco i suoi meriti.
Qua si parla di alternative per una squadra che sembrava destinata essere quella e solo quella.
Addirittura si chiedeva a Petkovic di fare il Reja, come se il bosniaco non dovesse prendere l'azzardo di cambiare niente, di portare le proprie idee, perchè nella Lazio niente poteva essere cambiato, perchè si era raggiunto il top e si era raggiunto alla maniera di Reja.
Quella su cui Reja aveva messo la Lazio non era l'unica strada possibile.

Ma l'unica strada possibile in quel momento, si.
Reja ha, come ho gia' detto, il merito di aver consegnato a Petkovic, una squadra libera mentalmente.
Tanto da assimilare con enorme velocità, delle novità tattiche.
L'esempio secondo me e' Hernanes.
Reja il primo anno lo ha avuto a preparazione finita.
E allora lo ha messo in mezzo al campo e gli ha chiesto di fare quello che sapeva fare meglio, essendo solo se stesso.
L'anno successivo ha fatto tutta la preparazione con noi, e a quel punto si e' inserito in uno schema, quando prima era la "variabile impazzita".
Adesso conosce alla perfezione tutto. E la risultante, e' un giocatore meraviglioso.

strike

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Lazionetter
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Non è il caso di litigare su Reja, Reja è stato comunque importante, ha fatto il suo e anche di più, ma Iker77 ha stragione: un'altra Lazio era possibile, anche l'anno scorso.

E ora speriamo che Petkovic si dimostri all'altezza di quello che cominciamo a intravedere.

Avanti Lazio

Pe-tko-vic lalà-lalà-lalà

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Il Mitico™

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Io difendevo Reja dalle critiche per il suo gioco perché quello che ritengo importante sono i risultati, ben venga se Petkovic può portarli e anche migliorarli con il bel gioco.

V.

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Citazione di: Iker77 il 03 Set 2012, 01:22
Sarò breve.
Per due anni si è discusso su come dovesse giocare la Lazio. O meglio, sul fatto che non potesse giocare diversamente da come l'aveva impostata, dopo averla prima impastata "sapientemente" , Reja. Lo chef lavora con gli ingredienti che ha: per le linguine all'astice serve l'astice, in assenza ci dobbiamo accontentare della minestra. "La Lazio gioca così per le caratteristiche dei suoi uomini" , "manca gente che dia intensità alla manovra" c'era chi diceva, facendo eco alle parole del tecnico. Un 4-5-1 spacciato per un più aggressivo 4-2-3-1 dove la palla scorreva lenta come i 90 minuti tra sbadigli ed occhi appiccicati.
La Lazio doveva essere soporifera per essere letale; girare ad andamento lento, proporre un gioco d'attesa per poi sparare i pochi colpi a disposizione nella giberna, tutti a carico dei tiratori scelti, al momento opportuno. Di più, obiettivamente, non si poteva pretendere. Non si poteva pretendere che la Lazio esibisse un gioco offensivo degno del talento dei singoli, che non andasse in difficoltà contro squadre ne accompagnavano difensivamente il noiosissimo giro palla, che i tenori non si limitassero all'acuto ma alzassero il tasso qualitativo della manovra della squadra.
E' bastata solo un'estate, di esperimenti e di ricette a Petkovic, con gli stessi ingredienti, per cucinare un piatto da leccarsi le dita, rivitalizzando una squadra depressa e senza anima che si nutriva dei soli risultati per alimentare il proprio entusiasmo.
In Petkovisione è andato in onda , in solo 180 minuti, quello che , fino a due mesi fa passava come un segnale criptato:
una squadra aggressiva, capace di fare pressing e di recuperare il pallone nella metà campo avversaria: era possibile.
Due terzini che supportassero l'azione in fase offensiva: era possibile.
Un centrocampo dinamico, a prescindere dagli uomini, che facesse girare velocemente il pallone: era possibile.
Quattro/cinque giocatori che accompagnassero l'azione in fase offensiva: era possibile.
Attaccanti non più abbandonati nella terra di nessuno: era possibile.
Una squadra che non rinculava una volta in vantaggio e che giocava con la stessa intensità per 90 minuti: era possibile.
Giocatori impiegati nei ruoli in cui poter rendere al meglio: era possibile.
Fraseggi stretti, gioco a due tocchi ai 16 metri: era possibile.
Difesa robusta malgrado non si erigesse una diga a supporto: era possibile.

E' bastato un Petkovic qualunque pescato a due schioppi da casa. Un uomo che le ha inculcato una mentalità vincente, che vuole "dominare". Un uomo che ha dato un'identità ad un gruppo che lo segue ed è entusiasta del calcio che propone. Si legge negli occhi, da Marchetti a Klose, come già era apparso ed avevo avuto modo di sottolineare una settimana fa.
Questa Lazio è tenace, aggressiva, convinta e incazzata. Comunque vada la stagione, un'altra Lazio era possibile.

anche se sull'onda dell'entusiasmo di stasera, rispondo che hai ragione ed è probabile che la Lazio si senta sgravata anche di un peso, parallelamente al sentirsi una squadra compatta. reja è stato un sergente di ferro e ci voleva. è stata la trincea necessaria dopo la troppa libertà con delio rossi. vediamo fin dove e come la squadra ha fatto quel passo in avanti rispetto a petko che ha fatto un passo indietro, come da intervista di stasera.
reja ha avuto anche moltissimi infortuni e si è comportato da vecchio italiano, come delio rossi, sacrificando certi giocatori e riscoprendone altri per emergenza. vediamo petko che farà. ma soprattutto cosa farà la testa della Lazio in campo. ma è presto anche per i primi bilanci.

Tarallo

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Con grandissimo affetto per Reja, che ho attaccato il primo anno mentre poi, sia perche' gli attacchi erano futili sia perche' io gioco era un po' migliorato, ho sostenuto il secondo, quello che hai scritto e' tutto vero.
E lo speravamo in molti.
Spero che duri che i risultati continuino ad arrivare. Certo che il gioco e' follemente meraviglioso.

poeta1964

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Lazionetter
* 1.862
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Un altra Lazio era possibile ma ognuno ha la sua natura. Non si può criticare qualcuno per quello che non ha.
Reja ha dei grossi limiti, ma resta un ottimo allenatore ed era l'uomo che ci serviva in quei due anni . Oggi assistiamo probabilmente ad una evoluzione, di cui Papadopulo, Delio Rossi , Reja sono anelli di congiunzione. La vedo così, non mi sento di fare paragoni ingiusti. Siamo quello che siamo grazie ad un Presidente che non sopporto, ma che mi terrei stretto, nonostante errori grossolani abbiano rallentato una crescita che oggi è evidente , non si può negare.

fiord

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* 6.707
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La ricetta di Reja garantiva il pasto caldo per tutto il campionato

Quella di Petkovic è squisita, ma speriamo che sia possibile giocare con questa intensità per tutto il campionato!

blow

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* 20.008
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Concordo Iker, ma credo che alcune critiche che muovi a Reja non hanno molta ragione, ogni allenatore ha il suo modo di fare calcio e Reja e' sicuramente un allenatore vecchio stampo, che ci ha salvato in un momento difficile, cui ha fatto seguire due stagioni con piazzamenti importanti.
Sono convinto che senza le assenze importanti di Klose e Lulic l'anno scorso avremmo fatto ancora meglio.
Ma la cosa piu' importante, oggi, secondo me e' questa:
Citazione di: richard il 03 Set 2012, 01:29
perfetto. aggiungo solo che, a parità di partite giocate, i giocatori sembrano più brillanti sul piano atletico rispetto a un anno fa. è presto per trarre conclusioni ma ho avuto quest'impressione. se così fosse non sarebbe un dettaglio da poco

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Zoppo

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* 17.908
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Vedo troppo "rancore" verso Reja in alcuni post. E non mi pare giusto...
Alcuni meccanismi in questa squadra sono ancora i suoi.
Intelligente Petkovic in questo. E in tanto altro...

calimero

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Devo essere onesto: fino all'esordio in campionato ero terrorizzato. Il dubbio che Petkovic fosse un integralista del modulo incurante delle caratteristiche degli atleti a disposizione era fortissimo, oltretutto il cv modestissimo non aiutava.I terrificanti 10 minuti iniziali di Bergamo sembravano restituirci l'immagine di un allenatore allo sbando. C'era chi invocava l'autogestione da parte dei calciatori e io ero d'accordo.

Forse sono facile agli entusiasmi ma è bastato il primo tempo di Bergamo (dall'11' in poi) per spazzare tutti i dubbi. La razionalità abbinata alla fantasia che esprime questa squadra non poteva essere frutto del caso, nella seconda giornata è arrivata la conferma: questa squadra riesce a districarsi su un campo "caldo" e quando viene attacctaa da una squadra di corsa e sostanza, ma sa anche come "asfissiare" un'altra che viene all'Olimpico con l'intenzione di chiudersi e fare densità in mezzo al campo senza che apparebntemente la qualità del gioco ne risenta. Aspetto con ansia il 20 settembre quando affronteremo il primo test contro una squadra dalla cifra tecnica pari, se non superiore alla nostra, per dare un giudizio ancor più completo.

P.S. forse, come ho detto, sono troppo facile agli entusiasmi, però l'unica volta che ho avuto le stesse sensazioni positive per una squadra agli inizi fu quando vidi per la prima volta la Lazio di Eriksson con Mancini e Jugovic in un'amichevole estiva contro (mi pare) l'Olympiakos.

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