Non volevo aprire un altro topic, ma davvero non sapevo dove postare questo stralcio di intervista a Daniele Longo, giornalista di parma che segue il parma, senza andare OT.
Se i moderatori lo ritengono opportuno spostate in un qualsiasi altro topic, grazie.
Da llsn:
La Lazio ha deluso ampiamente in questa stagione. Ti sei fatto una tua idea circa i motivi del flop?
"Credo che i motivi siano sempre gli stessi, si rincorrono ciclicamente ogni anno. Anche la questione Petkovic mi ha lasciato più di una perplessità per come è stata gestita. Come può esser diventato scarso tutto d'un tratto? La gestione dei rapporti credo sia un limite evidente del presidente Lotito, tenendo conto di tutti i precedenti. Una società che mira a crescere deve avere delle basi solide al suo interno e giocatori su cui puntare, fondamenta per allargare il progetto. Tutto ciò non lo vedo alla Lazio, che ha sì negli anni disputato ottime stagioni ma ha mancato puntualmente il salto di qualità, richiesto ed auspicato più volte dai suoi tifosi. Dopo il trionfo in Coppa Italia dello scorso maggio, mi sarei aspettato quel qualcosa in più, che poi non c'è stato, anzi. C'è scoramento nello spogliatoio biancoceleste ed in campo si nota. Un giocatore top come Candreva, ad esempio, ha bisogno di stimoli diversi, di una programmazione concreta. Anche il ritorno di Reja, che ha comunque un ottimo rapporto con il gruppo, va visto come un passo indietro, non un'apertura verso il nuovo. Manca anche una figura indipendente da Lotito, padre-padrone i cui rapporti tesi con buona parte degli addetti ai lavori è proverbiale. Va bene l'operazione Klose di 3 anni fa, ma ora puntare su Djordjevic rischia di essere un clamoroso errore. L'attaccante serbo ha fatto benissimo al Nantes, ma non può essere il colpo di grido, per fare il salto di qualità ci vogliono altri nomi rispetto a quelli che vengono fatti adesso".
Lazio-Parma si disputerà in un clima di aperta contestazione, ormai consueto. Qual è il tuo pensiero circa la diatriba incessante tra i tifosi laziali e Lotito?
"Come in tutte le cose, credo che la verità sia nel mezzo. Vivendola dal di fuori non possiedo delle basi concrete per formulare un giudizio preciso, però mi sento di dire che ci sono responsabilità da ambo le parti. È necessario un passo indietro generale, questa è una contestazione che adesso si è fatta unanime, ma di fatto è sempre esistita sulla sponda biancoceleste del Tevere. Chiaramente, se fossi nei panni di Lotito e assistessi ogni domenica alle continue invocazioni da parte di un intero settore a lasciare, qualche domanda me la porrei. Mi trovo in sintonia con il pensiero di Leonardi, che non poco più di qualche giorno fa aveva auspicato un passo indietro da parte di Lotito. Certo, la Lazio è sua, ma prima ancora è della gente, della tifoseria. Cercare un dialogo sarebbe una mossa intelligente, anche se in questo momento sembra essere un'utopia, una chimera. Il protrarsi di questa diatriba di certo non fa bene a nessuno: né alla Lazio, né a Lotito e né al popolo laziale, che ha il diritto di credere in un progetto dalle fondamenta solide. Ed in questo momento dal di fuori non pare esserci alcun progetto".