Vito D'Amato

Aperto da rozzoni1953, 03 Set 2025, 17:53

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rozzoni1953

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Per quelli della mia età, per i piccoli tifosi degli anni Sessanta,Vito D'Amato, che oggi ci ha lasciato, è stato uno degli eroi più amati di quella Lazio povera, disastrata, ma coraggiosa nella sua dignità.
Uno dei rari prodotti del nostro vivaio dell'epoca emerso alla ribalta nel 1965.Giocatore di quelli che io definisco "elettrici" per la sua velocità e il dribbling secco, capace d'infiammarsi all'improvviso e far saltare in aria dalle panchine noi tifosi. Memorabili due sue reti. La prima nel derby del 1965 con un secco fendente a pelo d'erba dai 20 metri che fece secco Cudicini (ero in curva sud e quello fu il mio primo indimenticabile derby vinto, tra l'altro eravamo 500 laziali contornati da 20.000 romanisti).L'altro del dicembre 1966 contro l'Inter mondiale di Helenio Herrera. Questo è il gol più bello che io ricordi ancora oggi tra quelli visti a Roma. Palla recuperata sulla linea di centrocampo e via saltando come birilli Bedin,Suarez,Guarneri e capitan Picchi e battere di sinistro Giuliano Sarti.Credetemi ci furono tre quattro secondi di silenzio tra di noi increduli che la Laziotta potesse aver segnato prima di esplodere in una gioia incredibile. Ciao Vito grazie da un tuo "piccolo" tifoso e riposa in pace.

cartesio

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Citazione di: rozzoni1953 il 03 Set 2025, 17:53
.L'altro del dicembre 1966 contro l'Inter mondiale di Helenio Herrera. Questo è il gol più bello che io ricordi ancora oggi tra quelli visti a Roma. Palla recuperata sulla linea di centrocampo e via saltando come birilli Bedin,Suarez,Guarneri e capitan Picchi e battere di sinistro Giuliano Sarti.Credetemi ci furono tre quattro secondi di silenzio tra di noi increduli che la Laziotta potesse aver segnato prima di esplodere in una gioia incredibile. Ciao Vito grazie da un tuo "piccolo" tifoso e riposa in pace.

Uno dei ricordi più vividi della mia vita da tifoso. Ero un ragazzino, eravamo andati in gita con la famiglia e al ritorno mio padre non mi disse niente della partita. Fece in modo da tornare a casa per l' ora della partita registrata in tv e si mise con me davanti alla tv. Io guardavo la partita e lui, secondo me, guardava me. Al momento del goal ci fu un momento di meraviglia ed entusiasmo. Sembrava impossibile.  Eppure era vero.   

biancocelestedentro

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Avevo letto in rete della sua scomparsa ma per l'età che ho il calcio per me inizia dai primi anni '70 e chi è venuto prima non fa parte del mio immaginario e dei miei ricordi di laziale. Dai racconti che ne fate direi che c'è da rammaricarsene.
Condoglianze e un abbraccio ai suoi cari.
R.I.P.

Palo

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Il mio primo derby vinto... non ero allo stadio ma ricordo le urla di papà, i suoi abbracci con la radiolina su tutto il calcio.
Se ne va un altro pezzo della mia infanzia laziale.
Vai Vito ed insegna agli angeli a far soffrire i romanisti.

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The Referee

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non posso discuterlo come calciatore, non avendone ricordi.
L'ho conosciuto da allenatore di squadre dilettantistiche e come persona l'ho trovato presuntuoso e arrogante ai limiti dell'offensivo.

detto questo, che riposi in pace.

valpa62

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Me ne parlava spesso mio padre, ricordi di Lazio quando ero bambina.

seagull

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RIP..di lui mi ricordo il famoso goal che segnò alla granitica difesa dell'Inter del mago HH1. A quei tempi si vedeva un tempo della partita la domenica sera intorno alle 19 e, se ricordo bene, quella fu la partita scelta dalla Rai. Mamma aveva ripassato le fettuccine cotte a pranzo in padella per lo spuntino serale.

unicamenteLazio

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Io ricordo il goal fatto alla roma, a quei tempi vincere un derby era un miracolo, poi per me, unico laziale in una classe elementare di romanisti o di filostrisciate una gioia immensa. Anche convocato in Nazionale. Ma al declinare della carriera passo a quelli là, se ricordo bene.

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cartesio

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Non si vede molto, ma meglio di niente.


rocchigol

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lui l'ho conosciuto di sfuggita, sono amico del figlio che e' un bravissimo ragazzo.
mio padre mi ha sempre raccontato del gol al derby e a milano dove era presente.
RIP

Vogel_Lazio

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Per ovvie ragioni anagrafiche non l'ho mai visto giocare, ma ho sempre percepito una sua importanza in quel periodo così difficile. Peraltro, quel famoso gol nel derby venne utilizzato per una scenetta nel film "Il cielo in una stanza" di Vanzina, dove il figlio (laziale) prende in giro il padre romanista (forse l'unica scena non antilaziale nei film di Vanzina)


Citazione di: rozzoni1953 il 03 Set 2025, 17:53(ero in curva sud e quello fu il mio primo indimenticabile derby vinto, tra l'altro eravamo 500 laziali contornati da 20.000 romanisti)

OT.

Chiedo scusa se vado Off Topic, ma volevo cogliere l'occasione di questo messaggio che ho quotato per chiedere una piccola delucidazione a chi è più grande di me. Purtroppo non ho mai conosciuto né mio nonno né altri parenti più grandi che frequentavano lo stadio negli anni Sessanta (o prima), quindi non ho informazioni dirette, ma esattamente come funzionava la distribuzione dei tifosi allo stadio in passato, soprattutto al derby? So che non c'erano le divisioni che ci sono da parecchi anni, quindi succedeva che tifosi ospiti e di casa stessero gomito a gomito, ma questo anche in curva? E pure al derby? Oppure  accadeva (al derby dico) che chi giocava in casa aveva il predominio dello stadio lasciando  pochi posti alla squadra in trasferta?
Lo chiedo perché mi ha colpito molto il post di Rozzoni1953 dove parlava di poche centinaia di laziali a fronte di 20000 corropolesi. E mi ricordo anche un libro di pochi anni fa di Francesco Troncarelli, "Come eravamo", dove raccontava che al derby di andata del 1971/1972, quando vincemmo con un famoso gol di Nanni, allo stadio c'erano pochi laziali in un settore che sono riusciti a tenere testa a uno stadio di romanisti. Successe perché era la Roma a "giocare in casa" in quelle occasioni?

Vabbè, spero di essermi fatto capire e scusate sia l'OT sia le domande da bimbetto  :ssl

Charlot

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Riposa in pace...

:(

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rozzoni1953

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Rispondo con piacere a quanto richiesto da Vogel_Lazio.Il derby in questione, con la Roma ospitante, si disputò alla sesta giornata di andata.La Lazio era incredibilmente imbattuta e veleggiava ai primi posti della classifica.Io, dodicenne, avevo sottoscritto il mio primo abbonamento assieme a mio fratello maggiore. Le cose andarono così. Fermo restando che al derby i tifosi delle due squadre assistevano all'incontro negli stessi settori, seppur già separati, la conquista del secondo balconcino a sinistra della curva sud era considerato da entrambe le due tifoserie il punto chiave del tifo più caldo (e questo sarebbe stato così sino agli inizi dei Settanta). Noi laziali ci ritrovammo all'apertura dei cancelli al lato destro della curva, vicino alla Tevere per intendersi.Eravamo poche centinaia,mentre ai cancelli alla nostra sinistra già vi erano almeno tremila romanisti.Accadde che uno dei controllori fosse un tifoso dei nostri. E così aprì per simpatia il nostro cancello prima di quanto era stato disposto.Così tra le urla dei giallorossi, entrammo per primi precipitandoci alla conquista del famosi balconcino. Per quelli di là una beffa atroce, per me ragazzino una situazione da "Ragazzi della via Paal". Al tirar delle somme con i ritardatari che passavano all'interno tra le forche caudine degli imbestialiti romanisti, tenemmo duro la nostra posizione. La partita, come scritto sopra, fu vinta da un bel gol di Vito D'Amato e la gioia di quei 500 eroici tifosi biancocelesti fu immensa.Se avete modo di consultare Laziowiki, potete trovare oltre la cronaca, peraltro scritta qualche anno fa dal sottoscritto, anche tante foto e tra queste il nostro allenatore Mannocci che ci saluta indirizzandosi a partita conclusa verso gli spogliatoi, al tempo collocati tra curva sud e Monte Mario. Per quel che riguarda  i "contatti" tra le due tifoserie, occorre dire che a quei tempi, a parte qualche sporadica scaramuccia, erano sovente i leader delle due tifoserie a prendersi a cazzotti. Il nostro era Luciano, un omome sovente ubriaco, di professione spazzino che si fronteggiava con Dante fruttivendolo del Trionfale. Una situazione tipo Achille contro Ettore.

jp1900

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Sapete che non l'ho mai sentito nominare prima di questo post? Eppure ho una certa età... In ogni caso, che riposi in pace, e grazie (a posteriori) per quanto fatto con i nostri colori.

jp1900

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Citazione di: rozzoni1953 il 05 Set 2025, 12:07
Rispondo con piacere a quanto richiesto da Vogel_Lazio.Il derby in questione, con la Roma ospitante, si disputò alla sesta giornata di andata.La Lazio era incredibilmente imbattuta e veleggiava ai primi posti della classifica.Io, dodicenne, avevo sottoscritto il mio primo abbonamento assieme a mio fratello maggiore. Le cose andarono così. Fermo restando che al derby i tifosi delle due squadre assistevano all'incontro negli stessi settori, seppur già separati, la conquista del secondo balconcino a sinistra della curva sud era considerato da entrambe le due tifoserie il punto chiave del tifo più caldo (e questo sarebbe stato così sino agli inizi dei Settanta). Noi laziali ci ritrovammo all'apertura dei cancelli al lato destro della curva, vicino alla Tevere per intendersi.Eravamo poche centinaia,mentre ai cancelli alla nostra sinistra già vi erano almeno tremila romanisti.Accadde che uno dei controllori fosse un tifoso dei nostri. E così aprì per simpatia il nostro cancello prima di quanto era stato disposto.Così tra le urla dei giallorossi, entrammo per primi precipitandoci alla conquista del famosi balconcino. Per quelli di là una beffa atroce, per me ragazzino una situazione da "Ragazzi della via Paal". Al tirar delle somme con i ritardatari che passavano all'interno tra le forche caudine degli imbestialiti romanisti, tenemmo duro la nostra posizione. La partita, come scritto sopra, fu vinta da un bel gol di Vito D'Amato e la gioia di quei 500 eroici tifosi biancocelesti fu immensa.Se avete modo di consultare Laziowiki, potete trovare oltre la cronaca, peraltro scritta qualche anno fa dal sottoscritto, anche tante foto e tra queste il nostro allenatore Mannocci che ci saluta indirizzandosi a partita conclusa verso gli spogliatoi, al tempo collocati tra curva sud e Monte Mario. Per quel che riguarda  i "contatti" tra le due tifoserie, occorre dire che a quei tempi, a parte qualche sporadica scaramuccia, erano sovente i leader delle due tifoserie a prendersi a cazzotti. Il nostro era Luciano, un omome sovente ubriaco, di professione spazzino che si fronteggiava con Dante fruttivendolo del Trionfale. Una situazione tipo Achille contro Ettore.
Bellissimo ricordo  :beer:

Vogel_Lazio

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Citazione di: rozzoni1953 il 05 Set 2025, 12:07
Rispondo con piacere a quanto richiesto da Vogel_Lazio.Il derby in questione, con la Roma ospitante, si disputò alla sesta giornata di andata.La Lazio era incredibilmente imbattuta e veleggiava ai primi posti della classifica.Io, dodicenne, avevo sottoscritto il mio primo abbonamento assieme a mio fratello maggiore. Le cose andarono così. Fermo restando che al derby i tifosi delle due squadre assistevano all'incontro negli stessi settori, seppur già separati, la conquista del secondo balconcino a sinistra della curva sud era considerato da entrambe le due tifoserie il punto chiave del tifo più caldo (e questo sarebbe stato così sino agli inizi dei Settanta). Noi laziali ci ritrovammo all'apertura dei cancelli al lato destro della curva, vicino alla Tevere per intendersi.Eravamo poche centinaia,mentre ai cancelli alla nostra sinistra già vi erano almeno tremila romanisti.Accadde che uno dei controllori fosse un tifoso dei nostri. E così aprì per simpatia il nostro cancello prima di quanto era stato disposto.Così tra le urla dei giallorossi, entrammo per primi precipitandoci alla conquista del famosi balconcino. Per quelli di là una beffa atroce, per me ragazzino una situazione da "Ragazzi della via Paal". Al tirar delle somme con i ritardatari che passavano all'interno tra le forche caudine degli imbestialiti romanisti, tenemmo duro la nostra posizione. La partita, come scritto sopra, fu vinta da un bel gol di Vito D'Amato e la gioia di quei 500 eroici tifosi biancocelesti fu immensa.Se avete modo di consultare Laziowiki, potete trovare oltre la cronaca, peraltro scritta qualche anno fa dal sottoscritto, anche tante foto e tra queste il nostro allenatore Mannocci che ci saluta indirizzandosi a partita conclusa verso gli spogliatoi, al tempo collocati tra curva sud e Monte Mario. Per quel che riguarda  i "contatti" tra le due tifoserie, occorre dire che a quei tempi, a parte qualche sporadica scaramuccia, erano sovente i leader delle due tifoserie a prendersi a cazzotti. Il nostro era Luciano, un omome sovente ubriaco, di professione spazzino che si fronteggiava con Dante fruttivendolo del Trionfale. Una situazione tipo Achille contro Ettore.
Ti ringrazio moltissimo per questo tuo bel racconto e per la spiegazione. Con l'occasione sono anche andato a vedere la pagina di quella partita su LazioWiki (sempre sia lodata!).

Mi piace molto ascoltare/leggere racconti sulla frequentazione allo stadio del passato. Grandi operazioni come LazioWiki o i libri ci raccontano, o riscoprono, grandi momenti della nostra storia, ma purtroppo i ricordi di chi ha frequentato gli spalti rischiano sempre di sparire o lasciare poche tracce (ad esempio: un mio grande rimpianto è non aver conosciuto mio nonno o i suoi fratelli che già dagli anni Trenta seguivano la Lazio allo stadio; e cosa non darei per poter, magicamente, parlare con qualcuno che ha frequentato la Rondinella).

Di quel Luciano che nomini ho letto qualcosa in giro, anche in quel libro di Troncarelli che ricordavo nel post precedente. Se non sbaglio Luciano era un capo di quel periodo insieme a un certo Leonida.

Palo

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Luciano me lo ricordo anche io.
Bei tempi, si tifava fianco a fianco. Capitai tre o quattro volte al "secondo balconcino" durante le partite della nazionale. E si tifava tutti insieme.
Altrimenti andavamo sempre in Nord o in Tevere.

Palo

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Però, a scuola il lunedì erano sempre botte, date e prese, dato che loro erano parecchi più di noi tre o quattro.

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Adler Nest

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Dovresti raccontare di più alle nuove generazioni.
Bellissima testimonianza.
Dovresti aprire un topic specifico magari chiamandolo "la Lazio che fu" e raccontarci un po' di episodi che hai vissuto

TheVoice

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Post davvero bellissimo.
Sono del 66 e dei racconti di mio padre degli anni 50 e 60 ricordo purtroppo poco o nulla

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