Citazione di: JSV23 il 19 Giu 2019, 00:53
Per come la vedo io aspettarsi un mercato diverso dal solito non ha molto senso.
Al di là delle sparate di Lotito la Lazio, per me ovviamente, non può porsi come obiettivo la Champions League.
Per avere come obiettivo la Champions servono investimenti che la Lazio non può permettersi.
La Champions per la Lazio può essere un'opportunità, come lo è stato due anni fa, come lo è stato il primo anno di Pioli o con Delio.
Come è stato quest'anno per l'Atalanta.
Le dichiarazioni del presidente post CI o la conferenza stampa della Ferrari non fanno altro che alimentare chissà quali aspettative nei tifosi, mettendo pressione sul gruppo e sull'allenatore.
Due anni fa Inzaghi ripeteva che eravamo gli intrusi, gli outsider.
E con questo tipo di gestione quello possiamo essere.
La Juventus è anni luce avanti, l'Inter sta facendo i passi giusti e comunque ha alle spalle un gruppo facoltoso ed ambizioso, il Napoli ci sta davanti e tratta James Rodriguez, Manolas e Lozano.
Resta un posto, proveremo a giocarcelo con le altre, seguendo il nostro modus operandi, come è sempre stato.
Ovviamente parlo per me.
Completamente in disaccordo.

Abbiamo sfiorato più volte la CL non perché non avevamo la squadra all'altezza (per altro fatta con du' spicci, se messa in confronto con i budget delle concorrenti...), ma per "fatti esterni" e mancanza di convinzione. Ovvio che c'è da fare di più.
In quanto alla particolare situazione di quest'anno, non vederla e semmai camuffarla come la solita routine dalla quale non c'è d'aspettarsi nulla, è a mio avviso un atteggiamento prevenuto.
Lotito quest'anno deve aver
CAMBIATO ROTTA poiché non si giustificherebbero alcuni fatti avvenuti, del tutto inconsueti per le latitudini lotitiane:
A - la conferma di Inzaghi nasconde qualcosa di nuovo perché, per come erano messe le cose e considerando il calcio mercenario di oggi, non c'è ragione che lo stesso rimanesse alle SOLITE CONDIZIONI dello standard lotitiano (mercato da du' spicci, piazzate, subordinazione assoluta alla diarchia Lotito - Tare...);
B - anche la conferma di TARE lascia spunti di riflessione. Il Milan (7 CL, 18 scudetti, 5 CI...) si è fatto sotto proponendo un programma di crescita garantito da un fondo d'investimento! Dire di NO a questa prospettiva a fronte del un "solito brodino" lotitiano a me pare cosa assai singolare;
C - clamorosa poi è la vicenda Peruzzi. Il cinghialone, dopo anni di accordi annuali singoli a garanzia del fatto di poter uscire da situazione che avrebbero potuto diventare per lui insostenibili, d'improvviso - è il caso di dirlo - firma addirittura un triennale! Considerare questo fatto come parte della "normalità" è ridicolo.
In tutto questo a mio parere NON c'è nulla di normale, di qualcosa cui siamo stati abituati da un quindicennio..., semmai è invece possibile che Lotito sia arrivato (anche lui...) a un bivio:
o perdere i pezzi di una Lazio VERA (Inzaghi, Tare, Peruzzi...) in nome di una gestione ipermorigerata dove nessuno è indispensabile e bla, bla, bla..., insomma la solita retorica lotitiana, e quindi ricominciare con un nuovo staff con tutti i pro e contra del caso;
oppure Lotito adesso ha realizzato che si può e so deve fare di più o magari, più semplicemente, ha raggiunto una situazione economica finanziaria tale da permettergli il tanto agognato "alzo dell'asticella". E per assecondare questo nuovo corso della società, ha deciso di confermare un ottimo staff (e vincente..) mostrando finalmente anche come si aprono i cordoni della borsa.
Quindi io credo che dovremmo mettere da parte questo cieco e prevenuto atteggiamento scettico nei confronti di un chiaro cambiamento in atto, e semmai provare a capire che cosa Lotito abbia proposto o comunque che cosa sia disposto a fare per assecondare il tanto agognato salto di qualità che ha convinto Inzaghi, Tare e Peruzzi a rinnovare la fiducia al progetto Lazio.