Citazione di: volerevolare il 02 Set 2019, 19:19
visto che sicuramente non arriverà più nessuno penso di poter già fare un consuntivo del mercato.
il voto che do al mercato è 6,5.
La squadra è rimasta praticamente la stessa dello scorso anno: Abbiamo comprato un solo titolare (Lazzari) ed un paio di riserve (Jony e Vavro) che si spera facciano meglio di quelli che sostituiscono (Durmisi e Vavro).
Nel complesso la rosa è più che buona anche se mancano dei dettagli per renderla ottima: a c.c. manca un reale ricambio di qualità al quartetto dei titolari (L.L, LA, SMS e Parolo), in difesa manca un reale cambio a Radu (anche se il Bastos degli ultimi periodi fa ben sperare) mentre in attacco ci sono 3 soli giocatori per due posti.
in pratica abbiamo 15-16 giocatori titolari ed una decina di rincalzi che si spera possano dare una mano.
Per quello che è il nostro obiettivo stagionale (4 posto), la rosa potrebbe anche bastare purché i nostri titolarissimi facciano una stagione ad alto livello ed a patti che le nostre principali concorrenti (merde, merdlan e bergamasca) non risolvano in corso di stagione i problemi sin qui emersi.
Il tempo dirà... quello che però si è visto finora lascia ben sperare, a patto che la squadra mantenga quella compattezza finora dimostrata ed a patto che sfiga ed arbitri non ci affossino.
ah, dimenticavo: per avere qualche punto in più servirebbe anche un pubblico caloroso e compatto...
Sempre Forza Lazio!
Comincio dalla fine: la questione del pubblico è verissima. Anche se ieri, che eravamo pure tanti, non sono convinto che fosse una cosa compattante aver avuto lo stimolo di "altre" questioni per tifare (almeno nel secondo tempo) la squadra. Io personalmente mi sento un po' circondato da una mentalità e un modo di seguire la Lazio in cui non ritrovo i miei stessi valori e in cui mi sembra che certe dinamiche abbiano preso il sopravvento. Ma questa è una cosa che esula dalla Lazio, quindi capisco che probabilmente riguarda solo me.
Sul mercato trovo sterile e inutile sostenere l'ovvio, e cioè che siccome tanto questo abbiamo (e non è poco, intendiamoci), tanto vale farcelo piacere e convincerci che non si potesse fare granché di meglio. Il calciomercato è un carrozzone spesso illusorio e fallimentare, ma è parte integrante dello spettacolo e dell'irrazionalità del calcio, e quindi se vogliamo una specie di patrimonio.
Le tempistiche e le modalità con cui la Lazio ormai conduce le trattative contribuiscono a rendere forse meno appariscenti gli acquisti e allo stesso tempo a lasciare sempre un po' di amaro in bocca per il lungo e inesorabile decorso della scadenza del mercato senza alcun sussulto, senza nessuna vera "esplosione", senza neanche la possibilità di credere per un momento che un piccolo sogno, per quanto non indispensabile, possa realizzarsi.
Ieri Lulic e Radu mi sono sembrati due giocatori ormai spremuti fino all'osso, e se da una parte Lazzari sembra l'esterno che abbiamo sognato dall'addio di Candreva in poi, Jony è ancora da scoprire, ma a naso credo che difficilmente toglierà il posto al capitano. Stesso dicasi per Vavro, anche lui andrà valutato in seguito, ma se ancora gli si preferisce il quasi epurato Stefan in una difesa in cui Luiz Felipe (che con rispetto parlando non mi sembra un fenomeno ma un buon giocatore) è diventato titolare senza grossi affanni, magari si può avere il lecito dubbio che non sia ancora pronto o che non abbia le stimmate del predestinato come fu per de vrij e come è stato per Acerbi.
Quindi come si fa a dare un voto a un mercato che di fatto ha solo inserito un titolare nuovo quando fino a due mesi fa si pronosticavano rivoluzioni?
Dare un voto per i giocatori rimasti, da Ciro a SMS, sicuramente alza la media, ma mi auguro che quest'anno si eviti di assistere a malinconie sevillane o a premonizioni certe sulla vendita del sergente che possano interferire sulla serenità e sulla voglia di essere determinanti dei nostri giocatori migliori. Perché l'anno scorso abbiamo perso parecchi punti per strada, infortuni a parte, anche per questo clima di incertezze che ogni tanto veniva corroborato anche da voci interne alla società (ricordo un po' di battute anche di Lotito su SMS e la sua probabile partenza a fronte di una cifra congrua).
In sostanza: oggi non si può dare un voto al mercato, perché lo spettro di un finale con la lingua di fuori che ci possa costare una fine corsa immediata poco prima del traguardo c'è, e forse (ma torniamo al discorso dei sogni, non necessari ma importanti) fare una rivoluzione almeno sulla panchina sarebbe stato quantomai salvifico per dare un segnale di discontinuità e dire a tutti "quest'anno proviamo a fare così". Poteva essere un modo per dimostrare che dagli errori si impara, e che spesso provare altre strade a quella maestra potrebbe dare risultati sorprendenti.
Il voto lo diamo alla Lazio, che è forte e lotta insieme a noi, speriamo in un clima più acceso e affettuoso e meno condizionato dai maledetti agenti esterni, che troppo spesso nella nostra storia hanno avvelenato fegati e cervelli dei tifosi.