Zero.
Ma il mercato è finito, si rifriggerà a fine stagione.
La Lazio rimane quella di prima, numericamente leggermente ridotta, visto che Vavro e Muriqi qualche minuto di campo l'avevano trovato.
L'alternativa a Ciro sarà Pipe: nelle due volte in cui ha giocato da centravanti lui abbiamo giocato bene e segnato molto e lui è stato decisivo, nella prima occasione.
Con Cabral abbiamo ancora aumentato il tasso di qualità dell'attacco, che è di primo livello.
Resta la coperta corta negli altri settori e la scopertura di ruoli chiave, mentre altri sono sovraffollati al punto da far pensare che per i Moro e i Romero quest'anno non ci saranno altre possibilità, a meno che il febbraio congestionato che ci aspetta non glie ne procuri.
Sarri prima della sosta era a buon punto, mancava un salto di qualità nel gioco d'attacco che facesse uscire dal flipper di passaggi con qualcosa di produttivo. Due settimane di lavoro sul campo daranno ulteriori effetti positivi. Cabral potrebbe dare il suo apporto, ma prima ancora di lui ci si aspetta un altro passo da Luis Alberto e un Felipe Anderson più intraprendente.
Si giocherà per il sesto posto con romanisti e Fiorentini: i primi si sono rinforzati e bisogna vedere come si evolveranno, i secondi hanno perso il fenomeno e non so quanto riusciranno a sopperire col collettivo allineando l'usato quasi sicuro di Piatek o il Cabral più costoso.
Con i viola ci misuriamo subito, ché tutto sommato è la cosa migliore. In 15 partite tocca fare una trentina di punti e cercare di stare dentro alle coppe.
Una bella prova col Porto e col Milan s'impone.
Abbiamo un sacco da fare, nella speranza che daje e daje, smaltiti i rottami di Tare, si riesca a ritornare a rinforzare la squadra, perché al di là di ogni considerazione il problema non è che non si è speso ma che si è speso male. Inutile stare a elencare la miriade di buoni affari fatti sul mercato dalle altre spendendo cifre inferiori a quelle che la Lazio ha buttato di recente. Basterà che si torni a scegliere con cognizione di causa.
Per farlo toccherà cambiare registro sul mercato, ma il mercato, per fortuna, è chiuso.
Si torni a giocare e Forza Lazio.
Quanto all'opacità della gestione, si capisce e non si capisce il tema: se la Lazio è un mezzo non può non essere anche un fine. La questione secondo me è prevalentemente tecnica e i guai si sono creati per le troppe scelte sbagliate e costosissime. Margini di manovra ce ne sono pochi perché Lotito non si può indebitare, né vuole farlo. Quindi o si torna a fare scelte giuste di mercato, limitando al minimo errori e sprechi, o si cambia strategia e al momento non c'è la qualità per fare trading di calciatori.
100 milioni in mano a Tare per rifare la squadra io a oggi non ce li metterei mai e poi mai, non so voi.
Ah, poi c'è l'opzione sceicco o magnate americano, ma magnerei tranquillo.