Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica

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Offline Omar65

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Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #60 il: 23 Feb 2017, 21:03 »
Not a valid youtube URL [/youtube]

Adesso me menerete, lo so, ma pure questo rientra?

 :=)) :beer:
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #61 il: 24 Feb 2017, 09:21 »
con questo vi potete sbizzarrire a trovare generi e definizioni e piccoli assaggini sonori.
http://techno.org/electronic-music-guide/
Ecco. Ottimo.
Grazie Warp.
Allora, mia impressione, mi sembra una buona mappa per chi, come me, ha bisogno di orientarsi tra le varie "etichette", molto spesso "finte", buone solo per mettere il cappello su qualcosa di "nuovo".
Poi vabbè, ognuno classifica a modo suo: voglio dire, trovare Schulze e i Tang come esempio di "Ambient" a me fa un po' ridere.


Ringrazio tutti per la lista degli imperdibili dell'elettronica.
Ma, questione di definizioni personali, di tutti i dischi che riconosco nella lista (non sono tanti, ahimè) ben pochi li classificherei come "elettronica".  Direi piuttosto: "sperimentale", "avant garde", "space music", "electropop", "disco", "dj-disco", etc.
Quindi, automaticamente, mi sento di dire che la mia definizione non collima col sentire comune, che per me mette troppe cose sotto il tappeto "electro".
Io, al contrario, tendo a escludere, a togliere roba.
Esempio scemo: Madonna che canticchia attraverso un vocoder fa elettronica? Per molti si, abbastanza, per me no, assolutamente.

Io escluderei tutte le produzioni in cui si infila, anche pesantemente, l'elettronica a mo' di facile orpello trendy per dare respiro e "futuro" a generi e sensibilità diversi e abbastanza codificati di per loro stessi.
Mi rendo anche conto che a forza di escludere forse la "mia" elettronica potrebbe diventare un insieme vuoto, e infatti la maggior parte degli artisti di mia conoscenza citati in questo topic, per me, non sono "elettronica".

Ma se parlo così, vuol dire che ho in mente, anche se confusamente, un'idea di "elettronico sentire", di poetica del genere.
La butto lì:
Definirei "elettronica" un genere che fa uso esclusivo (facciamo 90%) di strumenti e FX elettronici suonati (meglio se programmati, meglio ancora se in maniera "stupida") con sensibilità "elettronica", ovvero "robotica" (non "aliena", altrimenti si va più verso la "space", imho) e non aventi come obbiettivo il divertimento (canto, ballo, relax) degli umanoidi, se non come accidentale effetto collaterale su una, presumo piccola, percentuale di disturbati.
Insomma, artificialità pervasiva e orgogliosa della propria artificialità.
Qualcuno ci si riconosce?
C'è qualcosa di questo tipo? Forse qualcosa dei Kraftwerk nel periodo aureo (da "Radioactivitaet" fino a "Mensch Maschine").  Ecco, la macchina umana, ma anche la macchina da sola, per me fanno elettronica.
Chi altro oltre a questi Kraftwerk?

Io l'avevo scritto che NandoViola ci aveva messo in un bel casino  :beer:
...
Per quanto mi riguarda l'elettronica esula dalla forma canzone del pop/rock, è strumentale oppure usa voci campionate, e mi accorgo che così facendo andrei ad escludere per esempio gente come i Kraftwerk e quindi qualcosa evidentemente non torna.
D'altra parte ci sono quelli che per me sono dei capisaldi tipo i primi Tangerine Dream o Klaus Schulze per i quali la definizione "elettronica" indica più un'attitudine loro o una forma mentale dell'ascoltatore, le loro strumentazioni agli esordi erano tutt'alpiù elettroacustiche, trappole modificate da loro molto lontane dai sintetizzatori che sarebbero arrivati qualche anno più tardi.
mi trovo d'accordo con molte di queste affermazioni.

Pensiamo alla parabola dei Kraftwerk, cui il genere deve tantissimo, che è anche (molto) una parabola tecnologica: "sperimentali" e "avant garde" fino a R&F. Poi più puramente electro (no-dance) con "Autobahn" e "R-A". "TEE" è un ibrido, di "MM" ho già detto, poi di fatto si codifica la "techno-disco" con "Electric Café" dopo essere passati da un altro ibrido come "Computerwelt" (the robots would go techno).

Bel casino, difficile definire il genere.
Ma direi, in finale, anche sticazzi delle definizioni
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #62 il: 24 Feb 2017, 09:55 »
Definirei "elettronica" un genere che fa uso esclusivo (facciamo 90%) di strumenti e FX elettronici suonati (meglio se programmati, meglio ancora se in maniera "stupida") con sensibilità "elettronica", ovvero "robotica" (non "aliena", altrimenti si va più verso la "space", imho) e non aventi come obbiettivo il divertimento (canto, ballo, relax) degli umanoidi, se non come accidentale effetto collaterale su una, presumo piccola, percentuale di disturbati.
Insomma, artificialità pervasiva e orgogliosa della propria artificialità.

La descrizione che fai mi fa pensare a una delle ultime correnti dell'elettronica, ovvero l'Accelerazionismo, fenomeno di questo decennio attuale.
Tale sottogenere parte da una premesa ideologica: invece di combattere il capitalismo evidenziandone le contraddizioni e proponendo de modelli alternativi occorre invece "accelerare" i meccanismi del capitalismo a partire dalla sua estetica.
La musica accelerazionista è in 3d, patinata, super hi tech, fredda e glaciale, lo specchio della corsa capitalista all'innovazione tecnologica ( e alla robotica ).
James Ferraro, Fatima Al Qadiri, alcune cose del genio Oneothrix point never, Arca ed altri.
Dagli un ascolto: mi sembra che le tue desiderata ci siano tutte:

-è 100% fatta con strumenti elettronici
-è programmata
-spesso in maniera "stupida"
-è robotica
-non è fatta per ballare o per divertire
-è molto probabile che piaccia ai disturbati






Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #63 il: 24 Feb 2017, 10:14 »
Ehi, grazie kelly, ci butto un'occhiata, anche se io non CERCO roba del genere, che probabile manco mi piace, era solo la mia personale "definizione" di elettronica.
Il parallelo capitalismo-robotica è poi piuttosto peloso, non mi convince completamente.
L'artificialità prescinde dall'economia, credo. Per esempio il robot, nell'idea di Ralf&Florian, assume vita e valenza estetica di per sè, non è legato ai mezzi di produzione. Almeno credo.
E anche un mondo non-capitalista può essere robotico, o avere caratteristiche robotiche, altrochè.
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #64 il: 24 Feb 2017, 11:11 »
L'artificialità prescinde dall'economia, credo. Per esempio il robot, nell'idea di Ralf&Florian, assume vita e valenza estetica di per sè, non è legato ai mezzi di produzione. Almeno credo.
E anche un mondo non-capitalista può essere robotico, o avere caratteristiche robotiche, altrochè.

Quello che dici è assolutamente vero per l'estetica dei Kraftwerk e sopratutto per la loro epoca, nella quale dei mondi non-capitalisti erano non solo immaginabili ma anche reali.
Al contrario nella nostra epoca non solo non ci sono più quelli reali ma neanche quelli immaginabili.
E sempre nella nostra epoca i robot sono reali e stanno lavorando al posto nostro.

Offline Warp

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Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #65 il: 24 Feb 2017, 12:42 »
Papalliano non concordo con la tua tesi sui Kraftwerk, proprio partendo dall'album che citi Man machine, in the robots nella parte in russo recitano esplicitamente "Sono il tuo schiavo sono il tuo lavoratore"
Lo stesso Ralf Hutter in una delle rarissime interviste si defini un "Musikal Arbeiter" (lavoratore della musica) Quindi secondo me è corretto il ragionamento di Kelly sul capitalismo e la produzione di musica di massa che l'elettronica ha sempre incarnato. Per certi versi forse i Kraftwerk sono stati degli accellerazionisti avant la lettre
Non a caso contamporaneamente ai kraftwerk si sviluppava il movimento industrial che partendo dalla stessa critica al capitalismo inteso come produzione di cultura di massa contrapponeva tutto cio che di più sgradevole si potesse esporre, lager, nazismo, deviazioni di personalità , ogni genere di perversione sessuale in un contesto sonoro che era gia post capitalistico, ovvero utilizzava gli scarti del mondo capitalistico e di massa per produrre qualcosa che talvolta facciamo fatica anche a definire musicale tanta è la alienità dalle nostre convinzioni culturali e di cio che la cultura occidentale degli ultimi 200 anni ha considerato musica. Lo stesso Stravinsky fu preso a pesci in faccia quando presento nel 1913 la sagra della primavera. Era qualcosa di inaudito finora.
DA questo punto di vista i Kraftwerk hanno dato i natali all'elettronica di massa pulita integrata, che critica da dentro o che cerca di portare alle estreme conseguenze le contraddizioni di un sistema protduttivo, chi era fuori da questo percorso rifiutava in modo radicale anche di confrontarsi con quel sistema produttivo

Ascolta un pezzo come il singolo United dei Throbbing Gristle.
A sentirlo cosi potrebbe essere scambiato per un coevo pezzo dei kraftwerk, ma il testo è assolutamente lontano da qualsiasi cosa i Kraftwerk avrebbero potuto concepire

Quindi tornando al discorso l'elettronica non può esimersi da un profondo ragionamento anche sul sistema capitalistico. Ecco perchè all'inizio della discussione ho detto che oggi tutto è elettronico anche Fedez, perchè tutto è capitalistico anche quello che non lo sembra.

Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #66 il: 24 Feb 2017, 12:44 »
ben detto  KS, 100%
Se prima si potevano immaginare distopie all'infinito, adesso siamo nella distopia definitiva.
In questo senso l'ispirazione di Ferraro è onestissima e condivisibile (sto cominciando a sentire qualcosa, mi sa che non è granchè il mio genere, ma ci provo)
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #67 il: 24 Feb 2017, 13:05 »
Warp, in realtà su R&F siamo più d'accordo di quanto sembri.
I kraftwerk criticavano si, ma ridendo sotto i baffi che non avevano.
Criticavano alienazione, disumanizzazione e poco prima anche la radioattività.
Ma lo facevano trovandoci dentro una estetica paradossale e confezionandola perfettamente.

Solo, non so se nescondessero un impegno, una critica anti-capitalista (occidentale) vera e propria. La loro estetica formale era anche molto CCCP, più probabilmente era un warning a 360 gradi. All'epoca la Storia non era ancora "finita".
Di fatto R&F sono sempre stati molto "ritirati", gran parte di quello che sappiamo di loro è più che altro esegesi.

Che poi oggi, come ieri, non ci si possa esimere dal ragionare sul "sistema unico" sono d'accordo e vale per qualsiasi forma artistica.
L'altroieri, come dice anche KS, era diverso.
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #68 il: 24 Feb 2017, 13:12 »
ah, 'sta cosa qui sotto non è affatto vera, almeno fino al 1980, imho
... e la produzione di musica di massa che l'elettronica ha sempre incarnato.
Elettronica è stata sperimentazione prima, e poi avanguardia vera. Altro che masse.
Dopo, si, è stata "normalizzata" e assorbita nel mainstream.
Forse è per questo che mi sono fermato (simbolicamente) al 1979 nell'approfondimento del genere :)
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #69 il: 24 Feb 2017, 14:28 »
imhoElettronica è stata sperimentazione prima, e poi avanguardia vera. Altro che masse.
Dopo, si, è stata "normalizzata" e assorbita nel mainstream.

Beh ma la ragione di ciò è eminentemente produttiva.
Nel dopoguerra erano gli ingegneri e gli scienziati ancor prima che i musicisti a progettare e sperimentare le macchine elettroniche.
Tutta la primissima elettronica nasceva nei laboratori delle emittenti radio nazionali, che avevano dei fondi per la ricerca ( spesso erogati da privati ).
Con l'evoluzione tecnologica e la riduzione in volume ( e costo ) dei componenti
è iniziata la commercializzazione di massa.
Negli anni 70' erano veramente pochi quelli che potevano permettersi un Moog Modulator o un ARP Odyssey, e infatti il cosiddetto Synth pop esplode quando i prezzi dei synth diventano umani poichè prodotti in catena.

Una musica cosi' particolare come l'Acid house ( e a seguire la Trance ) è nata grazie a un "errore" di produzione.
Quelli della Roland avevano progettato una tastierina che riproducesse le parti di basso, cosi' da poter rinunciare al palloso bassista in carne ed ossa, e per emularlo avevano pensato a una serie di controlli di inviluppo accuratissimi.
Ovviamente il prodotto fu un flop clamoroso perchè era relativamente costoso ed era difficile da programmare ( nell'ottica di emulare le parti basso suonate ).
Risultato: il TB-303 rimane invenduto nei negozi, il prezzo crolla, a Chicago qualche nero intrippato se lo compra e comincia a smanettare sui filtri sopra un beat di cassa dritta.
Ecco a voi l'Acid-house ( e a ruota la Trance )

Offline Warp

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Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #70 il: 24 Feb 2017, 14:41 »
Elettronica è stata sperimentazione prima, e poi avanguardia vera. Altro che masse.

La musica elettronica secondo me è la prima forma espressiva che incarna in pieno la teoria di Walter Benjamin sull' "Arte nell'epoca della riproducibilità tecnica".

Nel momento che (anni 40 più o meno) l'elettronica digitale attraverso il sistema binario consente la riproducibilità totale di un brano musicale n volte, per cui io, tu, Claudio Villa, i Kraftwerk, Viola Valentino o i Public Enemy possiamo riprodurre esattamente lo stesso brano senza alcun intervento umano che non sia volontario, la musica diventa "automatica" quindi oggetto riproducibile e traducibile in bit e quindi di massa e quindi prodotto capitalistico. Anche Stockhausen era "capitalista" alla fine. Su questo non si può fare un ragionamento estetico. Non se ne esce con le categorie temporali o generate dal proprio gusto personale, IMHO
Per cui i Kraftwerk sono elettronici i Rockets no (Pure gli Squallor hanno fatto un gran pezzo di elettronica "Pierpaolo a Dusseldorf" dove perculano proprio i Kraftwerk  :D)

Anche l'idea di considerare elettronico cio che non viene suonato con strumenti elettrici o acustici ci porterebbe fuori strada e al paradosso di non considerare elettronico uno come Fennesz che sale sul palco con la sua chitarra elettrica ma il 100% dei suoni sono riprocessati elettronicamente.

Dall'altra parte se Alan Lomax negli anni 30 non avesse messo su nastro magnetico le registrazioni di folk blues americano noi ci saremmo persi un tesoro inestimabile. Ma quella musica noi la conosciamo solo attraverso i nastri nessuno l'ha mai sentita dal vero, (al punto che potrebbe pure essere il più grande falso storico della storia della musica :) ) e che se non fosse stata incisa nessuno ne sarebbe venuto neanche a conoscenza. Dovremmo considerarla musica elettronica?

Alla fine forse questa distinzione sul serio non ha più ragione di esistere ammesso che mai l'abbia avuta
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #71 il: 24 Feb 2017, 15:46 »
Tutto condivisibile, ma mi sfugge il nesso tra strumentazione a basso costo accessibile a tutti e capitalismo.
Parlo dei (potenziali) compositori, eh.  La questione della riproduzione è più chiara, anche se io sono ben contento di poter riprodurre roba a costi minimi.

Se tutti possiamo suonare roba 1000 volte meglio del VCS-3 a un millesimo del costo e chiunque si può farsi un disco a casa sua non mi sembra tanto capitalista, semmai il contrario: ammettendo che sperimentare con un synth sia un bisogno artistico collettivo, la gente oggi può soddisfarlo facilmente. A me pare piuttosto democratica, come cosa.
Non ce lo vedo il capitalismo a regolamentare l'uso di un LFO o di un S&H. Non ancora almeno.

Il problema è che temo oggi siano pochi a voler sperimentare, perchè la maggioranza preferisce riprodurre (sempre con roba elettronica) e giocarci sopra muovendo un paio di manopole.

Mi sta pure bene, per carità, ma è un accidente degli ultimi N anni, non credo sia vero in assoluto, non è che l'avanguardia muore perchè c'è l'elettronica massificata. Anzi.
E non è che se suono un synth "consumer" faccio musica capitalista perchè un capitalista mi ha venduto il synth.
Ora tutto è disponibile per moltissimi, e a me questi sembrano tempi molto propizi per fermenti artistici nuovi, elettronici o meno, capitalisti o meno (meglio non capitalisti).
O forse la mia è più una speranza, che ne so.
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #72 il: 24 Feb 2017, 17:30 »
Il mio non è un giudizio morale, Papalliano: è una semplice osservazione di come funzionano le dinamiche economiche e come si intrecciano con quelle "artistiche".
Ho parlato dell'Accelerazionismo che ha a che fare con un concetto come motore della sua estetica ( e questo concetto comprende l'analisi del capitalismo ) ma non è che c'e' un nesso diretto tra elettronica e capitalismo, o almeno non quanto c'e' il nesso tra capitalismo e tutto il resto.
Anzi il nesso principale è tra capitalismo e Musica punto.
Prima esisteva un'Industria discografica, ora non esiste più: la musica
è un bene che non ha piu' valore economico, pero' le macchine a basso costo con cui produrre e fruire di musica sono un settore trainante del mercato.
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #73 il: 24 Feb 2017, 17:32 »
Se tutti possiamo suonare roba 1000 volte meglio del VCS-3 a un millesimo del costo

Non troverai mai niente che suona meglio di un VCS-3 ( o di un Prophet 5 o di uno Yamaha CS-80 o di un Roland Jupiter vintage originali ).
Infatti viaggiano tutti dai 5000 ai 10000 euro in buono stato.

Offline Warp

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Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #74 il: 24 Feb 2017, 17:49 »
Se tutti possiamo suonare roba 1000 volte meglio del VCS-3 a un millesimo del costo e chiunque si può farsi un disco a casa sua non mi sembra tanto capitalista, semmai il contrario: ammettendo che sperimentare con un synth sia un bisogno artistico collettivo, la gente oggi può soddisfarlo facilmente. A me pare piuttosto democratica, come cosa.

Ecco hai centrato il problema.
Se tutti possono farsi un disco e farlo suonare meglio del vcs-3 sei sicuro che questi tutti riescano a sviluppare un processo artistico compiuto oppure non fanno altro che ingolfare un sistema che ormai non recepisce più niente e non sa distinguere un capolavoro da una mer.da?
E allora se nessuno sa più distinguere un capolavoro da un disco di mer.da chi ci guadagna? Chi fa il capolavoro o chi fa il disco di mer,da? e alla fine della fiera quello che guadagna più di tutti chi è ? Quello che ti consente di fare dischi di mer.da. ovvero il capitalista che vende il softwarino o il plugin o quello che ti pare a tutti cosi tutti ci cacciano fuori praticamente lo stesso suono.

Per me non è democratico è populismo che fa credere a qualunque stronzetto di essere come Aphex Twin.
Non lo sei fattene una ragione. "La tua musica è una mer.da , trovate un lavoro serio e accanna" sarebbe da dirgli.

E' la stessa logica del mercato editoriale. In Italia nessuno legge ma siamo uno dei paesi dove escono più titoli, per poi scoprire che più della metà dei titoli che escono sono autofinanziati

I synth digitali non sono come i pianoforti o i synth analogici dove lavori sui timbri sulle risonanze eccetera, il suono è quello. Lo puoi elaborare ma resta quello.

Non a caso ormai i produttori più avanzati escludendo i famigerati accelerazionisti che usano i preset digitali di proposito, stanno tornando indietro (!) ai synth modulari analogici, agli strumenti acustici magari processati con campionatori delay e tricks vari di produzione analogica.

Io non mi vergogno a dire che forse il miglior disco di elettronica che ho ascoltato quest'anno è la ristampa di J.D. Emmanuel titolata Electronic Minimal Music 1979 .1983.
Sarò un VDM? poesse. MA davvero faccio fatica oggi a compilare una lista di 20/30 titoli elettronici del 2016.

E se qui non si comincia a fare dure selezioni sarà sempre peggio.
Bene fanno quelli di Blow Up a non recensire più gli album che non ritengono interessanti.
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #75 il: 24 Feb 2017, 18:26 »

Ecco hai centrato il problema.
Se tutti possono farsi un disco e farlo suonare meglio del vcs-3 sei sicuro che questi tutti riescano a sviluppare un processo artistico compiuto oppure non fanno altro che ingolfare un sistema che ormai non recepisce più niente e non sa distinguere un capolavoro da una mer.da?
E allora se nessuno sa più distinguere un capolavoro da un disco di mer.da chi ci guadagna? Chi fa il capolavoro o chi fa il disco di mer,da? e alla fine della fiera quello che guadagna più di tutti chi è ? Quello che ti consente di fare dischi di mer.da. ovvero il capitalista che vende il softwarino o il plugin o quello che ti pare a tutti cosi tutti ci cacciano fuori praticamente lo stesso suono.
Per me non è democratico è populismo che fa credere a qualunque stronzetto di essere come Aphex Twin.
Non lo sei fattene una ragione. "La tua musica è una mer.da , trovate un lavoro serio e accanna" sarebbe da dirgli.

Secondo me l'accessibilità a tutti di strumenti elettronici per produrre musica non è un male per se.
Il vero male è l'accessibilità a tutti gratis della fruizione di musica.
O meglio : da una parte è una cosa bellissima per chi ne fruisce ma questo comporta anche la svalutazione totale della musica come lavoro.
Prima vendevi i dischi, ora no: e devi sopravvivere facendo concerti.
E sopratutto la possibiità a tutti di invadere l'internet con la propria musica rende più difficile lo scovare musica valida in mezzo a tonnellate de monnezza.
E ovviamente come noti tu anche a un'omologazione crescente.
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #76 il: 24 Feb 2017, 19:40 »
...
Anzi il nesso principale è tra capitalismo e Musica punto.

Prima esisteva un'Industria discografica, ora non esiste più: la musica
è un bene che non ha piu' valore economico, pero' le macchine a basso costo con cui produrre e fruire di musica sono un settore trainante del mercato.
Ecco, perfetto, il nesso è tra capitalismo e musica (arte in generale).
Il capitale è interessato a instradare e sfruttare le tendenze.
Prima lo faceva attraverso le case discografiche, che non erano il massimo della democrazia.
Dici che recupera i soldi persi nella svalutazione del bene-musica attraverso la vendita di aggeggi elettronici di massa per la musica? Non ho mai pensato in questi termini, ma deve essere stata un'operazione conveniente, sennò non mi spiego la mossa.

Non troverai mai niente che suona meglio di un VCS-3 ( o di un Prophet 5 o di uno Yamaha CS-80 o di un Roland Jupiter vintage originali ).
Ok, volevo dire, meglio nel senso di versatilità, multimodularità, facilità di programmazione (e anche portatitilità e manutenzione, why not).

Ecco hai centrato il problema.
Se tutti possono farsi un disco e farlo suonare meglio del vcs-3 sei sicuro che questi tutti riescano a sviluppare un processo artistico compiuto oppure non fanno altro che ingolfare un sistema che ormai non recepisce più niente e non sa distinguere un capolavoro da una mer.da?
D'accordo ma questo non è il problema dello stile, strumento o dell' effetto elettronico, ma del recording digitale.
Puoi farti anche una bella merda acustica registrata in casa. C'è inflazione di merda elettronica perchè è un linguaggio più di moda oggi (e impapocchiare non richiede diploma di conservatorio).

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E allora se nessuno sa più distinguere un capolavoro da un disco di mer.da chi ci guadagna? Chi fa il capolavoro o chi fa il disco di mer,da? e alla fine della fiera quello che guadagna più di tutti chi è ? Quello che ti consente di fare dischi di mer.da. ovvero il capitalista che vende il softwarino o il plugin o quello che ti pare a tutti cosi tutti ci cacciano fuori praticamente lo stesso suono.
Ok, premesso che se non si distingue feci da cioccolata c'è un problema nell'ascoltatore medio (un problema culturale) e si va off topic, questo è indipendente dall'elettronica in quanto genere musicale.  Poteva capitare, teoricamente, a qualunque "stile" musicale di essere "spinto" per indirizzare i gusti e il consumo (certo in discoteca non ci puoi suonare Vivaldi, quindi ecco l'uso di quella che molti chiamano "elettronica" ma che per me è "disco con gusti e manierismi moderni"). In questo senso riesco a seguirvi sul fatto che l'elettronica (quella facile, però) è la musica del capitalismo occidentale, ma è un'accidente (in chiave).

Citazione
Per me non è democratico è populismo che fa credere a qualunque stronzetto di essere come Aphex Twin.
Non lo sei fattene una ragione. "La tua musica è una mer.da , trovate un lavoro serio e accanna" sarebbe da dirgli.
ok, anche se a me Aphex piace poco :)
Ma è democratico che in teoria un nuovo Aphex, se nasce, può diventarlo praticamente gratis col freeware, che suona da schifo ma tanto tutti ascoltano mp3 dentro un citofono.
O vogliamo tornare all'alta fedeltà e alle produzioni esclusive? Io ci starei, la mia musica è quella, ma non so quanto sia giusto.  E' come dire: non sapete fare moltiplicazioni decenti, mo' tolgo la calcolatrice a tutti, anzi no, ve la faccio pagare 1000 euro.

Citazione
Non a caso ormai i produttori più avanzati escludendo i famigerati accelerazionisti che usano i preset digitali di proposito, stanno tornando indietro (!) ai synth modulari analogici, agli strumenti acustici magari processati con campionatori delay e tricks vari di produzione analogica.
Viva l'analogico, per carità (sperando che diventi accessibile, e se il trend è questo il consumismo lo sfrutterà presto).
Ma non sono convinto che costo di produzione equivalga a qualità, in generale.
Pensa al kraut, registravano in garage, i dischi suonano 'na ciofeca eppure avevano molte più cose nuove da dire dei grupponi inglesi che registravano ad Abbey road.

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Sarò un VDM? poesse. MA davvero faccio fatica oggi a compilare una lista di 20/30 titoli elettronici del 2016.
e allora so' cavoli :)
speravo ci fosse qualcosa di interessante all'orizzonte
Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #77 il: 24 Feb 2017, 20:36 »
Pensa al kraut, registravano in garage, i dischi suonano 'na ciofeca

Questo non è corretto: a parte i gruppi più fricchettoni tipo Amon Duul 1 o altri minori
tutti i grandi gruppi kraut avevano bei studi di registrazione e produttori della madonna
tipo Conny Plank.
E ricorda che in Germania fabbricavano le migliori apparecchiature da studio dell'epoca
come i registratori Studer e i microfoni Neumann.

Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #78 il: 24 Feb 2017, 22:04 »
mi sembra di aver già partecipato ad una vecchia discussione in materia. ora non mi va, sono stanco, e di cose da dire ne avrei una miliardata... intanto vi dico che domani mi arriva questo giocattolino e non vedo l'ora di farlo strillare un po':

Re:Elettrorama: chiodi per un'arrampicata sulle pareti scoscese dell'elettronica
« Risposta #79 il: 25 Feb 2017, 09:49 »
Questo non è corretto: a parte i gruppi più fricchettoni tipo Amon Duul 1 o altri minori
tutti i grandi gruppi kraut avevano bei studi di registrazione e produttori della madonna
tipo Conny Plank.
E ricorda che in Germania fabbricavano le migliori apparecchiature da studio dell'epoca
come i registratori Studer e i microfoni Neumann.
Non so, quando metti in piastra un disco crucco d'epoca la differenza rispetto a un coevo inglese IN MEDIA si sente.
Forse è soprattutto una scelta di stile di produzione che non esaltava molto la sala e l'equipaggiamento.
Ma non facevo tanto un discorso tecnico quanto di soldi.
Le produzioni tedesche erano sicuramente a costo relativamente basso, la storia della produzione di Neu! 2 è abbastanza emblematica.  R&F lo studio se lo sono fatto in casa, per dire, ma loro so' ingegneri.
La forza dei discografici della Regina era spaventosa, all'epoca.
Tra l'altro questo è il motivo per cui la loro è "la musica", mentre quella dei tedeschi è "il kraut".
 

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