Film recenti e semirecenti

Aperto da Zanzalf, 29 Mar 2010, 18:19

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Aipotu

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Visto ieri Black Swan. Che film! In my humble opinion un capolavoro. Esteticamente stupendo e molto coinvolgente a livello emotivo. Aronofsky tratta il tema del doppio in maniera a dir poco geniale. La pellicola comunica allo spettatore un'ambiguità, una tensione e un'ansia che traboccano dallo schermo, soprattutto grazie alla regia e al montaggio, destabilizzanti ma tecnicamente ineccepibili. La Portman poi è spettacolare, merita assolutamente l'Oscar per questa sua interpretazione che è forse la più intensa, pregnante, viva e sentita dell'attrice. Anche Cassel è ottimo, perfetto per la parte. In film è comunque una summa dei topoi del regista: l'alienazione, la fusione realtà/immaginazione e quindi le allucinazioni, l'ossessione, la perversione, lo sdoppiamento, la metamorfosi. Voto: 10.

:hail: Aronofsky :hail:

PILØ

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Io ho visto 127 Hours ma non mi ha entusiasmato.
Mi sono piaciuti più i titoli di coda con le immagini della persona vera che ha ispirato il film che tutto il film.

Daniela

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allora per concludere con le attrici nominate all'oscar (dopo aver visto la Portman e la Williams) ho visto

Rabbit Hole
debbo dire che la Kidman non mi è mai piaciuta come attrice , l'ho sempre trovata algida ed incapace di comunicare una qualsivolgia emozione, sono quindi prevenuta nei suoi confronti...
diciamo che in questo film non fa danni (molto meglio Aaron eckart e dianne west ) ma non lascia neanche il segno
devo dire che il film è assai "difficile": è incentrato sulla sofferenza di due genitori che non si rassegnano, ognuno a modo loro, alla perdita dall'unico figlio.
un film delicato, nonostante il tema,
ma la kidman non mi ha convinto molto.

The kids are all right
anche questo film - come blue valentine e Rabbit hole - ha al centro il tema della disgregazione della coppia, stavolta una coppia non convenzionale - le protagoniste sono due mamme gay -
lo fa senza usare troppi stereotipi e dopotutto risulta piacevole
l'interpretazione della Benning e della Moore non mi sono sembrate eccezionali, forse un pò troppo concentrate nel cercare di dare credibilità ai loro personaggi da risultare a volte un pò sopra le righe
nonostante tutto carino

insomma la Portman una spanna sopra le altre
poi la Williams

Aipotu

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Citazione di: daniela il 27 Feb 2011, 21:05
insomma la Portman una spanna sopra le altre

Nel Cigno nero la Portman è da brividi, come ho già detto imho se lo merita tutto l'Oscar. Se prima la ammiravo/amavo più per i ruoli interpretati e per il fattore estetico che per altro, ora ha dato prova di essere un'attrice della madò, ora la venero. Per l'Oscar tifo spudoratamente per lei già prima di aver visto tutti i film delle nominate.

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And159

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Riporto il topic in una dimensione più terra terra  :D.Ho visto amori ed altri rimedi con la hataway e gyllenhall.Molto bello e per niente scontato.Lei è veramente brava(e a mio avviso bellissima) mi ha ricordato parecchio julia roberts.tratta un argomento difficile come quello del morbo di parkinson e della convivenza con questa problematica in una maniera molto più profonda di quanto si possa immaginare

Daniela

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Citazione di: And159 il 01 Mar 2011, 01:00
Riporto il topic in una dimensione più terra terra  :D.Ho visto amori ed altri rimedi con la hataway e gyllenhall.Molto bello e per niente scontato.Lei è veramente brava(e a mio avviso bellissima) mi ha ricordato parecchio julia roberts.tratta un argomento difficile come quello del morbo di parkinson e della convivenza con questa problematica in una maniera molto più profonda di quanto si possa immaginare

beh terra terra avevo detto le stesse cose :D

And159

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Citazione di: daniela il 01 Mar 2011, 10:59
beh terra terra avevo detto le stesse cose :D
non le avevo lette.a quell ora la cecagna incombeva  :beer:

Daniela

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Citazione di: And159 il 01 Mar 2011, 13:02
non le avevo lette.a quell ora la cecagna incombeva  :beer:

figurati, sono contenta che qualcun'altro abbia intravisto in quel film qualcosa di più profondo che una semplice commedia ;)

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Daniela

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the next three days

con Russell Crow ed Elisabeth Banks
(per gli appassionati di Dr. House c'è anche Olivia Wilde in un ruolo secondario)
è il rifacimento di un film francese (con V. lindon e D. Kruger) a riprova che Hollywood - Nolan a parte - è sempre a corto di idee

il film non è male
è un thriller e la suspance si mantiene fino alla fine anche se alcune cose si intuiscono
è la storia di una madre di famiglia (bellissima in entrambe le versioni...) che viene arrestata per omicidio
il marito tenta di tutto per evitarle il carcere
ed alla fine, esauriti di rimedi giuridizionali, cerca di liberarla dal carcere...ci riuscirà?

Crowe non mi piace tantissimo come attore (ma la sua confessione di essere Laziale era strepitosa  :))) però in questi film se la cava egregiamente
la Banks è credibile nel ruolo e tanto basta
(anche se mi era piaciuta di più nella commedia Zack e Miri make a porno dove dimostrava doti...da comica :p)



Aipotu

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Ho visto Il discorso del re. Gran bella pellicola, senza ombra di dubbio di pregiata fattura: regia e montaggio molto rigorosi (quasi scolastici), trama semplice e lineare come si confà ad un film storico/biografico di genere, interpretazioni di Geoffrey Rush e Colin Firth eccelse (meritatissimo l'Oscar a Firth). Però non capisco le ben 12 nominations agli Oscar, così come non capisco come abbiano potuto premiarlo con miglior regia e miglior film, che imho potevano essere assegnati entrambi a una pellicola più coraggiosa e meritevole come Black Swan. Comunque un film piacevole e impeccabile sotto tutti gli aspetti, forse solo un po' troppo sopravvalutato dalla critica. Voto: 8

orchetto

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Forse il problema de Il discorso del Re è che un po' troppo precisino come film.

Daniela

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Citazione di: Aipotu il 04 Mar 2011, 05:24
Ho visto Il discorso del re. Gran bella pellicola, senza ombra di dubbio di pregiata fattura: regia e montaggio molto rigorosi (quasi scolastici), trama semplice e lineare come si confà ad un film storico/biografico di genere, interpretazioni di Geoffrey Rush e Colin Firth eccelse (meritatissimo l'Oscar a Firth). Però non capisco le ben 12 nominations agli Oscar, così come non capisco come abbiano potuto premiarlo con miglior regia e miglior film, che imho potevano essere assegnati entrambi a una pellicola più coraggiosa e meritevole come Black Swan. Comunque un film piacevole e impeccabile sotto tutti gli aspetti, forse solo un po' troppo sopravvalutato dalla critica. Voto: 8

concordo pienamente
interpretazioni fantastiche: Oscar meritato a Colin Firth ma anche Geoffrey Rush , dio che attore!!!
ma il film non convince molto, troppo perfettino - concordo con voi - e asettico
uno scandalo l'Oscar mancato a Black Swan

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Aipotu

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Citazione di: orchetto il 04 Mar 2011, 13:21
Forse il problema de Il discorso del Re è che un po' troppo precisino come film.
E' mooolto preciso, soprattutto per quanto riguarda la regia. Forse hanno voluto premiare questo aspetto con l'Oscar alla miglior regia: il metodo, la rigidità. Secondo me sbagliando. Ok, la precisione ma la regia deve anche essere passionale in un certo senso, deve aver empatia con la narrazione e costituirne il tono. Io avrei premiato più un regista come Aronofsky che ha rischiato e che si è coraggiosamente messo in gioco con uno stile tutto personale.

Citazione di: daniela il 04 Mar 2011, 15:18
concordo pienamente
interpretazioni fantastiche: Oscar meritato a Colin Firth ma anche Geoffrey Rush , dio che attore!!!
ma il film non convince molto, troppo perfettino - concordo con voi - e asettico
uno scandalo l'Oscar mancato a Black Swan*
:hail: Geoffrey Rush da applausi.
*Secondo me gli Oscar mancati a Black Swan sono due: quello alla regia come detto sopra e quello per il miglior film. Va bene premiare la sceneggiatura originale e la grande interpretazione del protagonista ma The King's Speech non credo proprio sia stato né il miglior film in concorso, né quello con la regia da premiare.

orchetto

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In un mondo migliore:visto.
Mi è piaciuto. Asciutto, senza fronzoli, efficace.

Drake

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genesis

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Citazione di: daniela il 23 Feb 2011, 15:04
da vedere per farsene un'opinione
personalmente sapevo che mi sarebbe piaciuto perchè conoscevo Aronofsky e ne apprezzavo lo stile narrativo
però devo dire che ci sono dei passaggi che possono essere interpretati come forzature e non piacere al puabblico o al critico
daltronde anche io e Kelly - che lo riteniamo un capolavoro - abbiamo delle idee diverse su quello che il regista voleva rappresentare, magari è questo il bello del film ....
(comunque la Portman è strepitosa e questo già basta per spendere qualche euro  ;))

Visto.
Mah...ci devo riflettere.  :beer:

Audrey

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A proposito di premi Oscar..... sono appena rientrata a casa dalla visione di The fighter, film tratto da una storia vera che narra della conquista del titolo di pugilato (peso Welter) di un atleta che ha come allenatore il proprio fratello maggiore (a sua volta ex pugile) e come manager la propria madre; non è un film sul pugilato, ma è un film che parla della dipendenza e del riscatto: dipendenza del protagonista dalla propria famiglia, con una madre invadente e che non si rende conto di fare spesso il male del figlio; dipendenza del fratello maggiore dal crack, con inevitabili conseguenze tragiche, come la detenzione in carcere; il lieto fine si sa fin dal principio, ma il percorso che segue lo spettatore è assai coinvolgente, le interpretazioni sono davvero convincenti, vero punto di forza di una pellicola molto lineare: Mark Wahlberg è Micky, il campione nascente, bravo nel rendere il suo eterno lottare fra la voglia di emergere e il senso di soffocamento procuratogli dalla famiglia (o meglio, dalle donne della sua famiglia: la madre e 5 sorelle! il padre, spessissimo in minoranza, è quasi sempre dalla sua parte), un'altra ottima interpretazione dopo The departed e Amabili resti; Amy Adams, la donna di cui si innamora Micky, è lontana anni luce dalla leggiadra protagonista di "Come d'incanto", qui è una donna piena di determinazione, perfetta nell'interpretare una ragazza provinciale bella e a tratti un po' volgare, una coraggiosa prova di recitazione; Melissa Leo, che non conoscevo, è la madre di Micky, un personaggio forte e antipatico ma realistico, premiata con l'Oscar come miglior attrice non protagonista; e infine Christian Bale, mio idolo dai tempi de "L'Impero del sole", il più stralunato, tenero, sofferente, schizoide combattente io abbia mai visto, è il fratello maggiore di Micky, colui che ha perduto la sua sfida con lo sport e con la vita e vede nel fratello la possibilità di una rivalsa col mondo. Ne sono rimasta conquistata, il suo fisico nuovamente messo alla prova da allenamenti proibitivi, la maschera perfettamente indossata del tossicodipendente, il suo sguardo pieno d'amore verso il fratello..... un meritatissimo premio Oscar anche lui come migliore attore non protagonista, e dire che l'avrei condiviso volentieri con Geoffrey Rush....
Consiglio la visione di questo film anche per la colonna sonora, un mix entusiasmante di classici del rock, una vera sferzata di energia!

Brujita!

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io ho visto Il Rito.Mi è piaciuto molto, Hopkins è una garanzia e poi parla di una storia vera.  Consiglio: se siete particolarmente sensibili a queste cose, non andate a vederlo. Io di solito non mi impressiono, invece stavolta per 2 notti non ho dormito, forse perchè gli episodi di possessione del film estremamente realistici, senza "americanate splatter", e quindi impossibili da confinare nel "tanto non esiste"  :S

A parte tutto comunque, merita ;)

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orchetto

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Il profeta: Visto.
Merita, anche se complessivamente mi aspetavo di meglio. Ottime le interpretazioni a mio avviso.

DopoNesta

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Lazionetter
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Ho visto in anteprima Never let me go (Non lasciarmi), dovrebbe uscire oggi.
Mark Romanek lo conoscevo per One hour Photo e alcuni video dei NIN, qui secondo me è al suo apice, cresciuto nella poetica in questa nascosta fantascienza retrò.
Kazuo Ishiguro è un grande scrittore, certo ridurre alcune sensazioni così terribili che ti crei quando leggi certe pugnalate non è possibile ma la resa filmica è comunque notevole, aiutata da una fotografia (un po' aranofskiana, lo-fi in ambientazione bucolica, un po' alla Emmanuel Lubezki di Children of men) e una colonna sonora all'altezza, nel lento scandire verso la tragedia (umana).
I tre attori perfetti, incapaci di uscire dalla loro condizione solo all'apparenza apatica e misurata, tra un soccombere freddamente di Asimov a un incessante sprofondare di Palahniuk, con Cary Mulligan davvero brava e melanconica che come voce fuoricampo scandisce l'accettazione e Keira Knightly che fin da piccola muove gli occhi dello spettatore e cresce senza davvero farlo.
Per me un gran film, devastante nel suo calmo insinuarsi, poetico come pochi, con una tematica che si allarga ad ambiti simili, il destino nostro e di "chi" e "cosa" usiamo, se ci pensate, ma non vi dico altro... 

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