Sondaggio
Domanda:
La canzone che ha segnato le generazioni degli anni '60
Opzioni 1: Beatles: Hey Jude
voti: 3
Opzioni 2: Beatles: Revolution
voti: 4
Opzioni 3: Jefferson Airplane: White Rabbit
voti: 2
Opzioni 4: Janis Joplin: Piece of My Heart
voti: 3
Opzioni 5: The Doors: The End
voti: 7
Opzioni 6: Bob Dylan: Like a Rolling Stone
voti: 5
Opzioni 7: Rolling Stones: Simpathy for the Devil
voti: 4
Opzioni 8: Simon & Garfunkel: Sound of Silence
voti: 5
Opzioni 9: SteppenWolf: Born to Be Wild
voti: 3
Opzioni 10: Jimi Hendrix: Hey Joe
voti: 6
Opzioni 11: Wilson Pickett: Mustang Sally
voti: 0
Opzioni 12: altri: Specificare
voti: 1
Ci siamo, dopo questi abbiamo finito.
Scegliere le canzoni dei Beatles con l'etichetta di inno generazionale è più difficile di fare la fusione a freddo coi cotton fioc.
Ma ho messo l'opzione Altri per conteggiare eventuali plebisciti su canzoni non messe nell'elenco.
I miei voti:
Like a Rolling Stone - per me è "L'INNO" per eccellenza, la canzone che ha spalancato la porta ed invitato tutti dentro
Sound of Silence - perché... One thousand people maybe more, people talking without speaking...
Born To Be Wild degli Steppenwolf. La libertà con la L a forma di chopper.
tre voti a disposizione!
Gli anni '60 li ho vissuti (alla fine) come riflesso di mio cugino .
10 anni più vecchio , beat fino al midollo , capelli lunghi , collanine , viaggio in america on the road .
La colonna sonora : Easy rider . Steppenwolf . Born to be wild.
Ancora mi ricordo lui ed i suoi amici . Hair . :=))
ho votato
J. A.
R.S.
Altro, specificare.
specifico:
Louie Louie versione Kingsmen.
motivazione:
[...]
Denudata da ogni cosa che non sia la sua carne, Louie Louie diventa l' archetipo della garage-songs (im)perfetta. Un giro di accordi elementare, una melodia ai limiti della demenza e un' approssimazione tecnica che rasenta l' incapacità.
Per 38 Dollari Ken Chase e Jerry Dennon possono registrarla su nastro, e lo fanno. Nessuna doppia ripresa: al terzo minuto i Kingsmen devono sgombrare la sala che sarà noleggiata da Paul Revere il giorno dopo per mettere le sue mani sul corpo di Louie.
Viene tutto registrato così come viene, con il microfono due spanne sopra la testa di un Ely costretto ad urlare come Paperino, senza curarsi neppure di eliminare dal missaggio finale errori e false partenze, neppure quella clamorosa al termine dell' assolo.
Eppure, in quei due minuti e mezzo di frastuono è compresso tutto lo spirito del garage-sound primordiale, dentro quella boccia precipita e viene sprigionato il principio-base del beat, definendo il canone di una ribellione estetica e linguistica che, in quanto lontana dalle accademiche regole adulte, è già punk, tanto da venire inutilmente e per anni perseguitata dalle menti investigative dell' FBI.
Cervelli pagati dallo Stato per ficcare il dito nel culo di Louie e trovare un qualunque motivo per farla marcire in galera. Due anni e mezzo di indagini, interrogatori, analisi, inchieste ed inquisizioni per poter garantire giustizia ai perbenisti offesi da quelle parole mugugnate dietro la cui apparente innocenza, tutti sono certi, si nasconde qualcosa di intimamente e perversamente sudicio e sessualmente spinto. Trentuno mesi di lotta conclusa con una dichiarata incapacità degli Agenti Federali di comprendere realmente le parole biascicate da Jack Ely alimentando la convinzione che in fondo, sebbene non si sia trovato il modo, qualcosa di realmente marcio si annidi là dentro.
Louie Louie diventerà la canzone più rifatta e copiata della storia del rock 'n roll.
Non c' è gruppo o artista che non l' abbia rifatta, anche solo per oltraggiarla o per rivendicare la sua devozione alla ricetta-base del rock 'n roll.
[...]
(dal blog di Franco Lys Dimauro, uno dei più grandi giornalisti musicali in Italia)
Madonna pure quà che battaglia...
Però se devo scegliere, scelgo Sound of Silence...
Hey Jude è la canzone, il 45 giri per eccellenza.
Poi Sounds of Silence e The End.
Difficile scegliere.
Per semplificare scelgo le tre che ancora oggi ascolto più frequentemente:
Piece of my heart di Janis Joplin
Sympathy for the devil degli Stones
Hey Joe di Jimi (che ultimamente ascolto più spesso nella versione di Roberto Ciotti)
the beatles, janis joplin, the doors