Sondaggio
Domanda:
gruppo italiano indie anni 80 preferito
Opzioni 1: Gaznevada
voti: 1
Opzioni 2: Diaframma
voti: 4
Opzioni 3: CCCP
voti: 17
Opzioni 4: Litfiba
voti: 11
Opzioni 5: Skiantos
voti: 1
Opzioni 6: Not Moving
voti: 2
Opzioni 7: Boohoos
voti: 0
Opzioni 8: Sick Rose
voti: 2
Opzioni 9: Gronge
voti: 1
Opzioni 10: Nabat
voti: 2
Opzioni 11: Negazione
voti: 2
Opzioni 12: Statuto
voti: 0
Opzioni 13: Kim Squad & The Dinah Shore Headbangers
voti: 0
Opzioni 14: Gang
voti: 5
Opzioni 15: Franti
voti: 2
Opzioni 16: Denovo
voti: 2
Opzioni 17: Lino e i Mistoterital
voti: 1
Opzioni 18: Bloody Riot
voti: 1
Opzioni 19: Casino Royale
voti: 5
Opzioni 20: Bisca
voti: 1
Opzioni 21: Afterhours
voti: 7
Opzioni 22: Pikes in Panic
voti: 0
Opzioni 23: Underground Arrows
voti: 1
Opzioni 24: Raw Power
voti: 2
Opzioni 25: Boppin' Kidz
voti: 0
Opzioni 26: Pankow
voti: 1
Opzioni 27: Sandro Oliva & The Blue Pampurios
voti: 0
Opzioni 28: Epsilon Indi
voti: 2
E' difficile inquadrare il fenomeno italiano indipendente anni '80 sotto un'unica definizione musicalmente valida per tutti.
i nomi che vedete descrivono un arcobaleno di influenze e di stili che la metà basterebbero, e pensiamo che sotto ciascuna realtà e a fianco dei nomi che poi maggiormente abbiamo ascoltato in questi ultimi 30 anni e che più o meno sono presenti nella lista, c'è un universo fatto di centinaia di band che hanno fatto storia magari con un solo brano o un solo concerto.
è chiaramente una scena che risente in tutto e per tutto dell'ondata musicale del decennio precedente. una scena tipicamente post punk in cui ogni direzione era consentita anche se all'inizio sembrava che nessuno sapesse prendere con decisione una strada ben precisa.
tutto questo regalava un senso di precarietà e di incertezza che alla fine si rivelò invece essere un punto di forza, quella italiana fu una delle scene più feconde, musicalmente parlando, dell'intero panorama musicale mondiale dopo l'esplosione punk.
il punk di marca anglosassone con l'inizio degli '80 si era diviso in due, l'anima un po' più commerciale e meno sovversiva restò in GB e diventò New Wave, quella più dura, violenta e senza compromessi attraversò l'oceano e si stabilì negli Usa, diventando Hardcore.
due caratterizzazioni molto marcate, che finirono per identificare spiccatamente, loro malgrado, i panorami musicali sulle due opposte sponde dell'atlantico.
non in Italia, come detto: che presentava una scena molto più aperta a varie contaminazioni, anche quelle che col punk sembravano entrarci poco e niente.
il risultato fu un'ondata molto variegata, articolata, contraddittoria sicuramente, ma che trovò un naturale volano nell'affermarsi dell'etica DIY all'italiana, fatta di occupazioni, comunità, nascita di sottoculture urbane sempre più marcate, fanzine, pubblicazioni clandestine e naturalmente etichette indipendenti.
ho cercato di mettere più nomi possibili in grado di distinguere il maggior numero di generi che a quell'epoca infiammavano i palchi di tutto lo stivale, che siano stati happening all'aperto, locali, tende a strisce o all'interno delle nascenti realtà dei centri sociali.
come vedete si passa dal rock'n'roll al punk hc, dalla new wave allo ska, dalla sperimentazione al mod, dal garage alla psichedelia. insomma c'è proprio di tutto e tra una cosa e l'altra, se ci riesco, motiverò anche ciascuna delle scelte (che ovviamente possono essere integrate, nel caso mi sia scordato qualcosa) con un piccolo profilo per inquadrare la band e qualche video.
Almeno la meta' non li conosco, ma non credo di essere l'unico.
:s
OT
Io col punk ho un problema oltre che musicale proprio di concetto. Il suo rappresentante piu' importante e piu' puro, la sua icona ultima, e' stato appiccicato al muro da Freddy Mercury. Sta cosa me blocca.
EOT
Citazione di: blow il 01 Apr 2014, 09:11
Almeno la meta' non li conosco, ma non credo di essere l'unico.
:s
vabbe', vota quelli che conosci, no? gli altri aspetta un po' e dopo la scheda deciderai se approfondire o meno. ;)
Citazione di: Tarallo il 01 Apr 2014, 09:14
OT
Io col punk ho un problema oltre che musicale proprio di concetto. Il suo rappresentante piu' importante e piu' puro, la sua icona ultima, e' stato appiccicato al muro da Freddy Mercury. Sta cosa me blocca.
EOT
non c'è solo punk. anzi, quasi per niente in realtà.
Citazione di: gesulio il 01 Apr 2014, 09:17
non c'è solo punk. anzi, quasi per niente in realtà.
Ecco quanto ne capisco. :DD
Vi lascio.
bello, mi piace
bell'idea, bravo ges
:p
sono molto legato (ed ho votato) a cccp, casino royale e diaframma
mancano gli epsilon indi. imho
io voto cccp, sick rose e casino royale a modo loro tra i pochi della lista che hanno intrapreso strade "italiane"
avrei potuto votare Negazione, Diframma o Litfiba, oppure raw power, franti e gli afterhours in inglese (che erano meglio degli attuali imho), gli altri nomi mi sembrano oggettivamente di livello decisamente inferiore
postilla a parte
azz gesu'
sandro oliva :-) ma da dove lo hai ricacciato..spettacolare, mi hai allietato la giornata, veramente :-)
a questo punto però andava messo pure Radio Gladio
Citazione di: porgascogne il 01 Apr 2014, 09:22
bello, mi piace
bell'idea, bravo ges
:p
sono molto legato (ed ho votato) a cccp, casino royale e diaframma
mancano gli epsilon indi. imho
aggiunti e data possibilità di cambiare voto.
grazie secco
:p
tolto a diaframma (alla fine i fiorentini me so' sempre stati surcazzo a prescinde) e dato alla non-band psico-visiva-prog-sperimental-cameristica romana
Citazione di: Warp il 01 Apr 2014, 09:24
azz gesu'
sandro oliva :-) ma da dove lo hai ricacciato..spettacolare, mi hai allietato la giornata, veramente :-)
a questo punto pero andava messo pure Radio Gladio
Sandro Oliva l'ho messo perché facente parte della scena romana, più che altro. la scena demenziale qui nella capitale era molto attiva, durante la seconda metà degli anni 80 e lui in particolare aveva quest'aura di chitarrista strampalato e vulcanico che lo rendeva una specie di personaggio mitologico, il Frank Zappa de noantri. il cameo nel film di Nanni Moretti Ecce Bombo (viene intervistato come leader dei Fungos durante il festival a villa borghese), ha fatto il resto.
fossimo stati a Milano, a Parma o a Trapani ovviamente non sarebbe entrato a far parte della lista. così come anche i Bloody Riot.
Ho votato i Litfiba, perché era quello che ascoltavo alla fine di quel decennio.
Poi I Casino Royale perché mi ricordo che restai folgorato da una loro versione di "é nato un ragazzino niro niro", quindi ho votato i Gang.
Perché le radici e le ali, che é comunque del 91, fa parte del trio di CD con cui vorrei trovarmi in un'isola deserta.
CCCP, due spanne sopra a tutti.
Ma tanta, tanta altra bella roba.
In particolare sono legato a Nabat (il chitarrista finì a suonare con gli Skrewdriver di Ian Stuart 8)) e Bloody Riot.
Me sa che accanno Lazio talk.
Gaznevada: bolognesi, furono il primo gruppo italiano tipicamente New Wave e forse anche il più originale dell'epoca. il loro Sick Soundtrack del 1980 pare quasi non appartenere a una band italiana, per quanto risultava (e tuttora risulta) passi e passi avanti rispetto a ciò che lo circondava. i Gaznevada partono esattamente da dove finisce il punk e inizia tutto il resto. il loro sound eversivo, psicotico ed epilettico fu una vera e propria bomba sonica devastante per l'epoca. ma a risentirlo ancora oggi, come detto, non perde un colpo. per quanto mi riguarda più avanti non solo dei loro contemporanei e concittadini dell'epoca, ma anche dei primi Devo o Talking Heads.
Diaframma: Siberia del 1984 è forse l'album più interessante che ricordi nella produzione anni '80 della band fiorentina capitanata da Federico Fiumani, un personaggio che ha sempre mantenuto una dignità e una caparbietà senza paragoni possibili, nell'ambito del panorama musicale italiano. I toni epici, seppur ovattati, presenti in questo lp che musicalmente richiama molto la new wave inglese post Joy Division, sono la cifra stilistica inconfondibile del grande Federico, che tra alti e bassi ritroveremo in ogni sua singola produzione fino ai giorni nostri.
Non so se rientrano nell'
indie, ma imho i Krisma meriterebbero, non foss'altro per i loro tentativi (riusciti? per me si') di sperimentazione. Poi, ok, nell'immaginario restano le cose un tot piu' commerciali, ma Arcieri era un grande (e Christina 'na grande ;))
Voglio di',
can you wash the water?
CCCP: stanno trionfando fin dal primo momento nel sondaggio, quindi poco da dire che già non si sappia. Affinità fu un vero e proprio terremoto, sonorità punk destrutturate, ipnotiche, martellanti, alternate a un cantato spesso monotono, cantilenante ma a suo modo vibrante e soprattutto a delle liriche che si infilano dritte nei malesseri dell'immaginario giovanile dell'epoca, di quello degli ultimi 30 anni e probabilmente dei 30 anni che verranno. fu il loro primo attacco al cielo in salsa neosovietica, e da quel lontano 1986 ci siamo "rassegnati" a tifare rivolta.
Diaframma, Gronge, Epsilon indi.
aggiungerei i Moda, e per chi li ha conosciuti, gli Arpia.
Ho votato:
- i Diaframma, che, col senno di poi hanno fatto la musica migliore di quegli anni. Siberia e 3 volte lacrime spaccano tutt'oggi.
- I CCCP, di cui fui fan sin dagli albori.
- I Bloody Riot, che l'ardecore risuona con un muscolo intimo vicino alla coscienza.
CCCP/CSI, Gang, Afterhours.
Ascoltati alla radio ma mai comprato un CD (eccezione: La terra, la guerra, una questione privata) né visti in concerto, per dire la verità.
Ho votato quelli che ho ascoltato di più.
Litfiba, Afterhours e Lino & the Mistoteritals, soffrendo nel lasciar fuori gli Skiantos.
Vado controcorrente, mai piaciuti i CCCP.
Ho votato CCCP, Gang e Casino Royale.
Con tutto il dispiacere del caso per aver lasciato fuori i Litfiba anni '80 (che grande album 17re!), gli Afterhours (che adoro dalla fase inglese fino al remastered di Hai paura del buio uscito scorsa settimana) e Freak Antoni e co.
Ma i tre votati sono tre gruppi essenziali per me.
Citazione di: blow il 01 Apr 2014, 10:50
Lino & the Mistoterital
ma dimme te. non t'avrei dato una lira. :hail:
e invece sei
ognor sagace, ma non vesti versace. :)
Grandissimo topic, Gesulio.
Non so se ricordi un concerto in una saletta del Villaggio con Casino Royale e Sandro Oliva, inizio 1990 se non sbaglio.
Nonostante la scelta di soli tre gruppi è una violenza rispetto una rosa di nomi che hanno segnato la mia vita, scelgo Cccp, Litfiba e Casino R. soprattutto perché li ho scoperti e vissuti in diretta nei maledetti anni ottanta. Entrando nello specifico:
1) miglior sincretismo tra post punk, batterie campionate, visioni di un mondo che finiva e uno che iniziava, liriche dense e affilate. Purtroppo, in G.L. Ferretti abbiamo voluto vedere più di quel che c'era. Non era ironia, lui si è sempre votatoa una chiesa, fosse il partito, l'Urss o il papa, è la stessa cosa.
2) I primi tre dischi dei Litiba sono le bombe new wave più belle e potenti del panorama italiano, 17 re mette i brividi ancora oggi, spettacolare. Teatro zigano + joy division + apocalisse.
3) il terzo filone della mia adolescenza, quello che parte dal revival ska (da non dimenticare i bravissimi Strike di Firenze) di gran classe fino al dub ipnotico ed elettronico di Sempre più vicini, passando per il crossover assatanato di Dainamaita.
A pari merito ci metto i Diaframma (Fiumani poeta vero, unico difetto l'iperproduzione musicale), Bloody Riot li ho scoperti più tardi (indimenticabile le performance di Perciballi che indossava una maglia composta dalle divise di Roma e Lazio), mentre considero gli Afterhours una grandissima band degli anni novanta. Germi e Hai paura del buio? (riproposti all'Orion il 28 marzo scorso) sono gemme che segnano il rinascimento indie della musica italiana (con Marlene Kuntz, Virginiana Miller, Csi, Ustmamò, ecc).
Gli Skiantos erano il sorriso beffardo post '77 che squarciava il velo plumbeo degli Ottanta, precursori colti, politici e iconosclasti di Elio e compagnie minori (Latte e i suoi derivati, Stefano Disegni, ecc.). Ai Gang va un applauso per aver tradotto e mescolato lo stile Clash con il migliore Billy Bragg.
Unico limite: manca la nascente scena hip hop, rap e combat che ha lasciato gemme che splendono ancora onda rossa posse su tutti).
Citazione di: gesulio il 01 Apr 2014, 11:08
ma dimme te. non t'avrei dato una lira. :hail:
e invece sei ognor sagace, ma non vesti versace. :)
:)
strepitosi!
c'avevo le cassette, le ho squajate!
Non voto perché mi manca la conoscenza di molti gruppi citati nel sondaggio e anche perché non li ho proprio vissuti quegli anni (al massimo passavo da Battiato alle cassette degli Equipe 84 che ascoltavo nella Panda di mio padre).
Ho recuperato (poco) qualcosina in questi anni. Qualcuno ricorda i Disciplinatha?
Citazione di: Sliver il 01 Apr 2014, 11:46
Grandissimo topic, Gesulio.
Non so se ricordi un concerto in una saletta del Villaggio con Casino Royale e Sandro Oliva, inizio 1990 se non sbaglio.
Nonostante la scelta di soli tre gruppi è una violenza rispetto una rosa di nomi che hanno segnato la mia vita, scelgo Cccp, Litfiba e Casino R. soprattutto perché li ho scoperti e vissuti in diretta nei maledetti anni ottanta. Entrando nello specifico:
1) miglior sincretismo tra post punk, batterie campionate, visioni di un mondo che finiva e uno che iniziava, liriche dense e affilate. Purtroppo, in G.L. Ferretti abbiamo voluto vedere più di quel che c'era. Non era ironia, lui si è sempre votatoa una chiesa, fosse il partito, l'Urss o il papa, è la stessa cosa.
2) I primi tre dischi dei Litiba sono le bombe new wave più belle e potenti del panorama italiano, 17 re mette i brividi ancora oggi, spettacolare. Teatro zigano + joy division + apocalisse.
3) il terzo filone della mia adolescenza, quello che parte dal revival ska (da non dimenticare i bravissimi Strike di Firenze) di gran classe fino al dub ipnotico ed elettronico di Sempre più vicini, passando per il crossover assatanato di Dainamaita.
A pari merito ci metto i Diaframma (Fiumani poeta vero, unico difetto l'iperproduzione musicale), Bloody Riot li ho scoperti più tardi (indimenticabile le performance di Perciballi che indossava una maglia composta dalle divise di Roma e Lazio), mentre considero gli Afterhours una grandissima band degli anni novanta. Germi e Hai paura del buio? (riproposti all'Orion il 28 marzo scorso) sono gemme che segnano il rinascimento indie della musica italiana (con Marlene Kuntz, Virginiana Miller, Csi, Ustmamò, ecc).
Gli Skiantos erano il sorriso beffardo post '77 che squarciava il velo plumbeo degli Ottanta, precursori colti, politici e iconosclasti di Elio e compagnie minori (Latte e i suoi derivati, Stefano Disegni, ecc.). Ai Gang va un applauso per aver tradotto e mescolato lo stile Clash con il migliore Billy Bragg.
Unico limite: manca la nascente scena hip hop, rap e combat che ha lasciato gemme che splendono ancora onda rossa posse su tutti).
Se la politica fosse musica, io e Sliver faremmo un'organizzazione insieme.
Non è la prima volta che mi trovo a concordare pure sulle virgole.
;)
Per me quello che hanno rappresentato i CCCP è riscontrabile nella loro
Manifesto.
Lì c'è tutto... e anche di più.
Sì, ma sui CCCP (e sui CSI poi) c'è stato un equivoco cosmico. Vero che, soprattutto nella fase CSI, ha fatto gioco a loro stessi alimentarlo.
I CCCP erano un gruppo punk. La retorica ortodossa, retro, filosovietica, non era un valore ma un orpello. CCCP nasce nei primi anni 80 e le icone comuniste con cui si adornavano le avevano trovate nell'immondezzaio della grassa e rossa Emilia Paranoica. Era profondamente distonico, agli inizi, il loro ostentare un'estetica che era allo stesso tempo assurda e ancestrale.
Fatur e Annarella sintetizzavano bene quell'anima.
Poi, nel periodo CSI, hanno allisciato un pubblico "democratico" alla ricerca di riferimenti identitari. Dal punk come distruzione, smantellamento e iconoclastia si è passati a qualcos'altro.
Citazione di: FatDanny il 01 Apr 2014, 12:14
Se la politica fosse musica, io e Sliver faremmo un'organizzazione insieme.
Non è la prima volta che mi trovo a concordare pure sulle virgole.
;)
Per me quello che hanno rappresentato i CCCP è riscontrabile nella loro Manifesto.
Lì c'è tutto... e anche di più.
OT Secondo me, da tempo, la stiamo facendo l'organizzazione comune.. tocca spigne un po' di più ;-)
OT bis Mi sta venendo una voglia morbosa e malata di andare a sentire Ferretti all'Orion (13 aprile). Dopo aver letto "Reduce" (che mi ha sventrato) e dedicatogli una canzone contro (San Giovanni), mi chiedo perché sono attratto ancora da questo clericale reazionario. Forse perché, comunque, scrive da dio (no, da grande poeta, è meglio..)
Citazione di: Sliver il 01 Apr 2014, 11:46
Unico limite: manca la nascente scena hip hop, rap e combat che ha lasciato gemme che splendono ancora onda rossa posse su tutti).
lo so, ma la scena a cui ti riferisci era molto borderline, un po' come giudicare se London Calling, uscito a dicembre 79 sia più un disco anni 70 o 80.
nel dubbio ho preferito omettere (anche perché il disco Onda Rossa Posse è del 1990, alla fine).
Citazione di: gesulio il 01 Apr 2014, 12:52
lo so, ma la scena a cui ti riferisci era molto borderline, un po' come giudicare se London Calling, uscito a dicembre 79 sia più un disco anni 70 o 80.
nel dubbio ho preferito omettere (anche perché il disco Onda Rossa Posse è del 1990, alla fine).
hai ragione, onda rossa posse nasce nel 1989 ma il disco è del 1990. Ci prepariamo per il topic sui Novanta? ;)
incredibile non avrei mai immaginato di trovare un fan di Lino nel 2014
che giornata, che giornata :D
continuo con qualche profilo, do precedenza a quelli meno conosciuti, così chi vuole può approfondire:
Not Moving: garage scuro e profondo, rock'n'roll intriso di petrolio e suonato dentro una caverna, sonorità sinistre, maligne, inquietanti si addensano nelle tracce di ciascuna canzone di una delle più grandi rock band presenti nello stivale negli anni 80, i piacentini Not Moving di Dome la Muerte e Tony Face Baiocchi, ma anche di Lilith e Mariella. I riferimenti sono Stooges, Cramps, Saints, Radio Birdman, X, Fuzztones, Heartbreakers, insomma un magma furioso, criptico, oltraggioso, sacrilego, ma appassionato che ha fatto dei Not Moving una vera e propria band di culto dell'epoca e non solo. Uno dei miei tre voti è andato a loro.
Boohoos: Da Pesaro la Detroit italiana anni '80: grazie a un paio di dischi che ne tracciarono coordinate precise e inconfondibili i Boohoos si caratterizzarono fondamentalmente come una guitar band eccezionale, sia in studio che (soprattutto) sul palco, di quelle in grado di insegnare a quasi tutti come si poteva e doveva suonare il rock'n'roll. Spettacolare il primo EP The Sun, The Snake and The Hoo, chitarre alla Deniz Tek e tastiere inconfondibili, sospeso tra glam e street rock, tra Bowie e Marc Bolan, fecero della piccola provincia marchigiana uno scalo obbligato nella rotta Berlino - Detroit.
Ho votato gli unici due che conosco, ovviamente CCCP e Litfiba.
Tra l'altro, i CCCP sono in assoluto la band della quale ho più CD originali.
In più ho voluto dare il voto ai Negazione, pur non conoscendoli ma essendo in qualche modo annindati nella mia memoria.
Già, perché mi riportano al 1991 quando andavo in campeggio e avevo come amico un metallaro poi convertitosi, negli anni, alla musica sacra.
Insomma, lo vidi solo a settembre, dopo che era stato al "Monsters of rock" di Modena. E mi faccio raccontare tutto, a cominciare dalla scaletta. E mi parla dei "Negazione". Mi fece ridere il nome e mi rimase impresso. Quindi, li voto pur non sapendone nulla.
(Vabbé, conosco pure gli Skiantos, ma troppe poche canzoni per votarli. Non credo di arrivare a 10 brani conosciuti).
Sick Rose: guardare al passato procedendo spediti nel futuro. Da Torino cinque ragazzi alle prese con il suono dei sixties più torridi, spazzano letteralmente via dozzine di band loro coeve, comprese molte d'oltreoceano, attraverso un album, Faces del 1986, contenente 12 tracce garage punk da urlo, taglienti, grondanti sangue e classe, in cui a dominare è un fuzz prepotente, un organo lacerante e una voce acida capace di friggere gli altroparlanti, 12 gemme sotterrate nel deserto texano venti anni prima e riesumate all'ombra della mole antonelliana.
Gronge: Da Roma. si formano nel 1985 dando vita a quello che loro stessi nel corso del tempo definivano un collettivo con performances che non si limitavano ad una idea strettamente canonica tipo "la mia band suona il rock" – affrontando tematiche musical concettuali.
Capostipite (assieme ai Franti) dell'autoproduzione in Italia, GRONGE esporta per la prima volta il nome di una band sconosciuta ovunque (dalla Sicilia a Berlino), utilizzando esclusivamente i propri mezzi (economicamente inesistenti), cabine telefoniche e ciclostile.
GRONGE partorisce così nell'arco di una decina d'anni centinaia di esibizioni live producendo 6 vinili e un cd che col titolo di "tecnopunkabaret" finiva per diventare capostipite di un vero e proprio genere art-noise-punk-electro-rock campionato (capostipiti anche nell'utilizzo del campionamento in Italia) che unitamente ad una vena teatral grottesca ispirava svariati gruppi (ZU) che nella seconda metà degli 80 e nei primi 90 si andavano formando in ogni remota provincia dell'impero. Questo per quello che riguarda il GRONGE a cui parteciparono naturalmente decine di musici attori improvvisati e non, video maker (almeno 3 clip di culto in un periodo in cui nessuno avrebbe potuto immaginare l'importanza che il videoclip avrebbe avuto), poeti e varie tipologie di personaggi. A questo si aggiungono intuizioni importantissime di lettura del non letto, come la prima (e poi riaggiornata altre due volte) versione di GRAFFITI, col testo rubato alla strada, e di utilizzo di costumi di scena fatti con materiali riciclati (quando ancora non esisteva la parola "ecologia").
(dalla bio presente sulla loro homepage)
Citazione di: gesulio il 02 Apr 2014, 09:48
Gronge
grandissimi: visti al Forte.
io mi chiamo io mi chiamo
Giovanni Trapattoni
Trapattoni Trapattoni
Trapattoni
toni toni
Grande gesu', che bel topic che hai aperto! :pp
Io ho votato: CCCP, Litfiba e Denovo...ma ricordo benissimo i Bloody Riot che qualcuno ha citato prima di me e non ho trovato nell'elenco.
OT straniero
qualcuno ricorda i Clint Eastwood & General Saint? Li adoravo. ;))
Fine OT
Prima metà:
Litfiba
Diaframma
Denovo
Pankow
Per la seconda:
CCCP
Gang
Casinò Royale
Ho votato Litfiba,Diaframma e CCCP.
Fiero di aver dato uno dei miei voti ai grandissimi Raw Power.
I CCCP ovviamente stravincono, ma se i RP fossero nati a DC invece che a Reggio Emilia adesso sarebbero più grandi dei Black Flag.
Non mi piace tanto la musica italiana, ho votato soltanto gli Afterhours
AVANTI LAZIO
Citazione di: gesulio il 01 Apr 2014, 10:01Federico Fiumani
il sosia di valerio fiori, peraltro
Citazione di: Ro il 02 Apr 2014, 23:03
Non mi piace tanto la musica italiana, ho votato soltanto gli Afterhours
AVANTI LAZIO
La metà (forse più) di questi gruppi cantava in inglese. E comunque molti di loro effettivamente meritano un ascolto non distratto, se non altro per capire da dove vengono tante sonorità finto-80s attuali, e dove stava l'indie italiano quando davvero si credeva che il "miracolo italiano" fosse possibile.
Molte label dell'epoca davvero stavano per fare il grande salto (l'I.R.A, la contempo, l'attack punk, la minus habens, la vox pop, per non parlare delle mitiche italian records e cramps e altre piccole realtà interessantissime), poi purtroppo la solita insipienza bottegaia e il dilettantismo paraculesco di promoter e ma(g)nager musicali unitamente alla perenne mancanza di spazi agibili per suonare che non fossero centri sociali, orribili palasport o cabine telefoniche adibite a discoteche , ha fatto tabula rasa di un mercato che con la gente giusta avrebbe potuto partorire qualcosa di bello.
ho cambiato il mio voto.
Onestamente non posso vedere un gruppo come i Gaznevada a 0% :)
CCCP, GANG, NABAT.