Citazione di: Achab77 il 19 Mag 2026, 16:07Assolutamente, questo post almeno per me è aria fresca!
Concordo con tutto quello che hai scritto; poco tempo fa parlavo con un collega che collabora sporadicamente con la DG lato partiture recuperate/riedizioni da registrare e il tema sembra lo stesso che riguarda nuove band o gli ex guru del mercato discografico. Non si comprano più dischi e la distribuzione "solida" sta diventando merce rara da collezionisti o puristi.
Lo streaming sta uccidendo la musica, figuriamoci la classica che vive di contatto e di accurata ricerca tecnica e acustica. Difficile trovare la quadra in un mercato simile, e anche le big di quel segmento non hanno né le risorse né il budget per portare il livello a una fruizione più cara e più numerosa.
Ho partecipato a dei progetti che hanno provato il rilancio in tutti i modi: concerti in 3D, streaming con alta qualità, utilizzo di strumenti tecnologici al posto di quelli classici, regie ambiziose da mettere nella lirica, purtroppo il risultato è scadente in termini di ritorni.
Bisognerebbe fare un discorso più ampio sulla qualità del prodotto offerto, sull'educazione musicale che va implementata nelle scuole in maniera diversa, sul bisogno di celebrare la propria tradizione culturale a prescindere dal contenitore in cui la si mette, etc.
Potrei dilungarmi sui danni dei modelli american/berlusconiani sul cervello e sulla capacità creativa delle persone, ma lì ecco che forse è meglio se ci spostiamo su un'altra sezione perché altrimenti entriamo in un campo minato.
Grazie per la bella digressione 
Ho fatto un po' di casino coi quote...
Eh sì, hai ragione... lo streaming sta uccidendo molta musica e l'algoritmo porta avanti solo la monnezza...
ma è colpa anche dalla modalità di fruizione dei "giovanissimi", che spesso rifiutano la musica "vecchia", non solo la "classica"... e il paradosso è che noi avremmo fatto carte false per avere a 18 anni la stessa possibilità di accesso a quasi tutta la musica come hanno loro: come al solito chi c'ha il pane non c'ha i denti... e chi ha troppo pane a disposizione poi lo butta e ne consuma solo una piccolissima parte...
Poi manca pure una cultura in tal senso, perché nella scuola italiana la musica, la cultura musicale, sia teorica che pratica, è lasciata alle singole famiglie individui dato che non ci sono incentivi a diventare musicisti, si chiudono orchestre e quelle restanti si cercano di assegnarle ai propri "protetti" (caso Venezi docet) anche quando sono palesemente inadeguati per certi ruoli...
Alla fine è vero che la crisi della "classica" è globale, ma comunque in Italia stiamo messi peggio che in Francia, Germania ecc ecc...
Ma tu che suoni saprai spiegare ancora meglio avendo un contatto quotidiano con queste situazioni...
E ovviamente ti invito a proseguire il discorso sui modelli "american-berlusconiani"
Comunque sulla qualità generale torniamo al discorso sulla DG e gli artisti sotto contratto... Purtroppo molti sono inadeguati ma sono scelti solo per gli "agganci" o le sovvenzioni che possono garantire ad un'orchestra e al ritorno pubblicitario: si cerca la "star" o il "glamour" piuttosto che il musicista davvero bravo...
Ad esempio non si capisce perché Nelson, da quando è contrattualizzato DG, debba per forza incidere cicli completi a getto continuo di ogni compositore famoso che abbia un minimo di appeal presso il grande pubblico... prodotti che spesso non hanno alcun interesse a livello di interpretazione se confrontati con le stesse opere suonate da grandi direttori del passato, che, paradossalmente, erano incisioni migliori a livello tecnico come nel caso delle serie "Rca Living Stereo" o "Mercury living presence"
Ma del resto ho scoperto pure che alcune etichette (non so se questa pratica sia adottata già anche a livello della DG) registrano e pubblicano dischi ormai solo se i costi di registrazione sono interamente sono a carico di chi suona...