Musica Classica

Aperto da westman, 25 Giu 2012, 00:35

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westman

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mr_steed

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per parlare di classica @Achab77  e non proseguire con l'OT nel thread di Fabiani ho trovato questa vetusta discussione che mi pare adatta...

purtroppo molti video non sono più attivi e quasi la totalità dei netter che alimentavano la discussione mi sembra non frequentino più da parecchio... io stesso, essendo all'epoca principalmente un "lurker", non ne rammentavo l'esistenza...

Provo a incollare l'inizio del discorso dall'altro thread...

Citazione di: Achab77 il 19 Mag 2026, 13:03Perché anche lì hanno un problema con "le nuove generazioni", sempre meno interessate (e lo dico, ahimè, da professionista del settore)
Citazione di: mr_steed il 19 Mag 2026, 15:57eh già, purtroppo... :s

solo che con alcuni interpreti "giovani" che hanno sotto contratto (oltre a più o meno vecchie cariatidi), spesso autori/esecutori di dischi imbarazzanti, secondo me perdono sia il pubblico giovane che quello più anziano ma non fesso :=))

io avrei lasciato il marchio solo alle ristampe del loro storico catalogo: non puoi "convertirti" al pubblico giovane non rielaborando neppure il logo storico... del resto la Universal non si è fatta scrupoli a far sparire il glorioso marchio Philips (trasferito tutto sotto il marchio Decca, anche se immagino questa cosa sia dipesa anche dal "disimpegno" della Philips originaria da tutti i molteplici rami d'azienda che aveva una volta per concentrarsi quasi esclusivamente sugli apparecchi elettromedicali) e anche L'Oiseau lyre, tanto valeva utilizzare un nuovo marchio se volevano produrre solo schifezze.

Del resto ormai le uscite migliori di musica classica, quando non si tratta di ristampe storiche, sono quasi tutte su etichette (per modo di dire, dato che moltissime sono confluite nella galassia Naxos) "indipendenti" come Alpha, Chandos e poche altre...

perdonate la digressione un po' OT, anche se probabilmente, anche per chi non si interessa di classica, è comunque più interessante rispetto al parlare del tizio a cui è dedicato il thread :=))


mr_steed

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Citazione di: Achab77 il 19 Mag 2026, 16:07Assolutamente, questo post almeno per me è aria fresca!
Concordo con tutto quello che hai scritto; poco tempo fa parlavo con un collega che collabora sporadicamente con la DG lato partiture recuperate/riedizioni da registrare e il tema sembra lo stesso che riguarda nuove band o gli ex guru del mercato discografico. Non si comprano più dischi e la distribuzione "solida" sta diventando merce rara da collezionisti o puristi.
Lo streaming sta uccidendo la musica, figuriamoci la classica che vive di contatto e di accurata ricerca tecnica e acustica. Difficile trovare la quadra in un mercato simile, e anche le big di quel segmento non hanno né le risorse né il budget per portare il livello a una fruizione più cara e più numerosa.
Ho partecipato a dei progetti che hanno provato il rilancio in tutti i modi: concerti in 3D, streaming con alta qualità, utilizzo di strumenti tecnologici al posto di quelli classici, regie ambiziose da mettere nella lirica, purtroppo il risultato è scadente in termini di ritorni.
Bisognerebbe fare un discorso più ampio sulla qualità del prodotto offerto, sull'educazione musicale che va implementata nelle scuole in maniera diversa, sul bisogno di celebrare la propria tradizione culturale a prescindere dal contenitore in cui la si mette, etc.
Potrei dilungarmi sui danni dei modelli american/berlusconiani sul cervello e sulla capacità creativa delle persone, ma lì ecco che forse è meglio se ci spostiamo su un'altra sezione perché altrimenti entriamo in un campo minato.
Grazie per la bella digressione  :beer:
Ho fatto un po' di casino coi quote... :=))

Eh sì, hai ragione... lo streaming sta uccidendo molta musica e l'algoritmo porta avanti solo la monnezza...

ma è colpa anche dalla modalità di fruizione dei "giovanissimi", che spesso rifiutano la musica "vecchia", non solo la "classica"... e il paradosso è che noi avremmo fatto carte false per avere a 18 anni la stessa possibilità di accesso a quasi tutta la musica come hanno loro: come al solito chi c'ha il pane non c'ha i denti... e chi ha troppo pane a disposizione poi lo butta e ne consuma solo una piccolissima parte...

Poi manca pure una cultura in tal senso, perché nella scuola italiana la musica, la cultura musicale, sia teorica che pratica, è lasciata alle singole famiglie individui dato che non ci sono incentivi a diventare musicisti, si chiudono orchestre e quelle restanti si cercano di assegnarle ai propri "protetti" (caso Venezi docet) anche quando sono palesemente inadeguati per certi ruoli...

Alla fine è vero che la crisi della "classica" è globale, ma comunque in Italia stiamo messi peggio che in Francia, Germania ecc ecc...

Ma tu che suoni saprai spiegare ancora meglio avendo un contatto quotidiano con queste situazioni...

E ovviamente ti invito a proseguire il discorso sui modelli "american-berlusconiani"  :=))

Comunque sulla qualità generale torniamo al discorso sulla DG e gli artisti sotto contratto... Purtroppo molti sono inadeguati ma sono scelti solo per gli "agganci" o le sovvenzioni che possono garantire ad un'orchestra e al ritorno pubblicitario: si cerca la "star" o il "glamour" piuttosto che il musicista davvero bravo...

Ad esempio non si capisce perché Nelson, da quando è contrattualizzato DG, debba per forza incidere cicli completi a getto continuo di ogni compositore famoso che abbia un minimo di appeal presso il grande pubblico... prodotti che spesso non hanno alcun interesse a livello di interpretazione se confrontati con le stesse opere suonate da grandi direttori del passato,  che, paradossalmente, erano incisioni migliori a livello tecnico come nel caso delle serie "Rca Living Stereo" o "Mercury living presence"

Ma del resto ho scoperto pure che alcune etichette (non so se questa pratica sia adottata già anche a livello della DG) registrano e pubblicano dischi ormai solo se i costi di registrazione sono interamente sono a carico di chi suona...  :S

Achab77

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Sono completamente d'accordo con te.
E rilancio sulla tua giusta analisi riguardo la capacità critica e di fruizione degli spettatori: è una carenza che purtroppo si estende a tutto il comparto culturale. Il modello è: la cultura non produce reddito. Cosa vera da una parte, perché ovviamente per trasformare una cosa "lenta" e di minor immediatezza rispetto all'intrattenimento moderno difficilmente può generare ricavi importanti, ma falsissima dall'altra, perché per esempio dove il concetto il cultura "europeo" è stato sventrato completamente, e cioè negli USA, il sistema culturale è molto più virtuoso e genera guadagni con facilità. Filantropia, senso di comunità, apprezzamento per la storia anche se non propria, sono elementi fissati con molta attenzione nelle scuole e all'interno degli spazi sociali. E questo inevitabilmente crea un sistema dove i bambini non si sentono né annoiati e né a disagio ad assistere a un concerto lirico o sinfonico perché sanno che è un patrimonio riconosciuto ed accettato dall'ambiente in cui vivono. Noi siamo la patria del Belcanto ma a parte le teste bianche che a fatica ancora continuano a popolare auditori e teatri, il ricambio è formato quasi esclusivamente o dai figli degli addetti ai lavori o da qualche temerario in cerca di un interesse che lo distingua. Altrimenti è opinione comune che quell'arte sia "pallosa" e con zero engagement. Noi, che vedevamo Donizetti vendere le sue partiture nella valle dell'Aniene ai concittadini curiosi e affascinati da quella meraviglia.

Quindi il discorso è ahimè ampio e complesso ma partirei da un principio: è inutile cercare di rendere una nicchia della musica e dell'arte simile alla sua versione moderna. Sono due cose imparentate ma distinte, e va fatto passare il concetto che quel modello meno attrattivo apparentemente in realtà ha delle caratteristiche e degli stilemi che compresi e sviscerati poi possono diventare anche semplicemente belli da sentire o anche solo da conoscere. Un po' come se uno tra le lingue classiche che conosce decidesse di imparare il mandarino: non lo parlerà mai, non lo userà mai, però conoscerlo e sapere cosa racchiude quella conoscenza nobilita se stessi e la propria vita.
Sembrano concetti difficili soprattutto se applicati alla mente di bambini bombardati da stimoli veloci, facili e passivi. Però se non ci si prova neanche non sapremo mai se invece anche solo una piccola cosa come la scoperta e la compressione di un linguaggio musicale "diverso" non possa aiutarci a diventare una società più aperta, più edotta e forse magari anche più libera.

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Mi ero perso l'OT nel topic di Fabiani e la ripresa di questa discussione, che non avevo mai frequentato.

Non ho formazione, né particolare conoscenza della classica propriamente detta, però negli ultimi anni mi è capitato spesso di avere a che fare con produzioni di "modern classical" (se così la vogliamo definire). Parlo di musicisti e veri e propri compositori che, con approccio e formazione quasi sempre non accademici, hanno coniugato una strumentazione classica, soprattutto cameristica ma non solo, con linguaggi e tecniche attuali, compresa l'elettronica.
Tutto, almeno per me, nasce dal minimalismo o dalla ricerca di ambienti sonori o ancora da destrutturazioni più o meno rumorose. Certo, le rade note di pianoforte sporcate dall'elettronica all'inizio potevano anche essere interessanti, solo che molto presto sono diventate maniera, magari con un occhio al mercato delle pubblicità o a quello più "pop", con risultati per me spesso calligrafici, se non peggio.

A fronte di ciò, ci sono (stati) alcuni musicisti che sono riusciti a dire qualcosa di interessante e credibile, magari partendo da premesse diverse. In questo senso, visto che nell'OT si parlava di Deutsche Grammophon, vedere aprire il loro catalogo a due nomi che stimo tantissimo, come il compianto Jóhann Jóhannsson e Max Richter, per me è stata una chiusura del cerchio, un'ideale consacrazione e riconoscimento in un ambito propriamente "classico" di qualcosa che si muove in un sottobosco creativo non necessariamente accademico.
Poi appunto io ci sono arrivato da altre premesse e non seguendo le pubblicazioni di DG in quanto tali posso avere una visione parziale e sicuramente diversa rispetto a chi è addentro alla musica classica propriamente detta.

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Achab77

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Comunque, anche se non si tratta di classica, se dopo Lazio pisa avrete voglia di farvi una passeggiata in centro per la notte dei musei, mi trovate al Museo Napoleonico con il mio ensemble per un piccolo spettacolo (che si ripeterà alle 21, alle 22.30 e a mezzanotte) dedicato ai Beatles. Per una volta siamo usciti dal seminato  :=))

Strumenti musicali realistici che attraversano Abbey Road come se camminassero: chitarra elettrica nera, violino, viola e violoncello disposti di lato, inclinati leggermente in avanti per suggerire movimento, senza archi. Fluttuano di pochi centimetri sopra le strisce, con ombre leggere coerenti con la luce diurna. Maggiolino bianco originale ben visibile a sinistra. Logo Ensemble Keplero in alto.

mr_steed

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Citazione di: Achab77 il 20 Mag 2026, 09:50Sono completamente d'accordo con te.
E rilancio sulla tua giusta analisi riguardo la capacità critica e di fruizione degli spettatori: è una carenza che purtroppo si estende a tutto il comparto culturale. Il modello è: la cultura non produce reddito. Cosa vera da una parte, perché ovviamente per trasformare una cosa "lenta" e di minor immediatezza rispetto all'intrattenimento moderno difficilmente può generare ricavi importanti, ma falsissima dall'altra, perché per esempio dove il concetto il cultura "europeo" è stato sventrato completamente, e cioè negli USA, il sistema culturale è molto più virtuoso e genera guadagni con facilità. Filantropia, senso di comunità, apprezzamento per la storia anche se non propria, sono elementi fissati con molta attenzione nelle scuole e all'interno degli spazi sociali. E questo inevitabilmente crea un sistema dove i bambini non si sentono né annoiati e né a disagio ad assistere a un concerto lirico o sinfonico perché sanno che è un patrimonio riconosciuto ed accettato dall'ambiente in cui vivono. Noi siamo la patria del Belcanto ma a parte le teste bianche che a fatica ancora continuano a popolare auditori e teatri, il ricambio è formato quasi esclusivamente o dai figli degli addetti ai lavori o da qualche temerario in cerca di un interesse che lo distingua. Altrimenti è opinione comune che quell'arte sia "pallosa" e con zero engagement. Noi, che vedevamo Donizetti vendere le sue partiture nella valle dell'Aniene ai concittadini curiosi e affascinati da quella meraviglia.

Quindi il discorso è ahimè ampio e complesso ma partirei da un principio: è inutile cercare di rendere una nicchia della musica e dell'arte simile alla sua versione moderna. Sono due cose imparentate ma distinte, e va fatto passare il concetto che quel modello meno attrattivo apparentemente in realtà ha delle caratteristiche e degli stilemi che compresi e sviscerati poi possono diventare anche semplicemente belli da sentire o anche solo da conoscere. Un po' come se uno tra le lingue classiche che conosce decidesse di imparare il mandarino: non lo parlerà mai, non lo userà mai, però conoscerlo e sapere cosa racchiude quella conoscenza nobilita se stessi e la propria vita.
Sembrano concetti difficili soprattutto se applicati alla mente di bambini bombardati da stimoli veloci, facili e passivi. Però se non ci si prova neanche non sapremo mai se invece anche solo una piccola cosa come la scoperta e la compressione di un linguaggio musicale "diverso" non possa aiutarci a diventare una società più aperta, più edotta e forse magari anche più libera.

Rieccomi @Achab77 Sì, concordo con te sul falso adagio che recita che "con la cultura non si mangia" (che poi in realtà chi "tira le fila" ci mangia tantissimo, solo che poi a chi "sgobba" di più nel settore spesso arrivano le briciole): il problema è che manca la "cultura" per "seminare" la passione per le varie arti a cominciare dall'asilo fino ad arrivare al liceo... e quindi non c'è volontà di educare le nuove generazioni all'ascolto (e alle varie altre arti)... e questa mancanza di volontà ha reso  anche il bel canto e l'opera, che in passato erano arti totalmente "pop" qui in Italia, sempre più distanti dalle nuove generazioni, lasciando l'educazione a tutto questo in poche famiglie "illuminate"... del resto la stragrande maggioranza dei politici e degli industriali italiani contemporanei, oltre ad essere spesso profondamente ignorante rispetto a chi li ha preceduti, preferisce "incassare" subito e quindi la cultura viene sempre per ultima..
Facevo l'esempio di altri paesi europei perché solitamente tengono a preservare più di noi soprattutto le tradizioni musicali... poi ovviamente solo con "sovvenzioni" statali non si può andare avanti e bisognerebbe sviluppare un sistema misto che coniughi anche la tipologia di mecenatismo che mel passato ha creato le grandi orchestre americane, per non parlare delle grandi collezioni d'arte che poi hanno "fondato" i più grandi musei americani ecc ecc... Però c'è da dire che da loro, non avendo una tradizione propria da valorizzare (essendo minore o troppo derivativa a livello musicale, quanto meno fino ai primi del 900), per farsi "grandi" ed emergere hanno dovuto spendere di più dei paesi europei, che portavano avanti già le rispettive grandi tradizioni... ma ormai anche questo loro sistema sta mostrando la corda e non è più virtuoso come una volta... immagino tu abbia visto la pregevole (soprattutto nella prima stagione) serie tv "Mozart in the jungle" che è abbastanza esemplificativa in tal senso...

Ovviamente sono d'accordo anche sulla seconda parte del tuo discorso...

Peraltro secondo me poi, in Italia, aver "trascurato" del tutto la tradizione della musica strumentale a favore della sola opera è stato un grave errore... così come l'aver preferito sostenere maggiormente le avanguardie musicali rispetto a musicisti più tradizionali ma spesso non banali ha limitato ancor di più la diffusione della musica classica nel nostro paese... Io peraltro sarei favorevole anche ad uno svecchiamento del repertorio, anche per non fossilizzarsi a rappresentare durante i concerti i soliti classici (Mozart, Beethoven ecc) ...di questo aspetto ne avevo parlato tempo in un post nel thread "cosa state ascoltando" (che credo non abbia letto nessuno), quindi tanto vale riproporlo integralmente :=))

Citazione di: mr_steed il 10 Mar 2026, 22:40Io sto "riscoprendo" da qualche tempo Mario Castelnuovo Tedesco, compositore che non avevo mai troppo considerato.
Ad esempio questo suo concerto per violoncello op.72 meriterebbe miglior fortuna: a mio gusto è decisamente migliore questo suo lavoro rispetto al famoso (e pure troppo frequentato) concerto per violoncello di Elgar. Sarebbe il caso che venisse inserito regolarmente nei programmi concertistici di una certa rilevanza, anche per "svecchiare" un po' il repertorio dello strumento e non riproporre sempre programmi basati sulle solite composizioni...

Svecchiare il repertorio per attirare nuovo pubblico per me non è promuovere Bocelli al rango di tenore facendogli interpretare (male) opere liriche, inventarsi copertine di cd assurde e orribili per attirare un pubblico "estraneo" alla classica... alcune volte queste "contaminazioni" possono funzionare, ma nella maggior parte dei casi non portano nuovi appassionati ma solo nuovo pubblico estemporaneo a comprare un disco o a frequentare un concerto perché segue già alcuni artisti ma difficilmente gli farà venire voglia di approfondire la materia e diventarne realmente appassionato...

Per ora mi fermo qui: mi sembra di aver già messo troppa carne al fuoco e scusate gli eventuali errori dettati dalla foga e dalla tastiera del pc che va a singhiozzo :=))

domani conto di rispondere anche al post di @hafssol

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Citazione di: Achab77 il 21 Mag 2026, 23:00Comunque, anche se non si tratta di classica, se dopo Lazio pisa avrete voglia di farvi una passeggiata in centro per la notte dei musei, mi trovate al Museo Napoleonico con il mio ensemble per un piccolo spettacolo (che si ripeterà alle 21, alle 22.30 e a mezzanotte) dedicato ai Beatles. Per una volta siamo usciti dal seminato  :=))

Strumenti musicali realistici che attraversano Abbey Road come se camminassero: chitarra elettrica nera, violino, viola e violoncello disposti di lato, inclinati leggermente in avanti per suggerire movimento, senza archi. Fluttuano di pochi centimetri sopra le strisce, con ombre leggere coerenti con la luce diurna. Maggiolino bianco originale ben visibile a sinistra. Logo Ensemble Keplero in alto.
leggo solo ora questo tuo post... altrimenti non avrei chiosato in quel modo il post precedente :p 

battute a parte: il mio discorso era ovviamente rivolto a certi orrori che vogliono "stupire" o concepiti solo per acchiappare il pubblico pop... non odio affatto la contaminazione in generale, altrimenti nel 1996 non avrei mai comprato il primo cd degli Apocalyptika con le cover dei Metallica :=))

complimenti per il tuo progetto "pop"... e grazie per l'invito: ero un assiduo frequentatore delle "notti dei musei" e dei "musei in musica" e nel corso degli anni ho assistito a concerti, più o meno piccoli, davvero eccellenti, come ad esempio uno a palazzo altemps con canti del barocco napoletano...

purtroppo non abitando più a roma da qualche anno, pur non essendo lontanissimo, è diventato impossibile presenziare a questa tipologia di serate che coniugano musica e arte da me molto amate :(

ovviamente se hai un link per ascoltare qualcosa online di questo tuo progetto ti invito a postarlo... anche dopo il concerto se vuoi "preservare" l'effetto sorpresa prima dell'esibizione :beer:

Achab77

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Ma no, figurati! Io sono d'accordissimo con il tuo post e ti assicuro che l'autopromozione per questo piccolo evento non voleva sconfessare quello che hai scritto, anzi!
Ti rispondo appena riemergo da questo periodo incasinato, grazie intanto per lo scambio  :beer:

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