in un torrido pomeriggio a lisbona, nel giugno 1996, cercai scampo nel
museu nacional de arte antigagià dal nome della via nel quale è situato il museo (rua das janelas verdes, ovvero via delle finestre verdi), avrei dovuto attendermi qualcosa che poi, immancabilmente, ho trovato all'interno: una semi oscurità portatrice di fresco ed una certa aria di inquietudine
il '600, secolo d'oro sia per i fiamminghi che per i portoghesi, era ovunque ed è ovunque in lisbona ma, dentro quel museo, la ridondanza manuelina del moisterio dos jeronimos o l'orpello arzigogolato di certi arabeschi, non riusciva ad entrare
ma, fondamentalmente, il '600 me lo immagino così: un secolo di fortissime luci e, conseguentemente, di fortissime ombre
chiunque si trovi a vedere una mostra sui fiamminghi, può capirlo
il pittore che creò il quadro che mi ha lasciato sbigottito non è, però, un pittore seicentesco ma un pittore quattro-cinquecentesco
un fiammingo nato a cavallo fra il secolo delle prime scoperte geografiche extraeuropee, che ebbe la sua maturazione durante i primi subbugli nella germania e fiandre
protoprotestante, e che morì solo qualche anno prima della battaglia di mulhausen fra l'armata degli straccioni di muntzer ed i principi tedeschi fedeli alla chiesa romana
anche se lutero tradì le istanze protestanti, e le sue stesse 95 tesi
affisse a worms, il periodo a cavallo fra '400 e '500 fu estremamente tumultuoso, dal punto di vista della tenuta della fede cattolica e dell'unione fra chi credeva ed un clero corrotto, malato, infetto
in realtà, però, l'oscurità del museo era perfetta per il quadro, anzi, il trittico, che mi ha in un certo senso cambiato la percezione della pittura: IL TRITTICO DELLE TENTAZIONI DI SANT'ANTONIO di HYERONIMUS BOSCH

io credo che la caratteristica sconcertante della pittura di bosch è che, nonostante tutta la costruzione estremamente fisica della sua pittura e la profusione di realismo, sin dall'inizio della sua opera il fiammingo si sforza a esprimere l'immateriale, l'etereo, il divino
le depravazioni dell'uomo, e soprattutto del clero, presenti nei suoi quadri e soprattutto nel trittico di sant'antonio, sono una critica accesa, sfacciata, tagliente ed irriverente ad una laguna infestata del bianco dei sepolcri e che puzza di morte, talmente tanto da distogliere da qualsiasi odore di incenso per quanto la chiesa si sforzi di bruciarne
un genio
assoluto
basta vedere alcuni particolari del trittico

cristo scende dalla croce e s'affaccia per vedere lo scempio



il tavolo dei lussuriosi
http://it.wikipedia.org/wiki/Trittico_delle_Tentazioni_di_sant%27Antonio