http://www.scienceplusfiction.org/dal vostro inviato a Trieste

quattro pomeriggi (iniziati ieri) di film non-stop, e già mi scappa la recensione
Cold Souls è l'opera prima di Sophie Barthes (regia e sceneggiatura), francese cresciuta in Sud America e con gli studi accademici a New York.
Commedia filosofica che obbliga a pensare "ma se non fosse già stato fatto
Eternal Sunshine?" - riferimento obbligato, sì, ma film ben diversi. Cold Souls, rispetto all'altro, ha più il gusto dell'ironia paradossale ed è meno
dickiano.
Paul Giamatti interpreta se stesso: un attore protagonista che personaggio principale non può essere - e mai sarà dato di vedere recitazione migliore della sua. Anche troppo bravo, in effetti, perché se durante il film mi trovo a pensare "ma ho mai visto nessuno recitare così?", di fatto mi sto distraendo dalla proiezione.
5 stelline, quindi il massimo (il pubblico è chiamato a votare all'uscita dalle proiezioni; i voti vanno da 1 a 5), anche se si vede che è un'opera prima, nel senso che dentro vuole esserci un sacco di roba - e allora la metanarrazione alla
Ladro di Orchidee finisce per essere solo in Paul Giamatti che fa Chekhov, ed
Eternal Sunshine solo nel treno per Brighton Beach, e i Monty Python solo nelle contrattazioni per gli impianti/espianti delle anime. Però sta tutto insieme che è una bellezza per gli occhi e per il cuore.
Uno di quei film che se li intercetti da adolescente ti tracciano la rotta per il resto della vita, ecco.