Lazio nuoto a rischio

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Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #100 il: 15 Set 2021, 22:43 »
https://www.sololalazio.it/2021/09/15/lazio-pallanuoto-riassegnato-limpianto-di-garbatella/

Vicenda abbastanza clamorosa. Di cui si parla molto meno di quando si dovrebbe.
Gestione del tutto inadeguata del bene pubblico, sulla quale sarebbe necessario un approfondimento da parte dell’Autorità inquirente.

Offline radar

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9073
Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #101 il: 24 Dic 2021, 12:22 »
si torna in acqua!


Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #102 il: 24 Dic 2021, 12:32 »
si torna in acqua!



li hanno sgomberati i nuovi gestori?

Offline radar

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9073
Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #103 il: 28 Dic 2021, 09:27 »
Purtroppo il rientro previsto per ieri era un falso allarme, la storia non è ancora finita



Offline radar

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9073
Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #104 il: 31 Dic 2021, 08:50 »
La Lazio Nuoto torna a casa: sua la piscina alla Garbatella (il Messaggero)

LA STORIA

Poco prima di volgere al termine, il 2021 saluta la Lazio Nuoto con un regalo difficile da dimenticare. La piscina comunale di Viale Giustiniano Imperatore, alla Garbatella, è da ieri tornata in possesso del club biancoceleste, il quale l'ha gestita per trentaquattro anni prima che nel 2019 venisse messa a bando e assegnata tra le proteste alla società Maximo. Dopo una lunga battaglia legale, la sentenza del Consiglio di Stato ha sancito la vittoria della Lazio. E così, alle 11 di ieri, davanti ai cancelli chiusi c'erano tutti: i rappresentanti del club biancoceleste, della Maximo e del Comune. Dopo la lettura dell'atto, si è proceduto con la verifica degli ambienti della piscina; dalla vasca agli spogliatoi, passando al magazzino e agli ambienti più nascosti, per accertarsi che fosse tutto in regola all'avvicendarsi dei gestori. Il rientro della Lazio alla Garbatella era stato comunque posticipato: lo scorso 27 dicembre, data fissata per la riconsegna delle chiavi, di fronte all'impianto non si era presentato nessun delegato di Maximo. Al che, il Dipartimento Sport di Roma Capitale aveva indicato il 30 dicembre come data definitiva per la riconsegna della piscina. Alla fine si è tutto svolto pacificamente e non è stato necessario il ricorso alla forza pubblica.
«C'è grande gioia afferma commosso Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto - Torniamo in quella che è stata la nostra casa per più di tre decenni, e che ci era stata tolta con un'operazione giustamente molto criticata. Sono grato all'amministrazione recente per aver esaminato il reale interesse pubblico». Ora che bisogna riprogrammare tutta l'attività, l'avvio sarà complicato: «Ci sono delle riparazioni urgenti da eseguire all'impianto termico, un problema grosso per il quale mi auguro che troveremo un accordo col Comune». Non solo: per tutti quegli utenti che hanno pagato per dei corsi di cui non hanno usufruito «bisognerà individuare una soluzione, d'intesa con la società Maximo», aggiunge Moroli. Ora più che mai serve essere propositivi, e man mano che la piscina tornerà in funzione e tutti gli adempimenti burocratici saranno conclusi, la Lazio «ha l'intenzione di rilanciare l'impianto con una serie di novità molto interessanti che verranno illustrate nelle prossime settimane».
GLI SCONFITTI
Per una Lazio Nuoto che esulta, c'è una Maximo che piange. «È una giornata amara», dichiara Roberto Ferracuti, delegato dal presidente della società a restituire le chiavi della piscina. «Il mio pensiero va ai nostri utenti, quelle mille persone che prima della pandemia erano addirittura millecinquecento. Non so se la Lazio riuscirà a fornire loro servizi adeguati». Ai fruitori della piscina dedica un pensiero anche Claudio Sebastianutti, coach della prima squadra della Lazio Nuoto: «Due cambi di gestione, più il Covid, non sono facili da digerire. Spero che si riparta il prima possibile per salvaguardare tutti i corsi». Chissà se l'aver ripreso possesso di una piscina così carica di storia darà alla prima squadra biancoceleste la spinta per uscire dalle sabbie mobili della Serie A1.
Giacomo Rossetti


(Corriere dello Sport)
ROMA - La Lazio Nuoto torna ufficialmente in possesso della piscina di Viale Giustiniano Imperatore. Ieri mattina, alla presenza dei rappresentati istituzionali del municipio, il presidente della società biancoceleste Massimo Moroli ha ricevuto da un delegato della Maximo Ostiense (precedente assegnataria) le chiavi dell’impianto della Garbatella.
Verso le ore 11 sono state aperte le porte, poi le parti hanno proceduto al disbrigo delle formalità burocratiche. Successivamente è stato svolto un sopralluogo all’interno della struttura.
Si chiude, almeno per il momento, una vicenda che dura ormai da tre anni. La Lazio Nuoto, dopo l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato, ha ottenuto ragione delle proprie istanze avverso l’operato del Comune di Roma, che aveva rimesso a gara l’impianto senza tener conto del valore sociale del lavoro portato avanti dai biancocelesti dal 1986 in quella zona. La Maximo sta a sua volta procedendo a tutela dei propri diritti con ulteriori azioni legali, ma nel frattempo la Lazio Nuoto può ora riprendere le proprie attività.

(il Tempo)


Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #105 il: 31 Dic 2021, 10:33 »
 :since
Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #106 il: 31 Dic 2021, 13:20 »
Finalmente
Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #107 il: 31 Dic 2021, 13:36 »
Messo un punto. Adesso, in un posto normale, la procura della corte dei conti dovrebbe verificare se Frongia e la Raggi abbiano  agito con colpa grave.
Questa storia, non so se è chiaro, è allucinante.

Offline cisky70

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Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #108 il: 01 Gen 2022, 00:40 »
Messo un punto. Adesso, in un posto normale, la procura della corte dei conti dovrebbe verificare se Frongia e la Raggi abbiano  agito con colpa grave.
Questa storia, non so se è chiaro, è allucinante.
Confermo. Allucinante ai limiti della realtà.

Offline gigiazzo

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Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #109 il: 02 Feb 2022, 22:50 »
La Lazio ha riaperto l'impianto questa settimana. Ci sono state molte difficoltà tecniche e burocratiche favorite, pare, dall'ostruzionismo messo in atto dalla precedente gestione. Mancano ancora le bandiere, le coppe, i nostri colori, ma finalmente siamo tornati a casa. Ovviamente spiaze per Frongia (che gongolava a ogni decisione contro la Lazio) per Diario e per tutti coloro che hanno determinato questa vicenda scellerata.
Re:Lazio nuoto a rischio
« Risposta #110 il: 14 Mar 2022, 08:11 »
Garbatella, piscina in crisi: «Così non andiamo avanti» (il Messaggero)

LA STORIA

«Ci stiamo avviando verso un burrone. E come noi tante altre realtà italiane». L'immagine che ci mette davanti Massimo Moroli, presidente della Ss Lazio nuoto è inquietante. E fa ancora più effetto pensare che la società biancoceleste è tornata nel suo impianto di Garbatella dopo un percorso lungo che ha portato alla riassegnazione della struttura solo lo scorso dicembre. Dopo le chiusure imposte per via della pandemia, l'impennata vertiginosa dei costi delle bollette sta mettendo in ginocchio tutti gli imprenditori del settore. In particolare, come sottolinea lo stesso Moroli, chi «gestisce società dilettantistiche». Bilanci alla mano è inquietante notare come il segno meno sia preponderante. «Gas, luce e acqua ci stanno mettendo in ginocchio. Impensabile continuare a sostenere certi costi» rimarca. Ed effettivamente, sempre guardando i costi di gestioni, quelle di energia gas e acqua solo le voci preponderanti. «Facendo un rapido conto, se si dovesse continuare su questi livelli, alla fine dell'anno possiamo tranquillamente contare 200 mila euro in più di uscite. Ma come si possono sostenere certi costi?». I conti sono presto fatti. «Se lei immagina una piscina deve considerare che il riscaldamento è la spesa più grande. Dobbiamo tenere l'acqua costantemente a 30 gradi e poi mantenere una temperatura calda anche all'interno di tutti i locali. I nostri atleti d'inverno sono in costume. E poi le docce e gli spogliatoi. Siamo passati da un costo di circa 0,26 al metro cubo a 0,80 centesimi. Questo vuol dire che se prima spendevamo 7 mila euro di gas ora ne spendiamo circa 22 mila. Qui parliamo di un salto di 15 mila euro. E lo stesso vale per la luce e l'acqua che in proporzione è aumentata meno ma per chi come noi gestisce una piscina è un bene essenziale». E tutto questo a fronte di introiti che sono rimasti invariati. «Anzi ad essere onesti sono diminuiti. Noi stiamo ancora scontando i voucher del periodo del Covid. E poi bisogna considerare che siamo obbligati a fare delle tariffe comunali e non possiamo alzare in maniera indiscriminata i prezzi». Una situazione che stringe le società in un vicolo cieco: «Noi attualmente abbiamo il 50% degli iscritti. Eppure quando abbiamo salvato la piscina, caricandoci sulle spalle un canone aumentato di 5 volte rispetto al passato, avevamo generato iscritti e grande entusiasmo».
LA VIA D'USCITA
Ecco perché in molti si è insinuata l'idea della chiusura. Uno spettro che però vogliono cercare di allontanare il più possibile perché, come rimarca ancora Moroli, «la politica e le amministrazioni locali devono intervenire per aiutarci». Bene ma in che modo? Un'idea il presidente della Lazio nuoto lo ha già individuato: «Un passo importante lo si farebbe togliendoci l'Iva e poi facendo in modo che a chi come noi fa un servizio pubblico vengano applicate delle tariffe su acqua, gas e luce calmierate. Un po' come si fa per esempio con le manifatture tessili da esportazione». Questa potrebbe essere la soluzione a tutti i mali? «No, certo ma di sicuro ci darebbe una grandissima mano. Lo sport deve avere più considerazione. O meglio è lo sport di base che deve avere un suolo più importante all'interno del nostro paese. Siamo noi dilettanti che formiamo i campioni di domani».
Emiliano Bernardini
 

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