'azzo, la filosofia non se ne occupa?
E secondo te gnoseologia ed epistemologia de che parlano? scommesse sportive?
E se si occupa di "altro" mi spieghi secondo te la filosofia di cosa si occupa?
Rispetto alle sicurezze invece:
in realtà separi in due persone distinte aspetti che coesistono nella stessa persona.
E infatti, come dicevo diverse pagine fa, una ti serve per guardare il mondo, l'altra per camminare.
La scienza ci consegna un ottimo metodo per osservare il mondo circostante, per descrivere come la realtà è, per avere certezze in tal senso.
Questa scoperta porta con se anche terrore, ansia, angoscia. Quale essere umano può dirsene privo?
E qui arriva l'altra sicurezza che aiuta ad affrontare il terrore, l'ansia e l'angoscia prodotte dal Reale e ci consegna invece la convinzione di poterlo trasformare andando oltre il dato di fatto.
Non a caso chi oggi ne è privo è in balia di sé e degli eventi ed è a mio avviso ben rappresentato da chi vota Salvini. Terrorizzato, angosciato, pieno di ansie per un futuro negato, sottratto.
Se il mondo è quel che vedo attorno a me e non c'è possibilità di redenzione (né politica né religiosa) l'unica alternativa è ringhiare a qualcunque estraneo si avvicini.
Ma cos'è il futuro negato se non l'impossibilità di individuare una prospettiva che vada oltre il presente e i suoi problemi?
La fede in Dio non è certo la mia risposta, ma occorre comprendere cosa in quella fede è stato ed è socialmente necessario, tanto a cambiare il mondo che a mantenerlo com'è (la religione nella storia ha significato ambedue le cose).
La fisiologia del pensiero umano è un importante contributo in termini di "descrizione del reale" (la prima sicurezza), tanto che i suoi traguardi sono utilizzati, anche da molti filosofi, per comprendere il funzionamento del pensiero umano.
Per quanto necessaria resta tuttavia insufficiente perché non andando oltre la "descrizione del reale" rischia di confondere causa ed effetto o di stabilire un flusso causale univoco tra fisiologia e comportamento umano laddove invece c'è una dialettica.
La fisiologia del pensiero umano non offre una prospettiva che va oltre questo reale, al massimo individua qual'è l'equilibrio al suo interno. Ed è assolutamente giusto che sia così, mica per questo è un qualcosa di reazionario.
Lo diventa se si ritiene che debba dare risposte che vadano oltre la "descrizione del reale".
Risposte che invece riguardano l'altro elemento del pensiero umano che io più che metafisica definirei "ontologia del non-ancora", riprendendo Bloch (e qui probabilmente divergo da sobolev, che mi sembra più vicino ad un lukacs come concezione) e che fino ad oggi sono state date dalla metafisica.
Comprenderne e rispettarne il ruolo, il peso, la rilevanza non significa rispettare ogni divieto conservatore e oscurantista delle specifiche religioni.
Esattamente come non lo è apprezzare l'arte sopraffina di una chiesa o di una moschea.