9 novembre 1989: rinasce la libertà a Berlino Est.

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Offline FatDanny

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Re:9 novembre 1989: rinasce la libertà a Berlino Est.
« Risposta #40 il: 07 Lug 2020, 14:18 »
in merito all'argomento della discussione consiglio il Potere temporaneo di Ricciardi, libro uscito lo scorso anno con Meltemi.
In particolare il primo capitolo, "l'enigma democratico", si sofferma in modo particolare sulla questione che stiamo discutendo.
Ciò che rende particolarmente ostico per i liberali il concetto di democrazia (e per opposto di dittatura) in Marx è che per carletto la democrazia non può essere racchiusa in un sistema formale.
Più esplicitamente, rifiutando il concetto hegeliano di popolo (e quindi di Stato) come unità idealistica, secondo Marx il potere - democratico o meno - non può che essere espressione di un soggetto concreto e della sua capacità di esercitarlo. Ed evidentemente ai suoi tempi così come oggi questo potere non è certo in mano alla maggioranza dei cittadini.

Perché il potere sia democratico non serve - solo - un quadro giuridico coerente (es. le elezioni), ma che sul piano storico e politico la maggioranza sia attiva.
Finché ad essere concretamente attiva è una minoranza attraverso lo Stato si deve necessariamente parlare di dittatura. E sempre per questo il comunismo per Marx coincide con l'abolizione dello Stato che perderebbe a quel punto la sua funzione storica "dittatoriale" in cui una parte decide per tutti.
Quando Marx dice che il comunismo non può affermarsi immediatamente e deve necessariamente passare per una fase che chiama "dittatura del proletariato" sta dicendo che per quanto possa esserci un processo politicosociale rivoluzionario non può immediatamente abbattere lo Stato e istituire una società di eguali, perché le forme culturali, economiche e politiche vigenti nella società lo impedirebbero. Occorre quindi passare per una fase simile a quella precedente (la democrazia liberale) ma rovesciata in termini di rapporti di forza, cosa che dovrebbe consentire di mutare le forme culturali, economiche e politiche in modo da rendere possibile la progressiva estinzione dello Stato.
Il passaggio della "dittatura del proletariato" non è un sotterfugio dispotico, ma una lettura consapevole di quanto il passaggio ad una società diversa da quella vigente possa essere difficile.


1) Per questo Marx è così restio a delineare esplicitamente una forma di governo "comunista". Perché nella sua concezione è semplicemente impossibile definire astrattamente un regime realmente democratico, nella misura in cui è la combinazione di forma e sostanza e non la sola forma a poter determinare un governo.
Quindi la definizione di qualsiasi forma apparentemente democratica potrebbe essere ampiamente smentita dalla sostanza (come in effetti poi è stato, ad esempio nella degenerazione del socialismo reale).

2) Quindi Marx immagina una forma estrema di democrazia diretta come unica possibilità realmente democratica? No, per quanto la democrazia diretta abbia un ruolo importante Marx non esclude affatto deleghe e organi rappresentatitivi.
Ma il punto fondamentale è di abbinare sempre al concetto di democrazia e di regole democratiche quello di sostanza e quindi alla sua intrinseca temporaneità. Un sistema è democratico quando e fino a che effettivamente la maggioranza della cittadinanza detiene un ruolo attivo nella determinazione degli eventi.
Se la cittadinanza può votare ma subisce l'egemonia culturale, politica ed economica di una parte che opera per i suoi interessi particolari non si può parlare di democrazia, ma di dittatura.
La democrazia va alimentata continuamente o tende a deperire a favore del potere burocratico istituzionalizzato.

Marx è tra le figure più democratiche dei suoi tempi, di inaudità radicalità, cosa che rende grottesco il modo con cui è stato successivamente distorto il suo pensiero.

Offline FatDanny

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23851
Re:9 novembre 1989: rinasce la libertà a Berlino Est.
« Risposta #41 il: 20 Lug 2020, 13:07 »
ulteriore consiglio di lettura, soprattutto per carib che è molto attento ai temi trattati in esso:
consiglio il saggio Individui emancipati in una società emancipata. L'affresco marxiano della società postcapitalistica nei Grundrisse di Iring Fetscher, presente nella raccolta "I Grundrisse di Karl Marx" curata da Marcello Musto una decina di anni fa (edizioni ETS).

Uno dei pochi passaggi prefigurativi di tutta la produzione marxiana, decisamente in contrasto con molti dei luoghi comuni vigenti anche sulla visione dell' "umano" e della sua emancipazione.

Offline carib

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Re:9 novembre 1989: rinasce la libertà a Berlino Est.
« Risposta #42 il: 21 Lug 2020, 00:23 »
:beer:

Online Laziolubov

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URSS
« Risposta #43 il: 08 Ott 2021, 14:24 »
ho capito cosa intendi e condivido il concetto ma c'è un utilizzo improprio dei termini.
L'astrazione è soltanto quella che descrivi nel secondo caso. Da αφαίρεσις,  "trarre da", astrazione è il processo che isola un aspetto dalla complessità del reale per studiarne la forma pura. Senza rapporto col reale non c'è astrazione, quindi il tuo primo caso ipotizza una situazione che ci preclude l'uso corretto del termine.
La forza di gravità, l'attrito, il termine "animale", il termine "uomo" sono tutte astrazioni.
Nella realtà non esiste l'animale, esiste l'orso, la scimma, la formica, etc (a loro volta astrazioni, perché esiste QUELL'orso, QUELLA scimmia, QUELLA formica).
Così come non esiste l'uomo, ma esistono carib, Fatdanny, Vaz, etc.

Quella che invece tu delinei col primo caso è l'immaginazione, ossia la capacità di creare all'interno della propria mente, spesso spiegata in filosofia attraverso il sogno o le forme artistiche.

Sono ambedue proprietà della coscienza.
Anche in filosofia la questione è ben nota: laddove la coscienza perde il rapporto con la realtà (o più precisamente con le determinazioni del mondo) immaginazione e esperienza si confondono dando vita ad una falsa coscienza.

La scienza ha a lungo inseguito fenomeni che erano tutt'altro che quantificabili rigorosamente, ma sulla base di una semplice intuizione. Galileo è proprio un esempio di questo, così come molti altri.
Certo poi svilupparono un metodo per verificarlo nella realtà, ma non è affatto vero che questo è proprio del metodo scientifico. Non è che le altre forme del sapere si accontentano dell'enunciato.
Anche loro verificano l'attinenza della teoria al reale seppur non in forma di esperimento, il principio del presupposto posto hegeliano è esattamente una di queste forme.
Affermare questa demarcazione significa semplicemente non conoscere le modalità di verifica di altre forme del sapere. Anche perché lo stesso metodo scientifico viene proprio dalle forme di verifica sviluppate concettualmente dalla filosofia (di cui, come giustamente sottolinea Parisi, la Fisica è figlia).
Concordo con te che oggi spesso le altre forme di conoscenza si abbandonano al metodo matematico in modo risibile, ma qui stai rovesciando il rapporto: si abbandonano sfiorando il ridicolo perché il metodo matematico è stato elevato ad unico criterio di validazione dell'oggettività (cosa che si ritrova anche in questo tuo commento) costringendo le altre forme della conoscenza ad andare su esso per ottenere validazione.
Se si pensa che solo la scienza è oggettiva per via dei rapporti quantitativi precisi allora anche io sociologo dovrò trovare questi per poter dimostrare l'oggettività della mia teoria. è un vero e proprio impero epistemologico che andrebbe contestato all'origine, dimostrando che la scienza non è oggettiva come sostieni, ma è una forma particolare di astrazione che permette di rendere intellegibile un importante fetta del reale, quella relativa al mondo naturale (fisico, biologico, chimico, etc).

Quanto dici su nazismo e socialismo reale è una banalizzazione.
Al contrario in URSS il lavoro degli scienziati era esaltato (almeno fin quando non si opponeva alla volontà del regime), proprio perché confermava le tesi del materialismo. Ma anche nella germania nazista gli scienziati perseguitati lo erano perché si opponevano al regime, non certo per il loro lavoro visto che il nazismo finanziò la scienza in forme inedite rispetto al passato. Tanto che autori come Adorno passarono la loro vita a studiare questo rapporto tra pensiero illuminista, scienza e totalitarismo, arrivando al concetto di ragione strumentale (altra astrazione notevolmente utile per capire il '900).
vabbè io non ho la tua capacità di scrivere a lungo, dopo un po' mi rompo i colleoni. in ordine sparso, in URSS erano perseguitati gli scienziati e le teorie che non corrispondevano alla visione del mondo materialista perseguita, la relatività generale era boicottata e scienziati perseguitati nel vero senso della parola perché considerata idealista ecc. ci sono tonnellate di testimonianze da Landau in poi e in prima ecc. Galileo inizia con la misurazione della proporzione quadratica tra gli spazi percorsi da un grave lungo il piano inclinato e i tempi, misurando il tutto con un orologio ad acqua. In questo non ha bisogno di togliere l'attrito, ne ha bisogno per verificare intuitivamente che il grave tendeva a risalire alla stessa altezza di partenza, su un secondo piano inclinato posto in successione, qualunque sia l'inclinazione e questa tendenza era sempre più vera diminuendo l'attrito, per cui pur non potendolo fare completamente intuisce che in assenza di attrito, del piano e dell'aria) sarebbe risalito esattamente alla stessa altezza. Poi astrae il risultato immaginando che il piano orizzontale successivo a un piano inclinato sia un piano inclinato di angolo 0°. A questo punto il grave tenderebbe sempre a raggiungere l'altezza h di partenza del piano inclinato, ma non potendola mai raggiungere estrapola il pensiero che continuerebbe per sempre il suo moto in assenza di attrito. Quindi, misura, osservazione, astrazione, intuizione, estrapolazione portano al principio di inerzia, riverificato in seguito innumerevoli volte con la massima precisione possibile e quindi assunto a legge fisica.
Non bastano i numeri ci vogliono le grandezze fisiche misurabili le interazioni fra loro (leggi fisico matematiche )  risultati ulteriori previsti, controllo sperimentale/osservativo delle basi e dei risultati previsti, questo ti permette di capire dove l'errore è dovuto allo strumento di misura oppure come nel caso del perielio di mercurio alle condizioni al contorno o alla fallacia della teoria in quelle determinate condizioni. Se vuoi mandare un satellite in orbita ti bastano le leggi di newton se vuoi che il GPS funzioni a risoluzione dei pochi metri ti servono correzioni date dalla relatività generale, il tutto balla sulle cifre decimali che vuoi raggiungere.
Non basta ricavare numeri a caso devi ricavare le grandezze relative a quei numeri e le relazioni matematiche fra quelle grandezze prevedere risultati e verificarli. Nessuna attività non propriamente scientifica può fare questo, il che non vuol dire che non possa fare altro.
Piccolo esempio dei numeri in gioco, il muone è tipo un elettrone circa 200 volte più pesante che libero decade in due milionesimi di secondo. La teoria prevede che abbia momento magnetico 2 in condizioni imperturbate ma dal momento che anche il vuoto più assoluto contiene particelle possiamo calcolarci l'effetto di queste particelle che non sono particelle reali ma che hanno, attingendo ad altre teorie tipo l'elettromagnetismo il principio di indeterminazione, l'effetto casimir la teoria quantistica dei campi ecc. un effetto misurabile che portano a un valore del momento magnetico leggermente inferiore a due. Dato il valore fornito dalla teoria si fanno esperimenti con i grandi acceleratori che sono in grado di avere una precisione di 100 parti su miliardo e si è trovata un'anomalia cioè un valore di discrepanza delle misure rispetto alla teoria di quell'ordine di grandezza. Si è trovata? beh gli esperimenti devono fornire anche il margine di errore cioè la probabilità che non sia una fluttuazione statistica ma un valore vero misurato e combinando i risultati di diversi esperimenti di punta stiamo a sigma=4,2 cioè la probabilità che sia un falso allarme è 1/40.000. Ma i fisici non si accontentano per dichiarare un risultato "vero" per convenzione si deve arrivare a sigma 5 cioè 1 probabilità su 3 milioni e mezzo che sia un errore di misura.
Se ci fosse questa discrepanza ci sarebbe in mezzo della nuova fisica, cioè per esempio un secondo bosone di Higgs ecc. e la teoria non andrebbe buttata ma modificata.
Ricapitolando, nella fisica moderna c'è una teoria confermata da milioni e milioni di esperimenti che andrebbe modificata in parte, se una particella che vive due milionesimi di secondo presentasse una sua certa caratteristica differente in 100 parti su miliardo da quella prevista, facendo esperimenti che richiedono una esclusione di un errore casuale con una probabilità su tre milioni e mezzo.
Questo è un esempio di fisica ed è "leggermente" diverso dal modo di operare di altre discipline, non meglio o peggio, diverso. La fisica non si occupa della psicologia delle masse, la psicologia o la sociologia o quello che sono non si occupano del muone. I campi di applicazione sono differenti i metodi sono differenti, uno è scientifico l'altro no

Offline FatDanny

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Re:URSS
« Risposta #44 il: 08 Ott 2021, 15:14 »

Per onestà devo dire che io ho portato solo le impressioni di persone con cui ho parlato direttamente o voci di persone di cui mi fido. Ma per vie indirette so di posti di lavoro in cui si sta creando la frattura tra grenpass e no greenpass, certo guarda caso riguardano posti poco o nulla sindacalizzati ma anche quì non posso per correttezza assurgere il dato a valore ampio ed esteso, tra l'altro, nota di colore, uso No greenpass perchè un mio collega vaccinato, sta dicendo a destra e a manca che a lui se gli chiedono il greenpass non lo mostrerà, ora lo sta facendo veder a tutti ma dice che al lavoro si rifiuterà di farlo vede per principio dal 15 ottobre se glielo chiederanno. Nota di colore a parte, a mio avviso dovrebbe far riflettere che le critiche al GP provengano anche da persone vaccinate e che sono convintissime dell'efficacia del vaccino.


perché in determinati posti di lavoro (es. i portuali di genova) la rigidità sul GP in rapporto al lassismo sulle misure basilari di sicurezza viene vista come una vera e propria provocazione.
In tal caso mi sembra evidente che la questione non sia il GP, ma l'assenza di misure di sicurezza.
E quindi mi pare ovvio che i sindacati invece di fare la "ramanzina" agli iscritti capiscono la ragione del loro rifiuto, vaccinati o meno.

...

Sulla relatività generale perseguita in URSS perché non coerente col materialismo è una vera e propria fake, dovuta purtroppo ad una narrazione del socialismo reale risibile.
Il che non significa che l'URSS non fosse interessata da una repressione micidiale, ma in occidente girarono e girano ancora oggi vere e proprie favole (tra cui questa).
E fa specie che un sacco di gente istruita di oggi se le beve in tutta tranquillità, senza verificarle minimamente perché coerenti con la rappresentazione monolitica dei sovietici, imbevuti di ideologia a differenza dei liberi occidentali. :lol:
Se c'è un settore in cui i sovietici avevano una discreta libertà di azione questa è proprio la scienza.
Landau è proprio l'esempio corretto: non venne mica arrestato per i suoi studi, ma perché fiero oppositore del regime staliniano. Il problema era politico, non teorico. tanto che un anno dopo era di nuovo ad insegnare.
E comunque anche volendo vedere il problema teorico era epistemologico e non fisico.
Non era la teoria di Einstein a essere in antitesi al materialismo, ma il relativismo che alcuni filosofi della scienza ne avevano conseguito. Quello era fonte di polemiche in URSS, non la relatività di Einstein.

Sull'esempio di fisica da te apportato ci sono libri notevoli volti proprio a dimostrare come lo scienziato, nella realtà dei fatti, si muove esattamente all'inverso di quanto ritiene di fare lo scienziato stesso (te compreso), ma non ho tempo ora di riprendere quegli esempi come fatto in passato. Ricito soltanto i loro autori: Lakatos e Kuhn, in particolare l'esempio del pianeta bizzoso.
O Kuhn nel descrivere come la ricerca pensa di svolgersi e come poi si svolge davvero.

infine nell'esempio dimostri esattamente quel che si continua a non cogliere del discorso di Parisi.
Non è che se usi la formula "diverso", che sembra quasi una forma di bon ton verso altre discipline, allora non restituisci l'idea che la scienza studia l'oggetto e il resto del sapere è più "impreciso" perché guardate quanta precisione c'è nella fisica "leggermente" diversa da quella in altre materie.

Certo che c'è una differenza, ma è nell'oggetto della conoscenza più che nel metodo.
Le leggi fisiche, chimiche, biologiche tendono a cambiare moooolto lentamente o non cambiare affatto.
Sono legate ad ere geologiche o all'intera vita del pianeta. Ciò implica la possibilità di concettualizzarle in un modo che privilegia il rapporto fisso nell'astrazione. Quindi la ripetizione ha molto senso nel metodo di indagine.
le leggi sociali, economiche, psicologiche cambiano invece con la civiltà, nel tempo e nello spazio, cosa che rende poco utile un rapporto fisso, che anzi - come spesso accade - rischia di rendere astorico ciò che è storico (vedi le baggianate sull'homo oeconomicus, sull'egoismo umano, l'utilitarismo, etc).
La precisione di una teoria non è data da quante volte viene ripetuta la verifica ma dal riscontro che ha nel reale. Riscontro che può avvenire in mille modi.
Qual'è l'importanza di questa precisazione? è concettuale, anzi direi di approccio.
Nel tuo approccio appare evidente che tu vedi un mondo in cui "trovi/scopri" delle cose (il muone, l'elettrone, il protone) che in questo mondo esistono come tali.
Io ti dico che invece TU le rendi tali. Il che non significa che non esistono all'infuori di noi. Il pappagallo esiste lo stesso in quanto essere vivente che vola, mangia e caca anche prima che l'uomo lo concettualizzi, ma diviene pappagallo, collocato in una mappa, tramite l'astrazione pappagallo.

Questa astrazione avviene perché ci è utile a qualcosa: gli animali sono stati catalogati in specie per ragioni di caccia e allevamento. Senza tali ragioni sarebbero rimasti "animali".
Non è vero che sia la differenza a generale la distinzione. Ci sono differenze macroscopiche che non generano distinzioni. Si distingue per differenziare l'azione in rapporto alla cosa.
Esattamente come la terra resta "terra" genericamente intesa fino a che non c'è l'esigenza di astrarre la sua composizione per ragioni agricole o edilizie. L'ippopotamo, il silicio, il maestrale, gli elettroni e i muoni sono stati scoperti nel momento in cui per qualche ragione la società umana ha avuto la necessità di astrarre, ossia di focalizzarsi su quello specifico, ad uno scopo (mangiare, navigare, costruire, comporre utensili o meccanismi più avanzati).

La scienza non è dunque l'approfondimento della realtà oggettiva per come è, ma la concettualizzazione del mondo per come serve in quel momento e in quel luogo all'essere umano.
Ma questa cosa si perde perché il metodo scientifico tende a restituire un'illusione di oggettività assoluta progressiva. Ossia una scoperta del mondo oggettivo, per come é, che pian piano si compie invece di una rappresentazione dell'essere umano che, in quanto tale, fa riferimento allo specifico momento di colui che rappresenta.


Online Laziolubov

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2359
Re:URSS
« Risposta #45 il: 08 Ott 2021, 15:51 »
perché in determinati posti di lavoro (es. i portuali di genova) la rigidità sul GP in rapporto al lassismo sulle misure basilari di sicurezza viene vista come una vera e propria provocazione.
In tal caso mi sembra evidente che la questione non sia il GP, ma l'assenza di misure di sicurezza.
E quindi mi pare ovvio che i sindacati invece di fare la "ramanzina" agli iscritti capiscono la ragione del loro rifiuto, vaccinati o meno.

Sulla relatività generale perseguita in URSS perché non coerente col materialismo è una vera e propria fake, dovuta purtroppo ad una narrazione del socialismo reale risibile.
Il che non significa che l'URSS non fosse interessata da una repressione micidiale, ma in occidente girarono e girano ancora oggi vere e proprie favole (tra cui questa).
E fa specie che un sacco di gente istruita di oggi se le beve in tutta tranquillità, senza verificarle minimamente perché coerenti con la rappresentazione monolitica dei sovietici, imbevuti di ideologia a differenza dei liberi occidentali. :lol:
Se c'è un settore in cui i sovietici avevano una discreta libertà di azione questa è proprio la scienza.
Landau è proprio l'esempio corretto: non venne mica arrestato per i suoi studi, ma perché fiero oppositore del regime staliniano. Il problema era politico, non teorico. tanto che un anno dopo era di nuovo ad insegnare.
E comunque anche volendo vedere il problema teorico era epistemologico e non fisico.
Non era la teoria di Einstein a essere in antitesi al materialismo, ma il relativismo che alcuni filosofi della scienza ne avevano conseguito. Quello era fonte di polemiche in URSS, non la relatività di Einstein.

Sull'esempio di fisica da te apportato ci sono libri notevoli volti proprio a dimostrare come lo scienziato, nella realtà dei fatti, si muove esattamente all'inverso di quanto ritiene di fare lo scienziato stesso (te compreso), ma non ho tempo ora di riprendere quegli esempi come fatto in passato. Ricito soltanto i loro autori: Lakatos e Kuhn, in particolare l'esempio del pianeta bizzoso.
O Kuhn nel descrivere come la ricerca pensa di svolgersi e come poi si svolge davvero.

infine nell'esempio dimostri esattamente quel che si continua a non cogliere del discorso di Parisi.
Non è che se usi la formula "diverso", che sembra quasi una forma di bon ton verso altre discipline, allora non restituisci l'idea che la scienza studia l'oggetto e il resto del sapere è più "impreciso" perché guardate quanta precisione c'è nella fisica "leggermente" diversa da quella in altre materie.

Certo che c'è una differenza, ma è nell'oggetto della conoscenza più che nel metodo.
Le leggi fisiche, chimiche, biologiche tendono a cambiare moooolto lentamente o non cambiare affatto.
Sono legate ad ere geologiche o all'intera vita del pianeta. Ciò implica la possibilità di concettualizzarle in un modo che privilegia il rapporto fisso nell'astrazione. Quindi la ripetizione ha molto senso nel metodo di indagine.
le leggi sociali, economiche, psicologiche cambiano invece con la civiltà, nel tempo e nello spazio, cosa che rende poco utile un rapporto fisso, che anzi - come spesso accade - rischia di rendere astorico ciò che è storico (vedi le baggianate sull'homo oeconomicus, sull'egoismo umano, l'utilitarismo, etc).
La precisione di una teoria non è data da quante volte viene ripetuta la verifica ma dal riscontro che ha nel reale. Riscontro che può avvenire in mille modi.
Qual'è l'importanza di questa precisazione? è concettuale, anzi direi di approccio.
Nel tuo approccio appare evidente che tu vedi un mondo in cui "trovi/scopri" delle cose (il muone, l'elettrone, il protone) che in questo mondo esistono come tali.
Io ti dico che invece TU le rendi tali. Il che non significa che non esistono all'infuori di noi. Il pappagallo esiste lo stesso in quanto essere vivente che vola, mangia e caca anche prima che l'uomo lo concettualizzi, ma diviene pappagallo, collocato in una mappa, tramite l'astrazione pappagallo.

Questa astrazione avviene perché ci è utile a qualcosa: gli animali sono stati catalogati in specie per ragioni di caccia e allevamento. Senza tali ragioni sarebbero rimasti "animali".
Non è vero che sia la differenza a generale la distinzione. Ci sono differenze macroscopiche che non generano distinzioni. Si distingue per differenziare l'azione in rapporto alla cosa.
Esattamente come la terra resta "terra" genericamente intesa fino a che non c'è l'esigenza di astrarre la sua composizione per ragioni agricole o edilizie. L'ippopotamo, il silicio, il maestrale, gli elettroni e i muoni sono stati scoperti nel momento in cui per qualche ragione la società umana ha avuto la necessità di astrarre, ossia di focalizzarsi su quello specifico, ad uno scopo (mangiare, navigare, costruire, comporre utensili o meccanismi più avanzati).

La scienza non è dunque l'approfondimento della realtà oggettiva per come è, ma la concettualizzazione del mondo per come serve in quel momento e in quel luogo all'essere umano.
Ma questa cosa si perde perché il metodo scientifico tende a restituire un'illusione di oggettività assoluta progressiva. Ossia una scoperta del mondo oggettivo, per come é, che pian piano si compie invece di una rappresentazione dell'essere umano che, in quanto tale, fa riferimento allo specifico momento di colui che rappresenta.
vabbè sulla fake chiudiamo qui come se ci fosse una sola testimonianza su questo come se le conseguenze cosmologiche della RG unita all'osservazione dell'universo in espansione e quindi dell'esistenza di un Big Bang non fossero state osteggiate perché simili a una creazione. E fa specie che un sacco di gente istruita ripeta quello che ideologicamente gli sembra bello senza studiare il problema: https://matematica.unibocconi.it/sites/default/files/Stalin_Big%20Bang_ITA.pdf

alcune perle del testo:
Allo stesso tempo, soprattutto durante l’era staliniana, l’ideologia ha svolto un ruolo
fondamentale nella scienza, ostacolando spesso l’inventiva e le ricerche degli scienziati
sino a sconfinare nel ridicolo.
Questo fenomeno (sviluppo contro parossismo) è stato ben studiato da Alexei B.
Kojevnikov, ricercatore dell’Istituto di Storia della Scienza e della Tecnologia presso
l’Accademia Russa delle Scienze a Mosca, che lo ha definito “il principale paradosso della
scienza sovietica”.


Il 24 giugno 1947 Andrej Zhdanov allargò la sua politica di controllo ideologico anche nei
campi dell’astronomia e della cosmologia, sostenendo che queste scienze avrebbero
dovuto essere purificate dalle idee borghesi, base di menzogne e illusioni. L’obiettivo era
di sottomettere le leggi scientifiche alle idee del partito. Tra queste leggi, il Big Bang, la
meccanica quantistica e la teoria della relatività di Einstein erano i bersagli più mirati.
La teoria quantistica era rifiutata perché, con la teoria della dualità onda-particella, non
descrive la materia come una struttura unica e reale, negando così il materialismo.
Nel saggio “Contro l’idealismo nella fisica moderna”, pubblicato nel 1948, la teoria della
relatività veniva timbrata come “idealista” e la “la corrente che fa capo ad Einstein”
avrebbe dovuto essere distrutta.


La teoria relativistica di un universo in espansione e chiuso fu descritta come un “tumore
canceroso che corrode la teoria astronomica moderna ed è il principale nemico ideologico
della scienza materialista”.
La teoria più controversa e discussa era comunque il Big Bang, che, a quel tempo, molti
scienziati, anche nel mondo occidentale, non avevano ancora accettato. Ma, mentre nel
occidentale il rifiuto del Big Bang da parte della comunità scientifica era confutato sulla
base dell’assenza di chiare prove che dimostravano il postulato, in Unione Sovietica il
diniego era puramente ideologico in quanto politicamente scorretta.
La cosmologia staliniana dichiarava che l’universo fosse infinito (nessun limite di spazio,
nessun limite di tempo), eterno (senza inizio e senza fine) e la materia era una
manifestazione puramente materiale di movimento e di energia (non veniva così
contemplata la dualità onda-particella). Riguardo il redshift galattico, scoperto da Vesto
Slipher nel 1912, non indicherebbe che lo spazio si stia espandendo, così tutte le teorie
dovrebbero adattarsi alla filosofia materialista e dialettica


Il Big Bang, non fu accettato dall’intellighenzia sovietica in quanto teorizzava una
creazione che, a parere degli inesperti tutori ideologici, assomigliava troppo alla Genesi
biblica. Così, il Big Bang venne bollato come teoria pseudo-scientifica e idealistica.
Uno dei motivi principali di questa emarginazione era dovuto anche al fatto che il
principale teorico del Big Bang fu il fisico e cosmologo belga Georges Lemaître, che era
anche un gesuita. Poco importava se la stessa teoria era stata trasformata in un modello
fisico dell’universo primordiale dal fisico nucleare (ateo) russo-americano George Gamow
e dai suoi collaboratori Ralph Alpher e Robert Herman.
L’eminente astrofisico sovietico Boris Vorontzoff-Velyaminov attaccò Gamow definendo la
sua teoria “non scientifica” perché inventata da un “apostata americanizzato”, un ex
cittadino sovietico fuggito negli Stati Uniti d’America.


Zhdanov accusò “gli scienziati reazionari Lemaître,
Milne e altri (...) (di) rafforzare opinioni religiose sulla struttura dell’universo. Questi
scienziati, che sono stati ‘falsificatori della scienza vogliono far rivivere la favola
dell’origine del mondo dal nulla. (...) Un altro fallimento della “teoria” in questione consiste
nel fatto che essa ci porta alla atteggiamento idealista di credere che il mondo sia finito”.


Nella loro ignoranza scientifica, Zdhanov e Stalin non solo marchiarono il Big Bang come
una “favola” e come “idealismo astronomico che aiuta il clericalismo”, ma bandirono anche
la teoria antagonista del Big Bang, quello dello stato stazionario di Fred Hoyle, Hermann
Bondi e Thomas Gold in quanto considerata politicamente scorretta. L’anti Big Bang di
Hoyle spiegava l’Universo come eterno (non ha inizio, né fine) e immutabile introducendo
l’idea della continua creazione di materia per mantenere costante la densità
dell’universo.


Fisici e cosmologi che non seguirono linee guida del partito furono stati aspramente
criticati e emarginati: Lev Landau (premio Nobel per la Fisica nel 1962) e Abram Ioffe
(Premio Stalin nel 1942 e Premio Lenin post mortem nel 1960) furono accusati di
“strisciare di fronte all’Occidente”; Peter Kapitsa (premio Nobel per la fisica nel 1978) di
propagandare “apertamente il cosmopolitanismo”; Iakov Frenkel e Moisei Markov di
“accettare acriticamente le teorie fisiche occidentali e propagandarle nel nostro Paese”.


Nel 1949 il Ministero dell’Istruzione Superiore e l’Accademia
delle Scienze organizzarono la Conferenza Internazionale dei Fisici a cui vennero invitati
600 fisici. La conferenza avrebbe dovuto imporre dogmi della nuova fisica respingendo
decisamente e in modo definitivo le teorie “antimaterialistiche” della relatività e della
meccanica quantistica.
C’era solo un problema: Igor Kurchatov, direttore del programma della bomba nucleare,
disse a Beria, capo della NKVD e responsabile del progetto, la cui ignoranza in fisica era
pari solo alla sua arroganza, come Kapitsa era solito affermare, che se la teoria della
relatività e della meccanica quantistica fossero stati respinti, anche la bomba nucleare
avrebbe seguito la stessa fine.
Beria riferì la conversazione avuta con Kurchatov a Stalin, aggiungendo di essere
preoccupato per l’inaffidabilità ideologica dei fisici in generale.
La bomba nucleare, però, era in cima alla priorità del governo sovietico, così, cinque
giorni prima dell’inizio della conferenza, Stalin stesso annullò il convegno.
Cinque mesi più tardi, il 29 agosto 1949, la prima bomba nucleare sovietico venne
testata a Semipalatinsk, nel Kazakistan.
Lev Landau, col suo solito piglio ironico e sarcastico affermò che la sopravvivenza dei
fisici sovietici fu “il primo esempio di deterrenza nucleare che ebbe successo”.



p.s. Landau non era oppositore di niente perché non gli interessava niente se non la fisica, diventava oppositore quando persone incompetenti ottuse dall'ideologia proferivano castronerie ridicole. Vedo che a volte questo non si è fermato con la morte di stalin...



Offline FatDanny

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23851
Re:URSS
« Risposta #46 il: 08 Ott 2021, 16:45 »
vedo che anche tu in merito a questi argomenti usi semplicemente la ricerca google.
Ricordo una discussione con ING ( :luv: ) in cui recuperai facilmente le sue fonti.
Ora ti invito a riflettere: ti sembra una fonte affidabile UN (UNO) paper della bocconi (di cui è nota la facoltà di fis... ah no)?
Per altro, se noti, anche gli altri siti, di spessore quali balcanicaucaso o altrianimali, che riportano questa incredibile verità hanno tutti, TUTTI, questo stesso testo.
Ti dice qualcosa? Non ti fa insospettire minimamente?

Beh dovrebbe.

Landau fu imprigionato per motivi POLITICI. Dire che non gli interessava niente se non la fisica è certificare il proprio non-sapere e fare affidamento su fonti inaffidabili.
E siccome io non parlo per opinioni ma per fatti con grande piacere ti dimostro la fattualità delle mie affermazioni. Leggi tu stesso cosa scriveva Landau, leggi se te sembra uno "interessato solo alla fisica" e soprattutto se la galera se l'è fatta per il materialismo dialettico (AHAHAHAHA, manco sai che è, te e in particolare chi scrive quel paper, ma è facile ripeterlo a pappardella come "cosa brutta dei sovietici che se trova da na cifra de parti") o per una aspra e ammirabilissima critica al regime.

Offline pan

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Re:URSS
« Risposta #47 il: 08 Ott 2021, 19:15 »
posso dare una piccolissima testimonianza relativa agli scienziati URSS. quando avevo vent'anni ho lavorato come trimestrale all'INFN di Frascati. non mi misero all'amministrativo negli uffici ma feci la segretaria nei laboratori, dove si svolgevano gli esperimenti al Sincrotrone. vabbè tralascio l'esperienza estraniante nello stare a contatto con fisici di livello come Cabibbo, Burattini, e di vivere quegli ambienti, solo la visione dell'acceleratore di particelle sembrava un film, ma c'erano anche i fisici che venivano dai paesi dell'est che facevano ricerca mandati dal loro paese in libertà. uno di questi era Gil Pontecorvo.

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #48 il: 08 Ott 2021, 20:50 »
vedo che anche tu in merito a questi argomenti usi semplicemente la ricerca google.
Ricordo una discussione con ING ( :luv: ) in cui recuperai facilmente le sue fonti.
Ora ti invito a riflettere: ti sembra una fonte affidabile UN (UNO) paper della bocconi (di cui è nota la facoltà di fis... ah no)?
Per altro, se noti, anche gli altri siti, di spessore quali balcanicaucaso o altrianimali, che riportano questa incredibile verità hanno tutti, TUTTI, questo stesso testo.
Ti dice qualcosa? Non ti fa insospettire minimamente?

Beh dovrebbe.

Landau fu imprigionato per motivi POLITICI. Dire che non gli interessava niente se non la fisica è certificare il proprio non-sapere e fare affidamento su fonti inaffidabili.
E siccome io non parlo per opinioni ma per fatti con grande piacere ti dimostro la fattualità delle mie affermazioni. Leggi tu stesso cosa scriveva Landau, leggi se te sembra uno "interessato solo alla fisica" e soprattutto se la galera se l'è fatta per il materialismo dialettico (AHAHAHAHA, manco sai che è, te e in particolare chi scrive quel paper, ma è facile ripeterlo a pappardella come "cosa brutta dei sovietici che se trova da na cifra de parti") o per una aspra e ammirabilissima critica al regime.


Ci sono interviste di fisici sovietici ci sono documenti di storici sovietici, ma non è che ho tutto il giorno da perdere come sembra ce l'abbia tu,  lascia perde va sei rimasto l'ultimo a guardia del bidone di benzina. Ma se te l'ho detto io che Landau rispondeva ironicamente agli imbecilli di regime, certo che non l'hanno condannato per la relatività generale o per il bigbang visto che lui non c'entra niente con la relatività generale e il bigbang.  Certo che era oppositore al regime qualunque persona intelligente sarebbe oppositore a un regime simile. Mo pure di Stalin dobbiamo discutere

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #49 il: 08 Ott 2021, 20:58 »

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #50 il: 08 Ott 2021, 21:00 »
no, visto che dice che c'era solo quell'articolo divertiamoci un po', magar leggere qualche libro ogni tanto può aiutare
https://www.sup.org/books/title/?id=1708

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #51 il: 08 Ott 2021, 21:01 »
Questo è l'articolo scientifico completo di "quell'articolo", basta voler leggere
https://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1204/1204.1625.pdf

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #52 il: 08 Ott 2021, 21:03 »

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #53 il: 08 Ott 2021, 21:04 »
Comunque siamo ampiamente OT
chiudo qui perché non ne vale la pena
Scuse agli altri per l'OT

Offline FatDanny

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Re:URSS
« Risposta #54 il: 08 Ott 2021, 21:24 »
una review da Physics Today ti basta?
https://physicstoday.scitation.org/doi/full/10.1063/1.1522218

Questo è l'articolo scientifico completo di "quell'articolo", basta voler leggere
https://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1204/1204.1625.pdf

https://www.jstor.org/stable/21996

OT

Peccato che tu sia talmente infervorato a citare articoli che probabilmente nemmeno gli dai una letta.
Lo facessi ti renderesti conto che questi articoli riportano un dibattito interno all'URSS che smentisce quel che affermi :lol: :lol: :lol:
Cito giusto un paio di passaggi, da ciò che TU hai postato:

Probably the strongest Soviet opponent, A. K. Timiriazev, of Moscow University, tried to convince colleagues of the validity of the experiments by an American, Dayton Miller, who claimed to have disproved the theory of relativity. Finding little support among physicists, Timiriazev turned to philosophical arguments and audiences. In 1929, however, a meeting of Soviet philosophers declared Timiriazev’s views not correctly Marxist. Deprived of almost any authority in either physical or philosophical circles, Timiriazev consoled himself with the company of a sole ally, N. P. Kasterin, who abstained from Marxist argumentation but tried to develop an alternative to relativity on the basis of classical mechanics.

As much as they tried, opponents of relativity never came close to representing the official Soviet view. For that view, one has to look at much more authoritative and highly placed authors such as Fock, S. I. Vavilov (president of the USSR Academy of Sciences), and their allies among philosophers.

To my knowledge, Russian became the first language in which Einstein’s collected works were published.

(da Physics Today)

Despite all these pressures, some leading physicists used every opportunity to reaffirm their fundamental agreement with the theory of relativity as one of the fundamental contributions to twentieth-century scientific thought.

(da Einstein and soviet ideology)

The cosmological scene in the early 1950s was confusing, with no consensus
model of the universe and no agreement about the proper methods of
cosmology as a science (North, 1965; Kragh, 1996). In Kuhnian terms,
cosmology was lacking a paradigm and therefore still in a prescientific stage.
The majority of physicists and astronomers on both sides of the Iron Curtain
agreed that the universe expands and that the expansion was best explained
by Einstein’s cosmological field equations, although in the Soviet Union the
term ‘universe’ was typically understood in a different sense than in the
capitalist countries
.
To mainstream cosmologists in the West, a cosmological
model corresponded to a solution of Einstein’s equations, and the problem
was to find by means of theory and observation the model describing the one
and only real universe


(da The Universe, the cold war and Dialectical Materialism, che per altro spiega molto bene l'oggetto del contendere, eminentemente di natura filosofica e non fisica)

Sai la cosa veramente ironica?
che l'unica cosa veramente in linea col materialismo dialettico è ciò che tu sostieni sulla scienza.
Il tuo seguente commento:

...

è PERFETTAMENTE in linea con la concezione della Scienza da parte del materialismo dialettico, che è effettivamente una panzana come gran parte dell'ideologia staliniana.
Ma avendo scarsa conoscenza di esso evidentemente non te ne rendi nemmeno conto.

Arrivo lunga sul discorso storiologico-filosofico circa i (de)meriti della società capitalista e mi dispiace perchè un paio di post di FD sul fatto che nel Medio Evo in Europa i poveri stessero meglio che i poveri di oggi meritavano adeguata confutazione (visto che avendoci fatto un paio di esami universitari qualcosina so), comunque rispondo a un dettaglio di un post di Cartesio:


In altro topic molto volentieri, avendo fatto pure io un paio di esami in merito sono molto curioso (anche se penso che userai gli argomenti della storiografia mainstream, che conosco discretamente, ma chissà, magari mi sorprendi).
Per altro leggi bene: io non ho detto che stessero meglio, ma che non c'è questa linearità di miglioramento (rispetto ad oggi in alcune cose stavano meglio, in altre peggio), che con l'industrializzazione ci fu un netto peggioramento e soprattutto che se lasciamo il punto di vista univoco eurocentrico questo presunto miglioramento è ancor più in discussione perché il "rimbalzo" europeo di condizioni è dovuto al netto peggioramento in tutto il resto del mondo.
Ma non aspetto altro che un tuo intervento in merito, che già mi titillano le dita.
:luv:


EOT

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #55 il: 08 Ott 2021, 21:32 »
Peccato che tu sia talmente infervorato a citare articoli che probabilmente nemmeno gli dai una letta.
Lo facessi ti renderesti conto che questi articoli riportano un dibattito interno all'URSS che smentisce quel che affermi :lol: :lol: :lol:
Cito giusto un paio di passaggi, da ciò che TU hai postato:

Probably the strongest Soviet opponent, A. K. Timiriazev, of Moscow University, tried to convince colleagues of the validity of the experiments by an American, Dayton Miller, who claimed to have disproved the theory of relativity. Finding little support among physicists, Timiriazev turned to philosophical arguments and audiences. In 1929, however, a meeting of Soviet philosophers declared Timiriazev’s views not correctly Marxist. Deprived of almost any authority in either physical or philosophical circles, Timiriazev consoled himself with the company of a sole ally, N. P. Kasterin, who abstained from Marxist argumentation but tried to develop an alternative to relativity on the basis of classical mechanics.

As much as they tried, opponents of relativity never came close to representing the official Soviet view. For that view, one has to look at much more authoritative and highly placed authors such as Fock, S. I. Vavilov (president of the USSR Academy of Sciences), and their allies among philosophers.

To my knowledge, Russian became the first language in which Einstein’s collected works were published.

(da Physics Today)

Despite all these pressures, some leading physicists used every opportunity to reaffirm their fundamental agreement with the theory of relativity as one of the fundamental contributions to twentieth-century scientific thought.

(da Einstein and soviet ideology)

The cosmological scene in the early 1950s was confusing, with no consensus
model of the universe and no agreement about the proper methods of
cosmology as a science (North, 1965; Kragh, 1996). In Kuhnian terms,
cosmology was lacking a paradigm and therefore still in a prescientific stage.
The majority of physicists and astronomers on both sides of the Iron Curtain
agreed that the universe expands and that the expansion was best explained
by Einstein’s cosmological field equations, although in the Soviet Union the
term ‘universe’ was typically understood in a different sense than in the
capitalist countries
.
To mainstream cosmologists in the West, a cosmological
model corresponded to a solution of Einstein’s equations, and the problem
was to find by means of theory and observation the model describing the one
and only real universe


(da The Universe, the cold war and Dialectical Materialism, che per altro spiega molto bene l'oggetto del contendere, eminentemente di natura filosofica e non fisica)

Sai la cosa veramente ironica?
che l'unica cosa veramente in linea col materialismo dialettico è ciò che tu sostieni sulla scienza.
Il tuo seguente commento:

è PERFETTAMENTE in linea con la concezione della Scienza da parte del materialismo dialettico.
Ma avendo scarsa conoscenza di esso evidentemente non te ne rendi nemmeno conto.

In altro topic molto volentieri, avendo fatto pure io un paio di esami in merito sono molto curioso (anche se penso che userai gli argomenti della storiografia mainstream, facilmente smentibili. Anzi già smentiti da altri, mi basta riportare)
Mi dispiace sei tu, a digiuno di scienza che non capisci quello che leggi

Soviet physicists firmly embraced the theory of relativity; expressing any doubts in it was the surest way toward marginalization in their community.

e certo cristosanto, qui stiamo parlando della comunità dei fisici è ovvio che quelli che provavano a discreditare una teoria come quella di Einstein venivano emarginati all'interno della comunità dei fisici.

Il problema er ail GOVERNO, Stalin, Beria, quell'altro che non mi ricordo come si chiama e non mi va di andarlo a vedere.

E' il governo di stalin e dei suoi scagnozzi il problema mica la comunità dei fisici, ma capisci quello che leggi o no?
ci mancava pure che i fisici facessero finta di non credere alla fisica perché lo diceva Stalin o qualche scagnozzo comunista, esilarante

Offline FatDanny

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Re:URSS
« Risposta #56 il: 08 Ott 2021, 21:40 »
Ti ho postato passaggi che vanno oltre la comunità dei fisici.
In cui anche tra quello dei filosofi furono screditati.
C'è scritto esplicitamente, come sottolineato, che gli oppositori della relatività non arrivarono mai a rappresentare la posizione ufficiale dell'unione sovietica. PUNTO.
Più chiaro di così non so come dovevano scrivertelo.
Poi se pensi che Stalin e Beria stavano a pensà alla relatività e all'idealismo che ne derivava fai pure, posso solo segnalarti che la tua lettura manca totalmente di realismo.
Buona parte di queste invettive sull'idealismo di questo o quello studioso, di questa o quella corrente erano lotte intestine alla burocrazia (o ai docenti) utili a posti di potere, finanziamenti, incarichi.
Screditavi X per poter prendere il suo posto. Screditavi la corrente Y perché finanziassero la tua.
I dirigenti del regime sta roba a stento la sapevano. Quelli erano impegnati a spezzare le ginocchia a qualsiasi possibile oppositore nel Soviet Supremo, altro che relatività generale.
Ce lo vedo Stalin impegnato a capire come spezzare la relatività generale perché in contrasto col materialismo dialettico :lol: :lol: :lol:

Se conoscessi un minimo di storia del regime sovietico e non i quattro luoghi comuni sapresti che il regime sovietico era un'articolazione complessa in cui non c'era un despota ma un potere dispotico, che è cosa diversa (consiglio A.Zinoviev, non quello del politburo, ma il dissidente).
Stai parlando di cose che non maneggi. E pure in modo evidente. Chiudiamo l'OT che è meglio va.

Online Laziolubov

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Re:URSS
« Risposta #57 il: 08 Ott 2021, 21:58 »
Ti ho postato passaggi che vanno oltre la comunità dei fisici.
In cui anche tra quello dei filosofi furono screditati.
C'è scritto esplicitamente, come sottolineato, che gli oppositori della relatività non arrivarono mai a rappresentare la posizione ufficiale dell'unione sovietica. PUNTO.
Più chiaro di così non so come dovevano scrivertelo.
Poi se pensi che Stalin e Beria stavano a pensà alla relatività e all'idealismo che ne derivava fai pure, posso solo segnalarti che la tua lettura manca totalmente di realismo.
Buona parte di queste invettive sull'idealismo di questo o quello studioso, di questa o quella corrente erano lotte intestine alla burocrazia (o ai docenti) utili a posti di potere, finanziamenti, incarichi.
Screditavi X per poter prendere il suo posto. Screditavi la corrente Y perché finanziassero la tua.
I dirigenti del regime sta roba a stento la sapevano. Quelli erano impegnati a spezzare le ginocchia a qualsiasi possibile oppositore nel Soviet Supremo, altro che relatività generale.
Ce lo vedo Stalin impegnato a capire come spezzare la relatività generale perché in contrasto col materialismo dialettico :lol: :lol: :lol:

Se conoscessi un minimo di storia del regime sovietico e non i quattro luoghi comuni sapresti che il regime sovietico era un'articolazione complessa in cui non c'era un despota ma un potere dispotico, che è cosa diversa (consiglio A.Zinoviev, non quello del politburo, ma il dissidente).
Stai parlando di cose che non maneggi. E pure in modo evidente. Chiudiamo l'OT che è meglio va.
quindi ai tempi di Stalin non c'era un despota. Le purghe staliniane sono inventate. Forse ai tempi di Stalin c'era un despota e un regime dispotico allo stesso tempo. Dopo da Krushev in poi le cose possono essere cambiate. Stiamo parlando di Stalin non di Breshnev, c'è poco da maneggiare. Che poi avesse per la testa l'imprigionamento e/o la fucilazione di qualche milione di persone anziché la Relatività Generale te lo do per buono. Il problema è comunque il clima, il periodo storico e il regime e l'ingerenza pesante perché i rischi erano alti, dell'ideologia o del potere burocratico di partito o despoti locali o capetti di potere su argomenti che non capivano e sui quali non avrebbero mai dovuto mettere bocca minacciando scomuniche e punizioni varie. E' un unicum solo dei regimi totalitari e la comunità dei fisici ne ha sofferto come tante altre comunità. 
Che poi era la semplice affermazione innocente della mia frase dalla quale questo mostruoso OT ha preso forma. L'intervento dell'ideologia sulla scienza avvenuto sia nella Germania nazista che nell'Urss anche se con modalità ovviamente differenti. E' la scoperta dell'acqua calda dal momento che quei due regimi opprimevano con le loro ideologie qualunque settore della vita umana. Tutto qui, non c'era da montare su sto casino

Offline FatDanny

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Re:9 novembre 1989: rinasce la libertà a Berlino Est.
« Risposta #58 il: 08 Ott 2021, 22:29 »
ti suonerà strano ma no, non c'era un despota, nonostante il "culto della personalità".
E questa è una delle grandi differenze con il nazi-fascismo.
Il che non falsifica le purghe né rende meno oppressiva la situazione in URSS, semmai rende ancor più capillare il potere dispotico, proprio perché non esercitato sulla base di un leader ma di una struttura di potere non semplicemente politica, ma socialmente radicata.
Citando il già nominato Zinoviev ad esercitare il potere non era Stalin, non era la CEKA e nemmeno la polizia (come nei fascismi), ma in primo luogo il tuo collettivo di prossimità.
Era il tuo ambiente di lavoro o di studio, le associazioni di quartiere o sportive, le persone a te più prossime, amici e parenti. Stalin purgò una minoranza di quelli che vennero effettivamente eliminati e la quasi totalità erano quadri intermedi e dirigenti del Partito.
La logica della delazione era talmente radicata che buona parte di essa non era in alcun modo legata alle direttive di Stalin e spesso e volentieri prendeva la piega molto più banale della convenienza personale.
Voglio il posto da direttore o da professore associato nella facolta X --> inizio una campagna diffamatoria contro chi detiene quel posto (articoli, discussioni teoriche, convegni). Se ho amici abbastanza potenti quella diventerà la verità affermata e otterrò il mio obiettivo.
Se al contrario è lui ad avere amici più potenti accadrà il contrario.
Trarre da questa dinamica le effettive volontà della leadership di regime, ad esempio arrivando a dire che era contraria alla relatività di Einstein (o per fare un altro esempio il Lysenkoismo in agricoltura) porta a non cogliere minimamente la reale situazione in russia.

Questa incomprensione della natura e delle modalità operative è molto diffusa in occidente e in particolar modo nei sovietologi occidentali, come spesso sottolineato dagli studiosi dissidenti provenienti proprio dall'URSS.
Questo perché, a causa anche delle scarse informazioni, si è sempre interpretato il regime con le lenti dell'occidente, ossia come sarebbe stato un regime occidentale.
Per certi versi il problema lo abbiamo proprio in termini analogi alla nostra visione del MedioEvo (aspettando il post di LaFonte): il problema atavico della nostra fase storica è l'incapacità di andare oltre il nostro specifico. Studiamo fenomeni diversi rispecchiando tratti che riteniamo "naturali", ossia presenti in qualsiasi epoca e in qualsiasi luogo, distorcendo la realtà.

Erano invece profondamente diverse le dinamiche, le quali vanno correttamente intese proprio per evidenziarne il peculiare dramma, non per minimizzarlo.



Offline FatDanny

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Re:URSS
« Risposta #59 il: 09 Ott 2021, 07:56 »
E' la scoperta dell'acqua calda dal momento che quei due regimi opprimevano con le loro ideologie qualunque settore della vita umana.

Ah e per essere precisi non credo proprio sia la scoperta dell'acqua calda.
Si parla tanto di peculiarità sovietica ma se vai a vedere in realtà quanto accaduto in URSS tra 30 e 40 non è così diverso da quel che accadde in Inghilterra o in Francia durante la prima metà dell' 800.
Sia per repressione brutale che per lavori forzati fino allo sfinimento o alla morte.

La veste ideologica era sicuramente diversa, ma ammantava sia l'una che l'altra brutalità per giustificare le ferite imposte alla popolazione. Per altro in ambedue i casi si parlava di progresso.
L'unione sovietica semplicemente arrivò in ritardo rispetto agli altri ma si macchiò dello stesso sangue.
La cosa pazzesca è che eventi simili di appena un anno prima se studiati in riferimento all'europa non fanno scandalo e non vengono descritti come abomini del furore ideologico.
Cosa che dovrebbe segnalarti un problema, manco tanto piccolo, in come si studia la nostra di storia.
 

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