L'angolo della poesia

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Re:L'angolo della poesia
« Risposta #40 il: 30 Ago 2023, 20:45 »
Con metri misurati e sopraffini
il grandissimo poeta Corazzini
così cantò le tristi pene dei "cugini"



CUGINI

O poveri cugini addormentati
tra sogni di Lukaku e di campioni;
o lupi senza zanne, e rassegnàti
dopo mesi, anni, lustri d’illusioni.
Eroi di agostani trionfi immaginati,
e di risvegli con tennistici punteggi;
depressi come 'l mar sargasso, e condannati
ad un destino eterno di dileggi,

io v'amo, e v'amo tal come amare s’usa
l’amico tonto, o il figlio sfortunato,
o il vecchio dalla mente un po’ confusa.

O quanto v'amo! D’un amor che insieme è pace e guerra,
d'un sentimento ch’è pietà, ma pur ribrezzo sconfinato
per voi tristi cugini, letame nauseabondo della terra.



(SERGIO CORAZZINI)



Re:L'angolo della poesia
« Risposta #41 il: 30 Ago 2023, 22:10 »
eh si potrebbe essere un anno decisivo, niente fallimenti o cose del genere per carita', i bond qualcuno li deve restituire e quindi saranno salvati pure avessero un miliardo di debiti, ma  un ridimensionamento ancor maggiore potrebbe avvenire...

(Prendo spunto da Paris per ricordare l'epoca d'oro di Sabatini e Pallotta, quando ebbe inizio il loro sogno americano. Oggi ci sono i Frikkin e Pinto, ma la loro storia non cambia mai...)




La presunzione umana, si sa, non ha confini,
e questo è dimostrato da Walter Sabatini
uno di quei riommici (che poi non sono rari)
pompati e riveriti da tutti i giornalari.
Per raccontar le gesta di questo personaggio
ci vuole penna fine e piena di coraggio.
E allora ecco a voi, tagliente come lama
il grande Bertolt Brecht, poeta di gran fama.




LE CONFESSIONI DI UN DIRETTORE SPORTIVO

Dici: per noi va male, il buio cresce,
mi urlano: “cazzaro!” E questo mi rincresce.
Un tempo ero un fenomeno, conteso nei salotti
e oggi mi rincorrono per darmi bei cazzotti.

Al pari di John Wayne, la sigaretta in mano,
vantavo la grandezza del sogno americano:
Pallotta, il nuovo stadio, i bond e il Master Plan
e oggi chi mi incontra dice: “Ahò, facce Tarzàn…”

Compravo, rivendevo, facevo plusvalenze,
la stampa mi lodava: “Hai grandi competenze!
Sei grande, Sabatini, fai solo mosse furbe!”
E invece sono un glande, e compro il nano Iturbe.

Un dì pronosticai: “Vinciamo trionfando!”
Invece stiamo a pezzi, e la Lazio sta arrivando.
Le sberle in tutta Europa, e poi la coppainfaccia:
è un cumulo di sfighe “stà cazzo di squadraccia”.

E tutte quelle inutili, patetiche parole:
“Il capitano è grande, risplende come il sole!”
Quante cazzate ho detto per compiacere il boro…
‘fanculo pure a Totti, mi fumo una Marlboro.


(BERTOLT BRECHT)




Re:L'angolo della poesia
« Risposta #42 il: 01 Set 2023, 15:01 »
Domani sera affrontiamo il Napoli di Garcia, il suonatore di violino che si illudeva di spostare le chiese della Capitale e prometteva facili scudetti. Noi vogliamo ricordarlo proprio nel suo periodo riommico, usando le rime alate di Giacomo Leopardi.




A GARCIA

Garcia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale
quando promettevi ogn'ora
di vincer lo scudetto (non solo quello morale)?

I giornalari riommici, supini e prezzolati
le terga ti leccavano (ma proprio tanto tanto!):
Caressa, la Sanipoli, Foschini e Mensurati
facevan da eco (eco...) al tuo perpetuo canto.

Venne il settembre odoroso: che pensieri soavi,
quante speranze ingenue, e quanta, quanta foga…
Della Ciampion Lìg vedevi già gli ottavi,
la chiesa già sognavi al centro dell'Europa.

Ma poi arriva marzo, bizzarro e un pò crudele
e niccianamente uguale si ripete la tua storia:
non più sogni di gloria, bensì letame e fiele
concimano gli squallidi campetti di Trigoria.

O crudel Natura, perchè non rendi poi
quel che prometti ai riommici e inganni i figli tuoi?
“Ma adesso cambio sport, voglio boccia e pallino,
così che potrò vincere anche se solo mi avvicino!



(GIACOMO LEOPARDI)



Re:L'angolo della poesia
« Risposta #43 il: 02 Set 2023, 23:03 »
Domani sera affrontiamo il Napoli di Garcia, il suonatore di violino che si illudeva di spostare le chiese della Capitale e prometteva facili scudetti. Noi vogliamo ricordarlo proprio nel suo periodo riommico, usando le rime alate di Giacomo Leopardi.




A GARCIA

Garcia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale
quando promettevi ogn'ora
di vincer lo scudetto (non solo quello morale)?

I giornalari riommici, supini e prezzolati
le terga ti leccavano (ma proprio tanto tanto!):
Caressa, la Sanipoli, Foschini e Mensurati
facevan da eco (eco...) al tuo perpetuo canto.

Venne il settembre odoroso: che pensieri soavi,
quante speranze ingenue, e quanta, quanta foga…
Della Ciampion Lìg vedevi già gli ottavi,
la chiesa già sognavi al centro dell'Europa.

Ma poi arriva marzo, bizzarro e un pò crudele
e niccianamente uguale si ripete la tua storia:
non più sogni di gloria, bensì letame e fiele
concimano gli squallidi campetti di Trigoria.

O crudel Natura, perchè non rendi poi
quel che prometti ai riommici e inganni i figli tuoi?
“Ma adesso cambio sport, voglio boccia e pallino,
così che potrò vincere anche se solo mi avvicino!



(GIACOMO LEOPARDI)




Up !!!!

Avemo sfasciato er violino, avemo rimesso la chiesa al centro del villaggio.
Gioia immensa.
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #44 il: 04 Set 2023, 16:44 »
Lo so, l’odio non è un bel sentimento, perchè rischia di abbrutire anche chi lo pratica. Ma io -fin da ragazzino- non ho mai potuto fare a meno di odiarli, in quanto rappresentano la parte peggiore della nostra città, perché incarnano l’arroganza del potere, il conformismo becero, la prostituzione intellettuale delle consorterie giornalistiche, l'idolatria verso Cappetani umanamente miseri o giocatori imbolsiti da acclamare sui tetti delle automobili.
Ed anche oggi che stanno implodendo, non provo alcuna pietà per loro perché, come diceva Mao (certo, con riprovevole insensibilità verso le tematiche animaliste), “bisogna bastonare il cane che annega”.




LA CAPITALE LIBERATA

I
Canto l’audaci imprese, canto la truce istoria
dell’entità maligna, del grosso carcinoma
che ha sede tra le lande immonde di Trigoria,
e conosciuta al secolo col nome di “aesse roma”.
O Musa che risiedi sui monti del Parnaso
ispiraci le rime, fai eco a questo coro:
fa poi che l’eco giunga, potente, a volo raso,
all’alma derelitta de li mortacci loro.


II

L’istoria ebbe esordio invero alquanto oscuro:
la culla fu Corropoli, metropoli d'Abruzzo;
incerta fu la data, ma già all’inizio, giuro,
la roma non fece aròma, bensì solo gran puzzo.
Padrino di battesimo fu il Duce capoccione
dal mento volitivo e il bel cranio ignudo
il quale in modo alchemico, con orrida fusione
creò la merda unendo Alba, Roman e Fortitudo.


III

Se triste fu l’esordio, miglior non fu il futuro:
trofei davvero pochi e vinti in modo oscuro,
scudetti aregalati, o vinti con pastette,
la Coppa delle Fiere e quella del tressette.
E poi disfatte ignobili, con esiti umoristici,
figure assai meschine, punteggi anche tennistici.
Insomma un pedigree davvero niente male
per quella che è la squadra di Mafia Capitale.


IV

E infine arrivò maggio, il mese più crudele:
la Lazio fu Caino, la Roma invece Abele.
Il giorno ventisei ci fu la Coppainfaccia
che al poro romoletto il sangue ancora agghiaccia.
Fu il giorno del giudizio nel mondo di Trigoria,
fu il giorno del ripetersi della eterna istoria:
t’illudi, speri, sogni, ma poi non vinci mai,
volevi alzar la coppa, alzasti solo il bonsai.


(Torquato Tasso)





Re:L'angolo della poesia
« Risposta #45 il: 04 Set 2023, 16:53 »
"Merde"

(Poeta ermetico)
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #46 il: 04 Set 2023, 17:03 »
leomeddix è un grande. Anche StylishKid, nel suo apprezzabile ermetismo.  :beer:

Online Tarallo

*****
110439
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #47 il: 04 Set 2023, 18:01 »
No vabbè :lol:
Enorme Leo :)
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #48 il: 04 Set 2023, 23:10 »
Per ricordare (oggi siamo impietosi)



IL GIORNO DEI MORTI

“La roma oggi è morta”, disse Marione,
aprendo la diretta mattutina dell’aradio.
“E’ morta, trapassata, uccisa nello stadio,
estinta pe’ l’eterno, e senza redenzione”.

Er giorno susseguente l’atroce Coppainfaccia
i riommici eran scossi, parevano ‘mbriachi.
Nell’etere romano soffiava un’aria ghiaccia,
un clima post-atomico che manco a Nagasaki.

“Pronto Marione? So’ Nino e chiamo da Talenti,
io te vorrebbe chiede, se sono in onda,
come faccio a sopportà li perculamenti
dei cattivoni che stanno su quell’artra sponda”.

“Buongiono (se fa pe ddì..), so’ Nino de Testaccio,
me sento un po’ depresso, e pure nevrastenico,
e pe’ calmarmi i nervi lo sai ora che faccio?
Me fò nà camomilla corretta co’ l’arsenico”.

“Io so’ trasteverino, de nome faccio Arcadio,
c’ho solo dù valori: la roma e la famija;
e ‘nfattamente, a casa, tornato dallo stadio,
menai prima a mì moje, poi a mì fija”.

“Me chiamo Sabbatino, detto er Pantera,
me rode tanto er chiccherone, da ieri sera,
perché te spezza er còre pijà nà coppa in faccia.
Perciò adesso chiudo, e vado verso Ariccia…”.




Re:L'angolo della poesia
« Risposta #49 il: 19 Set 2023, 23:38 »
Inno di Champions

Fratelli di Lazio
La Lazio s’è desta
Se non segna Ciro
C’è Ivan di testa
Gustavan vittoria
Gemelli daa riomma
Ma in culo alla riomma
Ivan pareggiò

Se la malasorte
Ci diede manforte
In punto di morte
Ivan pareggiò
Se la malasorte
Ci diede manforte
In punto di morte
Ivan Pareggiò
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #50 il: 20 Set 2023, 00:25 »
GOAL

Il portiere Oblak, trafitto dal collega
all’ultimo secondo, contro terra cela
la faccia, per non veder l’amara luce.
Il Cholo Simeone in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla- quella celeste - nel campo par trabocchi.
Intorno ai giocatori increduli fanno crocchi,
al loro collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
pieni di gioia e di passioni vere,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Poi dalla curva nordica, a mille e mille decibel
s’innalza un coro tantrico rivolto a Provedel
eroe biondino, timido, che para, segna e vola.
La sua gioia esonda, si fa quasi capriola,
si fa baci che fionda a tutti con amorosa arte.
Della festa - egli dice – anch’io son parte.


(UMBERTO SABA, da: Miracolo biondo)
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #51 il: 28 Set 2023, 23:50 »
GENOVA PER NOI

Con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi dopo la sveja a Genova,
e ogni volta ci chiediamo
se la vittoria che inseguiamo
sia un miraggio che non torna più.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna,
e abbiam la coppainfaccia che ci duole
e il resto è pioggia che ci bagna...
Genova, dicevo, è una partita come un'altra,
mmm, da da da da da da...

Ma quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi quando scajamo a Genova,
e ogni volta ci crediamo,
e ogni volta ci illudiamo,
un po' sfigati ci sentiamo noi.

Mourinho... 3 - 2 - 5 di follia...
Nausea, profondo sonno, eutanasia...
E intanto, all'ombra dei nostri armadi
giace quel bonsai che vincemmo ai dadi...
Lasciaci tornare ai bei tornei amatoriali,
Genova, e poi c'è sfottono i laziali...
.




Re:L'angolo della poesia
« Risposta #52 il: 29 Set 2023, 00:17 »
:clap:

La città vecchia

Negli stadi dove il sole di murigno
Non dà i suoi raggi
Ha già troppi impegni per contare i soldi
Dei suoi ingaggi

A Marassi la corropolese gioca
la partitaccia
Quattro so’ i palloni che patricio rui
Prende su nella bisaccia

E se il genoa per caso sarà una sentenza
Forse la riomma la ribalterà con l’esperienza
Dove sono andati i tempi di una volta pe sto squadrone
Quando s’imponeva ad arte e con mestiere
E col rigore del pupone?
 

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