CINA: il paese del dragone

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #20 il: 02 Set 2022, 21:42 »
 per chi non ha voglia di vederlo faccio un riassunto

Argomentazioni concettuali occidentali che non appartengono ai cinesi.
 (colonialismo, campi di concentramento, olocausto, tortura, dittatura.
Soluzione dello jadismo
La cina è per costituzione uno stato multietnico. Ci sono minoranze etniche garantite dalla costituzione, in tutto sono 56 etnie. L’etnia cinese è maggioritaria (90% Han). le etnie minoritarie sono coreane, mongole, russe, vietnamite, tibetani e la minoranza turcofona dello Xinjiang e altre
Accusare la cina di islamofobia è ridicolo perché le moschee e i musulmani in cina sono dappertutto.
Inoltre in cina le minoranze hanno tutele. (Precedenza nelle università, esenti da alcune leggi come quella del figlio unico, possibilità di amministrarsi con la legge della sharia.
Quando in  Xinjiang sono scoppiate delle rivolte, attentati e rivendicazioni di origine terroristica è
 iniziata una politica di industrializzazione per portare ricchezza e sviluppo dato che era una zona molto
arretrata. Soluzione che i cinesi avevano già applicato su se stessi per uscire dalla povertà. E con loro ha funzionato.
Le fabbriche che hanno aperto collaborano con compagnie occidentali (apple)
Quando gli attentati di matrice jihadista si sono intensificati politica ha inasprito i controlli usando strumenti tecnologici. Le telecamere.
 il poliziotto quando fermano un sospetto o  qualcuno che ha commesso un reato gli basta scansionare la faccia  e in pochi secondi sa con chi ha a che fare e se scoprono che ha connessioni con lo jadismo o anche qualcosa di sospetto la persona viene presa e messa nei campi di rieducazione e lavoro, che non sono i nostri campi di concentramento.
Noi occidentali quando abbiamo avuto problemi col terrorismo islamico quale risposta abbiamo dato.
Invasione del afganistan, dell’iraq, della libia.
Forse quello cinese pur essendo criticabile forse non è peggiore.


Offline Emanuele

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #21 il: 03 Set 2022, 10:09 »
le moschee e i musulmani in cina sono dappertutto.

Questo lo posso confermare, avendolo visto con i miei occhi, soprattutto nelle province del Ningxia e del Gansu.

Online Aquila1979

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #22 il: 05 Set 2022, 17:12 »
vero, una situazione per certi versi molto simile a quella palestinese.

nel senso che gli israeliani stanno sostituendo i palestinesi nella striscia di gaza?
non lo sapevo.

hai qualche fonte in merito?

Online Aquila1979

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3334
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #23 il: 05 Set 2022, 17:13 »

La cina è per costituzione uno stato multietnico. Ci sono minoranze etniche garantite dalla costituzione, in tutto sono 56 etnie.

è un momento bellissimo.
grazie internet

Offline FatDanny

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #24 il: 05 Set 2022, 18:00 »
nel senso che gli israeliani stanno sostituendo i palestinesi nella striscia di gaza?
non lo sapevo.

hai qualche fonte in merito?

No, nella west bank.
Di fonte ne hai quante ne vuoi, ma basta vedere le politiche degli insediamenti negli ultimi vent’anni.
Se non è sostituzione etnica quella il termine non ha alcun senso.

Online Aquila1979

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #25 il: 05 Set 2022, 18:18 »
No, nella west bank.
Di fonte ne hai quante ne vuoi, ma basta vedere le politiche degli insediamenti negli ultimi vent’anni.
Se non è sostituzione etnica quella il termine non ha alcun senso.

questo perché assumi che sia terra loro  :)

(no, non mi ci impelago seriamente nella discussione)

Offline FatDanny

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30032
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #26 il: 05 Set 2022, 18:41 »
No, non assumo niente, per me “terra loro” è un’aberrazione (ma comunque ci sarebbero dei trattati internazionali).

È molto più semplice di così.
Non è “terra loro” intesa come Stato palestinese.
Più semplicemente lì ci abitavano quelle persone. Da quando sono nate.
Israele le caccia e ci mette i suoi.
Tu neghi che questa sia sostituzione etnica e mi parli della Cina?
Così non sei credibile.

Online Aquila1979

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #27 il: 05 Set 2022, 18:52 »
No, non assumo niente, per me “terra loro” è un’aberrazione (ma comunque ci sarebbero dei trattati internazionali).

È molto più semplice di così.
Non è “terra loro” intesa come Stato palestinese.
Più semplicemente lì ci abitavano quelle persone. Da quando sono nate.
Israele le caccia e ci mette i suoi.
Tu neghi che questa sia sostituzione etnica e mi parli della Cina?
Così non sei credibile.

Stai buono che sto studiando la politica estera italiana anni 50, appena posso ti rispondo seriamente

Offline cartesio

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #28 il: 06 Set 2022, 22:31 »
Purtroppo non sono mai stato in Cina. Mi sa che ormai è tardi per andarci. Conosco varie persone che ci sono andate, tornando con varie impressioni. Tutte mi hanno parlato molto bene della gastronomia cinese. Tutte hanno detto che non ha niente a che vedere con  il cibo cinese che si mangia da noi.

Contribuisco alla discussione con una pinzellacchera. Anagramma:  Dragone = Erdogan.

Offline Mate

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #29 il: 10 Ott 2022, 09:26 »
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/cina-xi-jinping-come-mao-pieni-poteri-errori-che-condizionano-mondo/572824ec-4743-11ed-8ee2-07ab17a2d97d-va.shtml

Nei decenni scorsi, si era affermata l’idea che i politici e i burocrati cinesi fossero straordinariamente bravi. Se l’economia andava male, la rimettevano in carreggiata; se c’erano proteste popolari – e ce n’erano a migliaia ogni anno – le risolvevano con bastone e carota; se servivano case per l’urbanizzazione, le costruivano; gli ospedali per affrontare la pandemia sorgevano in una settimana. E nel mondo Pechino si presentava come una potenza responsabile e un centro di stabilità. Oggi è cambiato tutto.
Nessun limite di mandato
Il 16 ottobre, si aprirà a Pechino il XX Congresso del Pcc, il più rilevante da 40 anni. Durante l’assise, 2.300 delegati dovranno discutere e decidere molte cose ma, soprattutto, se il compagno Xi potrà rimanere leader del Partito per il terzo mandato quinquennale consecutivo. Sarebbe la prima volta dalla fine degli anni 70 che il segretario può continuare a guidare il Partito, e automaticamente lo Stato, dopo un decennio al comando. Fino al 2018, la Costituzione cinese lo vietava: due mandati, non uno di più. Ma quell’anno Xi l’ha fatta emendare e ora non ci sono più limiti costituzionali, quindi potrebbe rimanere al potere a vita. In teoria. In pratica, ogni cinque anni Xi deve convincere l’establishment comunista a riconfermargli il mandato. Le probabilità che venga rinominato sono quasi una certezza.


Epurati tutti gli avversari
Nei dieci anni di leadership – segretario del Partito, presidente della Repubblica Popolare Cinese, capo dell’Esercito di Liberazione Popolare – Xi Jinping ha immensamente rafforzato il proprio potere personale. Attraverso migliaia di epurazioni condotte dietro la politica di lotta alla corruzione, ha eliminato gli avversari più temibili. Già prima di essere eletto, nel 2012, il suo rivale diretto, Bo Xilai, è stato arrestato accusato di corruzione e altri crimini, il che gli ha spianato la strada verso il potere. Subito dopo la nomina alla guida della Cina, Xi ha lanciato una serie di campagne di «pulizia» che hanno portato in prigione o all’espulsione dal Pcc migliaia di membri, in alcuni casi avversari per il potere, in altri funzionari di alto livello, in altri ancora semplici iscritti (il Partito ha circa 97 milioni di militanti). Un modo per assicurarsi, attraverso punizioni e promozioni, la lealtà a ogni livello della gerarchia. Nella sola prima metà di quest’anno, sono stati puniti 21 quadri di partito di livello ministeriale nelle province, e 1.237 a livello di distretto e di dipartimento. Punizioni intese a rafforzare la sua posizione in vista del Congresso. In settembre, il viceministro per la Sicurezza Sun Lijun è stato condannato a morte (pena sospesa) perché «sleale» a Xi. L’ex ministro della Giustizia Fu Zhenghua ha seguito la stessa sorte. E’ lo stesso Fu Zhenghua che nel 2014 ebbe un ruolo centrale nell’epurazione dell’ex ministro della Sicurezza Zhou Yongkang.


La gestione della pandemia
Nel preambolo della Costituzione è stato inserito il «Pensiero di Xi Jinping» (sul Socialismo con Caratteristiche Cinesi per una Nuova Era) al fianco del Pensiero di Mao Zedong.

Xi arriva dunque al Congresso con una concentrazione di potere nelle sue mani senza precedenti negli scorsi 40 anni. Sul piano dei risultati, però, arriva al Congresso con ben poco da mostrare, a partire dalla disastrosa gestione della pandemia

All’inizio, fra dicembre 2019 e i primi giorni del 2020, ha cercato di spazzare sotto al tappeto il problema e ha fatto silenziare chi avvertiva del pericolo, ritardando la risposta da dare, in Cina e nel resto del mondo. Poi, con la politica dello zero Covid (cioè soppressione con ogni mezzo di qualsiasi focolaio) ha imposto lockdown che continuano tuttora anche quando si presentano pochi casi di coronavirus. In settembre, forme di restrizione hanno colpito decine di città – a cominciare da Chengdu, 21 milioni di abitanti – le quali, messe assieme, producono un terzo del Pil cinese. In estate, era stata messa in lockdown Shanghai a diverse riprese. Gli esperti gli hanno consigliato di abbandonare questa politica in quanto irrealizzabile, ma «l’imperatore» non può ammettere di aver sbagliato. Così, mentre il resto del mondo cerca una normalità, la Cina resta chiusa e l’economia rallenta.

Il controllo del Partito sulle imprese
L’obiettivo che Pechino si era posta per il 2022, era una crescita del Pil del 5,5%, già molto bassa per gli standard storici del Paese. E’ ora opinione condivisa dagli esperti che non sarà raggiunto. In generale, nell’era Xi l’economia cinese ha continuato a crescere, ma ogni anno a un tasso inferiore, esclusi una stabilità nel 2017 e poi il 2021, quando c’è stato un rimbalzo dell’8,11% rispetto al pessimo 2020 di piena pandemia (+2,24%). Che un’economia emergente riduca il tasso di crescita via via che il suo Pil aumenta è abbastanza normale. Di certo, le politiche di Xi e del vertice del Partito Comunista hanno rafforzato la tendenza al rallentamento, e non solo per la politica dello Zero-Covid. Via via che concentrava più potere nelle sue mani, Xi ha dato l’indicazione di limitare il settore privato e di riportare il controllo dell’economia sempre più sotto il controllo dello Stato (cioè del Partito). Questo ridimensionamento va sotto la politica della «prosperità comune», che sarà centrale nel Congresso.


Le critiche costano care
Le riforme di mercato introdotte da Deng dalla fine degli Anni Settanta hanno permesso a milioni di cinesi di uscire dalla povertà. Xi ha invece reintrodotto elementi di economia pianificata sullo stile dell’era maoista, ha privilegiato le imprese di Stato rispetto a quelle private e in queste ultime, anche straniere, sta infiltrando cellule del Partito a scopo di controllo e di indirizzo. Alcune imprese dinamiche, come il gruppo assicurativo Anbang e la conglomerata Hna, hanno dovuto cedere il controllo dei loro business allo Stato. Gruppi fortissimi come Alibaba e Tencent sono stati ridimensionati, multati e sottoposti a nuove regole. Il fondatore di Alibaba, Jack Ma, che ha criticato la gestione finanziaria del Paese è stato emarginato. Mentre Sun Dawu, del Dawu Group, un colosso dell’agricoltura, che ha osato dare del clown a Xi per la sua gestione della pandemia, ora è in carcere con una condanna a 18 anni. Anche Cai Xia è stata espulsa dal Pcc e privata della pensione per aver criticato la politica di Xi. Cai è una professoressa che ha insegnato alla strategica Scuola Centrale di Partito dal 1998 al 2012, dove ha formato decine di funzionari e politici. Dal 2020 è in esilio negli Stati Uniti.

Migliaia di cantieri congelati
Nel frattempo, è scoppiata la bolla immobiliare, ed è un domino di fallimenti e default. Il più importante è quello di Evergrande, un gruppo immobiliare con passività nell’ordine dei 300 miliardi di dollari, considerato oggi il maggior debitore mondiale nel suo campo. La crisi che ha colpito il settore delle costruzioni e degli immobili, che realizza quasi il 30% del Pil cinese, ha provocato il congelamento dell’attività, migliaia di palazzi non finiti rimangono tali. I cittadini che hanno versato anticipi per una nuova casa in 320 progetti sparsi per il Paese ora si rifiutano di pagare le rate per un appartamento che non avranno: Standard & Poor’s calcola che i prestiti al momento boicottati raggiungano almeno i 145 miliardi di dollari. Nell’agosto 2021 sono stati distrutti con l’esplosivo 15 grattacieli non finti nella capitale dello Yunnan, Kunming. Il violento rallentamento delle costruzioni causa a sua volta una riduzione dei servizi sociali, perché le autorità locali non riuscendo più a vendere terreni e diritti di costruzione alle imprese, sono a corto di soldi.


Sale il rischio Cina
In questa cornice di problemi economici crescenti, la capacità di attrazione dell’economia cinese ne risente. Il Paese rimane centrale nelle catene globali di creazione del valore. Ma alcune grandi multinazionali hanno iniziato a spostare le produzioni fuori dalla Cina. Apple produce orologi, AirPod e iPad in Vietnam e sposterà lì anche parte della produzione del nuovo iPhone. Sempre in Vietnam, Microsoft realizza le Xbox che prima faceva in Cina. In Vietnam anche Google ricollocherà parte della produzione dello smartphone Pixel. Amazon produce i dispositivi Fire Tv in India. Secondo le Camere di Commercio Ue e usa in Cina le incertezze dell’economia, il costo del lavoro che negli anni è cresciuto, e le tensioni geopolitiche hanno fatto salire il rischio Cina per investitori e multinazionali. Il risultato è che le aspettative legate all’economia cinese si deteriorano. Il Japan Center for Economic Research di Tokyo aveva previsto che il Pil cinese avrebbe superato quello americano nel 2029, ora ha spostato la data al 2033.


Il traguardo più prestigioso
L’altro lato della politica del leader di Pechino riguarda gli affari internazionali, dove l’obiettivo dichiarato è portare il Paese al centro degli equilibri mondiali. Anche qui, però, Xi arriva al Congresso con poco da vendere. Il suo progetto distintivo e prestigioso, la Nuova Via della Seta, lanciata nel 2013, trova sempre più difficoltà a progredire, dopo che in alcuni Paesi che vi hanno aderito (Sri Lanka, in Malaysia, in Pakistan) si sono visti i cattivi effetti dell’indebitamento con la Cina per finanziare progetti infrastrutturali maestosi. L’iniziativa, dopo una partenza a razzo, ha visto declinare gli investimenti che quest’anno (dati a fine agosto) sono stati solo di una dozzina di miliardi di dollari. Insomma, la rete di strade, ferrovie, elettricità, porti, aeroporti, ponti, centri di scambio commerciale con al centro la Cina avanza lentamente, e con il crescente scetticismo dei Paesi che Pechino vuole collegare nel network.


L’amico Putin e l’isola ribelle
La decisione che Xi Jinping porterà come un peso nel Congresso, è quella della «amicizia senza limiti» con Vladimir Putin, dichiarata il 4 febbraio 2022, venti giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Quasi un via libera. Ma non condiviso da una parte consistente dei vertici del Pcc.Una decisione che ha gettato un’ombra sulla reputazione globale della Cina, che per decenni si è presentata al mondo come forza di pace e di stabilità e ora, sotto la guida di Xi, appoggia di fatto un’invasione in piena Europa. Ha militarizzato le isole artificiali nel Mare Cinese Meridionale, e minaccia di prendere con la forza militare o con un blocco aereo e navale Taiwan, isola che considera una provincia ribelle. Infine per zittire ogni critica internazionale a Pechino, Xi ha scatenato i cosiddetti Wolf Warriors della diplomazia.


Il peso degli errori
Nel Congresso, si confrontano una fazione marxista ortodossa alla quale si può iscrivere Xi; una di centro della quale fa parte il primo ministro Li Keqiang che vorrebbe più libertà in economia; e una di destra, la più debole, liberale in economia e aperta a riforme parzialmente democratiche. L’esito è scontato: gli errori del decennio difficilmente verranno corretti dal Congresso, mentre le decisioni della Cina condizioneranno il precario equilibrio internazionale.

Offline FatDanny

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #30 il: 10 Ott 2022, 10:47 »
Xi, la fazione marxista ortodossa

:lol: :lol: :lol:

e in un attimo tutto l'articolo si ammanta di credibilità pari a zero.

Online Aquila1979

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #31 il: 11 Ott 2022, 16:05 »
Xi, la fazione marxista ortodossa

:lol: :lol: :lol:

e in un attimo tutto l'articolo si ammanta di credibilità pari a zero.

non essere severo, è un modo di far capire a lettori meno esperti come si divida in fazioni in pcc.
in base alla sua politica si può dire che Xi sia un Bo Xilai che ce l'ha fatta

Offline FatDanny

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #32 il: 11 Ott 2022, 16:30 »
ma ci sono migliaia di altri modi per far capire che il PCC è diviso in fazioni, tipo spiegare quali siano e cosa propongono.
Dire che la fazione di Xi è quella marxista ortodossa è una castroneria e basta.

Leggere Simone Pieranni su l'Espresso di un mese fa che resoconta lo stato dell'arte all'interno del PCC in modo corretto e al contempo comprensibile per i lettori.

L'unica comunanza con Bo Xilai è aver avvertito il crescente malessere per l'orientamento originato sotto Deng. Da qui ambedue hanno sposato un riferimento al maoismo che non era certo di natura teorica, quanto di richiamo tradizionale contro disuguaglianze e corruzione.
Ma prendere questo per marxismo ortodosso significa non sapere niente di niente della linea politica di Xi.

Online Aquila1979

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #33 il: 12 Ott 2022, 09:20 »
L'unica comunanza con Bo Xilai è aver avvertito il crescente malessere per l'orientamento originato sotto Deng.

un Bo Xilai che ce l'ha fatta, per l'appunto  :)

Offline FatDanny

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #34 il: 18 Ott 2022, 11:15 »
Ho letto il rapporto del "compagno" Xi al congresso del PCC. Appena due ore, un dilettante (Fidel ci avrebbe tenuto incollati alla sedia almeno, dico almeno, per sette ore).
Voi dite che sono prolisso, la realtà è che non conoscete minimamente i comunisti, di cui io rappresento la versione ultramoderna e ipersintetica.

I punti salienti, riducendo due ore in dieci minuti di lettura:


- onnipresente il concetto di prosperità moderata come vittoria più importante del socialismo cinese negli ultimi 100 anni, che richiama all'idea di utilizzare i meccanismi di crescita del mercato, ma controllandoli tramite la macchina statale. Concetto fatto poggiare sulla crescita e i miglioramenti degli ultimi dieci anni, in particolare quelli in cui la Cina si colloca al primo posto (sentimento nazionale) e miglioramenti contro la povertà in termini di benessere diffuso.

- durante pandemia abbiamo dimostrato che per noi viene prima la vita delle persone, poi la crescita economica, sulla sicurezza nazionale e integrità territoriale (Hong Kong e Taiwan) nessuna concessione al caos, abbiamo riportato l'ordine. Priorità all'interesse nazionale nel quadro internazionale.

- linea politica attuale è sintesi tra Mao, Deng, Jiang Zemin (tre rappresentanze: forze produttive, cultura, popolo) e lo sviluppo scientifico. Leadership del PCC è essenziale per compimento di tale linea rafforzando le quattro coscienze (ideologia, politica, paese, principi).

- rafforzata la democrazia popolare, così come Stato di diritto e sistema giudiziario (lotta alla corruzione, molto sentita: strategia scacciare le mosche, cacciare le volpi). passaggio molto accurato sui miglioramenti in termini di welfare a livello di istruzione, sanità, protezione sociale
centralità della questione ambientale e correttivi apportati in tal senso.

- esercito è stato rafforzato e continuerà ad esserlo (ammodernamento), per essere pronto alla nuova era e difesa della Cina. a livello internazionale rafforzata rete diplomatica e partnership verso un multilateralismo reale e non solo di facciata.

- problemi emersi in questo nuovo corso sono: squilibrio nella crescita, colli di bottiglia e capacità di garantire approvvigionamenti a popolazione e industrie, così come per prevenire crisi finanziarie; welfare va ulteriormente rafforzato; molto ancora da fare a livello ecologico.
Nel Partito va combattuto il culto del denaro, l'edonismo, mancato rispetto della legge, individualismo estremo, nichilismo, burocratismo, forme di privilegio e corruzione

OBIETTIVI FUTURI:

1) modernizzare il marxismo: combinare la teoria marxista con la realtà concreta cinese e la sua cultura tradizionale, fonte di grande sapere. Va sostenuta la supremazia del popolo, che ne sappia cogliere creatività e aspettative in modo che popolo si rispecchi in essa. Qualsiasi teoria avulsa dal popolo è inutile e dannosa.

2) compiti del Partito: unire e guidare il popolo (frammentato nella sua immensità in gruppi diversi) nell'obiettivo di una prosperità collettiva e dell'armonizzazione tra ricchezza materiale e spirituale. Modernizzazione a tutto tondo (economica, politica, sociale) resta parola d'ordine generale.

3) nuovo modello di sviluppo: sviluppo di alta qualità, non basta espandere domanda interna, va aumentata la produttività totale dei fattori e la qualità dell'offerta. Sia pubblica che privata, sfruttando appieno la capacità del mercato di allocare le risorse. Importante passaggio su sviluppo ulteriore delle zone rurali.

4) ringiovanimento del paese, scienza e istruzione: istruzione, scienza e tecnologica come basi su cui poggiare modernizzazione. Forza produttiva primaria. popolo deve essere soddisfatto da istruzione e da possibilità che dà, con integrazione tra aree urbane e rurali. Coltivare un numero significativo di talenti, a stretto contatto col Partito

5) sviluppare la democrazia popolare: rafforzare la sovranità popolare, ampliare canali democratici e garantire che il popolo gestisca lo Stato attraverso i congressi del popolo, tramite libere elezioni soggette alla supervisione del popolo. Migliorare meccanismo di assorbimento delle indicazioni dell'opinione pubblica. Sviluppare la democrazia consultiva tra istituzioni e organizzazioni popolari, le forme di negoziazione e di interazione, per la piena espressione delle opinioni e del consenso.
Consolidare il fronte e il sentimento patriottico.

6) aderire e consolidare Stato di diritto: profonda rivoluzione governance nazionale.
promuovere equità e giustizia sociale, legislazione scientifica e applicazione della legge e della Costituzione. Promuovere amministrazione secondo la legge, una giustizia equa ed imparziale.

7) promuovere autostima culturale e auto-miglioramento: costruire un'ideologia socialista dalla forte leadership e che responsabilizzi gli individui.

8 ) migliorare benessere e qualità di vita: migliorare sistema di distribuzione della ricchezza, aderendo al principio "più lavoro, più ricompensa", migliorare sicurezza sociale come stabilizzatore sociale e per assicurara salute delle persone, importante indice di prosperità.

9) promuovere sviluppo verde: accelerare trasformazione verde dello sviluppo, prevenzione e controllo dell'inquinamento a tutela degli ecosistemi, in particolare sulla questione del carbone.

10) promuovere sistemi di sicurezza nazionale: per sicurezza nazionale non si intendono solo i sistemi di difesa, ma la capacità di approvvigionamento alimentare, la tenuta ideologica, la sicurezza pubblica. Dunque la prevenzione di ogni pericolo, interno ed esterno

11) modernizzare l'esercito: rafforzare capacità di combattimento come forza di dissuasione.

12) rafforzare modello "un paese, due sistemi": accordo istituzionale per Hong Kong e Macao, alto grado di autonomia ma sempre sotto il cappello della madrepatria. Garanzia che venga mantenuto il sistema capitalistico delle due aree, ma aderendo all'unità del potere centrale.
Sfruttare ruolo di HK sul piano della finanza internazionale, risolvere la questione di Taiwan per la completa riunificazione della madrepatria. è un problema cinese che spetta alla cina risolvere, no ingerenze esterne.

13) promuovere pace e sviluppo mondiali: Cina non cercherà mai egemonia assoluta mondiale, promuove gestione multilaterale dei rapporti internazionali e la cooperazione amichevole, la globalizzazione economica e alla governance globale, contro la costruzione di muri e steccati che rompono legami costruiti nel tempo.
promuovere meccanismi multilaterali e organizzazioni internazionali e regionali

14) riforma del Partito: migliorarne leadership e unità, meccanismi decisionali e governance. Disciplina contro la corruzione, soprattutto nei ruoli in cui il potere è concentrato. Il partito deve servire il popolo, sostenerne le opinioni, farsene carico e attuare la linea di massa, farsi seguire dai giovani e seguirne la crescita. 

Online Aquila1979

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3334
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #35 il: 18 Ott 2022, 13:01 »
grazie FD
incredibilmente la stampa se ne sta occupando sciattamente.

Offline FatDanny

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30032
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #36 il: 18 Ott 2022, 14:01 »
in generale la stampa italiana fa schifo sulle questioni internazionali.
Le segue poco e male.
Per queste cose tocca rivolgersi alla stampa francese o inglese. Il colonialismo qualcosa di buono ha lasciato, almeno in termini di attenzione.
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #37 il: 22 Ott 2022, 10:50 »

Offline kurt

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #38 il: 22 Ott 2022, 18:07 »

Non ho capito, che è successo? L'hanno silurato in diretta?
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #39 il: 22 Ott 2022, 19:27 »
Non ho capito, che è successo? L'hanno silurato in diretta?

da quello che leggo altri potrebbero risponderti molto meglio di me... comunque: hu era (credo) il leader della fazione filo-occidentale del PCC. la sua cacciata significa la fine della fazione. anche il primo ministro (che era un “figlio” di Hu) e’ fuori. magari hu non era isolato nel PCC, ma chiaramente xi ha abbastanza potere per fare una cosa del genere pubblicamente (cioe’ ha i militari dalla sua). insomma pare che non ci sara’ spazio per accordi con gli usa, i cinesi andranno fino in fondo. e questo a mio avviso non isolera’ la cina, ma noi, perche’ sempre piu’ paesi decideranno di tagliare con noi pur di continuare ad avere rapporti con loro. vedremo. esperti di cina, palesatevi.
 

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