CINA: il paese del dragone

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Offline Goceano

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CINA: il paese del dragone
« il: 16 Lug 2022, 12:38 »
50 anni di crescita economica continua ed impetuosa, nonostante ci siano ancora molte contraddizioni; ci siete mai andati come turisti, qualcuno ci vive o ci ha vissuto? Vi piace o vi piacerebbe viverci? C'e molta povertà ancora oggi? Vi piace il modo di vivere dei cinesi in Cina?


Offline Emanuele

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #1 il: 16 Lug 2022, 15:09 »
CI ho vissuto circa tre anni, 6 mesi nel 2014 e due anni e mezzo dal 2017 al 2020.
La vita di uno straniero in Cina ovviamente non rappresenta la vita di un cinese.
Ad ogni modo, sono perdutamente innamorato della Cina. Spero di poterci tornare il prima possibile.

Offline Goceano

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #2 il: 16 Lug 2022, 15:59 »
CI ho vissuto circa tre anni, 6 mesi nel 2014 e due anni e mezzo dal 2017 al 2020.
La vita di uno straniero in Cina ovviamente non rappresenta la vita di un cinese.
Ad ogni modo, sono perdutamente innamorato della Cina. Spero di poterci tornare il prima possibile.

In che senso? Puoi approfondire comè la vita in Cina? Si sente il regime?
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #3 il: 16 Lug 2022, 23:01 »
io ci ho vissuto a lungo e tornerei a viverci domani.
per poi probabilmente volermene andare il giorno dopo  :)
ma questa e' la Cina : una sfida continua e quotidiana.
ma e' anche un Paese che viaggia a velocita' doppia, tripla rispetto a gran parte dei Paesi che ho conosciuto.
Per non parlare dell'Italia che e' almeno 20 anni indietro.
Oggi vivo a Bucarest e per me ha significato fare un balzo indietro nel tempo di almeno 30/40 anni.
In ambito economico (of course!), sociale e culturale
Vivere in Cina significa resettare completamente il modo di ragionare, comportarsi e relazionarsi con il prossimo al quale eravamo abituati.
E' un immenso Paese complicato, interessante, contraddittorio ed affascinante, difficile, a volte brutale, spesso arrogante ed insopportabile ma che in cambio ti offre un'esperienza totalizzante ed entusiasmante che, almeno nel mio caso, credo segnera' per sempre il modo di guardare il mondo.
Io dico sempre che in Cina abitano alcune centinaia migliaia di stranieri ma ben pochi di questi in realta' ci vivono. Pensare di vivere la Cina con una "testa" occidentale significa sprecare un'opportunita'.
Il regime non si sente in maniera particolare ma e' nei rapporti lavorativi che si avverte tutta l'arroganza tipica degli Han.
Questa del regime che sta con il fucile puntato pronto a vessare i cittadini e' una delle tante narrazioni (errate) che si fa della Cina.
E' il patto sociale tra lo stato e il miliardo e mezzo di cinesi che tiene in piedi la Cina.
E questo, vivendoci, lo si respira in ogni angolo di strada e in ogni aspetto della vita quotidiana.
E del quale raramente si trova traccia nella narrazione che si fa della Cina in occidente.
Ogni mattina, quando uscivo di casa, non sapevo se quel giorno avrei amato o odiato la Cina.
Ed e' per questo che ci tornerei di corsa.

Offline alex73

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #4 il: 21 Lug 2022, 14:21 »
Deve essere bellissimo vivere sotto un regime autoritario....
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #5 il: 21 Lug 2022, 15:26 »
se ho capito bene ...
in Cina bisogna vivere da cinese perchè se ti approcci all'occidentale campi male
e da cinese non devi pensare "all'occidentale" perchè rischi che qualcuno ti faccia vivere peggio
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #6 il: 21 Lug 2022, 15:58 »
In che senso? Puoi approfondire comè la vita in Cina? Si sente il regime?
io non ci sono stato mai, ma non credo che ormai il problema sia "tanto" il regime, quanto, da quello che si legge e tornando alla crescita economica del topic, le condizioni di lavoro. Qui cerchiamo di batterci PER IL SALARIO minimo e gli orari di lavoro ( pur con tutte le storture del caso) li si lavora da bambini a salari neanche paragonabili a qui. Non a caso le grandi imprese vanno a cercare manodopera li', ed una crescita economica, con quei prezzi di manodopera, penso, la si possa fare ovunque.

Offline Emanuele

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #7 il: 22 Lug 2022, 11:52 »
In che senso? Puoi approfondire comè la vita in Cina? Si sente il regime?

personalmente non c'e' mai stato un momento in cui ho sentito di vivere sotto un regime autoritario*

mi sento di sposare la frase di nihaolazio: "Questa del regime che sta con il fucile puntato pronto a vessare i cittadini e' una delle tante narrazioni (errate) che si fa della Cina"

non vero, verissimo

la mia vita quotidiana scorreva in maniera normalissima, come in qualsiasi altro posto in cui mi e' capitato di vivere
anzi, personalmente mi sentivo piu' libero li' che qui in Italia dal punto di vista delle convenzioni

ma appunto, la vita di uno straniero in Cina - per quanto io abbia sempre vissuto in citta' estremamente 'cinesi', con pochissimi stranieri, e abbia cercato di condurre una vita il piu' possibile 'cinese' - non credo possa rappresentare la vita di un cinese

come prima cosa per lo stipendio, ma anche per altri aspetti in cui da straniero non e' possibile penetrare fino in fondo

concordo con nihaolazio riguardo ai rapporti di lavoro
nella mia seconda esperienza ho trovato un ambiente di lavoro ottimo, ma e' anche vero che il mio coordinatore didattico era italiano e i rapporti con i cinesi a lavoro si limitavano alle faccende burocratiche e amministrative (permesso di soggiorno, contratto...)

la prima esperienza invece, con una scuola privata che faceva da tramite per un'universita', fu lavorativamente pesante
il mio capo era una persona arrogante, becera, cafona, misogina, senza scrupoli

e con lui ho vissuto la terribile esperienza delle cene (= sbronze) di lavoro (semi-obbligate) che sono tipiche in Cina

(la cosa divertente - e assurda - e' che poi lo incontrai per caso a Udine, quando lavoravo li', ubriaco per le vie del centro  :lol:)

*in una clausola del contratto di lavoro con l'universita' c'era scritto che non dovevo interferire con gli  affari interni della Cina e che non dovevo parlare di politica o religione

Offline Goceano

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #8 il: 22 Lug 2022, 11:55 »


*in una clausola del contratto di lavoro con l'universita' c'era scritto che non dovevo interferire con gli  affari interni della Cina e che non dovevo parlare di politica o religione

Gli potevi parlare della Lazio  :ssl :ssl :since :since :asrm :asrm scherzo, grazie che hai scritto, mi ha sempre affascinato questo paese, fa sempre piacere quando me ne parlano dall'interno e non solo come turisti.

Offline Emanuele

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #9 il: 22 Lug 2022, 12:03 »
come ho scritto nel primo post, non sono obiettivo quando si parla di Cina, i miei amici mi prendono in giro dicendo che sono pagato dal partito  :lol:

ma veramente, e' un Paese di cui sono innamorato e che consiglio a tutti di visitare (evitando i soliti giri turistici pechino-shanghai-xian-chengdu-guilin)

spero di tornarci presto, anche perche' - nonostante abbia viaggiato moltissimo grazie alle lunghe vacanze dell'universita' - ci sono delle parti che non sono riuscito a visitare

e non parliamo del cibo, senno' mi sento male

Online FatDanny

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #10 il: 22 Lug 2022, 12:25 »
personalmente non c'e' mai stato un momento in cui ho sentito di vivere sotto un regime autoritario*

mi sento di sposare la frase di nihaolazio: "Questa del regime che sta con il fucile puntato pronto a vessare i cittadini e' una delle tante narrazioni (errate) che si fa della Cina"

non vero, verissimo

la mia vita quotidiana scorreva in maniera normalissima, come in qualsiasi altro posto in cui mi e' capitato di vivere
anzi, personalmente mi sentivo piu' libero li' che qui in Italia dal punto di vista delle convenzioni


io penso che questo discorso si possa dire di qualsiasi regime autoritario o quasi.
è la propaganda occidentale che costruisce un immaginario per cui si immagina che nei paesi autoritari l'uomo laqualunque non abbia libertà di fare (non se sa poi cosa, visto che qui non è uno che faccia proprio le barricate contro il governo).

L'autoritarismo si misura sempre dai dissidenti.
Io da dissidente in Italia posso parlare del grado di autoritarismo dei regimi liberali.
E misurarlo con quello dei dissidenti altrove e dire in cosa la repressione è maggiore o minore.

Che lo faccia, come spesso sento, la persona che non esprime attivamente dissenso e misura i gradi di libertà su se stesso, "in Italia io sono liberissimo" vale ben poco (libero de fa che? Pensi che il problema in Cina sia dire "io non sono d'accordo"? La risposta è sticazzi lì come qui). Perché l'equivalente di quella persona potrà dirlo in Cina, nell'URSS di un tempo, nei regimi autoritari del sudamerica.
Dire "allora andate a vivere lì" dimostra solo che si ha un immaginario macchiettistico di quella realtà, o meglio propagandistico.
Perché ovviamente la nostra realtà dice che qui c'è la libertà e lì l'oppressione. Lì viene detto il contrario.

Io consiglio sempre la visione di Taxi Teheran in merito. è relativo all'Iran, ma fa capire esattamente questo.

Ovviamente non significa che allora è tutto uguale.
In Egitto io da dissidente sarei probabilmente morto. In Cina sarei forse ai lavori forzati.
E così via.
Ma se qualcuno pensa che invece in Italia i dissidenti siano liberi si sbagliano di grosso.
In italia sono arrestati, sono perseguiti, sono repressi. E, rivelazione delle rivelazioni, ciò avviene con il consenso dei molti. Perché quando i tg parlano dei violenti, dei sovversivi, dei black block e la gente dice "in galera, in galera" esattamente di questo si tratta.
Ovviamente ognuno rappresenta i propri dissidenti come colpevoli, a volte come traditori altre come persone pericolose. Ma attenzione, che il consenso che si costruisce attorno alla repressione è fatto della stessa pasta e se si pensa il contrario ci si illude.


Ecco, io penso che aver chiaro questi aspetti aiuta a guardare la Cina senza una buona dose di pregiudizio.

Offline Emanuele

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #11 il: 22 Lug 2022, 12:36 »
Fat, non ho le tue capacita' analitiche ed espositive riguardo a questo tema, ma sono assolutamente d'accordo con te
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #12 il: 22 Lug 2022, 14:30 »
pregiudizio.

questo e' il motivo per cui io spesso rinuncio a parlare di Cina.
io la presenza del regime l'ho percepita spesso sulla mia pelle.
non invasiva come viene raccontata ma sicuramente presente in molti aspetti della vita quotidiana.
ma ho percepito altrettanto spesso quanto sia bella la gente di Cina e quanto sia divertente avere a che fare con i laobaixing  (ed immagino Emanuele mi possa capire benissimo).
ma se parli di Cina di certe cose e' difficile parlare.
finche' ne elenchi i mille e piu' difetti che la caratterizzano, tutto ok.
ma se ne racconti un mezzo pregio, so' cazzi.
se, parlandone, non infili in una frase su due, le parole "regime" o "totalitario" oppure "oppressione", poi arriva il classico che-sa-tutto-lui (e che magari non ha mai messo il naso fuori del raccordo) e ti dice : "e allora piazza tiananmen"?
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #13 il: 30 Ago 2022, 09:30 »
E' un paese, una cultura che mi ha sempre affascinato, non ci sono mai stato.
Avevo una zia, insegnante all'università di San Francisco che ogni tanto tornava in Italia e quando andavo a casa sua da ragazzino mi ritrovavo contornato da oggetti cinesi, pitture, sculture.
Lei ci è andata più volte nel corso della sua vita e mi raccontava  che gran popolo fossero e che cultura meravigliosa avessero.

Online FatDanny

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #14 il: 30 Ago 2022, 09:45 »
La risposta cinese alla crisi immobiliare :lol:

(sono immagini che in realtà mettono insieme demolizioni dell'ultimo anno e mezzo circa)

https://www.youtube.com/shorts/xqyqwJDXo4s
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #15 il: 30 Ago 2022, 09:50 »
La risposta cinese alla crisi immobiliare :lol:

(sono immagini che in realtà mettono insieme demolizioni dell'ultimo anno e mezzo circa)

https://www.youtube.com/shorts/xqyqwJDXo4s
ne potremmo chiamare uno per il Flaminio..
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #16 il: 30 Ago 2022, 12:51 »
50 anni di crescita economica continua ed impetuosa, nonostante ci siano ancora molte contraddizioni; ci siete mai andati come turisti, qualcuno ci vive o ci ha vissuto? Vi piace o vi piacerebbe viverci? C'e molta povertà ancora oggi? Vi piace il modo di vivere dei cinesi in Cina?

sicuramente hanno una visione diversa da quella occidentale ma non meno affascinante.
sicuramente capirla  per un occidentale è un bell'impegno ma non impossibile.

Offline Mate

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #17 il: 02 Set 2022, 14:18 »
https://www.corriere.it/esteri/22_settembre_01/rapporto-onu-xinjiang-denuncia-crimini-contro-l-umanita-e9bdc972-29ef-11ed-8963-d54a3aeaa2d9.shtml

Il rapporto Onu sullo Xinjiang denuncia «crimini contro l’umanità»
di Guido Santevecchi

«Prove credibili» su «gravi violazioni dei diritti umani» commesse dalle autorità cinesi. Il dossier di 48 pagine pubblicato dall’Alto Commissario Bachelet pochi minuti prima della scadenza del mandato.


L’Onu ha raccolto «prove credibili» su possibili «gravi violazioni dei diritti umani» commessi dalle autorità cinesi nello Xinjiang. Il rapporto, bloccato per un anno dalle proteste di Pechino che definisce l’inchiesta una «farsa e calunnia ispirata dagli occidentali», è stato pubblicato pochi minuti prima della scadenza del mandato dell’Alto commissario per i Diritti umani Michelle Bachelet, presa nel fuoco incrociato della polemica geopolitica tra i due fronti. La squadra di esperti delle Nazioni Unite, in un dossier di 48 pagine, accusa i cinesi di aver utilizzato leggi opache sulla difesa della sicurezza nazionale per scatenare una campagna di repressione contro la minoranza uigura di religione musulmana, istituendo un «sistema di detenzione arbitraria». Da anni, organizzazioni umanitarie non governative hanno denunciato che con l’obiettivo di «rieducare e trasformare» i soggetti influenzati dall’estremismo islamico, centinaia di migliaia di cittadini sono stati chiusi in finti «centri di addestramento professionale» che in realtà sono campi di lavoro forzato e indottrinamento ideologico. Nel 2021 l’Unione europea ha emesso sanzioni a carico di quattro alti funzionari cinesi che avrebbero guidato la campagna repressiva; gli Stati Uniti l’hanno definita un tentativo di genocidio.

Ora, pur senza utilizzare il termine genocidio, si è pronunciato anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite. Gli investigatori Onu hanno raccolto decine di testimonianze dirette che raccontano di «torture, crudeltà e comportamenti degradanti e umilianti». Tra questi ci sono casi di violenze sessuali, uso di scariche elettriche contro detenuti legati a sedie di ferro, bastonature, privazione del sonno attraverso sorveglianza continua in ambienti ristretti. Lo Xinjiang è la regione più occidentale e più vasta della Repubblica popolare cinese. Sui 25 milioni di abitanti, circa 13 milioni sono di etnia uigura. Pechino ha cercato di omologarli e normalizzarli, con metodi oppressivi che hanno scatenato violenze a attività terroristiche.

Nel 2014, durante una visita di ispezione nello Xinjiang di Xi Jinping, un attentato alla stazione ferroviaria della capitale Urumqi aveva causato morti e feriti. Xi aveva osservato che contro il terrorismo lo Stato deve colpire per primo. Scontri feroci si erano susseguiti per anni nei villaggi del territorio, con le guarnigioni di polizia cinese spesso assediate da miliziani. Nel 2017 Pechino ordinò di stabilizzare a ogni costo lo Xinjiang. Fu introdotto il cosiddetto sistema dei «centri di rieducazione». Secondo rapporti di organizzazioni non governative, circa un milione di persone sono state inviate in queste strutture, senza incriminazione o processo, solo sulla base di sospetti.

Lo scorso luglio Xi Jinping è tornato nello Xinjiang. Una visita di quattro giorni durante la quale il presidente cinese ha proclamato che «ogni gruppo etnico nello Xinjiang è parte inseparabile della grande famiglia della nazione cinese». Il leader nei discorsi pubblici riferiti dalla Xinhua non ha fatto alcun cenno a estremismo, separatismo, terrorismo, ha esaltato «le eccellenti condizioni di stabilità e unità» che ha trovato nel territorio. Significativamente, i tg e i giornali di Pechino hanno pubblicato immagini del leader attorniato da pacifiche donne in costume tradizionale e gruppi canori eredi della civiltà nomade. Le foto di otto anni fa mostravano Xi tra reparti militari e mentre premiava ufficiali di polizia che si erano distinti nella guerriglia contro «i terroristi musulmani».

Il tour del segretario generale comunista ha voluto segnalare che l’ordine cinese è stato ristabilito nella regione. Il rapporto dell’Onu condanna la Cina. «È una sfida senza precedenti alle menzogne di Pechino e all’orrendo trattamento a cui sono stati sottoposti gli uiguri», commenta Sophie Richardson, direttrice di Human Rights Watch. La gravità delle prove raccolte nel dossier spiegano perché la delegazione cinese all’Onu «ha combattuto con le unghie e con i denti per bloccarlo», conclude la signora Richardson.

Offline Aquila1979

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Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #18 il: 02 Set 2022, 14:42 »
https://www.linkiesta.it/2021/09/uiguri-cina-prigione/

Libro da leggere con attenzione.

Nella regione è in atto una strisciante sostituzione etnica, gli han, dopo aver preso possesso dei gangli del potere, stanno modificando la composizione demografica a loro favore.

Online FatDanny

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29143
Re:CINA: il paese del dragone
« Risposta #19 il: 02 Set 2022, 15:13 »
vero, una situazione per certi versi molto simile a quella palestinese.
Mi auguro che la comunità internazionale sappia trattare Cina e Israele allo stesso modo, come meritano.

E che l'opinione pubblica sappia condannare queste forme di repressione e sostituzione etnica con fermezza, senza se o ma e senza mettere in mezzo la vigliacca scusa del terrorismo da parte di alcuni gruppi di resistenti, che d'altronde è effettivamente presente in Palestina quanto in Xinjiang, ma non per questo giustifica in alcun modo la politica criminale cinese come quella israeliana.
 

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