Vedi
@Boyakki, Il problema è che l'esempio è completamente sbagliato. E sono proprio quelle che consideri similitudini, in realtà false, a portarti fuori strada (cosa comunissima, di solito la percezione in qualsiasi campo dello scibile si falsa proprio per associazioni scorrette).
Mi spiego:
1) come dice
@LaFonte Una prima differenza sostanziale è che mentre in un singolo stato c'è un'autorità centrale fonte di sovranità che è deputata in ultima istanza a stabilire cioè che si può fare e cio che non si può, sul piano internazionale questo manca.
Quindi tu puoi dire che ti ha tolto camera di tua figlia e il vicino che sei tu ad aver tolto a lui quella camera. Non c'è un catasto centrale che dice quale sia la verità istituzionale, ma due catasti che dicono due cose diverse. Ambedue quindi possono avocare a sé un titolo dalla loro prospettiva legittimo
2) dire che la cosa è semplicissima dal 2022 con l'esempio della casa è un modo di ipostatizzare quello che in realtà è un prodotto complesso di secoli (cos'è una nazione? Quali sono i suoi confini?) quindi è una semplificazione che rende semplice alla tua logica arrivare alla conclusione ma non semplifica in alcun modo la questione in sé. Diciamo che sei tu a togliere variabili per farla facile ma la cosa resta più complessa
3) dire che "comunque sia andata, la casa oggi è mia" è, come dicevo, espressione perfetta del mancato senso della storia.
Perché vedi, il problema nelle conteste storiche è che ciascuno fissa l'ora al momento in cui gli aggrada o conviene.
Gli israeliani lo fissano ad oggi per dire che israele ormai è una realtà indiscutibile e allo stesso tempo a 2000 anni fa per evocare un diritto originario. I palestinesi possono dire che sticazzi di 2000 anni fa perché ora ci sono loro (che probabilmente discendono proprio dagli ebrei di 2000 anni fa). "Ora" non ha senso, se non negli esempi troppo semplificati come io tuo.
Perché sia sul piano temporale che su quello dei diritti acquisiti, come nel caso dei due catasti, non c'è una fonte univoca a cui attenersi
4) altrettanto semplificato é Pensare che siccome il vicino ha preso una stanza presto si prenderà il piano e poi forse il palazzo. Sciocco fare paragoni con Hitler.
Hitler in due anni prese mezza Europa, putin nemmeno due regioni. Non è solo una questione di scala, è proprio stupido il paragone. Significa non avere la minima idea e, come nel caso della casa, fare similitudini che sembrano significative solo per un'assonanza che resta solo di base. Come se dicessi che il Foggia è un po' il Milan per la maglia.
5) quindi si lascia fare e vale la legge del più forte? In parte si. Devi fare i conti che vale proprio la legge del più forte, anche quando hai uno stato come ipotetica forma di garanzia. Semplicemente questa è mediata. Allora devi fare lo stesso: mediare. Trovare la configurazione di nuovo equilibrio che porti al non ripetersi per una finestra temporale ragionevole. Attenzione, sottolineo quest'ultima cosa, perché qui parlate come se gli altri confini fossero stabili da secoli, quando non ne è passato nemmeno uno manco nel nostro caso. Ecco perché dico che avete perso il senso della storia. Avete fatto della vostra piccola micragnosa esperienza di vita da italiani 30/40/50enni la regola quando è un'eccezione.
La storia politica e militare degli ultimi 20mila anni ci dice invece che questi accordi sono equilibri precari e temporanei. Valgono il tempo in cui non cambiano i rapporti di forza.
Poi con questi ultimi cambiano anche i confini.
Capisco che questo possa non farvi dormire sereni, capisco che l'idea esista un diritto naturale a cui appellarsi universalmente sarebbe piu comodo e rassicurante perché la risoluzione sarebbe iscritta lì ma tutto questo non c'è.
Si, vale la legge del più forte e dunque tutto sta a trovare un equilibrio ragionevole attraverso pesi e contrappesi. Oppure ci si annienta finché uno non vince. Certo che c'è questa alternativa, pure contro la Russia. Ma per farlo devi avere il consenso popolare e gli armamenti necessari. è il non detto di chi vuole armarsi ma io questo scenario non lo voglio e nessuna foto drammatica mi farà cambiare idea come nessuna foto di gaza mi farà pensare che occorre bombardare tel aviv e scatenare uno scontro nucleare con israele.
Dovete fare i conti con la realtà storica, quella che si è persa dopo il crollo del muro.
Non significa vivere nel caos, come non lo è mai significato nel passato umano. Significa solo assumere consapevolezza che la situazione è più precaria di quel che l'ideologia liberale suggerisce.
Anche perché la sua stessa stabilità si fonda sul dominio assoluto dell'occidente, che quindi non è che risolve le questioni, semplicemente impone il nostro punto di vista. Dove questo si perde, fisiologicamente torna il conflitto.
E no, non è augurabile che allora noi si domini come siamo abituati. Perché noi ci vediamo come gente che professa la libertà, ma è una lente ideologica. Noi siamo la merda tanto quanto.