Crisi ucraina

Aperto da kelly slater, 21 Feb 2022, 19:31

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paolo71

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Quella dell' invio delle armi all'Ucraina mi ha sempre visto contrario fin da subito.
Accolgo i profughi, partecipo alle sanzioni all' aggressore, ma non armo un paese che non è un alleato.
Spingo solo sulla diplomazia.

Laziostyle87

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Altro spunto. Tale Ben Hodges che era il capo dell forza USA in europa e che nel 2015 pare avesse previsto in 5-6 anni l'invasione russa dell'Ucraina sostiene che se l'Ucraina "resiste" altri 10 giorni la Russia non sarà più in grado di attaccare e sostanzialmente si avvierà a perdere la guerra. Sincermanete mi sembra improbabile.

Davy_Jones

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Citazione di: Laziostyle87 il 16 Mar 2022, 13:21
Altro spunto. Tale Ben Hodges che era il capo dell forza USA in europa e che nel 2015 pare avesse previsto in 5-6 anni l'invasione russa dell'Ucraina sostiene che se l'Ucraina "resiste" altri 10 giorni la Russia non sarà più in grado di attaccare e sostanzialmente si avvierà a perdere la guerra. Sincermanete mi sembra improbabile.

secondo me se non fanno rapidamente un accordo (=se l'ucraina non da' ai russi quello che vogliono) e/o se non entra in scena qualcun altro (=ww3) fra 10 gg sia i russi che l'ucraina staranno piu' o meno come oggi, solo con l'ucraina molto piu' rasa al suolo. se fossi ucraino non mi fiderei di ben hodges.

Davy_Jones

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(comunque strano che gli americani premano per continuare la guerra, no? fottuti stronzi)

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FatDanny

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https://www.facebook.com/francesca.fornario/posts/502606364769538

Due cose che so:
1) Putin non è il popolo russo.
Il popolo russo è un popolo pacifico e ospitale legato all'Ucraina: molti russi hanno genitori, mogli, parenti, amici ucraini che parlano la loro stessa lingua. Putin è un oligarca violento e antidemocratico amante del lusso sfrenato, con un patrimonio valutato decine di miliardi (impossibili stime ufficiali), un omofobo guerrafondaio, un ex agente del kgb che perseguita e uccide gli oppositori politici e i giornalisti e ha tessuto rapporti con tutta l'estrema destra europea. È l'idolo di Le Pen e di Salvini: Salvini che non festeggia il 25 Aprile e che ha candidato, eletto e portato al potere con la Lega decine di esponenti del Movimento Sociale Italiano. Che l'obiettivo dell'idolo delle destre sia quello di «denazificare» l'Ucraina è ridicolo.
Migliaia di russi senza patrimoni miliardari scendono in piazza contro Putin per fermare la guerra rischiando l'arresto, come ha fatto ieri la giornalista Marina Ovsyannikova irrompendo in diretta sul primo canale della tv russa con un cartello che denuncia le menzogne della propaganda e venendo immediatamente arrestata.
Pensare di boiocottare Putin boicottando Dostoevskij e l'insalata russa (che comunque non è russa) e la vodka (che comunque non è prodotta in Russia ma in Svezia, seguita da Francia, Polonia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Lettonia e - toh! - Italia) è ripugnante e idiota. Boicottare il caviale - IL CAVIALE - è una roba che può venire in mente solo a chi trova normale riunirsi nella reggia di Versailles mentre i popoli patiscono la guerra e la fame, un po' come scendere in piazza il 25 Aprile con le foto di "Coco Chanel, patriota europea" (a forza di governare con Berlusconi e Salvini agli antifascisti si confondono le idee).
2) Zelensky non è il popolo ucraino.
Il popolo ucraino è un popolo pacifico e ospitale legato alla Russia: molti ucraini hanno parenti e amici russi che parlano la loro stessa lingua. Molti sono fuggiti in Russia prima e dopo lo scoppio della guerra. Tra le braccia dei loro amici e parenti, non tra le braccia di Putin.
La vice premier ucraina Iryna Vereshchuk ha detto ieri sera a Otto e Mezzo che il 90 per cento degli ucraini sono con Zelensky: non è vero.
Zelensky ha vinto le elezioni nel 2019 con la promessa di sconfiggere la corruzione sistemica degli oligarchi, portare il benessere economico, porre fine alla guerra in Donbass. Ha disatteso tutte e tre le promesse. Ha perseguitato come il suo predecessore gli ucraini russofoni, ai quali viene impedito di studiare nella propria lingua. Stipendia i neonazisti degli ex corpi paramilitari come il battaglione Azov, legato a Casapound (vedi foto), diventati esercito regolare ucraino - dunque pagati con le tasse versate dagli ucraini - e accusati dall'Ocse e dall'Onu di atroci crimini contro l'umanità. Crimini commessi per lo più in Donbass, durante una guerra che si combatte da 8 anni e ha fatto - stando solo ai morti certificati dall'Ocse - 14 mila vittime. Una guerra che Zelensky prometteva di fermare e che invece continua a combattere sparando razzi contro quello che dice di essere il suo popolo.
Nemmeno prima di deludere le aspettative del "suo" popolo Zelensky rappresentava il 90 per cento degli ucraini.
Celebre comico televisivo, protagonista della serie "Servitore del popolo", dove vestiva i panni di un professore di storia che si candidava alle lezioni con l'ambizione di sconfiggere la corruzione e il sistema degli oligarchi, porre fine alla guerra e portare l'Ucraina nell'Unione Europea e nella Nato, cambia carriera fondando un partito che si chiama "Servitore del popolo" e si candida alle elezioni del 2019 con l'ambizione di sconfiggere la corruzione e il sistema degli oligarchi, porre fine alla guerra, portare l'Ucraina nell'Unione Europea e nella Nato.
Zelensky deve però la sua popolarità al più ricco degli oligarchi che dice di voler combattere.
Si tratta dello stesso oligarca che ha finanziato il famigerato battaglione Azov (nel caso qualcuno vi avesse già spiegato che quelli di Azov non sono nazisti ma nazionalisti, lascio la parola al portavoce di Azov, Andriy Diachenko, che nel 2015 ha spiegato che "solo" il 20 per cento dei componenti del battaglione si dichiara apertamente fan di Hitler, benché tutti loro adottino le svastiche, la simbologia e i saluti nazisti perché pervasi "dall'ideale di difendere l'Ucraina come Hitler difese la Germania"). L'oligarca in questione è il proprietario della tv 1+1, che produce e trasmette lo show-partito politico di Zelensky: il magnate e politico Ihor Kolomoisky, uno degli uomini più ricchi al mondo secondo Forbes, governatore della regione di Dnipropetrovsk fino al 2015, fondatore della più grande banca d'affari ucraina, la Privatbank, fallita dopo aver riempito le tasche di Kolomoisky e rifinanziata a spese del popolo ucraino, come prassi anche da noi.
Nel 2019, Zelensky ottiene il 30 per cento dei voti al primo turno di elezioni non democratiche. Non democratiche perché i partiti comunisti, che avevano il 15 per cento dei voti, sono stati banditi nel 2015 e mai riabilitati e i loro militanti perseguitati come qualunque partito, rivista, sindacato, giornale manifesti idee comuniste (non solo riferite all'Unione Sovietica ma anche critiche nei confronti di Stalin e legate al pensiero di Karl Marx e Rosa Luxemburg, ai quali in Ucraina erano dedicate vie e piazze che oggi hanno cambiato nome).
Ancora qualche giorno fa, a Kiev, Mikhail Kononovich, leader dell'ala giovanile del fuorilegge Partito Comunista ucraino (CPU), e suo fratello, Aleksandr Kononovich, sono stati arrestati dalle autorità ucraine e ora rischiano l'esecuzione.
Alle elezioni non prende parte la popolazione delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk, che ha già votato per oltre il 90 per cento a favore dell'indipendenza da Kiev ma che ieri sera la vice premier ucraina ancora annoverava, insieme alla popolazione della Crimea, nel 90 per cento di ucraini con Zelensky, considerando la Crimea e i territori delle autoproclamate repubbliche popolari "territori occupati" (come del resto ha fatto tutto l'occidente, che riconosce il diritto all'autodeterminazione dei popoli solo quando conviene alla Nato). In aggiunta, nella parte delle regioni di Lugansk e Donetsk ancora sotto il controllo di Kiev, e dove quindi nel 2019 si svolgono le elezioni, Zelensky viene sconfitto sia al primo che al secondo turno. Il primo partito è quello di Yuri Boiko, fautore della ripresa delle relazioni con la russia, votato perché garante del diritto degli ucraini russofoni di tornare a parlare, insegnare, pubblicare giornali nella propria lingua.
Al secondo turno, il servitore del popolo Zelensky sfida il presidente uscente Poroshenko, oligarca proprietario di catene commerciali (sua la cioccolata "Roschen"), altro miliardario censito da Forbes e responsabile del conflitto in Donbass, persecutore degli ucraini russofoni e legato anche lui al magnate Kolomoisky, l'editore di Zelensky, con il quale Poroshenko arriva alla rottura nel 2015, quando preme per le sue dimissioni da governatore.
Con la promessa di porre fine al conflitto, Zelensky ottiene al ballottaggio il 73 per cento dei voti. Una volta eletto, invece di attuare come promesso gli accordi di Minsk sull'autonomia del Donbass firmati dal suo predecessore, chiede di rinegoziarli. Spinge l'acceleratore sulla guerra mai cessata. Nel paese del servitore del popolo la corruzione è ancora sistemica: come mi ha detto una volta un'avvocata: «In Ucraina serve pagare per ottenere qualunque cosa e qualunque cosa si ottiene pagando». Quest'estate, a Marrakech, ero colpita dai molti annunci delle università ucraine di medicina: «Vieni a laurearti in Ucraina!». In Ucraina? Perché? «Perché basta pagare e diventi medico. Poi vengono a operare qui, ma se stanno male vanno a curarsi in Francia». «Ah». Gli stipendi pubblici sono miserrimi: gli impiegati faticano ad arrivare alla fine del mese. Le famiglie sono tornate a vivere tutte sotto uno stesso tetto, tre e anche quattro generazioni. Nonostante le difficoltà, non ho mai incontrato persone così ospitali e generose come in Ucraina.
Ci sentiamo ogni giorno. Sperano che la guerra finisca presto.
Non conosco nessuno che la stia combattendo. "Combattono i professionisti", mi dicono. Quelli pagati, quelli obbligati. Gli altri sono scappati in tempo per non dover combattere o si nascondono. Chi ha i soldi si è rifugiato negli alberghi o nelle case al confine, chi non ha i soldi per scappare o non vuole lasciare la propria casa, il lavoro, i genitori anziani, i figli piccoli, si nasconde in cantina, aiutando come può, costruendo una rete di solidarietà, di soccorso, di aiuto, portando l'acqua e le medicine alla popolazione.
Non vogliono armi per combattere, vogliono tornare presto a vivere in pace. Per questo Zelensky è stato costretto a arruolare legionari stranieri, a distribuire armi a chiunque le accetti e a varare una legge aberrante che consente a chiunque di sparare, facendo saltare la distinzione tra civili e militari e autorizzando l'aggressore a colpire i civili di un popolo che sta ripudiando la guerra meglio di noi, che dovremmo farlo per Costituzione.
Il popolo ucraino non è Zelensky, con la sua villa da 4 milioni a Forte dei Marmi, è Alina con la sua mamma badante a Roma, che ieri ho accompagnato in lacrime dall'altra parte della città con sua figlia di sei anni, rifugiate in attesa di poter tornare a casa, presto: "Appena finisce la guerra".
Abbiamo raccolto vestiti per loro. C'era un cappotto. Alina non lo ha voluto perché qui fa caldo e quando tornerà in Ucraina troverà i suoi cappotti che la aspettano a casa insieme a suo marito, che aveva aperto una falegnameria e l'aveva inaugurata il giorno prima dello scoppio della guerra.
Il popolo ucraino non è Zelensky in mimetica che, al sicuro da qualche località segreta, augura la morte a chi scappa ("Смерть бігунам!!", "morte a chi scappa", ha dichiarato in video riferendosi agli uomini tra i 18 e i 60 anni che non possono lasciare il paese), il popolo ucraino sono le decine di ragazzi maschi con i quali siamo in contatto e che sono scappati in tempo per non combattere perché non hanno nessuna intenzione di morire per Putin né per Zelensky o che si sono nascosti in cantina aiutando la popolazione come possono.
Mi è chiaro che delle ragioni che spingono questi nostri fratelli e sorelle a non imbracciare le armi non freghi niente a Zelensky, a Biden, a Draghi, a Putin, ai molti giornalisti, politici e analisti ospiti dei talk show che preferiscono eccitarsi per la bambina ucraina che imbraccia un fucile e farne un simbolo della resistenza, un'immagine che fino a qualche mese fa avremmo utilizzato per denunciare la violazione dei diritti dell'infanzia in remoti paesi africani non democratici.
Frega però parecchio a me, per questo ci tengo a dare loro voce. A dare voce a chi, in Ucraina, chiede la pace. Sogno in collegamento a Otto e Mezzo una madre, un ragazzo che spera di non morire e che la guerra finisca presto, cioè l'opposto della terza guerra mondiale evocata da Zelensky e dalla sua vice premier che insiste a chiedere la No Fly Zone da parte della Nato anche quando le viene spiegato che questo comporterebbe lo scoppio di un conflitto globale tra potenze nucleari, cioè l'inasprimento della guerra e la fine di quasi tutto per quasi tutti.
Io non so e non voglio sapere se Putin, Zelensky e gli altri oligarchi hanno pronta l'isola, il bunker, l'astronave per Marte o se sono semplicemente meno empatici, meno svegli, meno liberi o più malati di come ce li raccontiamo.
So che la guerra i popoli non la vincono mai, nemmeno quando la vincono i loro governi. I soldati muoiono o tornano a casa feriti nel corpo e nell'anima, spesso inadatti alla vita che avevano. Gli ospedali, i ponti, le fabbriche le stazioni, le scuole vengono distrutte, le famiglie terrorizzate e divise, le terre bruciate e chi vive di questo - andando a scuola, coltivando la terra, guidando un treno, lavorando in fabbrica o in un ospedale - si ritrova senza la vita che aveva da vivere, con tutto da rifare.
In molti stiamo ricostruendo gli obiettivi economici e strategici di Putin e di Zelensky, le cause del conflitto, le possibili conseguenze in termini di confini, equilibri commerciali, forniture di materie prime, alleanze militari. È giusto farlo. È giusto comprendere i ruoli e le responsabilità storiche di tutti gli attori coinvolti compresa la Nato, Stalin, Lenin e Pietro il Grande (magari ecco, ricordando chi è ancora sulla scena e chi no, chi oggi potrebbe fare la differenza e chi no).
Vorrei però che con lo stesso sforzo con cui ponderiamo le richieste dei contendenti, dell'aggressore che però se ne sta al caldo senza combattere e dell'aggredito che pure non sta al fronte, ponderassimo quelle attuali del popolo ucraino.
Le motivazioni che spingono Putin a insistere e Zelensky a resistere non sono infatti quelle dei loro popoli.  Non sono quelle di donne, uomini, bambine, bambini, vecchi, soldati, profughi.
Cosa pensate direbbero se potessero essere loro - Marina, Yura, Olga, tutti nomi di fantasia che uso per non scrivere i nomi di chi mi scrive - a sedersi al tavolo delle trattative? Chiederebbero le nostre armi? L'intervento della Nato? La terza guerra mondiale? L'integrità territoriale del paese? Ci avete pensato? Li conoscete?
Cosa stabilirebbero se potessero sedersi loro al tavolo delle trattative, un russo e un ucraino, come i genitori di Marina Ovsyannikova, la giornalista arrestata per aver fatto irruzione sulla tv russa?
Cosa desidera in cuor suo oggi il 90 per cento del popolo ucraino? Di porre fine alla guerra a qualunque condizione. Questo mi dicono i miei amici in Ucraina: "Speriamo che finisca presto". Non discutono i confini orientali, l'ingresso nella Nato o l'annessione della Crimea alla Russia, le responsabilità storiche.
"È facile chiedere la pace!", mi viene detto da chi evidentemente considera Marina, Yura, Olga, mio figlio e me ingenui o vigliacchi o entrambi.
No. È più facile fare la guerra, perché chi la dichiara non deve combatterla.
Chi dichiara guerra non resta senza cibo e riscaldamento, ha messo per tempo al sicuro i propri cari in qualche confortevole residenza di una qualche località segreta, non rischia di perdere la casa perché ne possiede parecchie e parecchie altre può comprarne.
La pace, invece, si fa una fatica porca a farla e a chiederla, ma è l'unica soluzione praticabile per chi di casa ne ha una e di stipendio pure e ha i figli sotto le armi e rischia ogni giorno in più di guerra di perdere tutto quello che ha.
La guerra è praticabile solo per chi produce e vende armi e non le imbraccia, solo per chi le guerre le sta a guardare in tv come si guardano le partite di calcio, facendo il tifo per una squadra e per l'altra senza capire quali sono realmente le squadre in campo: gli oligarchi contro i poveri cristi, in ogni guerra.
La pace, per i poveri cristi, non è un'utopia: è un'utopia la guerra, la pace e il disarmo sono l'unica via.
Poi magari quello che scrivo non serve a niente, serve solo a voi sorelle e fratelli che mi leggete con il traduttore di google per sapere che non siete soli. Siamo in tante, in tanti, anche qui, anche in Russia, a chiedere la pace. Siamo in tanti qui in Italia a gridare, e non da oggi, che i popoli non si proteggono aumentando la spesa militare di 37 miliardi e diminuendo quella sanitaria di 25 miliardi, come abbiamo fatto qui in Italia. Si proteggono con la giustizia sociale, la cooperazione, l'internazionalismo. Siamo in tanti a chiedere di non armare la guerra. Quella in Ucraina e le altre 33 guerre in corso nel resto del mondo, delle quali non amiamo pubblicare le foto dei civili morti perché le bombe, quasi sempre, le abbiamo prodotte, vendute e sganciate noi o qualche dittatore utile nostro amico.
Vi penso ogni istante. Teniamoci stretti.

mazzok

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Citazione di: Laziostyle87 il 16 Mar 2022, 13:21
Altro spunto. Tale Ben Hodges che era il capo dell forza USA in europa e che nel 2015 pare avesse previsto in 5-6 anni l'invasione russa dell'Ucraina sostiene che se l'Ucraina "resiste" altri 10 giorni la Russia non sarà più in grado di attaccare e sostanzialmente si avvierà a perdere la guerra. Sincermanete mi sembra improbabile.

ieri ho visto un piccolo pezzo, di più non ce l'ho fatta, della trasmissione diMartedì sul La7, ci sono capitato proprio quando interveniva Luttwak. Secondo lui (e credo per estensione del punto di vista, o auspici, degli usa) l'esercito russo sta nella merda, avrebbe bisogno di molti più soldati che non ha, ma soprattutto che gli usa intendono fare i poliziotti del mondo agendo su leve economiche. Chiudendo cioè i rubinetti alle nazioni come la russia. E fa l'esempio della Cina, che nel caso prendesse Taiwan non vedrebbe arrivare navi cargo con le materie prima dall'Australia (non considera che la Cina si sta prendendo l'Africa...).
Come dicevo, al di là di quello che dice, che come minimo mi sembrano semplificazioni belle e buone potrebbe essere interessante capire se le sue affermazioni riflettano il pensiero statunitense.

https://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimartedi-puntata-del-1532022-16-03-2022-429043
l'intervento è 55 minuti sull'esercito russo e a 1 ora e 10 minuti sulla guerra economica

Fla

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Fat, senza polemica, l'abbiamo capita la tua posizione su zelensky, ci si lamentava che non andava bene dire di continuo su questo topic che putin è un orco cattivo perché in questo topic si deve analizzare piu in profondità la situazione, però questa continua litania su quanto sia fascista zelensky va bene?

FatDanny

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ma io non sto postando la mia posizione su Zelensky.
Se trovo elementi nuovi sull'Ucraina di Zelensky li posto, tutto qui.
E penso sia sano perché se in Italia dopo due settimane inizia ad incrinarsi la mistificazione dell'eroe di Kiev che tanto eroe non è, tutto di guadagnato.

Per altro immagino che tu abbia commentato senza aver letto tutto, altrimenti sapresti che buona parte della cosa postata è un'interessante testimonianza sulla "resistenza ucraina", da chi è condotta ecc.
Sempre per contribuire alla discussione.

Non è un fatto di polemica quindi ma è proprio fuori fuoco quello che mi scrivi.

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Davy_Jones

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per quello che vale, in russia si discute molto sul dopo guerra, non nel senso di cosa fara' la russia in ucraina dopo la fine delle ostilità' ma nel senso di cosa succedera' in russia. una corrente sostiene che, visto che la russia e' stata tagliata fuori dal modello occidentale, il rilancio del paese passera' per l'introduzione di elementi del modello cinese (libero mercato per le piccole industrie + parziale nazionalizzazione di banche, grandi industrie e miniere). i sacrifici che saranno necessariamente richiesti alla popolazione verranno compensati con maggiori risorse per il benessere collettivo (letteralmente: case, asili, scuole, sanità', formazione, tecnologia, lavoro, ecc). insomma si aspettano che la russia vada verso una specie di sistema socialdemocratico.

Lativm88

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Molto interessante il contributo che mi trova molto concorde.

Tanto mistificata è la narrazione di chi comanda a  Kiev quanto lo è quella di come vanno le cose in Russia, mi spiego:

La narrazione falsa dell'eroe ucraino deve essere riconosciuta.
La narrazione falsa di Putin pazzo deve essere analizzata, limitarsi a dire "vabbè lo sappiamo Putin chi è e cosa fa" non basta, perché tra i due il più pericoloso in futuro è Putin, Zelensky ad una certa scomparirà.

Zarathustra

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Aquila1979

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Citazione di: Davy_Jones il 16 Mar 2022, 13:52
(comunque strano che gli americani premano per continuare la guerra, no? fottuti stronzi)

se torno indietro trovo un tuo commento "russi pezzi di merda"?
chiedo sul serio.
per capire.

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Davy_Jones

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Citazione di: Aquila1979 il 16 Mar 2022, 15:46
se torno indietro trovo un tuo commento "russi pezzi di merda"?
chiedo sul serio.
per capire.

per capire cosa? comunque no, non lo trovi. sara' perche' penso che in questo momento la strategia americana per noi e' piu' pericolosa di quella russa? azzardo. ho anche scritto che per me la leadership ucraina e' un problema senza mai aver scritto la stessa cosa di putin. pensa te.

Fla

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Citazione di: FatDanny il 16 Mar 2022, 14:32
ma io non sto postando la mia posizione su Zelensky.
Se trovo elementi nuovi sull'Ucraina di Zelensky li posto, tutto qui.
E penso sia sano perché se in Italia dopo due settimane inizia ad incrinarsi la mistificazione dell'eroe di Kiev che tanto eroe non è, tutto di guadagnato.

Per altro immagino che tu abbia commentato senza aver letto tutto, altrimenti sapresti che buona parte della cosa postata è un'interessante testimonianza sulla "resistenza ucraina", da chi è condotta ecc.
Sempre per contribuire alla discussione.

Non è un fatto di polemica quindi ma è proprio fuori fuoco quello che mi scrivi.
sì, ma trovi sempre elementi nuovi sull'ucraina e mai sulla russia, questo intendevo e che mi fa strano, poi ognuno è libero di postare quello che vuole ovviamente :)

Fla

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segnalo l'ennesimo discorso delirante di putin e questo molto importante contatto tra usa e russia:

15.56 Usa-Russia, primo contatto "di alto livello"
Il consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha avuto una conversazione telefonica con il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolay Patrushev, in quello che è stato il primo contatto ad alto livello tra le due potenze dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. Lo riferisce una nota dell'amministrazione americana. Sullivan "ha ribadito la ferma e chiara opposizione degli Stati Uniti all'ingiustificata e non provocata invasione russa dell'Ucraina", si legge nella nota, "Sullivan ha esposto con chiarezza l'impegno degli Stati Uniti a continuare a imporre costi alla Russia, a sostenere la difesa della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina e a rafforzare il fianco Est della Nato, in coordinamento pieno e continuo con i nostri alleati e partner".

Aquila1979

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Citazione di: Davy_Jones il 16 Mar 2022, 15:51
per capire cosa? comunque no, non lo trovi. sara' perche' penso che in questo momento la strategia americana per noi e' piu' pericolosa di quella russa? azzardo. ho anche scritto che per me la leadership ucraina e' un problema senza mai aver scritto la stessa cosa di putin. pensa te.

quindi gli americani sono dei pezzi di merda perché vorrebbero che la guerra continuasse mentre i russi non lo sono nonostante siano loro ad averla iniziata, cioè siano loro a bombardare e ammazzare persone.
ok

FatDanny

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Citazione di: Fla il 16 Mar 2022, 16:04
sì, ma trovi sempre elementi nuovi sull'ucraina e mai sulla russia, questo intendevo e che mi fa strano, poi ognuno è libero di postare quello che vuole ovviamente :)

Ma certo, essendo la comunicazione mainstream spostata sul versante ucraino tengo naturalmente a riequilibrare cercando soprattutto cose che non vengono dette in qualsiasi tg.
Che putin è [...] non devo aggiungerlo io qui, lo dicono tutti i tg h24.
Come zelensky è arrivato al potere ne parlano in molti di meno e quindi magari ha più senso postarlo.

Se tutti i tg parlavano di come Zelensky è salito al potere avrei postato cose che segnalavano come Putin fosse [...].

Non capisco cosa ci sarebbe di strano.


kelly slater

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Citazione di: Aquila1979 il 16 Mar 2022, 16:18
quindi gli americani sono dei pezzi di merda perché vorrebbero che la guerra continuasse mentre i russi non lo sono nonostante siano loro ad averla iniziata.
ok

scusa ma non possono essere entrambi grandissimi pezzi demmerda?

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Aquila1979

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Citazione di: kelly slater il 16 Mar 2022, 16:22
scusa ma non possono essere entrambi grandissimi pezzi demmerda?

Citazione di: Davy_Jones il 16 Mar 2022, 15:51
per capire cosa? comunque no, non lo trovi.


FatDanny

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