Boh, per me prendete troppo sul serio quello che dicono i Grandi rispetto a quello che veramente intendono dire. C'è tutto un codice in diplomazia, un gioco degli scacchi tra quel che si dice e quel che si fa, per cui una parola in più o in meno sposta tutto. Poi c'è l'opinione pubblica, alla quale parli in tutt'altro modo perchè hai un altro obiettivo proprio (mobilitare, spaventare, ecc.).
Per me (liberissimi di pensarla diversamente) al di là delle dichiarazioni roboanti a reti unificate sul prendersi tutto Putin voleva davvero solo una veloce "operazione militare" e non una guerra totale, voleva prendersi Crimea e Donbass e smilitarizzare l'Ucraina, ossia far sì che la NATO avesse una battuta d'arresto e l'Ucraina non diventasse una potenziale rampa di lancio militare in caso di guerra.
A questo fine lo avevano convinto che vedendo il controllo dei cieli perso, una concentrazione militare pazzesca alle porte di Kiev e contemporaneamente un attacco da sud e da est, il panico avrebbe preso il sopravvento, qualcuno in alto nell'esercito ucraino avrebbe preso il potere e la guerra sarebbe finita in fretta. A quel punto lui avrebbe "accettato" di "accontentarsi" del Donbass nonostante avesse proclamato di volersi prendere tutto, il nuovo presidente si sarebbe presentato come il salvatore della patria e tutti amici come prima. Se poi non ci fosse stato il golpe, le truppe vicino a Kiev avrebbero potuto attaccare sul serio e chiuderla con le cattive.
Invece la reazione compatta (quasi isterica ad est) dell'Europa, l'aiuto americano sul lato comunicazione, la pessima organizzazione logistica al nord, la resistenza eroica degli ucraini hanno cambiato le carte in tavola.
Cosa succederà adesso? Difficile da dire. Ogni giorno gli ucraini sono in una situazione sempre più complessa, pieni di armi ma senza soldati esperti (adesso che i russi van giù di artiglieria, muoiono come mosche), i russi pagano un prezzo sempre più alto... ma entrambi hanno poca voglia di scendere a compromessi sia per il rpezzo pagato finora sia perchè hanno ancora molto da gettare nella mischia.
Di certo non penso che il tempo sia un problema eccessivo per Putin, anzi.
Più la guerra dura, più per l'Europa è una catastrofe. Il costo del mantenimento di milioni di rifugiati è pazzesco (che noi mica li gestiamo come fanno turchi... ma potremmo arrivare a quello). I mancati introiti dal commercio con Russia e Ucraina è altissimo. L'aumento dei prezzi dovuto all'aumento di tutte le materie prime sarà un qualcosa di mai visto (ieri sentivo parlare di una stima di Bruxelles che parla dell'8% annuo, mi viene da ridere!). Il costo sociale per via del dirottare miliardi verso le armi, pure. La Germania rischia di andare in recessione trascinandosi dietro il resto d'Europa. Se si arriva all'autunno con ancora le sanzioni, sarà un macello.
Intanto, la Russia può pretendere il pagamento in rubli e rifarsi dei mancati introiti del gas (ma ricordiamo che il poco che vende, lo vende a un prezzo che è il 500% del prezzo del 2019) vendendo grano, fertilizzanti e materie prime a chi non applica sanzioni (ossia tutto il mondo non occidentale) a prezzi enormemente più alti di quanto non fossero prima. Sicuramente la botta la sente, ma ha modo di compensare, eccome se ce l'ha. Il nordafrica non rinuncerà a comprare il grano russo, finchè riuscirà a permetterselo, il sudest asiatico comprerà il nichel a prezzo triplicato, perchè ne ha bisogno.