Citazione di: FatDanny il 17 Mag 2022, 11:06
Secondo me LaFonte non è affatto ingenua ma confonde rappresentazione e realtà (anche quando si parla di storia medievale per fare un esempio), ossia come la storia viene raccontata come linearità da un tempo x a x+10 e quello che c'è dietro lo schermo, che spesso è ben diverso dal racconto, che si concentra su alcune cose per esigenze ideali (ideologia è questo).
No, assolutamente. Io la storia l'ho studiata molto e anche a livello di dati veri, grezzi, non solo di libri scritti da gente che si è guardato i dati. E so bene che tra rappresentazione e realtà c'è differenza.
E quando dico "Questa non è ancora una guerra, guerra è quando un Paese mette la distruzione del nemico prima di ogni altra cosa, ferma ogni attività non diretta a quell'obiettivo e mette un fucile in mano a ogni maschio adulto" intendo dire che in guerra la vittoria diventa l'obiettivo principe, assoluto totale, a cui tutto deve essere orientato. E a quello viene finalizzato tutto. Quanto, dipende dai rapporti di forza tra gli avversari.
Mi basta usare un terzo delle energie nazionali per vincere? Bene, i 2/3 delle energie nazionali continuano la loro vita come se la guerra non ci fosse. Si fermano/reingegnerizzano le altre.
La guerra è vera e completa, il mio avversario grosso? Allora serve tutto quel che il Paese può dare, quindi TUTTA la produzione viene messa in mano ai militari. Il che non significa che tutti fanno da subito armi e razioni militari, ma che le necessità della guerra prevalgono su tutto.
Quel che serve allo sforzo bellico viene requisito, pompato, reindirizzato (es. banale, sartorie che si mettono a fare uniformi invece che vestiti civili). Quello che non serve continua come prima, ma ovunque possibile anche quello viene usato per lo sforzo bellico. E' stato citato lo sport negli USA durante la WWII. Forse non sapete che lo sport che non si fermò fu sistematicamente usato a fini propagandistici, con sistematiche azioni di propaganda per vendere i war bonds agli spettatori, parate di eroi di ritorno dai teatri di guerra, ecc. Oltre che ovviamente, per distrarre un pò la popolazione. Idem il cinema.
"Fermare" significa "se quel che fai va bene per vincere, continui uguale e me lo prendo io; se quel che fai non va bene ma può diventarlo se cambi qualcosa, ti stravolgi la produzione, che diventa mia; se quel che fai non è necessario alla guerra adesso ma può diventarlo in futuro, ti farò sapere quando mi servi e a quel punto tu diventi mio e fai quello che ti dico; se quello che fai non c'entra nulla con la guerra ma un domani ho bisogno del tuo supporto, vedi di farti trovare pronto con un modo per essermi utile, altrimenti smetterai di fare quel che facevi e farai qualcosa di utile alla guerra, deciso da me". La mobilitazione totale è questo. E la Russia è assai lontana da avere raggiunto questi livelli.
Citazione di: Aquila1979 il 18 Mag 2022, 12:10
l'economia russa scenderà, al minimo del 10%
la domanda è semplice: visto che gli idrocarburi sono l'arma finale perché Putin non "chiude i rubinetti"? sa bene che entro 2 anni non avrà più questo strumento di pressione, certamente non a questo livello.
e allora perché non lo fa?
Te l'ho già spiegatoooooooo! Non vuole tagliare i ponti completamente, se riesce a evitarlo è molto meglio anche per lui. E checchè se ne dica anche lui preferirebbe rapporti amichevoli con l'UE. Ha provato per anni ad allacciare rapporti stretti con l'occidente, se non si metteva di mezzo Maidan a quest'ora poteva essere un paese seriamente candidato all'ingresso in UE.