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« Risposta #140 il: 30 Nov 2017, 10:49 »

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« Risposta #141 il: 04 Dic 2017, 08:52 »
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« Risposta #142 il: 06 Dic 2017, 14:11 »

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« Risposta #143 il: 07 Dic 2017, 11:36 »

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« Risposta #144 il: 15 Dic 2017, 16:19 »


Offline syrinx

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« Risposta #145 il: 18 Dic 2017, 12:33 »


Molto interessante. Sull’agricoltura biologica serve molta, ma molta più chiarezza.
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« Risposta #146 il: 18 Dic 2017, 17:19 »
Grafico poco o nulla indicativo: se gli error bars sono una deviazione standard, i punti non significano nulla, tranne che per il consumo di spazio in zootecnia, cosa abbastanza ovvia.

Offline syrinx

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« Risposta #147 il: 22 Dic 2017, 22:22 »
Grafico poco o nulla indicativo: se gli error bars sono una deviazione standard, i punti non significano nulla, tranne che per il consumo di spazio in zootecnia, cosa abbastanza ovvia.

Al contrario, sono proprio i non risultati ad essere interessanti. In essenza il grafico diche che statisticamente l’agricultura Biologica non è migliore per l’ambiente quasi in nulla rispetto a quella tradizionale.

Resterebbe da capire che impatto abbia ognuno dei componenti dell’analisi sull’ambiente in pratica.
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« Risposta #148 il: 23 Dic 2017, 18:38 »
Concordo con te che sono proprio i non risultati ad essere interessanti, ma io li leggo al contrario.
Io credo che debba essere l'agricoltura non biologica a dimostrare di essere enormemente più vantaggiosa (e non solo per il suo indotto industriale). Che so, magari diventando decisiva contro la fame.
Se bio e non-bio fanno zero a zero, io mi terrei la mia vecchia gallina a razzolare.
Questo al netto della questione "salute del consumatore" (e degli animali coinvolti), di cui questa ricerca non si occupa.

Offline syrinx

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« Risposta #149 il: 23 Dic 2017, 19:28 »
Concordo con te che sono proprio i non risultati ad essere interessanti, ma io li leggo al contrario.
Io credo che debba essere l'agricoltura non biologica a dimostrare di essere enormemente più vantaggiosa (e non solo per il suo indotto industriale). Che so, magari diventando decisiva contro la fame.
Se bio e non-bio fanno zero a zero, io mi terrei la mia vecchia gallina a razzolare.
Questo al netto della questione "salute del consumatore" (e degli animali coinvolti), di cui questa ricerca non si occupa.

Per la gallina che razzola anche io appoggio il bio, perché nell’industria oviaria la produzione industriale è palesemente una sciagura. Ma da quello che so, le pratiche bio e il conseguente impatto ambientale cambiano molto a secondo del prodotto in questione. E occhio a comparare l’agricoltuta Bio con una visione idilliaca di un’agricoltura d’altri tempi. Non sono la stessa cosa.

Un dato interessante del grafico è che l’agricoltura bio usa la terra in maniera molto più inefficiente. E i prodotti costano molto di più. Quindi zero a zero fino ad un certo punto.
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« Risposta #150 il: 23 Dic 2017, 22:18 »
Un dato interessante del grafico è che l’agricoltura bio usa la terra in maniera molto più inefficiente. E i prodotti costano molto di più. Quindi zero a zero fino ad un certo punto.
Dissento da queste conclusioni.
Per favore rileggi il mio primo post.
I dati sono significativi solo per la zootecnia.
Ovviamente, perchè è la differenza tra far pascolare una vacca o ingozzarla di mangime in un metro quadrato.
Se la ingozzi di mangime biologico nello stesso metro quadro, pareggi, 0-0.
Povera vacca ma, dal punto di vista di questa ricerca, stica.

Per i vegetali, nel grafico del consumo terra hai punti forse a due sigma.
Nessuna rivista scientifica seria pubblicherebbe come risultato un punto a due sigma.
Quindi, in attesa di conferme (che potrebbero esserci tra poco, ma ad oggi commentiamo questo plot), rumore statistico.

Tutti sanno, spero, che il bestiame fuori batteria brucia più terra delle piante.
Ma mangiare meno proteine animali no, eh?
Ripeto, qui si tralascia la salute di chi mangia, ma questo aspetto può trascurarlo una singola ricerca, non una visione di insieme.
E tralascio i discorsi animalisti, che non tirano.

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« Risposta #151 il: 23 Dic 2017, 22:51 »
Scusa che intendi per punti e sigma? I risultati sono distinti da zero statisticamente per tutte le categorie. Leggo male?
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« Risposta #152 il: 25 Dic 2017, 10:49 »
Il grafico parla di standard error bars, senza quantificare il numero di deviazioni standard (in statistica la ds si indica con sigma minuscola).
E già questa è una inaccuratezza notevole, poco professionale.
Se le barre di errore, ripeto, sono una ds (1 sigma) come lasciano intendere, punti sperimentali (i pallini) a distanza di un paio di sigma dall'ipotesi nulla non sono sognificativi, non costituiscono un risultato.

Sono le basi della teoria della misura.

Offline syrinx

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« Risposta #153 il: 26 Dic 2017, 11:39 »
L’intervallo penso rappresenti una confidenza del 95%, come è la convenzione. Sono d’acccordo che dovrebbe esserci scritto.
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« Risposta #154 il: 26 Dic 2017, 16:04 »
95% qui non è specificato e comunque non è una convenzione.
68%, 95%, 99% sono usati correntemente, ma vanno specificati.
Se il grafico fosse tratto da un lavoro pubblicato, spero che la definizione della barra sia nel testo completo.
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« Risposta #155 il: 26 Dic 2017, 16:32 »
http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/aa6cd5/pdf

non sono riuscito a trovarci la definizione di "standard error" e nemmeno dicono come calcolano le probabilità.
Tra l'altro il numero di campioni è sempre basso (qualche decina, tipo 20-40) e quindi la statistica non è gaussiana.
A prima vista sembra un lavoro statisticamente alquanto "disinvolto", cosa peraltro tristemente frequente nelle scienze "umane".

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« Risposta #156 il: 14 Gen 2018, 13:19 »

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« Risposta #157 il: 16 Gen 2018, 09:50 »
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« Risposta #158 il: 16 Gen 2018, 12:30 »
Traffico aereo nei maggiori aeroporti europei per numero di passeggeri:

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« Risposta #159 il: 16 Gen 2018, 14:00 »
Traffico aereo nei maggiori aeroporti europei per numero di passeggeri:


 

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