Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia

Aperto da FatDanny, 19 Giu 2017, 09:45

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nestorburma

https://www.osservatoriorepressione.info/milano-la-fabbrica-degli-arresti-falsi-persone-innocenti-sacrificate-per-fare-carriera/

La Procura di Milano indaga su un sistema di arresti costruiti con false accuse e verbali manipolati. Tra le vittime un sedicenne. Nelle chat degli agenti: «Gli abbiamo rovinato la vita». Un'inchiesta che scuote la credibilità della Polizia locale e solleva interrogativi sui controlli e sull'impunità.
Un ragazzo di sedici anni viene fermato, accusato di detenzione di droga e resistenza a pubblico ufficiale. La versione ufficiale racconta un intervento antidroga e un arresto giustificato dai comportamenti del giovane. Ma nelle conversazioni tra gli stessi appartenenti alla Polizia locale di Milano emerge una storia radicalmente diversa. Una agente, che non risulta indagata, contesta ai colleghi le modalità dell'intervento: la droga non sarebbe appartenuta al ragazzo, la resistenza sarebbe stata attribuita a un adolescente trascinato giù dalla bicicletta e schiacciato sull'asfalto. Secondo la sua ricostruzione, gli sarebbe stato contestato un reato mai commesso. E in una delle conversazioni acquisite dagli investigatori compare la frase che restituisce tutta la gravità della vicenda: «Gli abbiamo rovinato la vita».
Non è una denuncia proveniente dall'esterno, né soltanto la versione di una persona arrestata che contesta l'operato degli agenti. Sono parole pronunciate da chi aveva partecipato all'intervento e che, confrontandosi con un collega, ne metteva in discussione la legittimità. È uno degli elementi più inquietanti dell'inchiesta della Procura di Milano, raccontata da Rosario Di Raimondo su la Repubblica il 9 ottobre e approfondita nei giorni successivi da altre testate. Un'indagine che ipotizza l'esistenza di un sistema di arresti illegali, costruiti attraverso informatori, cittadini utilizzati come esche e verbali contenenti circostanze che gli agenti avrebbero falsamente dichiarato di avere osservato.
Le contestazioni sono tuttora al vaglio dell'autorità giudiziaria e le responsabilità penali devono essere accertate. Ma la dimensione dell'inchiesta impedisce già di liquidarla come una semplice irregolarità procedurale. Secondo le ricostruzioni pubblicate, gli indagati sono arrivati a sedici, compresi due civili utilizzati come esche; sei agenti sono al centro della richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai pubblici ministeri Giovanni Tarzia e Francesca Celle. Cinque erano già stati arrestati nell'agosto scorso, prima che la misura fosse attenuata. Tra i reati contestati a vario titolo figurano arresto illegale, falso, calunnia e peculato. L'inchiesta prende in esame numerosi episodi e oltre trenta contestazioni, anche se gli interventi direttamente al centro della ricostruzione del presunto sistema sono, allo stato delle notizie disponibili, dieci.

mr_steed

dite che i figli dei carabinieri li possiamo far rientrare nel thread?

"Uno dei due ragazzi è figlio di un carabiniere, il passeggero ha dei precedenti di polizia"

https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/10/14/news/banda_minicar_identificati_due_minorenni-425646834/


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