Si vabbè, ci piace a tutti sottolineare come ai poveri gliene facciano di tutti i colori. Però la radice del termine razzismo è la parola razza, poi se non se ne vuole parlare ok eh, sticazzi, io sono bianco e mi hanno trattato bene dovunque sono andato, anche quando ero povero.
Quando ero povero a me non è mai successo, come a un mio amico, di mettermi a piangere una sera dicendo tu non sai cosa si prova quando sali sull'autobus e ti squadrano tutti da testa a piedi, e si allontanano da te nel caso tu abbia cattive intenzioni. Quando ero povero e vivevo in America, se a me mi fermava la polizia (e mi fermava sempre, perché guidavo una macchina molto messicana, una Mercury Capri del 1982), a me non prendeva il panico. Non solo mi trattavano bene perché ero bianco, ma quando gli facevo vedere il tesserino di Stanford University mi facevano il saluto e good day sir. Il mio amico mi diceva che quando lo fermavano si chiedeva se ne sarebbe uscito vivo, se gli facevano solo la multa era felice. Vivere nel panico vs non vivere nel panico, chiunque tu sia. Un po' cambia. Vivevo a SF ma per un anno ho vissuto a Palo Alto, e dall'altra parte della 101 c'era East Palo Alto, la città con il più alto tasso di crimine del paese. Tutti neri, ovviamente. Una volta di rientro da San Francisco a notte fonda ho sbagliato strada e mi sono ritrovato all'ingresso di East Palo Alto. Guidavo piano e un po' ondulante perché cercavo di capire dov'ero, e dal nulla sono spuntate 6 macchine della polizia a sirene spiegate. Il tono minaccioso è sparito quando mi hanno visto, poi gli ho detto che abitavo a Palo Alto e mi hanno scortato, 3 davanti e 3 dietro, fino a casa. Per proteggere me, il bianco, dal rischio nero. Se ero nero da quella macchina non uscivo.
Sul razzismo parlate un po' di più con gente che lo ha sentito sulla pelle, poi vedete se esiste o no. Non solo in America.
E ancora, spiegatemi perché Kaepernick non gioca più da 3 anni.
Ma siamo OT.