Grazie per i tuoi commenti Aquila1979 e per l'affabilissimo paragone con i leghisti.
Tuttavia, a differenza loro, per quanto mi riguarda, il "continente di distanza" si supera studiando e informandosi costantemente.
Aggiungerei, viaggiando, ma c'è una pandemia che lo rende difficoltoso. E allora parlo con i giornalisti e i miei contatti che sono lì. Oppure con la comunità cilena che vive qui, esiliati e figli di esiliati da gentaglia come Kast, parenti e affini. Lo può fare chiunque abbia un minimo di reale interesse a sapere cosa accade.
Cmq a prescindere dall'appartenenza politica consiglierei di osservare con attenzione quello che sta accadendo in Cile da un paio di anni a questa parte. Le proteste iniziate nell'ottobre del 2019 contro l'aumento del prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici, la risposta pacifica alla repressione militare ordinata dal presidente, il referendum che ha bocciato definitivamente la costituzione di pinochet, le elezioni amministrative e poi quelle presidenziali. Tutto nel bel mezzo di una pandemia, il Paese che ha dato i natali al Piano condor, il Paese di Colonia dignidad, il Paese che è stato ed è tuttora considerato dagli Usa "giardino di casa" poteva facilmente e "naturalmente" finire nelle mani di un nostalgico di pinochet per rimettere le cose a posto e lanciare un segnale chiaro nel Cono sur. E invece.
Ancora una volta si è dimostrato che non basta dire di voler rottamare il passato per cambiare davvero le cose: bisogna anche avere il senso dell'umano e la consapevolezza di ciò che non lo è, oltre a un'identità che consenta di dire senza tema di smentita "io caro neofascista, massone, populista, neoliberista e reazionario sono all'opposto di te".
Cosa che un renzi per es. non può fare sin dalla tenera età politicamente parlando...