Guerra in Medio Oriente

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Offline Warp

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5100 il: 11 Ott 2025, 09:01 »
ot

Il Nobel come arma di guerra ibrida: il curriculum (senza filtri) di Maria Corina Machado

Sanzioni, sabotaggi e appelli all’intervento militare della leader dell'estrema destra golpista venezuelana

Il Premio Nobel per la Pace, istituito nel 1895 dal testamento di Alfred Nobel, era nato con l’intento di onorare “la persona che avrà fatto di più o nel modo migliore per favorire la fratellanza tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione degli eserciti permanenti e per la promozione di congressi di pace”. Nel corso del tempo, tuttavia, il prestigio del riconoscimento è stato più volte offuscato da scelte politicamente motivate, perché allineate agli interessi geopolitici delle potenze occidentali. Ma l’assegnazione del Nobel per la Pace 2025 a Maria Corina Machado, estremista e golpista venezuelana, promotrice di sanzioni punitive contro il proprio popolo, sostenitrice di interventi militari stranieri e aperta ammiratrice delle politiche di annientamento israeliane a Gaza, rappresenta forse il punto più basso nella storia del premio. Non solo perché Machado è l’antitesi stessa della pace, ma perché la sua figura incarna un progetto di guerra, destabilizzazione e subordinazione neocoloniale. Assegnarle il Nobel non è un semplice errore: è un atto politico deliberato, un’arma ideologica brandita contro un paese sovrano, il Venezuela bolivariano, che osa resistere all’egemonia statunitense e avanzare col proprio progetto di sviluppo nonostante la guerra multiforme costretto a fronteggiare.

Una “pace” costruita con le bombe e le sanzioni

Maria Corina Machado non è una pacifista o democratica. È una golpista, una bellicista, una ‘vendipatria’. Il suo curriculum è un catalogo di crimini contro la democrazia e la sovranità nazionale. Già nel 2002, durante il breve colpo di Stato contro il presidente Hugo Chávez, Machado firmò il cosiddetto “Decreto Carmona”, un documento che aboliva la Costituzione bolivariana e scioglieva il potere legislativo. In quell’occasione, non difese la democrazia: ne fu un’entusiasta becchina.

Negli anni successivi, la sua organizzazione, Súmate, finanziata dall’agenzia statunitense NED (National Endowment for Democracy), considerata da molti una copertura della CIA, ha operato non per la “trasparenza elettorale”, come dichiarato, ma per soffocare il processo democratico venezuelano attraverso campagne di delegittimazione, frodi e pressioni internazionali. Nel 2005, Machado fu ricevuta alla Casa Bianca da George W. Bush, in un incontro che, secondo le autorità venezuelane, aveva lo scopo di chiedere “più denaro e linee guida per continuare con la sua agenda nascosta”.

Ma è dal 2014 in poi che la sua vocazione alla violenza si manifesta con chiarezza. Fu una delle principali promotrici del piano golpista “La Salida”, insieme a Leopoldo López, un’operazione di destabilizzazione che provocò 43 morti, tra cui civili e agenti delle forze dell’ordine, uccisi spesso con colpi alla testa mentre cercavano di rimuovere le barricate dei “guarimberos” – gruppi violenti di estrema destra. Nonostante fosse deputata all’Assemblea Nazionale, Machado non esitò a violare la Costituzione accettando nel 2014 la nomina a “ambasciatrice alternativa” di Panama presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), perdendo automaticamente la carica parlamentare.

L’appello alla guerra e al genocidio

Nel 2018, Machado rivolse una lettera al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e al presidente argentino Mauricio Macri, chiedendo loro di “applicare la loro forza e influenza per smantellare il regime criminale venezuelano”, legato – secondo le sue parole – al “narcotraffico e al terrorismo”. Invocava esplicitamente la dottrina della “Responsabilità di Proteggere” (R2P), uno strumento imperialista usato in passato per giustificare interventi militari in Libia, Iraq e altrove. Tradotto: chiedeva l’intervento armato straniero contro il Venezuela.

Nel frattempo, mentre a Gaza si consumava (e si consuma tuttora) un genocidio sotto gli occhi del mondo, Machado taceva – o meglio, appoggiava. Non una parola di condanna per le migliaia di bambini uccisi, per gli ospedali bombardati, per la pulizia etnica in corso. Il suo silenzio non è casuale: è coerente con la sua visione del mondo, dove la violenza è legittima se serve gli interessi dell’impero. E l’impero, oggi, è Israele quanto gli Stati Uniti.

Il blocco economico come arma di distruzione di massa

Machado è stata una delle principali artefici del blocco economico contro il Venezuela. Ha chiesto e ottenuto sanzioni unilaterali da parte degli USA e dell’UE che, secondo stime del governo venezuelano, hanno causato danni per 642 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2022. Queste misure hanno paralizzato l’industria petrolifera, impedito l’importazione di farmaci salvavita – tra cui quelli per 60.000 pazienti HIV – e generato iperinflazione, carestia e migrazione forzata.

Ha sostenuto il sequestro di CITGO, la raffineria venezuelana negli USA, causando danni per 32,5 miliardi di dollari. Ha appoggiato il congelamento di 31 tonnellate d’oro presso la Banca d’Inghilterra e il blocco di 4 miliardi di dollari nei circuiti finanziari internazionali. Ha celebrato il saccheggio della società colombo-venezuelana Monómeros, restituita al Venezuela in condizioni di fallimento.

Tutto questo non è “opposizione democratica”. È collaborazionismo con il nemico. È tradimento della patria.

Il Nobel come arma di guerra ibrida

L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Machado arriva in un momento di massima tensione geopolitica. Gli Stati Uniti hanno intensificato la loro presenza militare nei Caraibi, con esercitazioni navali e dispiegamenti aerei a poche miglia dalle coste venezuelane. Il Pentagono parla apertamente di “minacce iraniane” presso la base dell’aeronautica militare di Maracay – una bufala propagandistica ripresa da Machado stessa, che ha chiesto esplicitamente ai media statunitensi di bombardare basi militari venezuelane.

In questo contesto, il Nobel non è un riconoscimento: è un segnale politico. È un tentativo di legittimare una figura sconfitta – Machado non ha mai vinto un’elezione, né gode del sostegno popolare in patria – e di riabilitare l’opposizione golpista dopo la schiacciante vittoria elettorale del presidente Nicolás Maduro nel 2024. È un messaggio chiaro a Caracas: “Non importa quanto siate democratici, non importa quanto resistiate. Noi decideremo chi deve governarvi”.

Peggio ancora: è un invito implicito all’intervento. Se il Comitato norvegese definisce “coraggiosa” una donna che chiede bombardamenti, sanzioni e colpi di Stato, allora il Premio Nobel non è più uno strumento per la pace, ma un certificato di guerra.

La svendita del Venezuela

La vera natura di Machado emerge con chiarezza quando si parla di risorse naturali. In un incontro con Donald Trump Jr., ha proposto di trasformare l’Isola di Margarita in un casinò di proprietà della famiglia Trump, offrendo in cambio “tutto il territorio insulare dello stato di Nueva Esparta”. Non è follia: è il piano concreto di una élite che vede il Venezuela non come una nazione, ma come un bottino da spartire con i suoi padroni stranieri.

Il Venezuela è il paese con le maggiori riserve petrolifere del mondo, oltre a giacimenti di oro, diamanti, coltan e terre rare. Per Washington, non è una questione di “democrazia”: è una questione di controllo delle risorse. E Machado è pronta a consegnargliele su un piatto d’argento.

Un premio contro la pace

Il Premio Nobel per la Pace a Maria Corina Machado non è solo un affronto al popolo venezuelano. È un affronto a tutti coloro che credono ancora che la pace sia qualcosa di più di un’etichetta da apporre sulle guerre giuste dell’Occidente. È la conferma definitiva che il Nobel è diventato uno strumento di guerra ibrida, usato per criminalizzare i governi sovrani, legittimare i colpi di Stato e aprire la strada agli interventi militari.

Mentre il popolo venezuelano resiste con forza e dignità a oltre due decenni di aggressioni economiche, politiche e mediatiche, il Comitato norvegese sceglie di premiare chi ha invocato la sua distruzione. In un’epoca in cui Gaza brucia e il Venezuela è minacciato da missili USA, dare il Nobel a una sostenitrice del genocidio e del blocco economico significa tradire la pace stessa.

Maria Corina Machado non merita un premio. Merita un tribunale. E il Premio Nobel, dopo questa scelta, merita di essere cancellato dalla Storia.

eot

Offline kurt

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5101 il: 14 Ott 2025, 21:19 »
Che tempi cupi
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5102 il: 17 Ott 2025, 16:21 »
"definisci bambino"


https://www.timesofisrael.com/palestinians-claim-idf-killed-11-year-old-boy-in-southern-west-bank/

l'IDF spara a bambini che giocano a pallone e ne ammazza uno... allegedly mortaccivostra
 

Offline Warp

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5103 il: 17 Ott 2025, 21:53 »
"definisci bambino"
https://www.timesofisrael.com/palestinians-claim-idf-killed-11-year-old-boy-in-southern-west-bank/
l'IDF spara a bambini che giocano a pallone e ne ammazza uno... allegedly mortaccivostra



Nei campi di concentramento che sono le aree palestinesi dal 1948 non è soltanto un film.

Offline mr_steed

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5104 il: 18 Ott 2025, 12:39 »
per molti palestinesi (e israeliani che vorrebbero i due stati) "fine pena mai", per lui invece "inizio pena mai"...

Netanyahu torna in cima ai sondaggi dopo il cessate il fuoco a Gaza.
Chi è l’ex alleato che può soffiargli la guida di Israele


Effetto Trump dopo l'intesa: il Likud si rafforza, bene anche il falco Ben-Gvir. Ma né le destre né il blocco anti-Bibi oggi avrebbero una chiara maggioranza


https://www.open.online/2025/10/17/sondaggi-israele-cessate-il-fuoco-gaza-netanyahu-bennett/

Offline mr_steed

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10105
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5105 il: 19 Ott 2025, 00:32 »
scusate il doppio post...

posto qui ma forse ci sarebbe da aprire un thread apposito perché secondo me è una cosa intollerabile

Scrivere Francesca Albanese su PayPal non blocca solo un bonifico: le verifiche sul profilo

continua su: https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/scrivere-francesca-albanese-su-paypal-non-blocca-solo-un-bonifico-le-verifiche-sul-profilo/


ancor di più se si considerano i pensieri del creatore di quel sito di pagamento...

Per il fondatore di PayPal sta arrivando l’anticristo: “È qualcuno come Greta Thunberg”

continua su: https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/per-il-fondatore-di-paypal-sta-arrivando-lanticristo-e-qualcuno-come-greta-thunberg/
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5106 il: 20 Ott 2025, 21:19 »
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/20/coloni-israeliani-aggressione-palestinese-cisgiordania-news/8166913/

Questa è la pace. Questo è l'equilibrio che rispetta tutti. Ma la storia vi condannerà, la vostra disumanità sarà ricordata nei secoli

Offline Warp

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5107 il: 29 Ott 2025, 17:46 »
La relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese, ha denunciato che oltre 60 stati hanno agevolato la macchina genocida di Israele nella Striscia di Gaza.

Martedì Albanese ha presentato all'Assemblea generale il suo ultimo rapporto, intitolato "Genocidio a Gaza: un crimine collettivo", in cui accusa più di sessanta governi di aver facilitato la macchina genocida del regime israeliano a Gaza.

Durante il suo intervento, effettuato da remoto dalla Desmond and Leah Tutu Foundation di Città del Capo, in Sudafrica, la relatrice ha sottolineato che le potenze occidentali e diversi paesi arabi hanno contribuito allo sterminio del popolo palestinese attraverso il sostegno militare, diplomatico ed economico.

Inoltre, dopo aver sostenuto che una parte della comunità mondiale collabora da anni al perpetuarsi di un'occupazione illegale "che ora è degenerata" in un genocidio "autorizzato a livello internazionale", Albanese ha esortato quei paesi a sospendere le loro relazioni commerciali e militari con Israele, ricordando loro che sono legalmente obbligati ad astenersi dal partecipare alle violazioni israeliane.

L'inchiesta, intitolata "Il genocidio di Gaza, un crimine collettivo", esamina il ruolo di 63 paesi che sono stati legati a Israele a livello diplomatico, militare o commerciale durante la guerra nell'enclave, mantenendo legami che potrebbero implicare "assistenza diretta o partecipazione" ad atti illegali come crimini di guerra e genocidio.

"Attraverso azioni illegali o omissioni deliberate, troppi stati stanno danneggiando, finanziando e proteggendo l'apartheid militarizzato di Israele ", ha sottolineato Albanese durante la presentazione del rapporto. "[E tutto questo] sta permettendo al suo progetto di colonizzazione di trasformarsi in genocidio, il crimine più grave contro il popolo indigeno della Palestina", ha aggiunto.

Il documento di 24 pagine colloca gli Stati Uniti al centro dell'economia di guerra di Israele, responsabili di due terzi delle sue importazioni di armi e di aver bloccato l'assunzione di responsabilità attraverso sette veti nel Consiglio di sicurezza.

Nel reportage, inoltre, si ritiene che la Germania, il Regno Unito e altre potenze europee siano responsabili del fatto di aver continuato a fornire armi avanzate "anche quando le prove del genocidio erano evidenti".

Albanese ha criticato l'Unione Europea per aver mantenuto il suo ruolo di principale partner commerciale di Israele, mentre ha applicato sanzioni immediate alla Russia per l'Ucraina.

Il rapporto ha anche sottolineato la complicità dei paesi arabi che hanno normalizzato le relazioni con il regime sionista mentre Gaza veniva devastata, con riferimento particolare al ruolo dell'Egitto, che ha mantenuto la cooperazione energetica e di sicurezza con Israele e ha chiuso il valico di Rafah, bloccando l'ultima via umanitaria dell'enclave.

La giurista ha anche denunciato “decenni di fallimento morale e politico” del sistema multilaterale, che ha permesso la commissione di genocidi “in tempo reale, davanti agli occhi del mondo”.

Durante la sessione, l'ambasciatore israeliano all'ONU, Danny Danon, ha reagito con insulti personali, definendo Albanese una "strega malvagia". Le organizzazioni per i diritti umani hanno descritto il suo attacco come "oltraggioso" e rivelatore della disperazione di Israele di fronte alle critiche internazionali.

Imperturbabile, Albanese ha risposto: "Se la cosa peggiore che possono dire di me è che sono una strega, lo accetterò. Ma se avessi poteri magici, li userei per fermare i loro crimini e assicurare i colpevoli alla giustizia".

La Relatrice, infine, ha esortato gli Stati a sospendere ogni cooperazione militare e commerciale con l’occupazione israeliana e a costruire “un quadro vivo di diritti e dignità, non per pochi, ma per tutti”.

https://www.aljazeera.com/news/2025/10/28/uns-albanese-presents-blistering-report-on-complicity-in-gaza-genocide

Offline Warp

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5108 il: 04 Nov 2025, 21:32 »
A forza di esportare democrazia l'italia l'ha finita.

“Perché i soldi per ricostruire Gaza non li mette Israele?”: giornalista italiano perde lavoro dopo la domanda

“Se la Russia dovrà pagare per la ricostruzione dell’Ucraina, anche Israele dovrà farlo per Gaza?”. È la domanda posta lo scorso 13 ottobre dal giornalista Gabriele Nunziati alla portavoce della Commissione Ue Paula Pinho. La risposta è vaga, il video dello scambio viene ripreso sui social e scatena le polemiche. Una decina di giorni dopo, il giornalista viene licenziato. Tramite fonti interne, Fanpage.it è riuscita a ricostruire cos’è successo.
L’agenzia con cui Nunziati collaborava ha replicato: “Domanda assolutamente fuori luogo e di natura erronea”.

https://www.fanpage.it/politica/perche-i-soldi-per-ricostruire-gaza-non-li-mette-israele-giornalista-italiano-cacciato-dopo-questa-domanda/
Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5109 il: Ieri alle 17:17 »
Un po' trascurato questo topic, dal 04/11 non è cambiato niente, israele è sempre uno stato canaglia guidato da una banda di nazisti, gli israeliani se ne sbattono del destino dei palestinesi, in cisgiordania terroristi ebrei seminano il panico protetti da un esercito criminale e nelle carceri israeliane la tortura e lo stupro sono prassi comune. I crimini di guerra e contro l'umanità commessi da questa feccia sono ormai incalcolabili e il genocidio continua

https://www.osservatoriorepressione.info/amnesty-il-genocidio-in-palestina-e-ancora-in-corso/

https://pagineesteri.it/2025/11/28/medioriente/gaza-genocidio-continua-striscia-inabitabile-morti-centomila/
 
https://genocidescholars.org/wp-content/uploads/2025/08/IAGS-Resolution-on-Gaza-FINAL.pdf

Offline kurt

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Re:Guerra in Medio Oriente
« Risposta #5110 il: Ieri alle 20:03 »
Ieri ho visto su Instagram un video di un esecuzione a sangue freddo di due palestinesi in Cisgiordania, riportata da la7.
L'esercito più morale del mondo.

Chi difende questa feccia è come loro.
 

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