LA MIA IDEA SU ASTENSIONE E IL VOTO UTILE
Due temi elettorali si intrecciano ma non sono avvertiti come essenziali. Mi riferisco all'alto tasso di astensionismo e alla polemica sul voto utile. È chiaro che l'astensionismo è un brutto segnale per la qualità della politica. Tuttavia penso che più elettori partecipino al voto più adesione c'è alla democrazia parlamentare, avversata dal M5S e soprattutto da chi, come i fascisti, hanno presentato liste che vogliono abbatterla.
Ecco, io considero un voto utile il recupero dal bacino delle astensioni e dato alle liste che si richiamano chiaramente alla Costituzione e all'europeismo. Ho già dei grillini e delle liste fasciste. Ma parlo anche di quelle della destra: la Lega è contro l'Europa anche se in campagna elettorale farfuglia ed il razzismo è in contrasto con la Costituzione. Anche su questo tema Salvini cerca di coprirsi ma sappiamo che i leghisti sono stati contro gli italiani nati a "Roma ladrona" e al sud. Oggi sul mirino ci sono gli immigrati. Berlusconi sbandiera il suo europeismo con Tajani e ieri con il presidente del partito popolare europeo, ma vuole Salvini ministro degli Interni. So bene che c'è ipocrisia in questi propositi e Salvini lo sa pure dato che si candida invece a presidente del Consiglio. La Meloni si associa e si candida anche lei alla premiership.
Ecco perché ripeto che a mio avviso nella situazione di oggi il voto utile, soprattutto quello che può venire dall'astensionismo, è quello dato alle liste che si richiamano alla Costituzione e all'Ue. E non perché siano tutte le stesse. Evidentemente, nella diversità e anche nella contrapposizione politica ognuno vota secondo i propri convincimenti. I voti dati in questo campo sono utili all'agone e alla vita democratica.
(22 febbraio 2018)
Emanuele Macaluso