L'angolo della poesia

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L'angolo della poesia
« il: 07 Ago 2023, 16:54 »
Vogliamo aprire qui un topic di poesie, scritte dai nostri netters (ma sono accetti anche poeti ‘di mestiere’), su un argomento particolare: il calcio. Un modo divertente per ripercorrere gli avvenimenti sportivi del nostro Paese e soprattutto della sua Capitale (e che servirà anche per riunire in un solo topic le poesie già apparse in modo sparpagliato sul forum). Apro con un sonetto ispirato ad un componimento di Trilussa, ed apro con lui per due motivi: anzitutto Trilussa è stato il cantore più arguto, irriverente, eppure malinconico della Capitale di inizio Novecento; ma anche perché LazioWiki -grazie soprattutto all’impegno del presidente onorario, il nostro Quintino- è entrata in possesso di documenti, materiale fotografico e testimonianze orali che dimostrerebbero la lazialità di Trilussa (ma su tale argomento potrà meglio parlarci lo stesso Quintino). Del resto, questo grande poeta non poteva certo essere romanista, dato che in quell’epoca i romanisti non esistevano ancora, e gli antenati di quelli attuali giocavano a ruzzola nei prati di Villa Borghese -mentre noi già correvamo dietro ad un pallone di cuoio negli spazi mitici di Piazza della Libertà.
Partiamo allora nel nostro lungo viaggio con Li Stemmi. E buon divertimento a tutti.


LI STEMMI

Bisogna che lo stemma corrisponna
ar nome istesso a furia de pupazzi,
bianchi, rossi, turchini, pavonazzi,
tutti inquadrati in d'una cosa tonna.

Li Colonna che cianno? Una colonna.
Presempio, la famija Ficarazzi
cosa credi che tienghi? Quattro razzi
còr un ber fico in mano d'una donna.

I corropolesi, invece, sopra le tute
cianno pè stemma nà sagoma de lupa
che nell'antica Roma simboleggiò le prostitute.

Anco er colore, cor tempo, se cancella.
La porporina casca, er giallo pure,
e sullo stemma -che porta pure zella-
resta nà cagna cò sotto dù creature.






Re:L'angolo della poesia
« Risposta #1 il: 07 Ago 2023, 17:29 »
Per sfuggire del mondo
i tristi mali
Si voli in alto
con un paio d’ali
Lasciando a terra
Gli striscianti mostri
L’anima de li mejo mortacci vostri

Online Quintino

*
1170
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #2 il: 07 Ago 2023, 17:30 »
Ottima iniziativa. Vi leggerò con piacere.
LazioWiki pubblicò tempo fa un articolo che dava sostanza al sospetto che Trilussa non fosse soltanto laziale ma che addirittura avesse fatto da testimonial, in divisa laziale, alle Olimpiadi che si sarebbero dovute svolgere a Roma nel 1908. Per motivi economici questa iniziativa portata avanti dal nostro più grande presidente, il cav. Fortunato Ballerini, non si concretizzò e i Giochi furono assegnati a Londra.
Nelle more di ricerche accurate su questo periodo storico ci passò tra le mani una foto e...
https://www.laziowiki.org/wiki/Trilussa_e_il_podista_ignoto
Leggete questo articolo. E' un romanzo giallo.
Sia Repubblica che Il Corriere della Sera hanno pubblicato questa mia ricerca, scritta con la collaborazione di tutta LW, e un aspetto sconosciuto e inedito di Trilussa è venuto alla luce.
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #3 il: 07 Ago 2023, 17:35 »
Per sfuggire del mondo
i tristi mali
Si voli in alto
con un paio d’ali
Lasciando a terra
Gli striscianti mostri
L’anima de li mejo mortacci vostri

Bello il sonetto, ma l'ultima riga è vera poesia  :clap:
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #4 il: 07 Ago 2023, 17:36 »
Purtroppo non è mia, l’ho rubacchiata.
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #5 il: 07 Ago 2023, 17:59 »
Purtroppo non è mia, l’ho rubacchiata.

Vale lo stesso :). "La poesia non è di chi la scrive…è di chi gli serve".

(Massimo Troisi, Il postino)
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #6 il: 07 Ago 2023, 20:16 »
E dopo Trilussa, nel nostro viaggio poetico non poteva mancare Gioachino Belli, il poeta che ha cantato con realismo ed umanità lo spirito salace e disincantato della plebe romana durante l’epoca papalina.
Non casta, non pia talvolta, sebbene devota e superstiziosa, apparirà la materia e la forma: ma il popolo è questo e questo io ricopio
Ecco a voi, allora, il sonetto S.P.Q.R.


S.P.Q.R.

Quell'esse, pi, ccù, erre inarberate
sur portone de quasi oggni palazzo,
quelle so quattro lettere der càzzo,
che nun vonno dì ggnente, compitate.

M'aricordo però che da regazzo,
cuanno leggevo a forza de frustate,
me le trovavo sempre appiccicate
nell'abbecedario tutte in un mazzo.

Ma un giorno a un romanista venne l'estro
de dimannanne un po' la spiegazzione
a don Furgenzio, che era er mì maestro.

Ecco che je rispose don Furgenzio:
"Ste lettre vonno dì, mio somarone
Senad PopulusQue Romanus". E fu silenzio.
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #7 il: 07 Ago 2023, 20:56 »
Chi nun vò puzzà dde lupo
nun se ne metti la pelle.

Trilussa
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #8 il: 07 Ago 2023, 21:06 »
Topic bello almeno quanto l'altro. Non so se riesco a recuperare tutte le stronzate che ho scritto nel tempo perché vai a capire dove le ho salvate, se le ho salvate. Ispirata alla struggente San Martino di Carducci, ecco un ricordo struggente del 26 maggio visto dai nostri merdosi dirimpettai.

SAN FILIPPO NERI

La coppa ai sette colli
Giocavo cor Laziale
Lo scrisse anche il giornale:
Stelletta conquistar.

Ma appresso d’un ingorgo
Marchigno e Lobont chini
Veggo, quali abomini!,
Senad che va a segnar.

Quindi a ‘na ceppa appesi
La mano, il laziale intanto
Sul volto mio va alzando
La coppa e festeggiar.

Ce l’hanno fatto a cubi
Oppure ad emisferi
Rivalsa a sti dispiaceri
Giammai non ci può star.
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #9 il: 07 Ago 2023, 21:08 »
Iddio manna er freddo
seconno li panni
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #10 il: 07 Ago 2023, 21:16 »
Chi nun vò puzzà dde lupo
nun se ne metti la pelle.

Trilussa

L'UGUAGLIANZA
Fissato ne l'idea de l'uguajanza
nà Lupa disse all'Aquila: “Compagna,
siccome te ne stai su pe la montagna
bisogna che abbolimo ‘sta distanza:
perchè nun è nè giusto nè civile
ch'io stia fra la monnezza d'un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello”.

L'Aquila rispose: “ Si, perdìo,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa' amicizzia? So' disposta:
ma nun pretenne che m'abbassi io.
Se tu te senti la forza necessaria
pija la rincorsa e viettene per aria:
ma se poi nun ce la fai, mia bella pupa,
io seguito a fa' l'Aquila, e tu la Lupa”.

“Che superbia che cià! Chi sarà mai!”
- disse la Lupa seccata de la cosa -
“Lei nun se vô abbassà'! Brutt'ambizziosa!
L'ommini, in questo qui, so' mejo assai.
Conosco, per esempio, un Cappetano
che a Trigoria c’ha lo stile d'un sovrano:
è vero che sputa e scalcia come un mulo,
però che classe quando se la pija ‘nder…


(Trilussa)
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #11 il: 07 Ago 2023, 21:19 »

SAN FILIPPO NERI

La coppa ai sette colli
Giocavo cor Laziale
Lo scrisse anche il giornale:
Stelletta conquistar.

Ma appresso d’un ingorgo
Marchigno e Lobont chini
Veggo, quali abomini!,
Senad che va a segnar.

Quindi a ‘na ceppa appesi
La mano, il laziale intanto
Sul volto mio va alzando
La coppa e festeggiar.

Ce l’hanno fatto a cubi
Oppure ad emisferi
Rivalsa a sti dispiaceri
Giammai non ci può star.

Applausi!!!  :clap:
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #12 il: 07 Ago 2023, 21:21 »
Er sorcio (riommico) ch’era arifreddato
na cibatta pijò ppe pecorino.
Poi ce penzò: “forse me so sbajato
ma o sarà che sto arifreddato
o sarà er profumo ch’è sofisticato”!
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #13 il: 07 Ago 2023, 21:28 »
Noi laziali siamo un popolo di poeti, santi ed allenatori :)
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #14 il: 07 Ago 2023, 22:14 »
Poteva mancare un omaggio a ibagnez sulle note di chitarra romana proprio oggi?

Dietro il culo di ibagnez,
lesto Manuel v’appare
"Solitario però
ora lo presso un po'
Lo costringo a sbagliare.”

E un pallone vagante
Fu piazzato lassù,
Questo derby romano
L'ha sbloccato Cirù!

Con la faccia un po' tamarra
Ora piangi per tre ore
'na squadretta, senza cuore,
Tre fischioni mette giù.

Se segnava anche Muriqi
All’Ariccia stamattina
Una folla pellegrina
Che dal ponte vola giù

E tra ibagnez che dorme
veretù che cammina
giunge il Mago perché
‘na doppietta per te
che travolge il tuo cuor

rizzitello lontano
si massaggia laggiù
Questo derby romano
l’ha beccato nel cu’

Con la faccia un po’ tamarra…
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #15 il: 07 Ago 2023, 22:28 »
Vale lo stesso :). "La poesia non è di chi la scrive…è di chi gli serve".

(Massimo Troisi, Il postino)

Appunto, ma non mi ricordo se questa l'ho copiata da te perché mi pare che a suo tempo scrivesti qualcosa sul tema del Piave.

Candreva dava a Mauri
Calmo e placido un passaggio
Sulla tre quarti il 26 di maggio
E subito correva verso il fondo e la bandiera
Per aggirar la riommica barriera.

E lesto anticipando tutti quanti
La palla Mauri gli rimise avanti.

Capiva Lulic quell’idea feconda
E si lanciava in area come fionda
Crossò Candreva con tocco leggero
Lulic s’avventa e segna l’uno a zero!

Il cappetano triste
Non “crese” a quell’evento
Piangeva ed era pieno di sgomento
Vince il laziale ha visto
Con la coccarda in petto
E la stelletta irruppe nel suo retto.

La coppa si schiantava alla sua fronte
Ed all’Ariccia s’è riempito il ponte!
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #16 il: 07 Ago 2023, 22:54 »
Appunto, ma non mi ricordo se questa l'ho copiata da te perché mi pare che a suo tempo scrivesti qualcosa sul tema del Piave dell'Aniene


LA CANZONE DELL'ANIENE

L’Aniene mormorava
calmo e placido al passaggio
dei romanisti il 26 di maggio.
Il bobolo sperava
di aggiunger la stelletta
sulle bandiere e poi sulla maglietta…

Svegli passaron quella notte in tanti,
sicuri del trionfo, stì arroganti!

S’udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar dell’onde.
Era un presagio triste, atroce e nero...
L’Aniene mormorò:
“Finisce uno a zero!”

Intanto a Ponte Milvio, poco prima la battaglia
in cielo apparve il volto di Chinaglia.
I riommici pensarono sgomenti ed in silenzio
“Voi vede che finimo come Massenzio?”

La boria presto tramutò in terrore
e dalla Sud s’intese un brutto odore…

S'udì di nuovo dalle antiche sponde,
sommesso e triste il mormorio de l'onde:
come un singhiozzo amaro per davvero
l’Aniene mormorò:
"Confermo l’uno a zero!!"

E quando cominciò lo scontro epico e maestoso,
il Capitano apparve subito nervoso.
Finchè il soldato Senad, al minuto settantuno
colpì con il mortaio, e fu zero a uno...

Dal tiburtino fino al rione Monti
migliaia si buttaron giù dai ponti

Qualcuno si buttò pure dai tetti
fu il dì della vergogna per i lupetti.
Pei riommici fu come Caporetto
l’Aniene mormorò:
“Io ve l’avevo detto…”


Re:L'angolo della poesia
« Risposta #17 il: 07 Ago 2023, 23:07 »
Appunto, ma non mi ricordo se questa l'ho copiata da te perché mi pare che a suo tempo scrivesti qualcosa sul tema del Piave.

Comunque pure la tua è bellissima  ;)

Re:L'angolo della poesia
« Risposta #18 il: 07 Ago 2023, 23:09 »
Comunque pure la tua è bellissima  ;)

Grazie, maestro! :beer:

Vabbè per stasera basta cazzate che domani mattina la sveglia è puntata alle 6.30.
Re:L'angolo della poesia
« Risposta #19 il: 08 Ago 2023, 11:03 »
IL PIU' BELLO DEI MARI

Il più bello dei mari, più bello di Fregene,
è quello che non navigammo (finito il cherosene).
Il più bello dei nostri figli, caro ai nostri dei,
fu l'apollineo bimbo che di nome fa Taddei.
I più belli dei nostri giorni, mannaggia a quella tr[...],
non li abbiamo ancor vissuti, per noi non c’è mai gioia...
La più bella delle coppe, ci piaccia o non ci piaccia,
l'abbiamo vista un maggio, ma la prendemmo in faccia.

(Nazim Hikmet)


 

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