la mattanza (o è una guerra civile?)

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Offline RG-Lazio

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #20 il: 19 Nov 2023, 11:22 »

La scuola é un problema non la soluzione, in questo come in altri contesti, perché granché ne dicano la scuola in quanto istituzione é emanazione dell´ideologia dominante.

Scusate la brutalitá, ma a scuola ci davano e danno da mangiare merda. Ogni tanto capita di trovare un pó di roba buona nella spazzatura scolastica e quindi puó capitare di costruirsi (o quanto meno di provare) una prospettiva critica sull´esistenza. 

Attenzione la scuola é diversa dalla cultura. Personalmente sono per il divorare i libri. Per me se un cittadino non legge almeno 5 libri l´anno deve andare in 1 mese in prigione a recuperare.
Ovviamente in una societá basata sulla produzione e sui plus produttivi non puoi avere tale tempo per "coltivare" il cittadino. Cittadino che é bene ricordarlo si situa permanentemente tra produzione e consumazione, in cui i due momenti si sovrappongono e dunque resta ben poco tempo per l´ozio (anche e soprattutto) letterario.

Le istituzioni sono partorite in questo contesto socio-produttivo. Non vi aspettate li l´emancipazione. Il Femminismo non é nato a scuola.

Dovrei fare un Wall-paper per partire dal macro e arrivare al micro.

Giusto due appunti.

1) Ipotesi di lavoro. Nel topic del romanzo musicale, una volta mi lamentavo con fiammetta della narrazione "felice" dell´infanzia negli anni 50-60-70. Per me c´era una violenza diffusa e generalizzata e soprattutto normalizzata (soprattutto nei constesti piú periferici), i progressi per fortuna ci sono stati.    Chiaramente non sminuizzo gli omicidi in serie e dobbiamo definirli assolutamente strutturali e lavorarci. Mi piace peró anche vedere il bicchiere mezzo pieno...vabbé facciamo l´ottavo pieno.

2) Il lavoro sulle emozioni. Nei primi 6 anni di vita, gli esseri umani costruiscono la base psicologica e neuoronale per gestire le stramaledette emozioni. Dico stramaledette perché lavorare sulle emozioni é un lavoraccio e se sbagli fai danni per tutta la vita. Questo non lo dico io per "cerimoniare" il mio lavoro (piú studio e piú sento inadeguato in tal senso) ma le scienze. Quali investimenti ci sono nelle scuole dell´infanzia? Quanto tempo viene concesso ai genitori (entrambi e non solo la mamma!!!!!!) per stare coi figli??? Cosa fanno le nostre istituzioni....asili con pochissimo personale aperti dalle 7 alle 18.  Bimbi lasciati per ore con personale spesso ai limitit neoro-psichici. In questo contesto devono imparare a gestire le emozioni...per caritá i bambini sono resilienti, ma é una merda 
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #21 il: 19 Nov 2023, 14:07 »
Leggere RG e' sempre un piacere .

Ed anche uno stimolo .

TKS .

Offline Aquila1979

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #22 il: 19 Nov 2023, 16:34 »
Leggere RG e' sempre un piacere .

Ed anche uno stimolo .

TKS .

Non posso che ringraziare anche io

Offline RG-Lazio

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #23 il: 19 Nov 2023, 19:32 »

Troppo buoni...in quel post ci sono 3-4 strafalcioni grammaticali  :( . Altro che piacere da leggere.

Tornando in tema. Tra le proposte interessante ci sarebbe anche l´obbligo (si servono, basta con la libertá del faccio il c@zzo che mi pare) di corsi di autodifesa per i cittadini.

Premesso che non ne ho fatto mezzo (so tanto bravo a chiacchiere). Ne vorrei fare uno con mio figlio e mia moglie.

L´autodifesa é un concetto molto interessante (ridateci le black panther party) che va assolutamente sviluppato come forma fisica e intellettuale (direi anche politica). Ci sono molti corsi legati a filosofie educative che insegnano non solo a difendersi dalle forme di violenza ma anche a non praticarle.

Alla fin fine siamo invasi di narrazioni tossiche. Per me anche la "principessa" la "modella" la "valletta" la "segretaria" lavorano ad un´esposizione alla violenza.

 

   

Offline trax_2400

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #24 il: 19 Nov 2023, 21:07 »
Secondo me è un fenomeno molto difficile da prevenire.
Sfugge ad un'analisi numerica perché a fronte di un centinaio di morti l'anno ci sono milioni di relazioni uomo donna che terminano in maniera differente.
Si parla di educazione all'affetto nelle scuole e secondo me è giusto parlarne, va pure detto però che l'efficacia purtroppo non è assicurata.
Ma l'unica cosa che si può fare è quella, sperando che venga fatta batta ed abbia un impatto importante in futuro.
Per quanto riguarda invece il breve termine forse si può fare qualcosa di più in due sottoinsiemi del problema:

- quando il delitto viene commesso da una persona mentalmente instabile. Se una persona instabile tende ad essere violenta va in qualche maniera contenuta. Che non si parli dei vecchi manicomi, ma ci deve essere un sistema perché queste persone vengano controllate senza violenza (che non meritano) - che possano vivere la loro vita senza però essere nella possibilità di nuocere ad altri;

- quando il delitto è successivo a denunce per violenza, stalking, ecc. A quel punto direi che la tragedia è evitabile ponendo in essere delle misure di separazione con la possibile vittima. Tipo braccialetti elettronici o cose simili.

Offline pan

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #25 il: 19 Nov 2023, 22:28 »

Alla fin fine siamo invasi di narrazioni tossiche. Per me anche la "principessa" la "modella" la "valletta" la "segretaria" lavorano ad un´esposizione alla violenza.

 

in che senso?

Online Goceano

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #26 il: 20 Nov 2023, 05:43 »
Credo che educare (nelle scuole e soprattutto in famiglia) sia uno strumento valido, ma se uno è sociopatico di fondo, e la famiglia stessa tende purtroppo a non voler vedere si fa dura; io lavoro con la disabilità (lo so non è la stessa cosa) e nel piccolo ne vedo di mamme e famiglie che stentano o non vogliono vedere la disabilità del figlio, il che poi porta altri problemi alla famiglia e al figlio stesso.

Offline FatDanny

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #27 il: 20 Nov 2023, 08:53 »
Che fare? Magari lo sapessi. Anch'io sono senza parole e mi sento impotente davanti a quel che vedo.
Non trovo ragioni di fondo costanti su cui si possa intervenire.
Quanto al 'patriarcato' e alla cultura del maschio padrone della sua donna, in molti casi non lo vedo tra le possibili concause. Nel senso, a volte l'assassino effettivamente viene da un'etnia o una subcultura o un'estrazione socioculturale che possono avergli dato quell'impronta nefasta, ma sono molti di più i casi in cui chi uccide non viene da aree geografiche/religioni/famiglie in cui è dominante questa visione della famiglia. Sono moltissimi gli assassini italiani 'bravi ragazzi' cresciuti in famiglie senza problemi di maltrattamenti o alcolismo, per dire. Non è (solo) questione di aver visto il padre menare la madre o sentito a catechismo che l'uomo è il capofamiglia e la donna deve fare quel che dice lui.
Non mi pare che la determinante siano i messaggi lanciati dai media. E' vero che molti trapper hanno nei testi delle loro canzoni (che fatica chiamarle così) versi allucinanti, ma moltissimi omicidi sono gente di mezza età che quei testi mai li ha ascoltati. E film e tv presentano sempre più protagoniste femminili forti e protagonisti maschili non 'machi' rispetto a un tempo, eppure ci sono più femminicidi oggi di un tempo.
Non è decisivo neanche il fattore economico. Potrei capire se sempre l'uomo uccidesse la compagna che so, per timore di restare senza casa. Ma si vedono fior di femminicidi tra fidanzati o in famiglie in cui non ci sono figli quindi la casa non andrebbe in automatico alla donna.
Non mi pare che possa incidere lo stigma sociale. Sono talmente tanti i casi di famiglie separate per decisione di lei, che ormai non c'è proprio nessuno stigma sociale nell'essere lasciati dalla compagna.
Non c'entra l'onore, perchè da quel che si legge l'omicidio non avviene quasi mai per vendicare un precedente tradimento, anzi a volte a uccidere è proprio l'uomo che tradisce.
Posso solo ipotizzare che ci sia una specie di cortocircuito che scatta nella testa dei maschi quando la relazione finisce, che li porta a non riuscire ad accettarlo. Insicurezza e paura? Forse, ma è questo il caso sempre? Rabbia? Incapacità di vedere che non è la fine del mondo? Incapacità di immaginarsi con un'altra mentre si immagina lei con un altro? Non lo so. Forse perchè sti uomini sviluppano una vera dipendenza dalla loro donna e quando questa tronca la relazione vanno in crisi come i drogati? Boh.
E perchè adesso così spesso e un tempo meno? Non lo so. Forse perchè un tempo le donne stavano lo stesso con l'uomo che non amavano più e lo tradivano di nascosto mentre adesso troncano? Boh. Ma sarebbe ora che sociologi e psicologi dessero qualche risposta.

ma con patriarcato non  si intende quel che scrivi qui.
Al massimo queste di cui parli  sono  punte dell'iceberg patriarcale. Sotto l'iceberg ci sono forme ben più diffuse che danno maggiormente l'idea di cosa sia veramente.
Dalle chat maschili di commento alle colleghe, alle forme di controllo di sorelle e amanti, anche solo insultare la macchina  davanti guidata in modo goffo che automaticamente attribuiamo ad una donna.
Il patriarcato è tutto questo. Che non significa in automatico che chi dice uno sfondone nello spogliatoio ucciderà la compagna, ma che partecipa alla stessa dimensione sociale.

Dimensione sociale. Nel mondo post-moderno, thatcheriano, si fa una fatica immensa a spiegare ai non addetti cosa sia una "dimensione sociale" perché questa viene tradotta da chi ascolta come sommatoria di individui. Dunque il già citato goliarda da spogliatoio sembra accomunato ad un'omicida nel dire  che compartecipa alla stessa dimensione sociale.
Una dimensione  sociale è invece una sorta di bolla in cui gli individui stanno e che alimentano, ma che ha una realtà propria. Ecco, il genere maschile e il suo ruolo è questo.
Laddove si combina un problema individuale (psicologico, malessere momentaneo o malattia) all'organizzazione strutturale ecco lì che ne viene fuori l'omicida.
O magari viene fuori il Traini di turno che spara all'impazzata verso i neri che incrocia per strada. In modo diverso, ovviamente, perché diverse sono le caratteristiche  della dimensione sociale evocata (nativi vs migranti).

Perché oggi succede più spesso? Perché oggi si sa di più.
chissà quante morte per botte sono state attribuite ad altro.
senza contare quelle rinchiuse in manicomio, quelle scomparse, ecc.
Vi consiglio  di recuperare i documenti del "tribunale  8 marzo" dell'UDI.
Per capire tutti i gangli del patriarcato è molto utile. E anche di quali atrocità parliamo.

Che fare? Educare, ma anche educarsi.
Perché solo educandosi si può immaginare di dare l'esempio.
Che se il proprio figlio ci vede reagire in certi modi con la compagna, la sorella, la madre, apprende che il rapporto con le donne ha quella funzione e risponde a quelle caratteristiche.
Dopodiché esiste un mondo lì fuori e a me pare che anche quello oggi sia diseducativo. Pensiamo anche  solo ai topos pornografici,  che oggi sono l'educazione sessuale di tanti ragazzi.

Offline Tarallo

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #28 il: 20 Nov 2023, 09:13 »
Ecco, quest’ultimo paragrafo era quello che volevo dire.
Educarsi prima di pensare ad educare, laddove la prima cosa è molto più facile della seconda, il cui impatto si fonda al 95% sull’esempio.

Offline Slasher89

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #29 il: 20 Nov 2023, 09:58 »
Abbiamo un retaggio culturale profondamente sbagliato in cui l'uomo è il padrone di casa e tutto ciò è stato peggiorato da decenni di berlusconismo in cui, nei media, si è esaltata la mercificazione della donna.

Se, come dice giustamente Tarallo, la via migliore per insegnare determinati valori è l'esempio (e sono totalmente d'accordo) ci deve anche essere una base sociale che, al momento, manca assolutamente.

Online vaz

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #30 il: 20 Nov 2023, 11:32 »
L'educazione è il primo passo, ma serve una società (classe dirigente?) forte che supporti il nucleo familiare. Implementando istruzione, contribuendo all'educazione delle masse. Per me serve proprio una rottura netta.

Vi ricordate i commenti a proposito di Greenwood alla Lazio? Oppure fatevi un giro su come viene giudicata la sorella della vittima.

Offline trax_2400

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17780
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #31 il: 20 Nov 2023, 11:40 »
Devo dire che a mio avviso tutta questi discorsi sul patriarcato li trovo molto lontani dalla realtà, almeno per quanto riguarda la mia zona di provenienza.
E' vero che le donne non lavoravano ma gli uomini, i padri, sono sempre stati completamente assenti dalla vita di famiglia.
Questo perchè il lavoro li portava ad essere fuori casa tutto il giorno e al ritorno andavano subito a letto.
Di media la situazione era la seguente:
- o erano agricoltori che la mattina prima dell'alba partivano per andare in campagna e tornavano al tramonto;
- oppure erano operai che al ritorno dal lavoro in fabbrica si recavano comunque in campagna e tornavano a casa al tramonto.

I bambini li vedevano al massimo per il bacio della buonanotte.
Per cui le donne, le madri avevano in mano tutto.
Prima cosa, la gestione economica. L'uomo ritirava lo stipendio e lo consegnava intatto alla moglie, alla quale poi chiedeva i due spiccioli che gli servivano per le sue esigenze quotidiane. Se aveva fortuna, glieli dava.
Seconda cosa, l'educazione dei figli, ovviamente, non vedendolo proprio il padre ...
Le decisioni venivano prese tutte dalla madre, al massimo con un aiuto delle zie.
Gli uomini al massimo facevano da autisti ...

Offline FatDanny

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #32 il: 20 Nov 2023, 11:45 »
trax hai appena descritto una situazione fortemente patriarcale.

temo che come col razzismo ci sia una conoscenza parziale del significato
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #33 il: 20 Nov 2023, 11:49 »
trax hai appena descritto una situazione fortemente patriarcale.

Ma infatti.
Tralaltro, da notare, che nella descrizione di il concetto di figli è sempre declinato al maschile.
Nella famiglia tradizionale cosi descritta il destine delle figlie, spesso, era quello di ricalcare quello delle madri. A occuparsi della casa, dei figli e gestire l'economia solo e soltanto con lo stipendio del marito.

Offline FatDanny

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #34 il: 20 Nov 2023, 12:02 »
ma pure la divisione sfera produttiva maschile e sfera domestica femminile.
si chiama breadwinner model ed è il principale modello patriarcale dall'epoca industriale in avanti.


Offline RG-Lazio

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #35 il: 20 Nov 2023, 12:03 »
in che senso?

Perché a mio avviso disegnano la struttura, il topos, l´archetico della donna come figura dipendente, al servizio, bisognosa di protezione, ma la protezione é spesso controllo e li che si innesta il (bio)potere di un essere biologicamente diverso (il maschio) che scapoccia quando perde appunto il controllo.

L`archetipo della principessa nelle favole infantili é spaventoso. Lo puoi leggere con Hegel, con Nietzsche, con Fuocault. Ti ritrovi in ogni caso difronte ad una criticitá che viene sottovalutata perché son solo favolette e "cosa c´é di male a sognare di essere principesse?"

Nota a margine. Cerco di Fare analisi, non giudizio. Non si tratta di dare colpe alle bambine che sognano di essere principesse o anche ai maschi ""vittime"" di maschilismo tossico. Tra l´altro penso che a determinate dosi, noi tutti maschi siamo eponenti e trasmettitori di maschilismo tossico.

Per me il focus va sui discorsi e dispositivi da disinnescare. Odio il concetto di colpa (é connesso con le religioni). Preferisco quello di responsabilitá (connesso alla sfera etica). In questo senso abbiamo la responsabilitá di decostruirci come maschi e come donne.

Chiaramente anche la sfera erotica rientra in questa questione. L´archetipo della monogamia é ad esempio un problema nell´ottica dell´emancipazione anche e sopratutto dal controllo e dunque dalla  violenza.

Personalmente tendo molto a sovrapporre controllo e violenza a livello psicologico, sociale e anche e soprattutto politico

 

Offline Aquila1979

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #36 il: 20 Nov 2023, 12:05 »
mi sento particolarmente coinvolto, perché ho 2 bambine.
è difficile, maledettamente difficile perché mi bisogna de-costruirsi, aprirsi completamente per capire se e quando commetti un errore.

quando ti rapporti con la tua compagna lo fai correttamente? se ti arrabbi (e succede) lo fai per perché la incaselli in un qualche ruolo stereotipo e quindi ti aspetti determinate cose? (non parlo delle cose ovvie, è un discorso più generale).
se tua moglie perpetua un qualche stereotipo di genere devi intervenire o anche il fatto che tu voglia intervenire è mansplaining?
davvero non so.

all'atto pratico, poi, il fatto che pensi: alla prima violenza psico fisica spezzo le gambe e le braccia al ragazzo, non è essa stessa una idea patriarcale?

Offline Tarallo

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #37 il: 20 Nov 2023, 12:11 »
Il continuum di comportamenti che contribuiscono all’omicidio di cui parliamo include anche il seguente, per spiegare il patriarcato:
finita una recente partita in casa, serale, avevano vinto e eravamo tutti contenti, ci si avvia verso ponte milvio. Io ho questa distorsione mentale per cui appena sento una lingua straniera mi impiccio e comincio a parlarci. È successo più volte e alla fine regalo sempre la sciarpa. Questi tifosi stranieri rimangono molto colpiti, io gli dico non te preoccupa’ ne ho 200, e li fidelizzo alla Lazio per sempre.
Ecco, dopo quella partita sento parlare inglese, mi giro e vedo un ragazzo giovane seguito da una ragazza. Attraversavamo e si tenevano per mano. Di dove sei faccio io, Australia risponde lui. Cazzo che ficata allo stadio dall’Australia, siete in vacanza? Siamo in viaggio di nozze! Ammazza che moglie che te sei trovato, in viaggio di nozze ti lascia pure andare a vedere il calcio. No, l’idea è stata sua.

Questo e patriarcato.
Non ho tempo per spiegare ma non credo creme sia bisogno.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #38 il: 20 Nov 2023, 12:18 »
mi sento particolarmente coinvolto, perché ho 2 bambine.
è difficile, maledettamente difficile perché mi bisogna de-costruirsi, aprirsi completamente per capire se e quando commetti un errore.

quando ti rapporti con la tua compagna lo fai correttamente? se ti arrabbi (e succede) lo fai per perché la incaselli in un qualche ruolo stereotipo e quindi ti aspetti determinate cose? (non parlo delle cose ovvie, è un discorso più generale).
se tua moglie perpetua un qualche stereotipo di genere devi intervenire o anche il fatto che tu voglia intervenire è mansplaining?
davvero non so.

all'atto pratico, poi, il fatto che pensi: alla prima violenza psico fisica spezzo le gambe e le braccia al ragazzo, non è essa stessa una idea patriarcale?
Ti consiglio di vedere Mia. E' un film che mette bene in luce due fragilità: quella degli adolescenti e quella dei padri. E' assai destabilizzante emotivamente ed evoca gli incubi peggiori di ogni genitore, ma se credi di farcela, guardalo. Non è un film perfetto, ma fa il suo dovere.

Comunque, alla fine del post, mi ero tenuta molto sul pratico e volevo solo sapere se il 25 novembre si può contare sulla vostra presenza. Potete fare qualcosa adesso: fatela.

Offline FatDanny

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #39 il: 20 Nov 2023, 12:19 »
ovvio.
Come tutti gli anni saremo presenti.
E per il primo anno sfilerà anche Maya.
 :=))
 

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