la mattanza (o è una guerra civile?)

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Offline mr_steed

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #300 il: 23 Nov 2023, 23:11 »
comunque io mi immedesimo nei parenti delle vittime dei mesi scorsi, le loro figlie, i loro figli, i genitori, hanno avuto come cassa di risonanza un pomeriggio scarso forse su programmi pomeridiani tipo la vita in diretta e similia. certo, giulia era giovanissima, ma anche la donna ammazzata dal marito a Rivoli aveva 32 anni, un fiore di gioventù. talmente tanto ampio il risalto della morte della povera giulia che i soliti noti, manco li /le voglio nominare più, imputano questo al fatto che le sinistre abbiano esaltato questo caso perché turetta "bianco", come se fosse un'eccezione da strumentalizzare. ma non è vero. è esattamente il contrario.  è pratica che operano sempre opinionisti/e di destra quando l'omicida  è "una risorsa boldriniana" come le chiamano loro. nei mesi scorsi, a settembre, ottobre, i reati orribili hanno coinvolto sia italiani che stranieri, come è ovvio.
forse il caso di giulia ha avuto questa eco per distogliere dalla guerra, non so. giusto parlarne, ma sempre. se poi deve essere una scusa per parlarne pure male, infangando la sorella, scrivendo corbellerie, sminuire e giustificare non so cosa sia meglio...

A tal proposito consiglio la lettura di questo interessante articolo, che parla proprio della particolare esposizione mediatica del caso di Giulia...

Giulia e le sue sorelle. Un paese che non sa parlare di femminicidio

https://www.valigiablu.it/giulia-cecchettin-femminicidio/?utm_source=pocket-newtab-it-it

un estratto:

[...] Il femminicidio che fa notizia lo si presenta sempre come un accadimento senza precedenti nella storia italiana. Basterebbe dare un occhio alla programmazione delle fiction su Rai 1 – da Per Elisa, il caso Claps a Circeo – per capire che la cronaca di violenze, sequestri, ammazzamenti e occultamenti del cadavere di una donna è così lunga, antica e articolata da poterne fare una narrazione a puntate. Ogni tanto, spesso in forza di un anniversario, le ripeschiamo, ritornano sullo schermo. Quello stesso schermo che, intanto, ci dice di una nuova donna uccisa. Se non risponde a caratteristiche allettanti per l'esposizione mediatica, non ne conosciamo neppure la faccia. [...]
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #301 il: 23 Nov 2023, 23:20 »
Ida Dominijanni sull'Unità:

L'Unità logo

Il caso di Giulia Cecchettin

“Il patriarcato è ferito, per questo è più feroce”, parla Ida Dominijanni
«Questo è un post patriarcato: ferito dalla libertà femminile, reagisce in modo efferato. È ovvio che in paesi come la Svezia i femminicidi sono più che da noi, perché lì le donne sono più emancipate»

INTERVISTE - di Graziella Balestrieri - 22 Novembre 2023

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“Il patriarcato è ferito, per questo è più feroce”, parla Ida Dominijanni

L’uccisione di Giulia ha riaperto una ferita politica, sociale e culturale. Di femminicidio, di patriarcato e di come il patriarcato si è adattato e si adatta ci parla Ida Dominijanni, giornalista, scrittrice, femminista.

Ieri uomo di 70 anni a Fano ha strangolato e ucciso sua moglie. Da 20 ai 70 anni, la violenza copre ogni età…
Si, la violenza copre ogni età e si sentono nei talk, in televisione dei dibattiti inascoltabili, perché c’è un vasto schieramento di centro e di destra, schieramento mediatico e non solo politico, che continua a dire che non è un problema sociale, né politico, che è un problema individuale, di criminalità individuale. Questo è veramente inascoltabile. Devo dire che sono molto molto colpita positivamente dalla reazione delle studentesse e degli studenti di Padova che hanno messo le cose molto in chiaro ieri, dicendo che il problema è sociale e politico e che loro non si faranno ridurre all’immagine delle donne in lutto silenzioso, hanno detto che urleranno, che vogliono bruciare tutto e quindi ci sarà una reazione politica giovanile a questa tragedia di Giulia. È un fatto molto importante, questa reazione delle amiche, degli amici e non solo, calcolando che c’era mezza Padova in piazza con loro, che risponde sulla linea che ha dato egregiamente la sorella di Giulia, questa meravigliosa sorella.


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Sorella che è stata anche attaccata…
Si certo, e questa rivolta giovanile risponde agli attacchi che lei ha avuto, le dà ragione, e fa anche capire come questa destra che si vuole maggioritaria in realtà sia minoritaria.

Però al Governo c’è la destra…
Al Governo c’è la destra e dobbiamo fare conto con questa destra. Prendiamo Amadori, che dovrebbe coordinare il gruppo che istruisce questa educazione affettiva nelle scuole superiori: è un signore, che tra l’altro il ministro paga profumatamente, che ha scritto un libro che si intitola La guerra dei sessi nel quale sostiene che il problema è la cattiveria, sostenendo che le donne sono più cattive degli uomini, che non c’è un problema maschile e che in giro c’è un grande complotto femminile per ribaltare il potere. Diciamo che sono le solite stupidaggini da maschio alfa. Fino ad un anno fa si leggevano queste sciocchezze nei siti dei maschi alfa, siti minoritari che attaccavano le femministe sulla base di queste idiozie. Adesso queste idiozie sono al governo, però noi risponderemo con la verità di chi veramente si sente colpita da questa vicenda così, colpita in prima persona, perché colpisce tutte.


In giro si legge di un manuale da consegnare alle ragazze per riconoscere i campanelli d’allarme: ma serve a qualcosa?
Ma intanto sgombriamo il campo da una tentazione ovvero quella di colpevolizzare di nuovo le donne che non si accorgono dei campanelli d’allarme. Poi non è facile accorgersi dei campanelli d’allarme, perché ognuna di noi ha avuto ed ha una vita sentimentale. E le relazioni sentimentali sono fatte di chiaro scuri, non sono tutte limpide e solari. Una donna si può trovare un ragazzo o un uomo davanti con dei comportamenti che possono essere sospetti ma che possono essere anche normalmente malinconici, per esempio, o normalmente aggressivi. È difficile interpretare come campanelli d’allarme cose che spesso campanelli d’allarme non sono. Per esempio: il padre di questo ragazzo che ha ucciso Giulia continua a dire che era un figlio modello, che non gli aveva mai dato problemi, era sempre andato bene a scuola. Io ci credo perché purtroppo una delle cose che abbiamo dimenticato è che spesso la perversione si cela nella normalità. Anzi proprio le persone che sembrano più conformi e conformiste spesso poi hanno delle manifestazioni di violenza efferata. Quindi sulla questione dei campanelli d’allarme ci andrei abbastanza piano. Ci andrei piano anche sulla “psicologizzazione” di questa storia, perché certamente ci sono cause psichiche molto profonde che però non sono solo individuali, sono anche questi sintomi sociali, perché la psicoanalisi riguarda il legame sociale non riguarda solo l’individuo. Però noi non possiamo analizzare dall’esterno questa dimensione, quello che possiamo fare è riaffermare il carattere sociale e politico o, meglio, politicizzabile di questa vicenda dei femminicidi. Allora su questo vorrei dire due cose essenziali. Punto primo: c’è tutta una parte di opinion maker che si stupisce del fatto che in Italia ci siano meno femminicidi che nei paesi del nord Europa e ne trae la conclusione che quindi è sbagliato attribuire il femminicidio ad una cultura patriarcale. Perché loro dicono “in paesi meno patriarcali del nostro i femminicidi aumentano”. Dietro questa obiezione c’è una totale ignoranza di che cos’è il patriarcato. Il patriarcato è un sistema socio simbolico transculturale, che cioè si ritrova sotto varie forme in diverse culture, non viene sconfitto dalla democrazia. Questo modo di ragionare è molto figlio di un ventennio in cui si è attribuito il patriarcato solo al mondo islamico, come se l’occidente se ne fosse liberato è come se via via che si va verso la parità, i diritti, etc il patriarcato si estingue: non è così! Il patriarcato si adatta. Il problema è: che tipo di patriarcato abbiamo davanti noi oggi? Abbiamo davanti un patriarcato che in verità io chiamo da molti anni un post patriarcato, un post patriarcato diciamo che non è più quello tradizionale, in cui le donne non c’era neanche bisogno di ammazzarle, perché erano addomesticate. Adesso abbiamo un patriarcato ferito, ferito dalla libertà femminile guadagnata, che quindi reagisce a questa libertà in modo efferato. E questa vicenda di Giulia è molto paradigmatica sotto questo punto di vista: c’è chiaramente una competizione maschile da parte di uno che non si rassegna al fatto che lei si laureasse prima di lui, che fosse più brillante, lo aveva lasciato, quindi c’è una reazione efferata al fatto che esattamente il patriarcato non è più quello di una volta ed è molto ferito dalla libertà femminile. Questo vuole anche dire che nei paesi più sviluppati questa dinamica si accentua, nei paesi più modernizzati diciamo. Quindi, è ovvio che in Svezia i femminicidi sono di più che da noi, proprio perché in Svezia le donne sono più emancipate. E poi noi viviamo in un mondo in cui il romanzo di formazione maschile è ridiventato un romanzo di formazione maschile militare e violento. Queste cose, che stanno accadendo in Italia, avvengono comunque in un contesto internazionale di guerra, di rivalutazione dell’eroismo, di rivalutazione della mascolinità, del virilismo più becero, in un quadro in cui di giorno in giorno si scoprono le violenze sessuali interne a quello che sta succedendo in Israele e a Gaza, fra maltrattamenti e stupri. È assolutamente demenziale non capire che questo quadro di violenza generalizzata influisce sui giovani maschi, come pure influisce un quadro culturale dove la violenza è stata completamente sdoganata: al cinema, nelle serie televisive, in tv. Queste sono cose che influenzano moltissimo la formazione di un giovane uomo. Se non viene messa a tema la questione di genere in automatico scattano i ruoli di genere più tradizionali, quindi è estremamente importante tirarla fuori, far capire a chi cresce che la relazione con l’altra, l’altro deve essere una relazione fatta di rispetto e di libertà reciproca.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #302 il: 24 Nov 2023, 00:48 »
Per chi ha visto il film della Cortellesi .

Adesso guardate lo spot del profumo di D&G .

Sto diventando paranoico ?

Offline FatDanny

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #303 il: 24 Nov 2023, 09:01 »
Pure io. Però allora è giusto rimettere la pena di morte, perchè io e te abbiamo mani ruvide, un machete, e tanta determinazione. Una mamma sola questa possibilità non ce l'ha. Ci deve pensare lo stato. Se è iungiusto, tu non lo fai. Se è giusto, devono poter usufruire della possibilità tutti.

Ma io non dico che è giusto.
Non ha mai avuto la velleità di dire o fare solo cose giuste.
So quello che è giusto ma so anche che sbaglio.
In questo caso sbaglierei senza alcun dubbio.
Ma se un singolo è contemplato che sbagli, istituzionalizzare uno sbaglio sarebbe un crimine ben peggiore.

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #304 il: 24 Nov 2023, 09:41 »
Amore criminale: storie di femminicidi

Amore.
Già. Quando cominci a non subire più la cultura come fosse naturale, ti rendi conto in che tipo di linguaggio siamo immersi e quanto sia pervasivo.

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #305 il: 24 Nov 2023, 10:39 »
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #306 il: 24 Nov 2023, 11:37 »
https://www.fanpage.it/attualita/replica-a-commento-del-marito-su-giulia-cecchettin-lui-le-da-un-pugno-poi-la-colpisce-con-un-coltello/

 Venerdì 24 Novembre 2023, 00:22

È stata vessata per due anni, picchiata, minacciata di morte dall’allora fidanzato. Lui è stato arrestato in giugno, con le accuse di maltrattamenti aggravati e anche di lesioni, visto che dopo l’ultimo scontro lei era finita in ospedale. E ieri, a Roma, per Daniele Lentini, 38 anni, è arrivata la condanna: 4 anni di reclusione, con lo sconto di pena previsto dalla scelta del rito abbreviato. Ma in aula, la vittima, nonostante le violenze descritte nel capo di imputazione, dopo la discussione di pm e avvocati ha detto al magistrato: «Io lo amo, lo perdono».


LA DECISIONE
Il gup Anna Maria Gavoni è poi entrata in camera di consiglio.

E quando è uscita ha pronunciato la sentenza con cui ha accolto in pieno la richiesta del pm Francesco Basentini. Dopo la lettura del dispositivo, la vittima si è rivolta di nuovo al magistrato: «Lo posso almeno abbracciare?». La risposta del giudice è stata negativa: i fatti contestati sono considerati troppo gravi e l’imputato è stato riportato nel carcere di Regina Coeli dalla polizia penitenziaria. Come sottolineano diversi magistrati e avvocati che si occupano di violenza di genere, una delle problematiche principali in questo tipo di reati è che spesso le vittime tendono a ritrattare, e a fare passi indietro.

I maltrattamenti sarebbero durati dal 2021 al 14 giugno 2023, data dell’arresto. La vittima sarebbe stata aggredita più volte, sia fisicamente che psicologicamente, con minacce pesanti: «Se trovo qualcuno qui dentro o sotto casa faccio un macello, stai pur certa che ti ammazzo, lo sai che ne sono capace». Sarebbe anche stata mortificata «con frasi ingiuriose», è sottolineato nel capo di imputazione: «Non sai fare un c..., sei una t...». Ma gli atti della Procura contengono anche un elenco di altre vessazioni: la donna sarebbe stata percossa e strattonata, colpita con calci, pugni e schiaffi. L’imputato le avrebbe stretto forte le mani intorno al collo. E ancora: «Nel dicembre 2022 la colpiva con violenza al fianco». E pochi giorni dopo l’avrebbe mortificava anche davanti alle forze dell’ordine intervenute a casa della coppia. L’11 marzo 2023, dopo un litigio, la vittima sarebbe stata minacciata con un coltello e colpita al volto con pugni e schiaffi. Il 14 giugno sarebbe stata aggredita anche con calci e morsi, e afferrata di nuovo per il collo. La donna era finita all’ospedale, dove i medici avevano riscontrato lesioni guaribili in 30 giorni: escoriazioni, lividi, ferite, un dito rotto e una costola incrinata. Il magistrato sottolinea che gli atteggiamenti violenti avrebbero ridotto la vittima in uno stato di «grave prostrazione» e che il compagno le avrebbe imposto «penose condizioni di vita». I reati sono aggravati dal fatto di avere agito per motivi futili e in danno di una persona alla quale l’uomo era legato da una relazione sentimentale.

Ieri in aula l’imputato, assistito dall’avvocato Francesca Sellitto, ha reso dichiarazioni spontanee: ha detto di avere intrapreso un percorso riabilitativo e psicologico a Regina Coeli e ha dato una sua versione dei fatti, precisando alcune ricostruzioni. Ora la difesa attende le motivazioni della sentenza prima di presentare appello.


E' un continuo: questo aspetto è devastante. Il condizionamento è di un livello tale che la vittima non riesce a liberarsi:



Era arrivata al Pronto soccorso dell'ospedale "Spaziani" di Frosinone sanguinante, piena di lividi e lamentando dolori ad un fianco. La donna, una casalinga di 5t0 anni residente a Supino, aveva riferito ai medici di essere caduta per le scale. Ma quando è stata sottoposta a visita i dottori hanno riscontrato lesioni che non potevano essere riconducibile ad una caduta.

Sospettando che la paziente non stesse dicendo la verità, hanno fatto scattare la denuncia d'ufficio presso la Questura di Frosinone. A quel punto gli investigatori hanno avviato le indagini. La casalinga, che oltre ad un trauma cranico aveva riportato anche delle fratture alle costole, è stata refertata con una prognosi di venti giorni.
Soltanto quando i poliziotti le hanno assicurato che non aveva nulla da temere e che l'avrebbero tutelata, la paziente, lasciandosi andare ad un pianto liberatorio, ha confessato che a massacrarla di botte era stato il marito, un piccolo imprenditore anche lui cinquantenne. Dopo quella ammissione la donna ha raccontato come un fiume in piena quella vita insieme al coniuge con cui era sposata da oltre venti anni, fatta di vessazioni, di maltrattamenti e di botte. Per amore del loro unico figlio, oggi quindicenne, la donna aveva sopportato ogni genere di sopruso e di angheria. E se non fosse stato per i medici del Pronto soccorso che hanno fatto scattare la denuncia, chissà per quanto tempo ancora avrebbe continuato a sopportare umiliazioni e percosse.
L'uomo, una persona dal carattere aggressivo e violento, considerava la moglie come un oggetto di sua proprietà che doveva sottostare ai suoi voleri. E quando la coniuge provava a ribellarsi erano botte a non finire. A seguito della denuncia presentata dai medici del Pronto soccorso, è stato attivato immediatamente il codice rosso. L'imprenditore è stato colpito da divieto di avvicinamento alla moglie. Oltre a non poterla avvicinare da una distanza di 200 metri, non potrà contattarla telefonicamente o per via telematica.
IL PROTOCOLLO

Non è la prima volta che i medici dello "Spaziani" si trovino davanti a situazioni del genere. Da qui la necessità di mettere a punto un protocollo d'intesa con gli uffici preposti. «Proprio in questi giorni stiamo effettuando un corso di formazione - spiega il dirigente del pronto soccorso Fabrizio Cristofari - Si tratta di protocollo che riguarda la presa in carico e le dimissioni di pazienti con quadri clinici che vanno pensare casi di violenza».
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #307 il: 24 Nov 2023, 12:12 »

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #308 il: 24 Nov 2023, 12:27 »
ING, questo è un discorso estremamente complesso. L'amore della vittima per il proprio carnefice risponde non solo a logiche patriarcali, ma ad attaccamento romantico e idealizzazione dell'amore.
Se una bambina avesse la libertà di non essere orientata verso un ruolo, ma fosse semplicemente accompagnata mentre scopre la sua identità, qualsiasi essa sia, credo che certe dinamiche si attenuerebbero. Per me niente può scomparire, ma l'attenuazione sarebbe già un trionfo.
Invece a due anni ti mettono una bambola in mano, poi arriva il passeggino con il biberon, nel frattempo ti martellano con principi e principesse o con straccione che, miracolosamente, perché sono buone e belle diventano principesse e tutto l'immaginario sociale che vede la futura donna, anche lavoratrice per carità, ma madre, cristiana e trallallero comincia a lavorare incessantemente. E capita che se non sei forte abbastanza, che se non hai abbastanza senso critico per ribaltare interamente questa indotta ripartizione dei ruoli, in cui la donna deve essere tutto e il suo contrario, perché poi arriva la barbie che ti insegna che devi essere anche una strafiga da sbattere a terra, e magari dopo dodici ore di varie fatiche accogliere l'italico virgulto che rientra a casa dopo una giornata di un lavoro solo, in reggicalze e tanga (sempre che tu abbia i soldi, altrimenti compri slip all'Oviesse quando ci sono le offerte 3 a 1 euro), capita dicevo, che finisci col crederci. Poi cresci, impari a leggere e sei circondata da varia letteratura rosa, che ti insegna che l'uomo con la mascella volitiva e lo sguardo truce, fisicamente possente tanto da sbatterti al muro per vincere il tuo strazio interiore che è combattuto "tra sesso e castità" è in realtà l'uomo dei sogni. Che quel suo sbatterti al muro è per il tuo bene, perché lui ha capito prima di te che volevi dire sì, ma non ne avevi il coraggio. Poi ti viene il menarca e madri e zie ti comunicano che devi stare attenta, vestirti a modo, non "mettere la paglia vicino al fuoco", mantenere chiuse le gambe e che è meglio fidanzarsi in casa in giovane età, piuttosto che andare sola, libera e raminga incontro al tramonto. E scopri che tuo padre, maschilista con la moglie, è progressista con la figlia perché la figlia lo manda affanculo una volta sola, togliendogli il saluto per mesi. E non può che rassegnarsi a scoprire un nuovo punto di vista che è simile a "non rompetemi le palle, ma non rompetele nemmeno a mia madre perché vi corco". Sai cosa vuol dire, cominciare a nove anni a proteggere la propria madre da se stessa? Sai quanti danni fa? Sai cosa vuol dire doversi proteggere da linguaggio, immaginario, didattica, cultura, arte, quando tutto ti indica che quella sbagliata sei tu? Devi destrutturarti completamente e io ho cominciato a farlo a vent'anni e ne pago ancora il prezzo tutti i giorni. Perché quando sei costretta a smontare tutto: cultura, famiglia, ambiente, rapporti sentimentali, ti rimane cenere tra le mani. E trovare un equilibrio è una fatica di Ercole e tu Ercole non sei.
Siate buoni con queste donne, non giudicatele. Sono vittime di tutto, anche della versione di loro stesse che le è stata insegnata. Non siamo supereroi, quelli sono fumetti, questa è la realtà.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #309 il: 24 Nov 2023, 12:36 »
Se una bambina avesse la libertà di non essere orientata verso un ruolo, ma fosse semplicemente accompagnata mentre scopre la sua identità, qualsiasi essa sia, credo che certe dinamiche si attenuerebbero. [...]

Questo mi permette una precisione.
Ieri, nelle mie argomentazioni, è la che volevo arrivare.
Con la desacralizzazionedella sacra famiglia.
In cui ognuno ha un suo ruolo ancestrale. Il maschio a difesa del fortino familiare e la femmina al focolare. Secondo me è un punto cruciale da cui si può/deve iniziare.

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #310 il: 24 Nov 2023, 13:17 »
Sono perfettamente d'accordo su questa osservazione. E porre una maggiore attenzione ai primi anni dei figli da un punto di vista ludico, sarebbe già uno straordinario passo avanti.
Preciso che solo la parte di padre, madre e zia è autobiografica. Il resto è pura osservazione, tranne favole e bambole. Ci hanno provato anche con me, era prassi diffusa, ma io le bambole le odiavo a morte e dopo che ruppi la quarta, rinunciarono.  :) Poi, io e miei fratelli abbiamo davvero goduto di una libertà straordinaria.
Ho avuto un padre molto in gamba e l'ho capito dopo aver osservato quelli delle altre, quando ero già uscita dal fideismo amoroso tipico delle figlie con i padri. Si è fatto mandare a quel paese una volta sola e non si è mai più permesso di ledere la mia dignità. Ed era un uomo nato nel 1927, cresciuto a botte. Aveva un acceso senso critico anche lui, quando voleva.

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #311 il: 24 Nov 2023, 15:31 »
I cortei di domani, 25 novembre:
Roma: ore 14:30, corteo da Circo Massimo fino a San Giovanni;
Milano: ore 11, Largo Cairoli;
Napoli: ore 10, corteo da piazza Vittoria a piazza del Plebiscito;
Messina: ore 15, corteo da largo Seggiola verso piazza Duomo;
Firenze: ore 10, women walk da via Torcicoda;
Torino: ore 15, corteo da Porta Nuova;
Cagliari: ore 16.00, Bastione San Remy.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #312 il: 24 Nov 2023, 15:41 »
ING, questo è un discorso estremamente complesso. L'amore della vittima per il proprio carnefice risponde non solo a logiche patriarcali, ma ad attaccamento romantico e idealizzazione dell'amore.
Se una bambina avesse la libertà di non essere orientata verso un ruolo, ma fosse semplicemente accompagnata mentre scopre la sua identità, qualsiasi essa sia, credo che certe dinamiche si attenuerebbero. Per me niente può scomparire, ma l'attenuazione sarebbe già un trionfo.
Invece a due anni ti mettono una bambola in mano, poi arriva il passeggino con il biberon, nel frattempo ti martellano con principi e principesse o con straccione che, miracolosamente, perché sono buone e belle diventano principesse e tutto l'immaginario sociale che vede la futura donna, anche lavoratrice per carità, ma madre, cristiana e trallallero comincia a lavorare incessantemente. E capita che se non sei forte abbastanza, che se non hai abbastanza senso critico per ribaltare interamente questa indotta ripartizione dei ruoli, in cui la donna deve essere tutto e il suo contrario, perché poi arriva la barbie che ti insegna che devi essere anche una strafiga da sbattere a terra, e magari dopo dodici ore di varie fatiche accogliere l'italico virgulto che rientra a casa dopo una giornata di un lavoro solo, in reggicalze e tanga (sempre che tu abbia i soldi, altrimenti compri slip all'Oviesse quando ci sono le offerte 3 a 1 euro), capita dicevo, che finisci col crederci. Poi cresci, impari a leggere e sei circondata da varia letteratura rosa, che ti insegna che l'uomo con la mascella volitiva e lo sguardo truce, fisicamente possente tanto da sbatterti al muro per vincere il tuo strazio interiore che è combattuto "tra sesso e castità" è in realtà l'uomo dei sogni. Che quel suo sbatterti al muro è per il tuo bene, perché lui ha capito prima di te che volevi dire sì, ma non ne avevi il coraggio. Poi ti viene il menarca e madri e zie ti comunicano che devi stare attenta, vestirti a modo, non "mettere la paglia vicino al fuoco", mantenere chiuse le gambe e che è meglio fidanzarsi in casa in giovane età, piuttosto che andare sola, libera e raminga incontro al tramonto. E scopri che tuo padre, maschilista con la moglie, è progressista con la figlia perché la figlia lo manda affanculo una volta sola, togliendogli il saluto per mesi. E non può che rassegnarsi a scoprire un nuovo punto di vista che è simile a "non rompetemi le palle, ma non rompetele nemmeno a mia madre perché vi corco". Sai cosa vuol dire, cominciare a nove anni a proteggere la propria madre da se stessa? Sai quanti danni fa? Sai cosa vuol dire doversi proteggere da linguaggio, immaginario, didattica, cultura, arte, quando tutto ti indica che quella sbagliata sei tu? Devi destrutturarti completamente e io ho cominciato a farlo a vent'anni e ne pago ancora il prezzo tutti i giorni. Perché quando sei costretta a smontare tutto: cultura, famiglia, ambiente, rapporti sentimentali, ti rimane cenere tra le mani. E trovare un equilibrio è una fatica di Ercole e tu Ercole non sei.
Siate buoni con queste donne, non giudicatele. Sono vittime di tutto, anche della versione di loro stesse che le è stata insegnata. Non siamo supereroi, quelli sono fumetti, questa è la realtà.

Ma è esattamente questa compassione, cioè un soffrire insieme a queste vittime, che mi lascia interdetto e mi fa arrabbiare. Ma non con loro, ovviamente, ma contro la doppia ingiustizia che debbono sopportare. Capisco perfettamente la logica della tua analisi e la condivido in questi termini: dalle donne si pretende sempre di più di quanto non sia lecito e certamente molto più di quello che si chiede agli uomini.

Offline Aquila1979

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #313 il: 24 Nov 2023, 15:48 »
Siate buoni con queste donne, non giudicatele. Sono vittime di tutto, anche della versione di loro stesse che le è stata insegnata. Non siamo supereroi, quelli sono fumetti, questa è la realtà.

non si tratta di essere buoni.
si tratta che nessuno può permettersi di giudicare (e qui dentro sfido a trovarne - almeno spero).
al massimo si può sperare che persone capaci, adatte, possano aiutarle

Offline Fiammetta

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10234
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #314 il: 24 Nov 2023, 16:34 »
Ma è esattamente questa compassione, cioè un soffrire insieme a queste vittime, che mi lascia interdetto e mi fa arrabbiare. Ma non con loro, ovviamente, ma contro la doppia ingiustizia che debbono sopportare. Capisco perfettamente la logica della tua analisi e la condivido in questi termini: dalle donne si pretende sempre di più di quanto non sia lecito e certamente molto più di quello che si chiede agli uomini.
Non lo avevi precisato, ma comunque avrei scritto ugualmente il post, perché Aquila è ottimista ritenendo che l'accusa alle donne che non riescono a uscire dai maltrattamenti, non sia uno degli argomenti più gettonati per spiegare il fenomeno. Purtroppo lo è anche da parte di persone insospettabili.

Offline Fiammetta

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10234
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #315 il: 24 Nov 2023, 16:38 »
Non alludo al forum.

Offline Tarallo

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111509
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #316 il: 24 Nov 2023, 17:52 »
Se qualcuno va, scrivetelo qua così se beccamo.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #317 il: 24 Nov 2023, 18:28 »
Se qualcuno va, scrivetelo qua così se beccamo.

L'intenzione è di esserci, mia figlia non potrà e forse dovrò accompagnarla e saltare pure io (quindi sarebbe una giusta causa  ;) )

Offline cartesio

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22414
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #318 il: 24 Nov 2023, 19:39 »
Ed era un uomo nato nel 1927, cresciuto a botte.

Come raccontavo qualche giorno fa. Era normale.

Offline RG-Lazio

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6048
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #319 il: 24 Nov 2023, 20:03 »
Qualche appunto di riflessione che mi é venuto leggendovi ma non partecipando

1) Sul patriarcato o meglio sul maschio bianco. Il maschio bianco é ben aldilá dei suoi accidenti biologici...ossia non é semplicemente un essere dotato di c@zzo e pelle bianca (anche quello). il presidente meloni o Angela Merkel sono piú maschi bianchi di quanto si possa pensare. Ci sono prassi, discorsi, topoi, modelli, narrazioni legati direttamente o indirettamente al maschio bianco.

2) Sulla violenza. Attenzione. Il tema della violenza é un tema a me caro e lo é soprattutto a livello generazionale. Siamo una generazione (dai 50enni in giú) fondata sulla condanna della violenza, cresciuta nel mito della non violenza. La politica condotta con violenza sarebbe inutile, non democratica e sostanzialmente apolitica o meglio impolitica. Con il tempo personalmente ho rivisto tanto criticamente questi concetti, pur restando troppo non-violento e nel mio pavido viaggio filosofico-politico ho recuparato la violenza, la sua politicitá. Certo ad oggi parlare della violenza che depone il potere anziché fondarlo sembra un esercizio teorico-intellettuale. Lo capisco, peró intanto ci parto e in ogni caso ho sempre trovato utile confrontarmi con il concetto di autodifesa partorito dal black panther party ( non é il corsetto eh). Son piste

3) La religione, il sesso e il controllo dei corpi. Qua apriamo un buco nero. A mio modo di vedere l´erotismo é un elemento fondamentale dell´essere dell´uomo. Gli esseri chiamati uomini fanno del sesso un´arte, anche e soprattutto nel senso greco. Produciamo tantissimo erotismo. L´analitica dell´erotismo va aldilá del bene e del male, della mera sessualitá biologica. La chiesa cattolica ha prodotto tantissimo erotismo nel tentativo di controllarlo e di disciplinarlo. Il concetto di perversione é totalmente fuorviante. Non serve a niente. Tutti i rapporti sessuali umani sono erotici e perversi, e i concetto tautologici sono inutili e vanno scartati. L´erotismo é anche gioco di poteri (i ruoli). La mia impressione é che le liberazioni della sessualitá, dell´erotismo siano in ogni caso ancora incastrate nella sovranitá (chi e come comanda il gioco) e che dunque dopo aver liberato i corpi dalla disciplina erotica religiosa bisogna riassegnarli ad una dimensione partecipativa e democratica.
Ovviamente ci siamo liberati fino ad un certo punto...siamo ancora in larga maggioranza presi nella monogamia (che é come detto una perversione) nella prigione dell´equivalenza tra fedeltá emotiva e fedeltá erotica, etc. etc.         
 

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